Recensione di Fuel Overdose

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     I-Friqiya
  • Data uscita:

     21 dicembre 2012
- Varietà di armi e gadget
- Diversi poteri per ogni personaggio
- Modalità Storia noiosa
- IA da dimenticare
- Telecamera problematica
- Tecnicamente insufficiente
- Gameplay deludente
- Respawn mal gestito
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A cura di (Hybr1d) del
Nel 2010, i-Friqiya, software house con base a Dubai, ha iniziato a lavorare a Fuel Overdose, racing game arcade con l’ambizione di offrire ai videogiocatori una nuova esperienza di gioco in singolo e in multiplayer, proponendo un titolo di corse incentrato sull’azione e con un approccio vario e strategico alle fasi di combattimento. Il prodotto è recentemente sbarcato sul PlayStation Network e su PC, e noi abbiamo passato parecchie ore in pista tra missili, proiettili e gadget vari ad approfondire tutti i contenuti offerti da Fuel Overdose.



Si accendono i motori
Fuel Overdose è un gioco di guida arcade con visuale isometrica, grafica in cel-shading e telecamera automatica, in cui ci troveremo al volante di un veicolo dotato di diversi tipi di armi e di un utile rampino, denominato gancio d’attacco, utilizzabile per pennellare le migliori traiettorie in curva e ottenere un boost di potenza in uscita, se sganciato con il corretto tempismo. Non essendoci a disposizione alcun tipo di turbo, e avendone a disposizione solo una quantità limitata durante tutta la gara, utilizzare al meglio questo prezioso gadget potrà rivelarsi determinante per il piazzamento finale. Per attivarlo basta premere il tasto adibito e, dopo aver fatto la dovuta pratica, tornerà utile anche utilizzarlo per agganciarsi ai veicoli dei nostri avversari disturbandone la guida, rallentandoli, mandandoli fuori strada o colpendoli con una potente scarica elettrica. Accelerazione e freno sono deputati ai grilletti R2 e L2, quest’ultimo controlla anche la retromarcia, mentre il dorsale L1 serve per scorrere l’arsenale a nostra disposizione e cambiare arma. Ne avremo a disposizione tre durante le gare: mitragliatrice, lanciamissili e mine anticarro, tutte utilizzabili con il pulsante X. Il tasto quadrato attiva lo scudo della vettura, molto utile quando ci si trova nella ressa con proiettili e missili che arrivano da ogni dove, mentre il triangolo serve per far detonare le bombe sparse per il tracciato. Piazzate in punti strategici come curve o tornanti, le bombe si rivelano molto insidiose in quanto possono far ribaltare il veicolo e farci perdere tempo prezioso prima di effettuare il respawn e ripartire. In aggiunta alle armi convenzionali, ogni personaggio ha a disposizione particolari poteri attivabili con lo stick analogico destro una volta riempita la barra di caricamento: due attacchi Super, per gli avversari che si trovano nelle vicinanze, e un attacco Ultra che colpirà tutto il tracciato.
In Fuel Overdose sono presenti otto personaggi, tutti estremamente stereotipati a tal punto da risultare poco interessanti, anche in vista della modalità Storia, tra le cinque, sicuramente quella maggiormente indirizzata al single player (la altre sono Corsa Libera, Campionato, Sfida e Multiplayer). Si va dal fan service di ragazze maggiorate, molto svestite e rappresentate in pose improbabili, a bestioni tatuati o samurai con parti del corpo robotizzate. La scelta di un pilota piuttosto che di un altro influirà sui poteri utilizzabili in gara, mentre non porterà nessuna differenza sul parco macchine a disposizione, in quanto tutti i personaggi hanno accesso a tutti i veicoli presenti nel gioco.
La modalità Corsa Libera mette a disposizione i tracciati e i veicoli sbloccati nella progressione delle altre modalità, dandoci la possibilità di impratichirci con i comandi di gioco o di portare a temine una breve corsa quando il tempo a nostra disposizione scarseggia. Più consistente risulta essere la modalità Sfida, che offre trenta differenti obiettivi da raggiungere in cambio di crediti da spendere negli upgrade di armi e veicoli o per acquistarne di nuovi.
Scelti tracciato e veicolo, ci troveremo in un menu in cui è possibile spendere i contanti accumulati per rifornirsi di armi oppure per farne un upgrade. Questo incrementerà i danni inflitti da ciascun colpo portato a segno e il raggio d’azione di ogni attacco. Oltre alla classica gara con otto giocatori, ci troveremo ad affrontare anche sfide uno conto uno, in cui avrà la meglio chi taglia per primo il traguardo dopo tre giri o mette fuori gioco l’avversario. In alcuni casi, soprattutto nella modalità storia, ci troveremo ad affrontare gare senza poter utilizzare né armi né gadget vari, aumentando drasticamente il livello di difficoltà della competizione.



Inizia la bagarre
Iniziata a modalità Storia, scopriamo che i protagonisti sono abitanti di un mondo post apocalittico, in cui pestilenze e disastri naturali hanno completamente sconvolto l’intero ecosistema, decimato la popolazione e portato allo sfaldamento della situazione geopolitica mondiale. La gerarchia sociale ha subito bruschi mutamenti che, inevitabilmente, hanno portato all’organizzazione dei sopravvissuti in clan e all’affermazione della legge del più forte. Il mercato dei vaccini e delle medicine è interamente controllato da un unico di questi gruppi criminali e il solo modo per guadagnarsi una dose del prezioso farmaco è lottare a bordo del proprio veicolo e vincere le gare. La modalità Storia di Fuel Overdose è giocabile con ogni personaggio, raccontando le vicende che stanno dietro la vita di ognuno. L’incipit è lo stesso per tutti, ma le motivazioni e gli eventi di cui saranno protagonisti differiranno per ognuno, risultando mediamente tutt’altro che memorabili. La trama si svolge all’interno della base del clan di cui sopra e viene presentata come una sequenza di dialoghi tra figure disegnate in stile manga in cui il fan service la fa da padrone. Nonostante l’idea di base possa sembrare interessante, ci troviamo di fronte a una storia senza capo ne coda, con alcuni frangenti assolutamente senza senso per un gioco di guida. Fondamentalmente si tratta di un pessimo collante tra le varie gare che andremo ad affrontare e la noia prende il sopravvento dopo pochi minuti, con dialoghi privi di contenuto che si susseguono a schermo in attesa della prossima sfida.
Ogni storia si porta a termine velocemente, affrontando quattro o cinque gare ambientate in città reali rivisitate in chiave apocalittica. Sono presenti Las Vegas, New York, Praga, Kyoto e Il Cairo, tutte caratterizzate da differenti condizioni atmosferiche e terreni su cui gareggiare. Sebbene questo potesse essere un ottimo modo per introdurre un po’ di varietà nel titolo e dargli un minimo di personalità, i ragazzi di i-Friqiya, non sono riusciti a sfruttare questa opportunità, offrendo al giocatore tracciati differenti alla vista, ma le cui particolarità non influiscono minimamente sul modello di guida dei veicoli. Neve, deserto o acqua non fanno alcuna differenza in termini di gameplay: con i veicoli che affronteranno dune o allagamenti come se niente fosse, mantenendo lo stesso modello di guida e lo stesso feeling dato dall’asfalto. Inoltre strade troppo strette e curve a novanta gradi in successione che mandano in crisi la telecamera, non favoriscono certo una bella esperienza di gioco. La gestione automatica della visuale si rivela a tratti frustrante, con cambi repentini di inquadratura che rendono letteralmente inguidabile il veicolo. A tutto ciò si aggiungono il frame rate ballerino, con cali vistosi soprattutto quando vengono utilizzati gli attacchi Super e Ultra, e un respawn problematico, con macchine che si materializzano sopra le altre e sono impossibilitate a ripartire. Le differenze dei tracciati sono inoltre rese più trascurabili dai pessimi effetti grafici utilizzati e dalle texture in bassa definizione. Per esempio in una New York semidistrutta e sotto al pioggia, ci troveremo ad affrontare delle sezioni di tracciato in cui la strada è completamente allagata, ma la realizzazione dell’acqua e del moto ondoso è tra le peggiori viste negli ultimi tempi.
Anche l’intelligenza artificiale ha i suoi problemi. È troppo aggressiva e sembra che ci tenga più a buttarti fuori strada o a danneggiarti, piuttosto che a portare a termine la gara al primo posto. Nelle situazioni più convulse diventa quasi frustrante, con molteplici veicoli che pensano solo a venirti addosso e a chiuderti vicino a una parete, lasciandoti solo la possibilità di utilizzare il respawn, con tutti i problemi di cui sopra. Un'altra idea riuscita a metà è stata quella dello scudo. Utilizzandolo consumiamo la barra degli attacchi extra, ma questa meccanica si è rivelata grezza e appena abbozzata. Durante la gara, per i primi due giri possiamo fare tranquillamente a meno degli attacchi speciali, in modo da iniziare il terzo con la barra piena e la possibilità di guidare con lo scudo attivato fino alla fine della competizione, complice l’estrema lentezza con cui questo consuma la barra degli attacchi speciali. In questo modo preserveremo la nostra posizione o potremmo puntare al pilota davanti a noi, scaricandogli addosso il nostro arsenale senza preoccuparci dei sui attacchi.
Le armi sono forse il punto maggiormente riuscito di Fuel Overdose. Gli sviluppatori hanno puntato a un approccio immediato decidendo di offrire solo tre tipi di armi, profondamente diverse tra loro e ognuna con una funzione specifica. Il mitragliatore è utile per gli attacchi a lungo raggio, scaricando addosso al malcapitato una veloce raffica di proiettili che gli farà perdere il controllo del veicolo. I missili sono invece il top per gli attacchi ravvicinati, nel caso una macchina ci stia fiancheggiando o speronando. Infine, piazzare le mine nella giusta traiettoria lungo la carreggiata, obbligherà gli inseguitori a numeri da circo per evitarle, ma dovremmo prestare attenzione, perché se nessuno ci passerà sopra, il giro successivo saranno ancora lì ad aspettarci.
In termini di guidabilità, le macchine di presentano estremamente maneggevoli e reattive nelle sterzate, rispettando i canoni del genere, ma talvolta risultano esageratamente leggere, quasi come fossero senza peso. Infine, l’audio è curato al minimo sindacale, con effetti sonori dei veicoli poco curati e una colonna sonora trascurabile.
Recensione Videogioco FUEL OVERDOSE scritta da HYBR1D Il primo tentativo di i-Friqiya non è andato nel modo sperato dalla software house di Dubai. Fuel Overdose si presenta come un gioco di corse frenetico in cui si intravedono solo alcune buone idee in termini di gadget e armi disponibili per i veicoli. Peccato che l’esperienza di gioco risulti pesantemente inficiata da un gran numero di incertezze tecniche, la terribile gestione della telecamera su tutte, e da una realizzazione non all’altezza di un titolo di questa generazione. Con una modalità storia dimenticabile e molti problemi riscontrati durante le competizioni, questo gioco ci ha colpito più per le sue carenze che per i suoi punti di forza. Gli arcade racing game con visuale isometrica sono merce rara oggigiorno, ma ci sentiamo di consigliarvi di rivolgervi altrove se siete in cerca di un’esperienza gratificante.
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