Recensione di I Guardiani della terra di mezzo

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Monolith Interactive
  • Distributore:

     Warner
  • Data uscita:

     Disponibile PS3/X360 - 29 agosto 2013 PC
- Controlli di semplice gestione
- Perfetto per chi approccia per la prima volta il genere
- Buona personalizzazione degli eroi
- Ottimi effetti
- Qualche novità nel gameplay
- Aleggia l'ombra del season pass
- Interfaccia in game confusionaria
- Diversi problemi di bilanciamento
- Doppiaggio fastidioso
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A cura di (FireZdragon) del
A quanto pare il ritorno de Il Signore degli Anelli su grande schermo con lo Hobbit ha risvegliato negli sviluppatori la voglia di produrre titoli su licenza. Dopo un più che soddisfacente LEGO Lord of the Rings e l’imminente arrivo di Riders of Rohan su PC, tocca ora ai ragazzi di Monolith riportarci nella maestosa ambientazione tolkeniana, questa volta però con un titolo decisamente più interessante, se non altro per il genere di appartenenza. Riuscire infatti a trasportare le elitarie e competitive meccaniche dei MOBA su console non deve essere stata affatto una passeggiata, vediamone insieme il risultato finale.



Gollum e Gandalf insieme per la vittoria
La nostra curiosità circa questo titolo era veramente elevata. Da sempre troviamo i MOBA, o Dotalike che dir si voglia, perfetti esponenti per i videogiochi competitivi dove velocità, strategia e collaborazione si fondono magnificamente per dare vita a partite quasi sempre entusiasmanti. La paura quindi di veder approdare su console un titolo carente della classica frenesia in battaglia era uno spettro che aleggiava prepotente sulle nostre aspettative ma per fortuna Monolith è riuscita con un po’ di mestiere ed esperienza ad aggirare il problema, proponendo un sistema di gioco basato quasi esclusivamente su skillshot e colpi incapacitanti, in grado di sopperire in maniera molto soddisfacente alla mancanza di mouse e tastiera.
Prima di entrare nel vivo del sistema di combattimento però ci sembra doveroso fare una panoramica sulla nuovissima interpretazione della gestione della mappa e delle unità: come sempre il livello in cui prenderà vita la battaglia ci proporrà la classica base da difendere, dalla quale verranno spinti sul campo gruppi di NPC autonomi che procederanno in maniera spedita verso il centro con flusso costante, seguendo tre vie distinte.
Obiettivo del giocatore sarà quindi quello di collaborare con le proprie unità e altri quattro compagni per arrivare alla base nemica, distruggere tutte le torri e conquistare la vittoria.
Il sistema è quello classico già visto in DoTA, con tanto di creep neutrali da eliminare e cespugli dai quali tendere imboscate agli ignari nemici. Non mancano tuttavia le novità, come tutta una serie di templi sparsi nelle zone dedicate al “Jungling” che, se catturati come un classico punto di conquista, daranno a tutti gli eroi alleati un buff passivo alle resistenze.
Da segnalare anche che i last hit non sono più necessari in quanto i creep non forniranno gold alla loro morte e non è presente alcun tipo di negazione delle uccisioni per sottrarre esperienza agli avversari. Questa semplificazione, forse addirittura esagerata, si allinea alla volontà degli sviluppatori di rimuovere completamente gli shop in game, relegando la gestione dell’equipaggiamento e delle abilità passive degli eroi al prepartita.
Più che negli altri MOBA, tuttavia, in I Guardiani della Terra di Mezzo è fondamentale far salire in fretta il proprio personaggio come prima cosa, perché la differenza di esperienza si sente in maniera sorprendente sul campo di battaglia, ma soprattutto perché a partire da livello sei e progressivamente ogni tre livelli ci verrà data la possibilità di potenziare le nostre torri, aumentandone il danno, o migliorare le caserme che potranno sputare sul campo di battaglia creep sempre più forti, fino ad arrivare a poter evocare treant o i classici troll di caverna.
Un solo eroe può tranquillamente potenziare tutte le torri del proprio team anche se per farlo dovrà perdere tempo prezioso e lasciare esposta la sua linea, una decisione strategica importante quindi che potrebbe avere risvolti interessanti durante i match.



La scelta dell’eroe
I Guardiani della Terra di Mezzo mette sul piatto inizialmente ventidue eroi, divisi tra le forze del bene e quelle del male, alcuni liberi da usare come “eroi della settimana” mentre altri da sbloccare con le monete acquistabili con la valuta ottenibile durante le partite.
La divisione tra le due fazioni è puramente simbolica e nulla vieterà in partita di giocare mischiando i diversi schieramenti in un unico team. Sauron e Gandalf potranno quindi combattere fianco a fianco, appoggiati da Gollum, Legolas e Arathorn.
Una scelta forzata dalla volontà di poter bilanciare in maniera molto più semplice gli eroi, sacrificando tuttavia completamente il lore. Se la scelta la troviamo ragionevole in termini di gameplay, non gradiamo la decisione di lasciare fuori molti dei personaggi principali da questa prima tornata. Quasi certamente molte delle personalità più importanti verranno introdotte in un secondo momento come DLC, dato che è già presente ancora prima dell’arrivo sugli scaffali virtuali il season pass grazie al quale ottenere tutti i futuri combattenti.
Le abilità di ogni singolo guardiano, tre più una quarta sbloccabile a livello sei, sono soggette a cooldown e, come detto in apertura, la maggior parte di queste è presentata come skillshot, sia sotto forma di coni che di colpi sulla linea visiva.
Gli stessi attacchi corpo a corpo vengono lanciati tramite la pressione del trigger destro e devono essere indirizzati verso il bersaglio con l’analogico per poter colpire. Inizialmente la gestione dei controlli potrebbe spiazzare, ma dopo una manciata di partite, magari organizzate contro i bot, ci si riuscirà a destreggiare più che egregiamente sul campo di battaglia e diverrà una seconda natura eseguire tutte le mosse.
Spell e colpi melee sono ispirati chiaramente alle abilità di ogni protagonista con Eowin capace di lanciare cariche di cavalleria o Legolas di scagliare una salva di freccie contro il suo obiettivo senza mancare nemmeno un colpo. La divisione in cinque archetipi semplifica la decisione su quale personaggio buttarsi inizialmente, e il tutorial particolareggiato è capace di dare un’idea esaustiva su tutte le meccaniche presenti.


Personalizzare il proprio eroe
Venti personaggi, visto quello che offre il mercato pc, e la mancanza di un item shop in game potrebbero dare l’idea di un gameplay piatto, situazione che fortunatamente svanisce grazie alla presenza di rune, pozioni e specializzazioni settabili a proprio piacimento prima di ogni match.
Completando diversi achievement in game, come uccidere 10 nemici in serie o potenziare un determinato numero di torri ad esempio, vi donerà soldi extra, da spendere per comprare consumabili o cristalli da inserire nella vostra cintura, capaci di darvi bonus passivi, con miglioramenti che si attiveranno mano a mano che il vostro guardiano salirà di livello in battaglia. Ne esistono di diversi tipi, da quelli per pompare le abilità magiche a quelli per il danno, senza dimenticare utility e difesa. I setup potranno poi essere salvati in una decina di slot differenti e richiamati agevolmente con pochissimi click prima di ogni match.
Purtroppo il bilanciamento di alcuni eroi non è propriamente perfetto e Gandalf ad esempio ci è sembrato mostruosamente più efficace degli altri guardiani, anche se sotto questo punto di vista bisognerà attendere che la community prenda in mano il titolo e ne svisceri passo passo tutte le possibilità offerte.

Il doppiaggio…no!
Dal punto di vista tecnico le animazioni sono buone, gli effetti piacevoli e la gestione dei menù chiara e immediata, con tantissimi tooltip a guidare il giocatore in ogni sua scelta. Purtroppo l’interfaccia durante le partite ci è sembrata incredibilmente caotica e fatichiamo a capire la scelta degli sviluppatori di inserire la possibilità di rimuovere i nomi dei giocatori dai loro personaggi, portandosi via così però anche le barre di energia. Essendo praticamente obbligati a lasciare tutto attivo per poter gestire al meglio il campo di battaglia, gli scontri tra dieci giocatori, soprattutto nella mappa a corsia unica, unica vera variante a quella classica, sono spesso troppo confusionari e riuscire a indirizzare gli skillshot sui bersagli desiderati non è affatto un compito semplice. Pessimo anche il sonoro con una voce fastidiosa e ripetitiva che continuerà a tenerci aggiornati sull’andamento dello scontro, e il doppiaggio degli eroi incapace di lasciare il segno. In quest’ottica un lavoro come quello fatto su LEGO con le frasi estrapolate dal film sarebbe stato sicuramente più apprezzato, seppur mantenendo la lingua inglese.
Recensione Videogioco I GUARDIANI DELLA TERRA DI MEZZO scritta da FIREZDRAGON I Guardiani della Terra di mezzo è un esperimento riuscito sotto diversi aspetti. Centra l’obiettivo di portare i MOBA con visuale isometrica su console, proponendo feature uniche e interessanti unite a qualche idea piuttosto innovativa. Un buon comparto tecnico, partite relativamente corte e una buona varietà nelle build lo rendono perfetto per l’utenza console. Gli unici gravi difetti quindi, oltre a un’interfaccia in game poco pratica, sono da ricercarsi in un sonoro a tratti fastidioso e nello spettro degli eroi a pagamento, ottenibili esclusivamente tramite season pass.
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