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Iron Sky: Invasion

Iron Sky: Invasion

I nazisti ci riprovano dallo spazio

Provato

PC, PS3, X360

Azione

Sottotitoli in italiano

Halifax

14 dicembre 2012 PC/Mac - TBC console

A cura di Alessandro “Mugo” Arndt Mucchi del 16/11/2012
Milano - La storia non si fa con i se, ma quant'è divertente immaginare opzioni alternative? Immaginare presenti o passati diversi da quelli che conosciamo, strade diverse, bivii imboccati, porte chiuse all'improvviso capaci di cambiare il corso degli eventi. E' su questa premessa che si basa Iron Sky, film a basso coefficente di budget diretto da Timo Vuorensola, arrivato nel nostro paese più o meno un mese fa, ma che non pare essere riuscito a convincere il pubblico della sua bontà vista la fulminea permanenza nelle sale. La trama, detta molto brevemente, presuppone una segreta base nazista sul lato oscuro della luna, abitata dagli ultimi eredi del Terzo Reich decisi conquistare il pianeta terra. Il film ha chiaramente un tono molto sopra le righe e gode di qualche momento divertente, ed è così che gli sviluppatori di Reality Pump Studios hanno pensato bene di trasformarlo in un videogioco che permetta ai giocatori di combattere i nazisti dello spazio. Siamo stati invitati negli uffici milanesi di Halifax per un incontro col titolo: ecco il nostro resoconto. 
Chi non muore si rivede 
I nazisti sono, da sempre, una delle costanti dell'universo videoludico. Del resto non capita spesso di poter sparare a degli esseri umani senza suscitare grosse polemiche, vista l'insita natura malvagia del progetto hitleriano, facendo di ogni divisa con l'aquila e la svastica un bersaglio politicamente corretto. Quello che magari è meno noto è però il lato esoterico del nazionalsocialismo, un lato oscuro e, perché no, affascinante, che vede le gerarchie del partito coinvolte in riti al confine (ed oltre) con il soprannaturale o lo sconosciuto. L'ipotesi che i nazisti avessero installato una base segreta in antartide dalla quale conquistare lo spazio non è infatti cosa nuova, ma la realizzazione ipotizzata da Iron Sky prima, ed Iron Sky: Invasion poi, ci è sembrata decisamente riuscita. Lo stile con influenze steampunk delle costruzioni naziste riesce ad essere particolarmente convincente ed evocativo, così come i nomi delle navi spaziali che prendono a piene mani dalla mitologia nordica (tra valchirie e "crepuscolo degli dei"), il tutto inserito in una cornice che prende gli assets della pellicola e li mescola a materiale inedito recitato dagli stessi attori garantendo così la necessaria continuità. Vedere la Presidente degli Stati Uniti d'America rubare tempo utile alle operazioni di difesa della Terra, costringendo il giocatore a scattare delle foto per la campagna elettorale, è perfettamente in linea con quanto visto nel film, confermando così la stretta collaborazione tra sviluppatori e la produzione della pellicola. 

A braccio teso dalla Luna 
Un'ambientazione così stuzzicante va però supportata da una struttura ludica solida, vediamo insieme cos'è stato escogitato dai ragazzi di Reality Pump Studios. Il titolo mette il giocatore alla guida delle varie navicelle spaziali approntate dalle nazioni terrestri per rispondere all'offensiva lunare, ognuna con diverse caratteristiche e diverse capacità offensive. La guida delle astronavi non è cosa complicata e già nel giro di pochi minuti si prende dimestichezza con interfaccia e movimenti nello spazio, questo anche a conseguenza di un'impostazione tutt'altro che simulativa che invece predilige l'azione più arcade. Da quanto visto pare che il gameplay si traduca, al netto delle ovvie differenze, in una specie di sparatutto ambientato nello spazio, anche se non mancano delle piacevoli trovate. La gestione dell'energia delle navicelle, su tutte, costringe il giocatore a quel minimo di pianificazione dovendo ripartirla tra gli scudi, i motori e le armi, facendo si che un'approccio ciecamente offensivo venga punito dai colpi nemici.
Queste le fasi di combattimento, alle quali vanno però affiancate quelle che potremmo definire più strategiche: cominciamo col dire che non esistono i livelli, ma che è possibile in ogni momento navigare velocemente verso diversi settori dello spazio attorno al nostro pianeta. Grazie ad una mappa, infatti, potremo vedere al colpo d'occhio in quali aree è richiesta la nostra presenza per via di un'offensiva nemica, oppure individuare la posizione delle stazioni spaziali alleate dove recarci per cambiare navicella e ricaricare energia e missili. E' inoltre presente un sistema di potenziamenti, che la nostra prova non ci ha permesso di esplorare a dovere, anche se possiamo già dire che non ci saranno grandi variazioni sui temi classici a cui siamo abituati. 
Eine heiße Kartoffel 
Che vuol dire "una patata bollente", ed è più o meno quello che si trova in mano ogni sviluppatore (o produttore) di videogiochi teutonico alle prese con i nazisti. Come sappiamo, infatti, in Germania la rappresentazione dei simboli del Terzo Reich è duramente regolamentata, e non è certo facilmente ipotizzabile permettere ai videogiocatori di vestire le grigie divise della Wehrmacht. Ma i film, direte voi, i film dedicati al quel periodo buio non mancano certo. Chiaro, ma quelli sono considerati arte, i videogiochi, per ora, no.
E' dunque con queste motivazioni ci è stata spiegata la mancanza di una qualsiasi modalità multiplayer competitiva, sorvolando però sul fatto che si sarebbe potuta ipotizzarne una cooperativa. Una struttura esclusivamente votata ad un giocatore solo, dunque, porta con se la necessità di offrire un'esperienza ludica sufficientemente elaborata e longeva, aspetti che potranno essere valutati soltanto con in mano una copia definitiva del gioco, ma per i quali, al momento, non ci sentiamo di mettere la mano sul fuoco. 
Dal punto di vista tecnico, come dicevamo, ci è sembrato particolarmente ispirato il design delle varie navicelle spaziali, ognuna caratterizzata da elementi personali. Lo spazio, dal canto suo, non offre particolari sfide e risulta infatti ben disegnato, così come nella media sono gli effetti quali esplosioni e raggi laser.
  • [+] Ambientazione suggestiva
    [+] Buon design delle navicelle

Se da un lato abbiamo un'ottima ed intrigante idea, dall'altro la struttura di gioco di Iron Sky: Invasion rischia di risultare appetibile solo per i più affezionati al genere (o a chi avesse amato la pellicola). Le missioni iniziali, infatti, non brillano per inventiva e risultano a tratti anche lente, un difetto che però potrebbe essere sistemato quando il gioco, supponiamo, si farà più duro. La basilare componente strategica offre quel pizzico di profondità in più ad un titolo che altrimenti non sarebbe troppo convincente, ma la mancanza di una qualsiasi modalità multiplayer rischia di viziare l'appetibilità del prodotto finale.

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