Recensione di F1 Race Stars

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Guida arcade
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Giocatori:

     1 - 12 (multiplayer locale, online)
  • Data uscita:

     15 novembre 2012 - Dicembre 2013 Wii U - 21 maggio 2014 (iOS)
- Gameplay accessibile e piuttosto divertente, specialmente con gli amici
- Tecnicamente lodevole, coloratissimo e ricco di stile
- Qualche idea interessante
- I piloti di Formula 1 stonano brutalmente in versione chibi
- I.A. davvero inconsistente
- Poche modalità e non moltissime piste a disposizione
- Alcuni power up mal calcolati
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A cura di (Pregianza) del
Questo è stato un anno d’oro per i videogiocatori. Il mercato si è riempito mese dopo mese di titoli di gran qualità, e sono ricomparsi persino sottogeneri in letargo da molto tempo nella lunga line up di prodotti eccellenti nei negozi. Tra questi orsi dormienti ci sono i karting game, spariti per un po’ dai radar per ripartire in quarta in uno dei mesi più affollati da blockbuster di sempre. 
I titoli pronti a sfidarsi sulla griglia di partenza sono tre, e di Little Big Planet Karting e Sonic All Stars Racing Transformed abbiamo già ampliamente discusso. Quello di cui ci occuperemo oggi è l’outsider del gruppo, un gioco che non sfrutta personaggi fittizi, ma vanta una licenza ufficiale alquanto inusuale per questo sottogenere. Si tratta di F1 Race Stars, karting game sviluppato da Codemasters che tenta di rendere il mondo della Formula 1 apprezzabile per grandi e piccini. La mossa è davvero folle... ma altrettanto originale. Sarà un’uscita di pista, oppure il vero talento di Massa è sempre stato fare la mascotte?


Blue Shell? No, Safety Car
F1 Race Stars non ha narrativa, o strambe storyline che giustifichino la trasformazione dei più grandi piloti automobilistici al mondo in pucciosi corridori su Formula 1 in miniatura. Ci si ritrova semplicemente davanti a una serie di eventi, con la possibilità di cambiare pilota prima di ogni corsa e come unico obiettivo la vittoria in ogni campionato. 
Codemasters si è concentrata come sempre sul gameplay, decidendo di abbandonare alcuni must del genere in favore di una manciata di nuove interessanti idee. Il principale cambiamento alla formula è la mancanza del powersliding, la slittata controllata che rappresenta solitamente la base del curvare in questa tipologia di giochi e va utilizzata furbescamente per macinare secondi sul giro. Gli sviluppatori hanno scelto di dare alle auto un sistema di controllo molto più stabile, basato principalmente sulla velocità e sul dosaggio della frenata. Il risultato è un gameplay arcade estremamente accessibile nel quale controllare i mezzi è una passeggiata, anche grazie alla larghezza delle strade su cui si scorrazza.  
Le cose si complicano però quando ci si trova a dover attivare l’immancabile turbo: oltre ai tipici pannelli che permettono di accelerare di botto, infatti, saranno presenti anche tratti di pista dedicati al KERS, una meccanica caricabile in tre livelli che permette di ottenere scatti più poderosi della norma. Per attivarla al meglio sarà necessario mollare brevemente l’acceleratore un paio di volte sui pannelli del percorso riservati al bonus, operazione che richiede spesso un buon uso dei freni, visto che le succitate sezioni sono praticamente sempre piazzate in curva. 
La trovata è carina, ma non è da sola. In F1 Race Stars gli sviluppatori hanno inserito anche la cosiddetta “scia”, che permette di guadagnare velocità sfruttando la spinta aerodinamica degli avversari, e una differenziazione dei corridori basata su poteri legati alle armi. 
Nel roster del gioco sono presenti tutti i piloti della stagione Formula 1 con le rispettive squadre, più un paio di team immaginari. Usare una macchina rispetto a un altra non porta alcun vantaggio a livello di velocità e manovrabilità, ma permette di sfruttare abilità uniche, adattabili alle piste o al vostro stile di guida. Alcuni piloti, come ad esempio Alonso, potranno usufruire di proiettili teleguidati (le Ferrari in particolare vantano colpi a ricerca quando sparano all’indietro), Vettel guadagnerà più velocità del normale in scia, Hamilton avrà la capacità di scegliere una nuova arma nel caso quella trovata non gli andasse a genio, e così via. Queste caratteristiche potranno sembrare poco significative, ma assumono una certa importanza quando si prendono in considerazioni gli strumenti offensivi che il gioco mette a disposizione. Ci sono praticamente tutte le armi basilari dell’arsenale, da semplici colpi che rimbalzano sulle pareti, fino a temibili sfere a ricerca che puntano il pilota che ci precede. Non ci sono equivalenti della terribile Blue Shell, ma un paio di power up sono mal calcolati e possono ribaltare in un momento le sorti di una gara senza possibilità di contrasto. Potrete fare il giro del secolo, eppure se uno dei vostri avversari dovesse ottenere la temibile "bottiglia di soda" lo vedrete sfrecciare in testa in qualche secondo. Sarà ancor peggio osservare gli sfidanti mentre utilizzano il teleport, capace di regalare automaticamente qualche posizione. 


La situazione si fa ancor più problematica nel momento in cui ci si rende conto che il lavoro di Codemasters ha un sistema di danni. Le auto una volta colpite iniziano ad arrancare e a muoversi più lentamente, costringendo a sfruttare deviazioni meno scorrevoli del tragitto dedicate alle riparazioni per non soccombere. Perdere una gara per colpa di un teletrasporto improvviso o per un attacco di troppo può risultare molto frustrante. 
Parlando di frustrazione, è il caso di citare il principale problema di F1 Race Stars, l’intelligenza artificiale. Il gioco non è difficile da padroneggiare, soprattutto grazie al suo accessibilissimo sistema di guida. Il problema è l’estrema instabilità degli avversari controllati dalla CPU, che passano in un istante da calmi contendenti facili da sorpassare a invincibili mostruosità dell’asfalto, praticamente irraggiungibili. Non è un’esagerazione, qualcosa nel calcolo del livello di sfida è andato storto e vi ritroverete in alcune gare alle spalle di corridori impossibili da riavvicinare, nonostante giri impeccabili. La cosa accade in modo del tutto casuale, aggravata  dal fatto che Codemasters sembra aver riutilizzato il solito trucco della rubber band A.I. per aumentare l'impegno complessivo necessario in certe competizioni. La scelta della cilindrata a inizio gara, che dovrebbe rappresentare la difficoltà, non fa praticamente nulla per eliminare queste problematiche. 
Altra mancanza del gioco sono le modalità. Quando si tratta di corse c’è tutto quello che si può desiderare: gare classiche, sfide rifornimento che richiedono di raccogliere benzina durante il percorso, sfide a eliminazione, gare conquista che vi vedranno cercare di dominare tratti di pista facendo il miglior tempo, e altre chicche di tutto rispetto. Ma mancano completamente le modalità arena, così come sono totalmente assenti editor di tragitti e piloti. Sono perdite scarsamente importanti per chi predilige la velocità, ma con sfidanti come Little Big Planet Karting forse era il caso di fare uno sforzo in questa direzione. 
Giocando in multiplayer non avrete molta più varietà dalla vostra, ma perlomeno potrete personalizzare gli eventi come nelle gare veloci, scegliendo il tipo di corsa e modificando anche il sistema di danni e i power up ritrovabili nella mappa. Online (o in splitscreen fino a quattro giocatori) l’opera di Codemasters brilla certamente di più che in singolo, ove non bisogna far altro che vincere coppa dopo coppa. Il sistema di guida ben calcolato rende le gare contro gli altri utenti spensierate e ricche di divertimento, e rappresenta forse l’unico punto in grado di innalzare F1 Race Stars rispetto ai concorrenti. Purtroppo non possiamo dire ancora quanto il servizio Racenet e il netcode reggeranno una volta uscito il gioco, ma siamo abbastanza fiduciosi. La stabilità del servizio dovrebbe ormai esser comprovata. 


Ma com'è coccoloso Schumi...
Paradossalmente il comparto migliore di F1 Race Stars è quello tecnico. La grafica del gioco forse non sarà spaventosamente dettagliata o pregna di poligoni, ma è coloratissima, ricca di stile e estremamente piacevole alla vista. Le piste non sono moltissime, ma sono ispirate, caratterizzate in base alla nazione in cui si trovano, spesso alquanto originali e ben strutturate. Sono inoltre ricche di scorciatoie, e presentano persino chiavi nascoste da trovare per sbloccare alcune vie alternative particolarmente efficaci, che permettono di bypassare in parte le problematiche dell’I.A. se sfruttate a dovere. Molto riuscita anche la trasformazione in chibi uberdeformed dei piloti di formula 1, seppur stoni in modo clamoroso vedere uomini di ghiaccio come Schumacher o Alonso comportarsi come coccolosi personaggi di un cartone animato per bambini. Le strambe esultanze dei protagonisti forse strapperanno qualche sorriso ai fan delle corse, ma non sperate di trovare del fine umorismo nel gioco, gli sviluppatori hanno chiaramente pensato ai più piccoli quando hanno congegnato le scene animate. 
Recensione Videogioco F1 RACE STARS scritta da PREGIANZA Con F1 Race Stars Codemasters si è buttata in un esperimento piuttosto rischioso, riuscito solo in parte. Il sistema di guida congegnato dalla software house è certamente accessibile e piacevole, ma il buon lavoro fatto nel gameplay viene rovinato da un I.A. inconsistente e mal calcolata, e dalla scarsità di modalità disponibili. Peccato, con qualche accorgimento in più questo titolo sarebbe potuto essere una graditissima e inaspettata sorpresa.
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