Recensione di Dragonball Budokai HD Collection

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     Inverno 2012
- Riedizione tecnicamente impeccabile
- Budokai 3 si difende ancora bene
- Solo due titoli, non indimenticabili
- Niente online
- Nessun ritocco al gameplay o contenuti extra significativi
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A cura di (Pregianza) del
Che le HD collection siano divenute una manna per gran parte dei publisher è ormai cosa risaputa. Basta prendere una manciata di giochi leggendari appartenenti alla passata generazione di console (o a tempi ancor più antichi) buttarli in pentola, aggiungere un filo di olio in alta definizione e BAM! Si ottengono guadagni facili con alla base uno sforzo estremamente limitato. La strategia funziona quasi sempre, poiché moltissimi giocatori non hanno avuto modo di gustarsi gran parte dei capolavori del passato, e si buttano su questi prodotti senza pensarci mezzo secondo. 
Le HD collection non vanno tuttavia viste solo come una mera operazione commerciale, per molti rappresentano effettivamente un ottimo modo per rivivere un pezzo importante della storia videoludica, o semplicemente ritornare pargolo davanti alla maestosità di un videogame eccezionale. 
Il prodotto di oggi, però, è un tantinello atipico. Namco ha infatti deciso di distribuire la Dragonball Z Budokai HD Collection, un disco contenente due titoli che di indimenticabile hanno ben poco, pur essendo quasi all’unanimità considerati tra i migliori giochi ispirati all’epica di Toriyama in circolazione. Non esattamente un punto di partenza stratosferico, ma la collection si distingue anche per un altro motivo: a svilupparla sono stati i Dimps, ovvero i creatori originali della serie Budokai. Difficile dunque dubitare della qualità del port, ma sarà sufficiente a convincere all’acquisto i fan di Goku e compagnia? Vediamo.


AAAAAAAAAAAAHHHHHHH!! NOVANTANOVEVIRGOLADUEPERCENTOOOO!
I Budokai furono accolti piuttosto bene dalla critica al momento dell’uscita, con la sola eccezione del secondo capitolo. Il primo venne valutato positivamente grazie alla sua ottima modalità storia e il terzo migliorò sensibilmente il gameplay del marchio, al punto da venir considerato come uno dei migliori picchiaduro ispirati da un manga mai creati e da riuscire a ricucire lo strappo di Budokai 2. I Dimps evidentemente non hanno ricordi felici dell’episodio più bistrattato della loro saga, tanto che hanno pensato bene di non includerlo affatto in questa collezione. Poco male, diranno molti, ma avrebbe avuto senso inserire il titolo anche solo per correttezza: la Devil May Cry Collection dopotutto conteneva Devil May Cry 2, e anche in questo caso ci sarebbe piaciuto vedere la “pecora nera” sul disco, se non altro per apprezzare maggiormente le evoluzioni viste nei giochi successivi. 


Se non avete mai avuto modo di provare uno dei titoli sopracitati, sappiate che nel primo Budokai avrete a che fare con un gameplay piuttosto legnoso e antiquato, basato su combinazioni a due attacchi semplici, una barra dell’aura caricabile da usare per le mosse speciali e tecniche extra acquisibili completando missioni della campagna principale. Tutto il primo titolo verte sulla qualità della modalità storia, piuttosto longeva e ricca di scene animate molto fedeli al Dragonball cartaceo e degna di esser rigiocata, nel caso non siate stanchi di rituffarvi per la centesima volta nella trama del manga più famoso in assoluto.
Dragonball Z Budokai 3 vive di ben altra musica. Il gameplay in questo capitolo è migliorato sostanzialmente rispetto ai predecessori, offrendo maggior velocità, combinazioni più complesse, un sistema di schivate e contromosse, contrasti contemporanei che richiedono button mashing per venir vinti, e mosse finali spettacolari. Sono sistemi che una volta compresi a dovere offrono combattimenti frenetici e ancora oggi divertenti, nonostante alcune mancanze e certe meccaniche nettamente meglio calcolate di altre. 
Il terzo Budokai contiene poi una campagna più estesa rispetto al primo capitolo chiamata Dragonball Universe, meno curata negli intermezzi ma zeppa di personaggi da sbloccare e contenente limitati elementi gdr. Anche le abilità aggiuntive con cui modificare i propri guerrieri sono aumentate, garantendo di creare combattenti unici, a cui è possibile persino togliere mosse speciali in favore di statistiche potenziate se lo si desidera. 


Tutti insieme per la Genkidama, ma non per uno sfidone online
Affidare ai Dimps questa riedizione è stata una mossa vincente per quanto riguarda il comparto tecnico. Grafica e filmati sono stati rimasterizzati in modo impeccabile, e la definizione del cel shading affinata al punto da far risultare le spoglie ambientazioni e gli antiquati modelli tridimensionali ancora piacevoli alla vista. I menu di gioco sono stati rieditati con la stessa cura, risultano puliti, ordinati e piacevoli da navigare. Quello che sorprende in negativo è la mancanza di contenuti extra, specialmente di una feature che in una riedizione HD di un picchiaduro dovrebbe essere un assoluto must, il multiplayer online. Né Budokai Budokai 3 hanno un’opzione per giocare in rete contro altri giocatori: nel primo capitolo possiamo capire la scelta di non inserirla, ma nel terzo sarebbe stato un regalo sufficiente a convincere molti vecchi veterani a recuperare una copia del gioco, e la sua assenza è assolutamente ingiustificata. La presenza di leaderboards online non è certo un palliativo adeguato a tale svista. Dopotutto i titoli offerti dalla collection sono solo 2 e, volendo enfatizzare il singleplayer, sarebbe stata una buona idea inserire perlomeno gli Shin Budokai, in quanto capitoli pensati per PSP e poco diffusi.
Ottimo il sonoro, anche se molti di voi sostituiranno immediatamente l’atroce doppiaggio inglese del terzo capitolo in favore delle voci giapponesi originali. 
Recensione Videogioco DRAGONBALL BUDOKAI HD COLLECTION scritta da PREGIANZA Con le uscite stratosferiche dell'ultimo periodo, e l'assenza del multiplayer online, la Dragonball Z Budokai HD Collection è forse un prodotto di cui non si sentiva il bisogno. Certo, i Dimps hanno fatto un lavoro impeccabile, che farà indubbiamente la felicità di chi ancora ricorda i bei tempi vissuti con il terzo capitolo o ancora non si è stancato della saga di Toriyama, ma ci sono collezioni indubbiamente più meritevoli di attenzione e ricche di contenuti in circolazione.
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