Recensione di Resident Evil 6 PS3, Xbox 360

Copertina Videogioco
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     2 ottobre 2012 (PS3, Xbox 360) / 22 marzo 2013 PC
8.0
Voto lettori:
7.9
- Longevità impressionante per il suo genere
- Notevole varietà di situazioni nelle campagne
- Divertente in cooperativa e giocato online
- Piuttosto epico e ricco di sequenze spettacolari
- Non riesce proprio a far paura
- Pieno di soluzioni di game design forzate e mal calcolate
- Tecnicamente ricco di alti e bassi, con bassi spesso abissali
- Estremamente lineare
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A cura di Aligi Comandini (Pregianza) del
I primi due Resident Evil hanno rappresentato un punto di svolta per milioni di videogiocatori. Tanti, tantissimi amanti del gaming hanno provato il brivido della paura impersonando i personaggi creati da Capcom e sono arrivati ad amare tale sensazione di tensione continua, in grado di rendere anche il più calmo dei momenti una minaccia per i nervi. Probabilmente è per questo motivo che la serie oggi è in grado di spaccare l’utenza videoludica come poche altre. Da una parte ci sono coloro che vedono l’atmosfera e il terrore dei primi capitoli come un’età dell’oro perduta e desiderano riviverla, dall’altra presenziano giocatori meno attaccati al genere horror, a cui importa solo un gameplay finemente curato. 
Parliamoci chiaro, l’intenzione di Capcom è sempre stata quella di muoversi verso la seconda direzione, perché non è facile spaventare masse sempre più desensibilizzate, ed è un’impresa disperata mantenere alta la tensione quando si danno un sacco di mezzi e possibilità ai protagonisti a forza di innovazioni nei controlli. Resident Evil 5 fu additato da molti puristi come il diavolo responsabile di questo cambio di direzione, eppure fin da Resident Evil 3 il terrore era andato parzialmente in vacanza, restando bello tranquillo sulla spiaggia anche nel rivoluzionario quarto capitolo, nonostante l’atmosfera cupa e la furbizia dei nuovi nemici.
Ora è giunto il momento di Resident Evil 6, presentato come il titolo più esteso e variegato della saga, e pensato per accontentare anche chi sentiva la mancanza di zombie in putrefazione e balzi dalla sedia. Ce l’avranno fatta gli sviluppatori a creare una sorta di enciclopedia omnia della serie capace di accontentare tutti? Ve lo diciamo subito, no. Ma questo non significa che non abbiano sviluppato un buon titolo.


Zombie e leoni
Resident Evil 6 offre da subito tre campagne selezionabili, ognuna con due protagonisti e giocabile in cooperativa online o locale. Parte però con un prologo che vede il caro vecchio Leon S.Kennedy in Cina, impegnato a sopravvivere a un’infezione di portata persino superiore a quella di Raccoon City insieme alla misteriosa Helena Harper. Si tratta di un breve e semplice tutorial, che introduce le meccaniche di shooting e movimento, mostra come curare un compagno a terra e permette di sperimentare i quick time events. Completata questa fase, il primo istinto è stato quello di buttarci proprio sulla campagna di Leon, perché pubblicizzata come un ritorno alle origini della serie con tanto di simpatici zombie in putrefazione.
Si comincia in una situazione piuttosto tragica nella cittadina di Tall Oaks. Dopo un attacco bioterroristico il nostro eroe è costretto a eliminare il presidente degli Stati Uniti, ormai divenuto uno zombie, e si ritrova intrappolato con l’agente Harper in un campus universitario con oltre 70mila infetti nei paraggi pronti a pasteggiare con le sue cervella.
La premessa è tutt'altro che malvagia per introdurre una sezione piena di colpi al cuore e azione, ma la campagna di Leon è, tristemente, la peggiore delle quattro disponibili (parleremo della quarta a fine articolo). La principale motivazione risiede paradossalmente nella volontà degli sviluppatori di strizzare l’occhio al passato, con scelte di game design che si possono definire solo “insensate”. 
Il primo errore risiede proprio nel modo in cui sono stati introdotti gli zombie: nella stragrande maggioranza delle locazioni li vedrete immobili a terra, e cercherete probabilmente di eliminarli prima che decidano inevitabilmente di alzarsi e di dimostrarvi il loro affetto. I non morti saranno tuttavia invulnerabili a qualunque genere di arma fino al loro risveglio, cosa un po’ ridicola e abbastanza frustrante, visto che gli zombie hanno la spiacevole tendenza ad aggrapparsi al protagonista e a far partire un qte dannoso e quasi inevitabile. La capacità di molti non morti di prendervi dopo un salto e il fatto che Leon e Helena perdano l’equilibrio passando sopra a qualunque corpo morto non aiutano a rendere più piacevoli le numerose sparatorie contro gli infetti. 
La decisione di centellinare i proiettili sparsi per mappe è stato un'altro errore di calcolo. Chiaramente la limitazione delle cartucce è voluta per aumentare la difficoltà e l’agitazione, ma serve a poco in un gioco dove gli zombie possono venir calciorotati in faccia. La scarsità di caricatori vi spingerà semplicemente a sfruttare il più possibile la vostra compagna guidata dall’intelligenza artificiale, correndo come beoti in cerca di casse da spaccare per ottenere risorse. Oppure, ancor peggio, ad avvicinarvi per finire i nemici a forza di botte, azione che spesso risulta più poderosa di qualunque arma, ma porta a venir brancati senza scampo dagli affettuosi non morti sopracitati.
Nei primi due capitoli della campagna non mancano poi momenti che sembrano inseriti forzatamente, come enigmi di una facilità ridicola, porte che si aprono trovando oggetti in bella vista, e sezioni survival fastidiose poiché richiedono l’apertura di qualche porta specifica in coppia mentre aggressivi antagonisti sbucano come funghi da ogni lato. Sappiamo che i rompicapo e i “medaglioni” sono stati richiesti a gran voce dalla fanbase, ma in assenza di backtracking, mappe complesse da esplorare e di puzzle degni di questo nome, il loro inserimento si limita semplicemente a spezzare l’azione, aggiungendo ben poco al titolo.
Per fortuna l’avventura di Helena e Leon migliora in modo sensibile con l’abbandono graduale delle forzature dei primi capitoli. Avanzando ci si rende preso conto della notevole varietà dei livelli proposti, e della ancor lodevole funzionalità del sistema di controllo di Resident Evil 4, ampliato da manovre extra quali la scivolata in corsa, il rotolamento e il cover system. Ora della fine, a forza di affrontare boss fight sempre più esaltanti (con i soliti boss in più fasi che non muoiono mai, marchio di fabbrica della saga) e sezioni estremamente scenografiche, riuscirete quasi sicuramente ad apprezzare anche questa campagna piena di errori di valutazione ed elementi extra attaccati come pezze. 


Chris, living the Rambo life
La campagna di Chris abbandona completamente qualunque velleità orrorifica e nel farlo guadagna parecchi punti. Qui guiderete un eroe psicologicamente turbato e desideroso di vendetta, che dovrà vedersela contro evoluzioni dello zombie comune chiamate J’Avo, dotate quasi di intelligenza umana. Chris e il suo compagno Piers se la vedranno con antagonisti armati, e dovranno quindi sfruttare a dovere cover system e bocche da fuoco come in un comune tps. Anche in questa campagna avrete a che fare con una fastidiosa scarsità di munizioni, ma la presenza di molte più casse e di sezioni in compagnia di soldati armati faciliterà l’accumulo di proiettili. 
E' durante l’avventura di Chris e Piers che abbiamo iniziato a esplorare per bene i limitati elementi gdr di Resident Evil 6. Sì, i personaggi hanno un sistema di abilità acquisibili con punti droppati dai nemici e possono ottenere bonus di vario tipo alla fine di ogni capitolo. Bisogna però disgraziatamente dire che anche in questa nuova opzione ci sono scelte non felicissime, prima fra tutte l’abilità “pronto soccorso” che permette al vostro alleato di riportarvi in vita con uno o più punti salute extra. Potrà sembrare una cavolata, ma fate due conti. In Resident Evil 6 si può morire solo se colpiti mentre si è a terra, o poco dopo esser stati rimessi in sesto. Questo talento rende praticamente impossibile perire in livelli dove ci si ritrova perennemente nelle vicinanze del partner (la cui IA è programmata per accorrere subito in vostro aiuto dopo un ko) e mancano nemici capaci di infliggere gravi danni con una sola botta. Attivandola abbiamo completato intere missioni a forza di coltellate e pugni in faccia, non scherziamo. 
Ovviamente non si tratta di una svista particolarmente significativa, considerando che si può semplicemente decidere di non fare uso dell’abilità, ma un pochino infastidisce considerando gli errori già compiuti. La campagna di Chris e Piers comunque non sembra risentire delle forzature viste nei panni di Leon, mantiene un ritmo perennemente serrato, offre combattimenti contro boss enormi e sequenze ricchissime d’azione, ed è indubbiamente molto piacevole, sempre che si riesca a passare sopra alla totale mancanza di paura durante le sue missioni. 


Jake e Sherry, supercoppia
Se con Chris e Piers Resident Evil 6 si avvicina più a uno shooter militare che a un survival horror, la parte dedicata a Jake Muller e Sherry Birkin entra in quinta in modalità “Michael Bay”. Jake è uno strafottente mercenario immune al virus C, il cui sangue potrebbe rappresentare l’unica speranza per salvare l’umanità dai recenti attacchi. Durante una missione in Edonia viene avvicinato da Sherry, volto noto ai fan della saga ora al servizio degli Stati Uniti come agente speciale. I due protagonisti sono una coppia atipica per molti motivi, in primis il fatto di possedere capacità sovrumane. Questo ha permesso a Capcom di inserire tra le loro scorribande scene di una spettacolarità rara, esagerate e spesso esplosive. 
L’unica reale variazione al tema di questa campagna è la capacità dei suoi protagonisti di eseguire attacchi in corpo a corpo per liberarsi degli avversari, più efficaci dei coltellacci di Leon e Chris. Per il resto le missioni di Jake e Sherry sono ancora quasi puramente action, pienissime di scontri e sequenze fuori di testa, con qualche piccola variazione sul tema qua e la. Funziona, anche grazie al discreto carisma del nuovo protagonista maschile e alla diversificazione delle circostanze. Siamo davanti a una campagna appassionante e ben strutturata, forse addirittura la migliore del gioco.

Can do no wrong with the Wong
L’ultima campagna, sbloccata completando le alter tre, è quella della amatissima Ada Wong. Questa è la fase che probabilmente i veterani di Resident Evil apprezzeranno di più, presentando numerosi enigmi decenti e uno stile simile a quello visto nella sezione di Leon e Helena, con molte debolezze in meno. Le vicende di Ada saranno le più significative in termini di trama e copriranno numerosi buchi narrativi presenti nelle altre avventure. L’eroina avrà inoltre dalla sua sezioni stealth, un rampino per raggiungere luoghi inaccessibili, e una poderosa balestra a singolo colpo, che faciliterà non poco molti degli scontri. Tra le esperienze offerte da Resident Evil 6 il “momento Ada” è quello più breve, ma offre comunque qualche ora di svago e rappresenta una pregevole aggiunta al pacchetto.


Un sacco bello e un sacco brutto. Contemporaneamente
Tecnicamente Resident Evil 6 è un titolo di una dualità incredibile. Sembra di giocare a un prodotto sviluppato da due team differenti, uno composto da gente competente e uno da ubriachi. Molte locazioni, mostri e personaggi riusciranno a stupirvi con il loro livello di dettaglio, ma la magia si spezzerà subito quando noterete texture sgranate in modo ingiustificabile, alcuni modelli tridimensionali che sembrano usciti da un gioco di dieci anni fa e certi peculiari bug visivi. Capiamo le limitazioni legate all’hardware, ma questa duplice natura stona non poco. Di altra caratura il sonoro, con doppiaggi di alto livello anche in italiano, nonostante ci siano dei fastidiosi sbalzi nel volume.
Impossibile infine non descrivere uno degli aspetti primari della produzione Capcom, la possibilità di giocare le missioni in cooperativa. Nel gioco sono state inserite numerose sequenze pensate appositamente per venir apprezzate in compagnia, e l’esperienza migliora nettamente se affrontata con amici, sia online che in splitscreen. Non che l’IA sia da buttare (siamo anni luce sopra all'idiozia di Sheva, tolto qualche singhiozzo), ma in molte missioni dover attendere il compagno per aprire una porta o attivare una leva annoia più del dovuto, e la quasi totale immortalità del proprio partner fa calare di molto il livello di sfida. Sono presenti addirittura sezioni a quattro giocatori, alquanto godibili. La loro unica debolezza appare evidente giocando in singleplayer, ove si è costretti a riaffrontarle più volte nelle diverse campagne, a volte con esiti stranamente diversi.
Impressionante la longevità per un titolo del genere. Con una durata complessiva delle campagne che si aggira attorno alle 25 ore e il valore aggiunto della modalità caccia all'uomo, nella quale si entra in una partita altrui nei panni di uno dei nemici, e della solita modalità Mercenari, che permette di guadagnare punti abilità extra e di postare i propri record. Sono un quantitativo sorprendente di contenuti.
Recensione Videogioco RESIDENT EVIL 6 scritta da PREGIANZA Se sono spaventi che cercate non è qui che li troverete. Resident Evil 6 ormai è un horror game solo di nome, che non riesce a far saltare dalla sedia nemmeno una volta durante le sue lunghe e complesse campagne. Nel caso però accettiate di trovarvi semplicemente di fronte a un action game duro e puro, l’ultima fatica di Capcom riuscirà a divertirvi grazie a una grande varietà nelle situazioni, a una notevole spettacolarità, e al ritmo serrato dell’azione. Peccato solo per alcune insensate scelte di game design, che impediscono a questo capitolo di essere un capolavoro, e lo relegano a uno status di “ottimo gioco” che a una serie di questa portata va un tantinello stretto.
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    Numero commenti: 480
  • Bonez
    Livello: 1
    137
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    Io sono un vecchio fan della saga e all'inizio, quando avevo saputo del rilascio di questo gioco, mi ero veramente emozionato, ma quando lo preso e ciò giocato, sono rimasto veramente deluso.
    La prima cosa che non mi è piaciuta è il fatto che la campagna di LEON che doveva essere quella con più elementi survival horror non ne presentava affatto. L'arco narrativo (sempre di questa campagna) che si svolge dall'attacco al presidente all'arrivo alla cattedrale non è nient'altro che una pessima imitazione del disastro di Racoon City ed in certe parti l'ho trovato veramente ridicolo.
    La cosa, però, che mi ha fatto veramente incavolare erano i seguwnti fattori: possibilità di dare pugni e calci alla Street Fighter, il modo in cui è raccontata la storia dell'intero gioco (dai punti di vista di ben 4 personaggi!) è veramente penoso.
    Sapevo che sarebbe stato actionizzato, ma non credevo che sarebbe arrivato fino a questo punto.
    Ho molto più entusiasmante il 4 e il 5 se devo dire la mia.
  • AxisNext
    Livello: 0
    306
    Post: 255
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    Originariamente scritto da ravenna
    Avevo giocato la demo trovandola talmente deludente da non completarla neanche, facendomi un'idea sbrigativa su RE6 e un genere che non mi piace particolarmente. Poi invece l'ho preso, spinto da un'offerta e dai consigli di un amico che mi da sempre ottime dritte. Cosa dire? L'ho rivalutato diversamente. La campagna di Chris nella demo mi aveva indisposto; giocandola per intero mi ha appassionato in un crescendo di coinvolgimento, fino a un epilogo di quelli che rimangono impressi. Insomma, lo sto giocando molto volentieri e tutto d'un fiato. Trovo la recensione in linea e il gioco eccellente, mentre non sono d'accordo con molti pareri negativi che circolano in giro. In particolare non sono d'accordo con la questione "paura". Mi chiedo se resident evil abbia mai fatto paura.. ..? A me non sembra, ma può essere stata questa la sensazione di quando si era ragazzini. Ad ogni modo in RE6 ritrovo tensione ed ansia, anche se a tratti e la necessità di pensare a sopravvivere, piuttosto che fare massacri: le munizioni risicate e una difficoltà superiore agli ultimi episodi danno i giusti grattacapi al giocatore. Anche se certe situazioni sono forzate e la difficoltà non mi sembra sempre ben calibrata, con un contesto molto dinamico a fronte di controlli legnosi. Finalmente sono tornati gli enigmi in qualche parte: non mi lamento della quantità, ma della qualità ... sono troppo facili! Non sono un mago degli enigmi e odio quando diventano frustranti, ma quelli visti finora sono elementari. Nel complesso confermo che il consiglio datomi è stato azzeccato: RE6 a mio avviso è un gioco coinvolgente e divertente. È palese il grande impegno messo e si vede dal doppiaggio finalmente in italiano e convincente, dalla durata sorprendentemente alta e da una trama&narrazione curate. Certo ci sono difetti, messi bene in luce anche dalla recensione, ma ora che scende di prezzo consiglio ai dubbiosi di farsi un'idea di persona e di giocarlo.


    Non sono d'accordo con qualcosa all'inizio del tuo post: I vecchi resident evil facevano paura. Sempre l'ansia, sempre le telecamere realizzate ad Hoc a riguardo, ma molto scomode dal punto di vista del gameplay. Un tempo si mirava su gli attacchi, meno all'azione, a una lenta prosecuzione sulle strade e attenzione ai minimi scricchiolii. Poche munizioni, bisognava stare attenti a non sprecarle. Armi segrete quando ricominciavi il gioco, mappa da quasi Free roaming, dovevi tornare indietro a fare una cosa per proseguire, o semplicemente per prendere un'arma che altrimenti non avresti rivisto mai più ( Code Veronica X ). E poi tanti segreti, documenti che risaltavano la spettralità del gioco, momenti di infinita ansia, inquietanti zombi che soltanto nel movimento, sebbene ormai antiquato, dal loro stile.( Regeneradores sono la punta dell'ice berg, anche se in un titolo meno horror degli altri e ormai avviato all'action che era Re4 )E la vecchia atmosfera un po' fantasy che caratterizzava la serie su consolle a differenza di quell'americanata dei film. Quello si chiamava survival horror, e proprio in favore di una grafica e un gameplay rinnovati, si è arrivato a oggi.

    Penso in molti vogliano dire questo. Anche a me Re6 è piaciuto molto, sebbene molto forzato. Ottimo gioco, seppure ormai il genere sia cambiato. Nessuno si ricorda Dead Aim, Resident Evil 2 e 3... Quelli si che erano gli apici della saga.
  • Griever89
    Livello: 5
    4397
    Post: 513
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    Originariamente scritto da Picu
    Ottimo gioco, lungo e abbastanza diversificato. Diciamoci la verità, chi ti da almeno 30 ore di campagna singola in uno sparatutto in terza persona? Le campagne di Leon, Sherry e Ada sono belle, la campagna di Chris un po' noiosa. Il gioco ha alti e bassi, ma a livello di gameplay è molto divertente, specialmente a livelli di difficoltà alti. L'unica vera delusione è in Mercenaries. La versione Mercenaries di Resident Evil 5 (possibilmente modalità no mercy per pc) è la migliore.


    diciamo la verità, chi aveva bisogno di uno sparatutto in terza persona?
  • TURBORINO
    Livello: 1
    45
    Post: 29
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    Secondo me alla capcom sono andati fuori tema perche' con il passare degli anni hanno trasformato 1 bellissimo gioco come resident evil 2 ( il mio preferito ) in una sorta di call of duty con zombi .... Sarebbe come aver trasformato negli anni 1 saga come street figther ( picchiaduro a incontri ) in 1 musou ( gioco free roming 3d ) trascurando completamente la vera essenza del gioco ....
  • Maurigno78
    Livello: 4
    6899
    Post: 1607
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    buongiorno.. comprato e usato ieri per la prima volta usando jake.. non voglio arrivare a conclusioni affrettate, ma finora mi ha deluso non poco.. il gameplay e i movimenti molto legnosi e lenti. buona grafica sicuramente.. cmq presto ancora per giudicare.. l'ho pagato 19,90 e per ora li vale tutti..
  • Picu
    Livello: 0
    1
    Post: 4
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    Ottimo gioco, lungo e abbastanza diversificato. Diciamoci la verità, chi ti da almeno 30 ore di campagna singola in uno sparatutto in terza persona? Le campagne di Leon, Sherry e Ada sono belle, la campagna di Chris un po' noiosa. Il gioco ha alti e bassi, ma a livello di gameplay è molto divertente, specialmente a livelli di difficoltà alti. L'unica vera delusione è in Mercenaries. La versione Mercenaries di Resident Evil 5 (possibilmente modalità no mercy per pc) è la migliore.
  • Bazz
    Livello: 1
    2
    Post: 28
    Mi piace 4 Non mi piace -1
    non è un capolavoro ma si lascia giocare divertendo! Ogni sera mi faccio un capitolo... ogni sera cambio una delle 4 campagne... longevità alle stelle! Sicuramente certe scene molto azzeccate.... altre molto meno... comunque persite sempre un buon livello di sfida (non come in AC). Mai provato online per ora ma promette bene....

    Consigliato a tutti!
  • Giannino
    Livello: 0
    -33
    Post: 7
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    @Darkslayer Z: a parlare di trollate caschi male, il gioco l'ho provato e ribadisco il mio pessimo giudizio sulla storyline, mandata avanti a colpi di banalità, personaggi scadenti e scene horror b-movie: gente che in autobus vede uno zombie e allora sterza come di colpo ribaltando il veicolo, uno che si fa trascinare via da uno zombie solo perché non molla la presa sul suo fucile, Leon che sembra un 'ragazzo speciale' e quelle macchine... in un olocausto zombie il pericolo più grande sono i pirati della strada... boh. Mi spiace se sono sembrato offensivo nello scorso post, ma sono sensibile a certe cose.
  • deadlocked97
    Livello: 1
    -5
    Post: 1
    Mi piace 3 Non mi piace -3
    Possiedo il gioco e posso dire che da RE5 un bel passo in avanti si è fatto. Ora non dico che sia un "vero resident evil" o horror, ma posso comunque dire che se non si conosce alla perfezione la serie e se si è attratti più che altro dalle vicende, questo gioco è alla portata di tutti, perchè offre tre campagne più una sbloccabile davvero ben narrate e memorabili. I comandi li ho trovati fluidi fino ad un certo punto.. quick time events! Questi saranno ripetuti fino alla noia! avrei preferito sequenze animate che il dosaggio di questi ultimi.. ma poco importa, perchè se amate giochi non troppo semplificati e con un pò di tatticismo (perchè se affrontato a livelli più ardui è davvero dura la sfida!) vi troverete davanti un bel giocone da finire (e anche da platinare, per chi amasse i trofei!) . Consiglio questo gioco vivamente a chi ha apprezzato resident evil dal 4 in poi con la sua svolta action e a chi ama le sfide ardue negli shooter
  • Grave
    Livello: 2
    743
    Post: 257
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    Originariamente scritto da ravenna
    Avevo giocato la demo trovandola talmente deludente da non completarla neanche, facendomi un'idea sbrigativa su RE6 e un genere che non mi piace particolarmente. Poi invece l'ho preso, spinto da un'offerta e dai consigli di un amico che mi da sempre ottime dritte. Cosa dire? L'ho rivalutato diversamente. La campagna di Chris nella demo mi aveva indisposto; giocandola per intero mi ha appassionato in un crescendo di coinvolgimento, fino a un epilogo di quelli che rimangono impressi. Insomma, lo sto giocando molto volentieri e tutto d'un fiato. Trovo la recensione in linea e il gioco eccellente, mentre non sono d'accordo con molti pareri negativi che circolano in giro. In particolare non sono d'accordo con la questione "paura". Mi chiedo se resident evil abbia mai fatto paura.. ..? A me non sembra, ma può essere stata questa la sensazione di quando si era ragazzini. Ad ogni modo in RE6 ritrovo tensione ed ansia, anche se a tratti e la necessità di pensare a sopravvivere, piuttosto che fare massacri: le munizioni risicate e una difficoltà superiore agli ultimi episodi danno i giusti grattacapi al giocatore. Anche se certe situazioni sono forzate e la difficoltà non mi sembra sempre ben calibrata, con un contesto molto dinamico a fronte di controlli legnosi. Finalmente sono tornati gli enigmi in qualche parte: non mi lamento della quantità, ma della qualità ... sono troppo facili! Non sono un mago degli enigmi e odio quando diventano frustranti, ma quelli visti finora sono elementari. Nel complesso confermo che il consiglio datomi è stato azzeccato: RE6 a mio avviso è un gioco coinvolgente e divertente. È palese il grande impegno messo e si vede dal doppiaggio finalmente in italiano e convincente, dalla durata sorprendentemente alta e da una trama&narrazione curate. Certo ci sono difetti, messi bene in luce anche dalla recensione, ma ora che scende di prezzo consiglio ai dubbiosi di farsi un'idea di persona e di giocarlo.


    Mi fa piacere leggere questi commenti, dove si va aldilà del pregiudizio e si da un parere con cognizione di causa
  • ravenna
    Livello: 5
    6128
    Post: 902
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    Avevo giocato la demo trovandola talmente deludente da non completarla neanche, facendomi un'idea sbrigativa su RE6 e un genere che non mi piace particolarmente. Poi invece l'ho preso, spinto da un'offerta e dai consigli di un amico che mi da sempre ottime dritte. Cosa dire? L'ho rivalutato diversamente. La campagna di Chris nella demo mi aveva indisposto; giocandola per intero mi ha appassionato in un crescendo di coinvolgimento, fino a un epilogo di quelli che rimangono impressi. Insomma, lo sto giocando molto volentieri e tutto d'un fiato. Trovo la recensione in linea e il gioco eccellente, mentre non sono d'accordo con molti pareri negativi che circolano in giro. In particolare non sono d'accordo con la questione "paura". Mi chiedo se resident evil abbia mai fatto paura.. ..? A me non sembra, ma può essere stata questa la sensazione di quando si era ragazzini. Ad ogni modo in RE6 ritrovo tensione ed ansia, anche se a tratti e la necessità di pensare a sopravvivere, piuttosto che fare massacri: le munizioni risicate e una difficoltà superiore agli ultimi episodi danno i giusti grattacapi al giocatore. Anche se certe situazioni sono forzate e la difficoltà non mi sembra sempre ben calibrata, con un contesto molto dinamico a fronte di controlli legnosi. Finalmente sono tornati gli enigmi in qualche parte: non mi lamento della quantità, ma della qualità ... sono troppo facili! Non sono un mago degli enigmi e odio quando diventano frustranti, ma quelli visti finora sono elementari. Nel complesso confermo che il consiglio datomi è stato azzeccato: RE6 a mio avviso è un gioco coinvolgente e divertente. È palese il grande impegno messo e si vede dal doppiaggio finalmente in italiano e convincente, dalla durata sorprendentemente alta e da una trama&narrazione curate. Certo ci sono difetti, messi bene in luce anche dalla recensione, ma ora che scende di prezzo consiglio ai dubbiosi di farsi un'idea di persona e di giocarlo.
  • lucab0ss
    Livello: 1
    1273
    Post: 340
    Mi piace 2 Non mi piace -3
    personalmente non lo ritengo una delusione, secondo me meglio del 5 che era uno sparatutto arcade, meglio del 4 perchè il 4 lo considero uno spin off visto che si parla di parassiti, di plagas, che non centrano niente con i virus... ovviamente lo ritengo peggiore dei vecchi titoli ambientati a raccoon city, il primo titolo l'ho giocato dopo il secondo e il terzo, quest'ultimo da me molto amato e devo dire che è tutta un'altra cosa... non ci sono gli stessi enigmi ecc, la grafica è a dir poco penosa perchè quel mirino in stile FPS fa pietà.

    certo togliendo l'interfaccia grafica nelle opzioni si gioca con il mirino laser, secondo me bella innovazione della serie, gli emblemi sono un buon diversivo per avere extra, le storie godibili e soprattutto longeve... a parte jake nella neve che non ha senso e si poteva o tagliare o fare meglio come anche i nemici della campagna di jake, simili agli amici di CJ in san andreas almeno all'inizio, con il cappellino e il coltello in mano... realistica la campagna di leon, meno le altre per il fatto che i nemici sono troppo strani, mutati in maniera irreale con quelle gambe da cavalletta, ok per le braccia schifose che crescono, ma non potete mettere gambe da cavalletta o mutazioni in ragni con il corpo da uomo... nota positiva sulla storia di chris, promossa a pieni voti per la linea narrativa interessante che me l'ha fatta completare senza interruzioni, jake quindi sottotono...la campagna di ada si mantiene non male ma non eccellente. il voto secondo me rispecchia la validità del titolo, le munizioni non mi sono sembrate poche, anzi spesso e volentieri le ho dovute lasciare indietro e non ho giocato alla difficoltà minima, forse perchè il gioco mantiene ancora le basi con cui era partito, che si basavano sulla scarsità di colpi e su un particolare tipo di approccio al gioco
  • DoubleBarrel
    Livello: 1
    -1209
    Post: 827
    Mi piace 8 Non mi piace -4
    E quindi non sarebbe Resident Evil perchè è lineare, ci sono pochi proiettili e la visuale non è comodissima ? Ma li avete giocati i primi e tanto decantati episodi o ne avete solo sentito parlare ? No, non si sa mai, sapete com'è... Io li ho giocati, ciascuno in contemporanea alla propria uscita, devo dire che il migliore per me è ancora il 2, il 3 aveva dalla sua una enorme rigiocabilità e se il 4 ed il 5 mi stavano via-via deludendo questo ha riportato il mio interesse sulla saga perchè lo trovo veramente ben fatto, attenzione, non ho detto "perfetto". Il menù non mi piace, i medaglioni sono stati inseriti malamente e la recitazione come il doppiaggio dei compagni virtuali sono deludenti ma nel complesso tutto ciò non riesce a rovinarmi l'esperienza, poi, i gusti sono gusti ma muovere delle critiche senza sapere com'erano in passato gli altri titoli accusando un gioco di "non essere più lo stesso" sembra quasi un non sapere di cosa si sta parlando, scusate se mi sfogo ma "scarsità di munizioni", "ambientazioni piuttosto lineari" e "senso claustrofobico da visuale suspence" sono sempre stati tra i punti cardine della saga, cacchio, fa solo piacere che ci siano queste caratteristiche, con le dovute riserve mi sembra quasi di essere tornato al 2, peccato solo, mi ripeto, che NON TUTTO sia stato riportato ai vecchi fasti ma il tentativo fatto è stato eccellente. IMHO
  • supercaso
    Moderatore
    Mi piace 1 Non mi piace 0
    Originariamente scritto da kenshiro90
    si sa quando e se uscirà la conversione per pc?
    nel 2013, ancora non si ha una data definitiva
  • kenshiro90
    Livello: 7
    2596
    Post: 420
    Mi piace 0 Non mi piace 0
    si sa quando e se uscirà la conversione per pc?
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