Recensione di Madden NFL 13

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     EA Sports
  • Distributore:

     EA
  • Data uscita:

     31 agosto 2012
- Gameplay ottimamente rinnovato
- L'Infinity Engine funziona a meraviglia
- Intelligenza artificiale ulteriormente ritoccata
- Tante modalità di gioco
- E' pur sempre football americano, quindi per pochi
- Rimangono problemi di net-code
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A cura di (ViKtor) del
Sembra non ci sia più pace per lo sport USA. Dopo il lockout NBA della scorsa stagione, quest'anno è addirittura l'intoccabile football ad essere travolto da uno scandalo simile. Il contenzioso tra arbitri e federazione (guarda caso si tratta di soldi), infatti, ha costretto i proprietari della lega a dare in mano le prime giornate ai cosiddetti “fischietti di riserva”, veri e propri rimpiazzi di scarsa levatura tecnica.
Fortunatamente la consueta incarnazione virtuale della NFL non soffre di questo problema: Madden NFL 13, anzi, non sente il peso degli anni di una generazione ormai al tramonto e dimostra di essere più vivo e in forma che mai.



I'm stronger, I'm faster
Due sono le grandi novità portate da EA Sport ad uno dei suoi titoli più rappresentativi. Sembrano poche, eppure hanno un peso specifico talmente alto da rendere Madden NFL 13 una simulazione ancora più profonda rispetto alla versione dello scorso anno.
Avviata la prima partita, all'occhio meno attento il gameplay sembrerà pressoché immutato. La realtà dei fatti è però ben altra, perché gli omoni con il casco hanno beneficiato dell'introduzione di una sorta di “Impact Engine” in formato football, in questo caso chiamato Infinity Engine.
Chi è solito giocare a FIFA avrà già capito tutto, per gli altri possiamo descrivere questo Infinity Engine come un motore fisico in grado di calcolare in modo preciso e sempre diverso i contatti tra i giocatori, evitando fastidiose compenetrazioni di poligoni ed andando ad impattare anche sulle meccaniche di gioco. Dopo molte partite possiamo affermare che il sistema funziona eccome: in una simulazione di uno sport che fa di placcaggi e botte le sue fondamenta, aumentare il realismo nei contatti significa trasformare ogni azione in una nuova situazione di gioco, incrementando il fattore imprevedibilità e costringendo il giocatore alla massima attenzione fino al fischio dell'arbitro.
Come è lecito attendersi, l'Infinity Engine mostra letteralmente i muscoli soprattutto sulle situazioni di corsa, nelle quali i running back più forti risultano avvantaggiati. Fenomeni come Adrian Peterson vengono ora fermati solo da placcaggi veramente duri ed efficaci e devono essere blitzati per evitare facili chiusure di down o danni maggiori.
Nelle azioni di lancio, invece, a fare la differenza rispetto al passato sono la rinnovata gestione del Quarterback e le implementazioni alla intelligenza artificiale delle difese. Le speranze mostrate in sede di anteprima trovano fortunatamente conferma nella versione finale. Guardie, centro e offensive tackles sono ora molto più ostici da superare, regalandoci qualche istante in più da trasformare in freddezza per trovare il ricevitore giusto.
I quarterback, dal canto loro, vedono aumentata la precisione nei passaggi ma devono fare i conti con difese più attente e astute nei singoli, dovendo ponderare di conseguenza con maggior attenzione la giocata da portare. I cornerback, ad esempio, hanno finalmente abbandonato il vizio di tentare sempre e comunque l'intercetto, andando a disturbare il wide receiver nel caso in cui la traiettoria dell'ovale sia fuori dalla loro portata. Certo è sempre possibile tentare manualmente di agguantare al palla ovale tramite l'apposito tasto del pad, ma rimane un rischio lasciato quasi totalmente al giocatore e in grado tanto di appagare quanto di costare carissimo.
Questo pacchetto di novità, stringendo, a cosa porta? Sicuramente ad azioni più fluide, credibili ed imprevedibili. Ad un gioco più realistico e divertente insomma, una nuova giovinezza per una serie in grado ancora una volta di rinnovarsi, stupire e soddisfare pienamente l'appassionato della NFL.



That's the NFL is all about
Rispetto alle scorse versioni, maggiore attenzione è stata riservata da EA Sports alle modalità di gioco, diventate con il tempo stantie e povere di appeal soprattutto per noi utenti europei.
L'ottimo menu principale stavolta fa trasparire una ricchezza di contenuti soddisfacente, pur non ancora al livello di FIFA. Dalla controparte calcistica Madden NFL 13 ha però imparato a valorizzare il giocatore personale, diventato ora più presente all'interno dell'esperienza globale oltre che pedina fondamentale nelle stagioni. Proprio avviando una nuova carriera ci si imbatte in scelte totalmente inedite che vanno a sostituire la vecchia filosofia del Franchise Mode.
Le nuove carriere possono essere affrontate offline oppure online insieme ad amici e utenti PSN o Xbox LIVE. Ogni statistica viene inviata ai server EA e le classifiche riepilogative mostrano i progressi dei giocatori nelle Connected Careers.
L'idea è assolutamente avvincente, ma c'è un ma. L'Italia, così come comunicato prima della schermata del titolo, è considerata regione al di fuori della rete globale supportata dai server. Ciò si traduce in una eccessiva lentezza nel navigare tra i menu (sempre che abbiate la console collegata ad internet ovviamente) e, soprattutto, in partite online sporadicamente sofferenti di lag. E' un peccato, ma d'altronde Madden rimane una serie di nicchia nel nostro paese ed il vero appassionato saprà passare sopra a questa magagna, godendosi una produzione altrimenti di altissimo livello.
Due parole vanno spese naturalmente per il comparto tecnico: graficamente si vedono gli effetti dell'Infinity Engine e delle conseguenti nuove animazioni, mentre sul fronte del sonoro va segnalato l'esordio della coppia di commentatori formata da Phill Simms e Jim Nantz. Chi sono, direte voi? Negli States sono i Caressa e Bergomi del football e vi assicuriamo che la telecronaca, per chi mastica l'inglese, è una goduria pazzesca.
Recensione Videogioco MADDEN NFL 13 scritta da VIKTOR Come dice l'immenso Ray Lewis nel fimlato introduttivo, “Leave your mark”. Ecco, proprio questo permette Madden NFL 13, lasciare il proprio segno. Il sapiente rinnovamento del gameplay ha ulteriormente aumentato il realismo e la profondità di un titolo ormai sull'orlo della perfezione, regalando all'appassionato una libertà di gioco e una profondità di contenuti senza precedenti. Certo, stiamo parlando di un titolo di nicchia e in Italia permane qualche problemino di ottimizzazione del multiplayer, ma di fronte al peso delle novità il compromesso vale ancora una volta la candela. Per questo Madden NFL 13 merita un voto più alto rispetto alla scorsa edizione. Per questo, chi non l'ha mai fatto, deve provare almeno una volta questa meravigliosa serie.
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