Recensione di Dead or Alive 5

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Team Ninja
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     28 settembre 2012
- Gameplay veloce, accessibile e divertente, più tecnico rispetto ai predecessori
- Tecnicamente lodevole e spettacolare
- Ha uno Story Mode "vero"
- Comunque meno tecnico e stratificato di molti altri picchiaduro
- Narrativa ATROCE
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A cura di (Pregianza) del
I membri del Team Ninja non temono nulla, non hanno peli sulla lingua, e non mancano di rilasciare saltuariamente proclami pomposissimi, nei quali annunciano di avere in cantiere progetti rivoluzionari in grado di cambiare il volto del gaming. Proclami che già si faceva fatica a prendere sul serio ai tempi del re dei tamarri Itagaki, e ora appaiono ancor più improbabili dopo un paio di strafalcioni compiuti nella nuova era di Yosuke Hayashi, Ninja Gaiden 3 su tutti.
C’è un nutrito gruppo di fan della casa che tuttavia non ha perso le speranze: parliamo degli appassionati della serie Dead or Alive, che dopo anni di attesa stanno per mettere le mani su un nuovo sfavillante capitolo pieno di donnine in vestiti succinti e azione. La concorrenza tra i picchiaduro non è mai stata dura come negli ultimi anni, ma al Team Ninja sembra importare poco, grazie alla solita sicurezza dei piani alti e alla consapevolezza di avere per le mani un progetto che sembra finalmente essere una reale evoluzione dei titoli creati in passato. Noi abbiamo avuto modo di provare Dead Or Alive 5 con largo anticipo rispetto al suo arrivo nei negozi e, dopo esserci consumati i polpastrelli (a forza di giocare... niente doppi sensi, suvvia),  possiamo dirvi una volta per tutte se è il caso di ridare fiducia a questi esageratissimi sviluppatori nipponici. Poppe! Ahem... scusate è stato un lapsus. Si parte!


Violenza narrativa
Partiamo con due notizie, una buona e una cattiva. La buona notizia è che Dead or Alive 5 ha uno Story Mode vero, che segue una linea narrativa e permette di usare quasi tutti i personaggi del roster in una cinquantina di diversi capitoli intervallati da numerosi filmati. Cosa rarissima nei picchiaduro e molto ben vista da chi si lamenta della mancanza di contenuti singleplayer in questo genere di titoli. La brutta notizia è che la storia è scritta dagli sceneggiatori del Team Ninja, che sono probabilmente tra i peggiori dell’intero universo. Non è un’esagerazione, la narrativa di questo gioco è atroce, ridicola, oribbile (con una r e due b per enfatizzare). Gran parte dei capitoli sono piuttosto demenziali e dedicati a personaggi minori, ma il fulcro della trama si concentra sulle vicende di Kasumi e dei soliti ninja della saga, impegnati a continuare gli eventi dei capitoli precedenti. Non c’è nulla di memorabile, né tra i capitoli comici né in quelli seri, con questi ultimi che cercano di essere “cool” ma falliscono miseramente. 
Grazie al cielo i picchiaduro sono una tipologia di videogame nella quale la trama non è particolarmente significativa, e ciò che conta è principalmente il gameplay. Ci auguriamo comunque, per tutto ciò che c’è di bello nel mondo, che in futuro il Hayashi e company affidino dialoghi e storie dei loro giochi a gente più competente in materia, ne va della nostra sanità mentale. 

Il miglior attacco è la difesa
Non ci saranno stati miglioramenti decenti in fatto di storia, ma il Team Ninja si è indubbiamente rimboccato le maniche per proporre agli utenti un gameplay molto più curato rispetto al passato. Dead or Alive 5 è un enorme passo avanti rispetto ai casualissimi predecessori. 
Il sistema fondamentale è sempre il Triangle System, una struttura alla carta-sasso-forbice basata su tre tipi di mosse: colpi, contromosse e proiezioni. Le contromosse battono i colpi, le proiezioni battono le contromosse e i colpi battono le proiezioni. Semplice, tanto che nei primi capitoli chiunque poteva abusare dei counter a causa di finestre temporali enormi nella loro esecuzione. Qui le cose sono però mutate, e per contrastare i colpi sarà necessario utilizzare counter direzionali specifici per quattro tipi diversi di attacchi, con tanto di contromosse avanzate legate a determinati personaggi. L’utilizzo costante di una meccanica di contrasto così complessa potrà sembrare difficile, ma in realtà le tempistiche sono ancora facilotte da assorbire e le mosse non sono moltissime, quindi un giocatore esperto non ci metterà molto a capire il concetto e a metterlo in pratica. 



I counter sono molto importanti anche a causa dei lunghi tempi di stordimento dopo determinati colpi. Sono tante le mosse in grado di rendere indifeso l’avversario per qualche istante e durante questo periodo di debolezza l’unica azione difensiva concessa è proprio la contromossa, caratteristica che costringe i giocatori a variare spesso l’offensiva o ad affidarsi ad attacchi singoli sicuri da cui far partire combo dannose impossibili da evitare. Il gioco brilla principalmente in queste fasi d’attacco con la sua grande velocità e spettacolarità, e contiene un curioso sistema di invulnerabilità dopo un certo numero di colpi, che sostituisce l’hit decay usato da molti concorrenti e impedisce di abusare di certe tecniche. Il feeling è un po’ innaturale, ma funziona e sembra in grado di evitare i terribili “tocchi della morte”.
Le new entry del gameplay sono il Power Blow e lo scoppio critico. Il primo è un colpo estremamente lento che, se colpisce quando la propria barra dell’energia è sotto il 50%, fa partire una cutscene e infligge danni enormi. Lo scoppio critico viene invece provocato solo da determinati tipi di colpi e manda l’avversario in stordimento critico, garantendo enormi danni in certe situazioni. Il Power Blow dà l’impressione di essere una tecnica inserita più per fare scena che altro, essendo lentissima e quasi impossibile da piazzare contro un buon giocatore. Molto più pericolosi gli stordimenti critici, che rischiano di essere un tantinello abusabili dai più esperti. 
Le ultime aggiunte sono le danger zones e i cliffhanger moments, scene animate spettacolari durante i combattimenti che si attivano urtando determinate zone in un’arena o cadendo da un dirupo a causa di un attacco nemico. Le danger zones sono disattivabili per chi non vuole fattori random nei suoi incontri, mentre i cliffhanger appaiono solo in certe locazioni. 
Vi assicuriamo che il gioco è molto meno complicato di quanto si possa pensare. Dead or Alive 5 fa dell’accessibilità il suo punto di forza, aiutato anche dallo Story Mode, che funge da grosso tutorial e insegna ogni meccanica capitolo dopo capitolo. Peccato che a parte l’insegnamento delle basi il training mode non offra quasi consigli per chi vuole divenire un giocatore avanzato, senza nemmeno proporre combinazioni degne da studiare nella command list. Nulla che non si possa imparare con la pratica e spulciando Youtube, ma si poteva fare di più.
Nel complesso siamo di fronte a un netto balzo qualitativo della serie, l'ultimo capitolo è più tecnico e esaltante dei predecessori. Certo, il gioco ha ancora qualche marcata mancanza, in primis una tecnicità ancora inferiore a quella di altri esponenti più blasonati del genere, delle hitbox alle volte un po’ imprecise, e una priorità delle varie mosse non proprio chiarissima, ma l’evoluzione stavolta c’è stata. I combattimenti sono veloci, spassosi, e più tattici di quanto fosse lecito aspettarsi. Ottimo lavoro. 


Poppe. Poppe everywhere
Dead or Alive 5 è tecnicamente notevole. I personaggi sono dettagliati e splendidamente animati, effetti quali sporcizia e sudore sono resi piuttosto bene, ed è stato fatto un gran lavoro anche sulle arene, molto varie e ispirate. Le danger zones attivabili aggiungono parecchia verve agli incontri di chi vuole solo divertirsi con gli amici. Combattere tra esplosioni, palazzi che crollano ed elicotteri pronti a prendervi a missilate ha il suo perché. Meno impeccabile il sonoro, con buone musiche ed effetti, ma doppiaggi molto altalenanti. 
L’opera del Team Ninja offre persino un discreto quantitativo di modalità, tra cui immancabili classici quali l’arcade mode (a punteggio, senza filmati finali per personaggio), il time trial e il survival, e la pregevole possibilità di giocare in Tag. Non abbiamo avuto modo di testare a dovere il netcode, vista la mancanza di giocatori durante la review, ma gli sviluppatori affermano di aver puntato tutto sulla stabilità, eliminando le lobby con gli avatar per assicurarsi la massima responsività. La possibilità di settare la latenza durante il training mode non fa altro che sottolineare l’intenzione dei programmatori di creare un titolo godibile online. Vario e abbastanza esteso il roster, che non contiene praticamente cloni e sfoggia alcuni leggendari personaggi di Virtua Fighter. Dura esprimersi sul bilanciamento al momento, ma i combattenti paiono tutti ben calcolati.
Non mancano le solite chicche voyeuristiche tipiche del Team Ninja, con un Replay mode che permette ogni genere di inquadratura sia su scontri guidati dalla cpu che sui vostri match registrati, e un sistema fisico tutto dedicato alle forme femminili. Maniaci di tutto il mondo, gioite!
Recensione Videogioco DEAD OR ALIVE 5 scritta da PREGIANZA Team Ninja non ha buttato parole al vento questa volta e ha sfornato una bella evoluzione dei Dead or Alive, in grado di soddisfare i fan della serie e di conquistare nuovi appassionati. Il gioco ha ancora qualche mancanza legata al gameplay, ma se cercate un picchiaduro veloce, spettacolare, accessibile, e pieno di gentil donzelle, questo è il gioco che fa per voi.
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