Speciale Zelda: La Cronologia - Terza Parte

A cura di (Fatum92) del
Attenzione: SPOILER

Parte 1
Parte 2

Ed eccoci finalmente alla terza puntata dello speciale interamente dedicato alla cronologia della splendida saga di The Legend of Zelda. Quest’oggi andremo a sviscerare il percorso narrativo di opere quali The Legend of Zelda: Majora’s Mask e The Legend of Zelda: Twilight Princess. Siamo infatti pronti a cominciare il nostro viaggio nella linea temporale creatasi con il ritorno al passato di Link in The Legend of Zelda: Ocarina of Time.

The Legend of Zelda: Majora’s Mask – Quando il tempo non è mai abbastanza
A seguito della Guerra dell’Imprigionamento, Link viene rispedito nella sua era originaria. In quest’epoca, il Re di Hyrule viene informato delle intenzioni di Ganondorf. Il Sacro Reame viene quindi protetto e, di conseguenza, la Triforza è al sicuro. Nel regno sembra essere tornata la pace. Nonostante la vittoria, l’Eroe del Tempo prende un’improvvisa decisione: salta in groppa a Epona e parte alla ricerca di un vecchio amico. Che si tratti di Navi, forse Saria? Nessuno lo sa. Attraversando la foresta, però, il suo piano viene subito stroncato da uno Skull Kid piuttosto esuberante. Il dispettoso essere, infatti, non solo gli ruba l’Ocarina del Tempo e la cavalla, ma, non contento, lo trasforma in un Deku Scrub. Gettatosi all’inseguimento dello Skull Kid, il giovane si ritrova presto in un mondo parallelo: Termina. Il nome di tale luogo è abbastanza significativo, poiché ad angosciare i suoi abitanti è la consapevolezza della morte. Entro tre giorni esatti, infatti, su Termina si abbatterà la luna, minacciosa e ghignante, la quale, all’impatto, spazzerà via ogni forma di vita. Link non può certamente restarsene con le mani in mano e una volta recuperata Epona e l'Ocarina, usa il magico strumento per rivivere continuamente gli ultimi giorni di Termina, risolvendo problemi e aiutando i cittadini. Malgrado la perenne corsa contro il tempo, Link raggiunge infine lo Skull Kid, l’artefice dell’attesa apocalisse. Dopo una battaglia sul suolo lunare, l’Eroe del Tempo impedisce l’imminente catastrofe.




Come The Legend of Zelda: Link’s Awakening, anche The Legend of Zelda: Majora’s Mask propone una trama estremamente interessante e ricca di spunti di riflessione, ampliando inoltre il bagaglio mitologico con alcuni curiosi racconti. L’atmosfera lugubre e malinconica gli hanno valso la reputazione di episodio più strano di tutta la saga. In effetti, nonostante il gameplay riprenda le dinamiche di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, l’inedita implementazione in una struttura basata su un ciclo di tempo predefinito, da vivere e rivivere, ha reso letteralmente geniale l’intera esperienza, ancora oggi considerata da molti la migliore tra gli Zelda e non solo.
The Legend of Zelda: Majora’s Mask è sicuramente un’opera unica, imparagonabile, tremendamente originale e altrettanto affascinante.

The Legend of Zelda: Twilight Princess – Una nuova minaccia
Gli anni trascorrono sereni a Hyrule. Le terre consacrate dalle divinità raggiungono il loro massimo splendore, ampliandosi e fiorendo. I popoli vivono felici, mentre al centro delle immense lande il castello di Hyrule si mostra in tutta la sua fierezza e potenza. In un angolo remoto della regione, però, vi è un piccolo villaggio nascosto sotto le chiome degli alberi della Foresta di Firone. In questo paese chiamato Tauro, un adolescente di nome Link svolge con tranquillità le sue quotidiane e umili mansioni. Quando, un giorno, gli viene proposto di recarsi al castello della principessa Zelda per recapitare un prezioso dono, il giovane ragazzo accetta entusiasticamente. Accade però l’impensabile: delle mostruose creature emergono dalla foresta e attaccano il villaggio, rapendone i bambini. Lanciatosi all’inseguimento, Link si ritrova nel Mondo del Crepuscolo, luogo da cui provengono questi pericolosi mostri. L’oscurità sta infatti prendendo il sopravvento sulla Luce, inghiottendo ogni cosa. Link, però, è l’eletto e a contatto con le tenebre si trasforma in un bellissimo lupo, orgoglioso e nobile animale. In questa forma animalesca Link incontra Midna, che si rivelerà essere la principessa del Crepuscolo. Grazie al suo aiuto, il ragazzo riporterà la luce sulle piane di Hyrule.
In un primo momento Zant, un nuovo potente nemico, viene ritenuto il responsabile dell’avanzata del Crepuscolo. In realtà, nelle ultime fasi dell’avventura, si scopre che questo strambo individuo altri non è che l’ennesimo burattino nelle mani di Ganondorf. Come si osserva in uno dei filmati del gioco, in seguito ai fatti accaduti in The Legend of Zelda: Ocarina of Time, Ganondorf, i cui piani di conquista furono smascherati, fu catturato e condannato a morte. Inspiegabilmente, la Triforza della Forza si trovava in suo possesso, permettendogli di opporre resistenza. Essendo che il Reame Sacro fu protetto dai saggi, non è ben chiaro come Ganondorf abbia potuto ottenere il rispettivo pezzo di Triforza, ma tenendo conto degli squilibri temporali causati da Link non è un'ipotesi impossibile. Con un ultimo tentativo, i saggi riuscirono fortunatamente a imprigionarlo nel Mondo del Crepuscolo, luogo in cui successivamente si imbatterà in Zant, vedendo in lui un’opportunità da sfruttare. Tornando alla storia: Link, dopo aver combattuto Zant, è pronto per la battaglia finale. Impugnando la leggendaria lama capace di dissolvere il male, l’eletto sconfigge Ganondorf e riporta la pace sul Regno.



In The Legend of Zelda: Twilight Princess la trama acquisisce più importanza, permettendosi di sfociare in cut-scene quasi cinematografiche (così come in Skyward Sword) e caratterizzate da una permanente epicità di fondo. Tra i punti più alti del gioco, lo scontro conclusivo raggiunge veramente un carattere leggendario ed eroico.
La giocabilità, invece, è un ponte verso il passato, soprattutto rivolto all’immortale Ocarina of Time, da cui Twilight Princess prende numerosi spunti, a costo di apparire meno fresco e originale. La complessa geometria dei dungeon, le fantastiche boss-fight, l’epica storia, la vastità e bellezza di Hyrule, e l’ottima varietà della campagna principale (a discapito delle sub-quest), lo rendono un altro Zelda assolutamente imperdibile.

The Legend of Zelda: Four Swords Adventures – Il ritorno di Vaati
Il Signore dei Venti è tornato! Dopo secoli di prigionia all’interno della Quadrispada, Vaati trova il modo di scappare dalla sua detenzione. Carico d’odio si scaglia contro la principessa Zelda, rapendola insieme ad altre sei giovani fanciulle. Un tale affronto è inaccettabile per Link. Rientrato in possesso della Quadrispada, l’eroico avventuriero attraversa tutta Hyrule e, alla fine, regola i conti con il mago, mettendo fine una volta per tutte al suo folle piano.



Four Swords Adventures, come si intuisce dall’introduzione del gioco, è il sequel di Four Swords. Risulta oltremodo corretto considerarlo il seguito di The Minish Cap. Questi tre capitoli, infatti, fanno parte delle vicende parallele incentrate sulla figura di Vaati. Emblematico osservare come, a esclusione di The Minish Cap, gli altri due episodi siano ritenuti assolutamente secondari e poco importanti, se si guarda all’intera saga. Oltre alla trama slegata dal filone principale, la serie Four Swords si differenzia per il gameplay votato al multigiocatore (benché l'episodio in questione sia fruibile anche in single player), con una struttura sì classica, ma inevitabilmente semplificata e ridotta rispetto alle altre opere targate The Legend of Zelda. In questo senso, ritenerli capitoli minori è un fatto assolutamente giustificato.
Recensione Videogioco ZELDA: LA CRONOLOGIA - TERZA PARTE scritta da FATUM92 Abbiamo così ordinato gli episodi dopo la conclusione di The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Ma mentre Link è tornato al suo tempo, cosa è accaduto nell’epoca in cui si è svolta la Guerra dell’Imprigionamento che noi tutti conosciamo? Le risposte arriveranno la prossima settimana, con il quarto e ultimo appuntamento del nostro speciale. Seguendo la cronologia dell’era del futuro di Ocarina of Time andremo a scoprire i capitoli della saga caratterizzati da uno stile grafico particolare e immediatamente riconoscibile. Ci riferiamo, ovviamente, alla “serie” iniziata con il maestoso The Legend of Zelda: The Wind Waker e proseguita fino a The Legend of Zelda: Spirit Tracks.
Restate con noi, la Leggenda continua…
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