Recensione di Ferrari Racing Legends

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Guida arcade
  • Sviluppatore:

     Slightly Mad Studios
  • Data uscita:

     19 giugno 2012
- Oltre 50 Ferrari, tutte dettagliatissime e molto curate
- Numero lodevole di eventi da completare
- Giocabilità mista tra simulazione e arcade che non eccelle in nessun campo
- Piste spoglie e anonime
- Difficoltà calcolata malissimo
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A cura di (Pregianza) del
Non è certo un’impresa facile dar vita ad un titolo automobilistico di buona fattura. Che scelgano di creare un arcade o una simulazione, le software house con l’obiettivo di sviluppare un gioco di corse di alto livello hanno una gran quantità di fattori da prendere in considerazione: il realismo del modello di guida, la risposta dei vari veicoli, la profondità delle opzioni di tuning, la tipologia dei tracciati e tantissime altre caratteristiche fondamentali per la ricetta di un prodotto dalla grande personalità. Vista la difficoltà del compito, creare titoli “su licenza” viene da molti considerata la strada più facile, porta dopotutto ad avere un parco macchine ben definito, con tanto di limitazioni nette nella giocabilità e nelle opzioni, legate alle volontà dell’azienda che ha concesso di sfruttare il suo marchio.
Tali blocchi creativi portano di solito a un calo qualitativo del prodotto in questione, ed è raro vedere un videogame indimenticabile dedicato a una sola casa. Con Ferrari Racing Legends, tuttavia, qualche speranza di vedere un cambiamento c’era, se non altro per il coinvolgimento nel progetto degli Slightly Mad Studios, che già in passato avevano dimostrato il loro talento con l’ottimo Need For Speed: Shift 2.
Vi brillano gli occhi? Meglio chiuderli. La rossa forse è il caso di continuare ad ammirarla in tv.

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Ferrari Racing Legends non ha una vera e propria trama di fondo, si limita a ripercorrere la storia della Ferrari dalle origini, mettendovi nei panni di più piloti. La campagna principale presenta un gran numero di prove divise in tre diverse epoche, peraltro piuttosto variegate grazie ad obiettivi diversificati.
Buono, ma non esente da alcuni difetti evidenti. Il gioco infatti manca di spinta motivazionale, perché permette di sbloccare semplicemente nuove auto con grande lentezza, completando ogni singola serie di corse. Le schermate statiche che narrano le vicende del pre-gara, e la totale assenza di ricompense extra a parte i bolidi difficilmente basteranno a catturare ogni giocatore. Non finisce qui, la mancanza principale difatti è legata alla difficoltà dell’opera di Slightly Mad, calcolata mostruosamente male. Non fraintendeteci, dalle nostre parti apprezziamo sempre i giochi in grado di offrire una sfida decente, si tratta di una caratteristica quasi sempre positiva. In questo caso però la curva di difficoltà è completamente sballata: passerete da una fase facilotta con le auto d’epoca, a strapparvi i capelli nelle due ere successive. Tutte le sfide sono superabili con un po’ di costanza, ma il salto è traumatico e certe gare alla difficoltà massima presentano obiettivi brutali anche per un ottimo guidatore, che metteranno a dura prova i vostri nervi.
Questi difetti passerebbero parzialmente in secondo piano se il gameplay di Ferrari Racing Legends fosse sopraffino, ma purtroppo la situazione è ben diversa. Gli Slightly Mad Studios avevano fatto un buon lavoro con i due Shift, concentrandosi su uno stile arcade piuttosto adrenalinico, in quest’ultimo titolo tuttavia hanno compiuto più di un passo falso nel sistema di guida. Il primo riguarda il misto tra simulazione e realismo ricercato dalla casa di sviluppo, che non riesce ad eccellere in nessuno dei due campi. Anche una volta messi al minimo gli aiuti (peraltro non settabili singolarmente ma solo in massa con tre opzioni differenti), le auto presentano una tendenza eccessiva al sovrasterzo, che le porta a driftare brutalmente in molte situazioni. L’instabilità in curva cambia di modello in modello, ma vedere una GTO slittare come se fosse un’auto da drifting fa un po’ strano. Padroneggiare il sistema è possibile con la pratica, eppure le Ferrari disponibili non danno mai l’impressione di poter essere dominate totalmente e la giocabilità non riesce mai a distinguersi dalla massa. Una sensazione di velocità scarsina, collisioni apocalittiche con le altre auto che portano a uscite di strada esagerate dopo semplici strisciate, e un modello dei danni insulso non aiutano. L’unica caratteristica apprezzabile è l’importanza della benzina, che viene presa in considerazione per variare la risposta della macchina quando il serbatoio si svuota. Un piccolo tocco di classe che non basta a salvare una giocabilità appena sufficiente.

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Il lavoro sul comparto tecnico fatto dai ragazzi di Slightly Mad Studios è altalenante. Le automobili sono oltre cinquanta e tutte riprodotte con grande cura per il dettaglio, persino negli interni facilmente osservabili con un sistema di spostamento della visuale del pilota che ricorda quello di Shift 2, anche se manuale. Non vantano la stessa qualità i 36 tracciati, anonimi, vuoti e scarsamente particolareggiati, nonostante molti di questi siano piste note come Monza e Imola. Carina l’idea di inserire scene di apertura vecchio stile durante le prove della campagna d’epoca, ma la grafica nel complesso non riesce comunque a stupire, nonostante la bellezza dei mezzi coinvolti. Le limitazioni imposte dalla Ferrari hanno anche portato gli sviluppatori a limitare i danni visivi, ed è necessario un incidente devastante per rovinare la propria automobile, cosa che diminuisce ulteriormente il realismo. Notevole la longevità, grazie al gran numero di prove offerte dalla campagna e alla possibilità di giocare online, ma solo pochi riusciranno a dedicare al titolo le ore necessarie a completare tutti i contenuti senza soccombere alla noia.
Recensione Videogioco FERRARI RACING LEGENDS scritta da PREGIANZA Test Drive: Ferrari Racing Legends è l'ennesimo gioco automobilistico su licenza mediocre. Presenta sprazzi di qualità, correlati a soluzioni usate dagli Slightly Mad Studios nei loro prodotti passati, ma questi bastano a malapena a far raggiungere al gioco la sufficienza, poiché schiacciati da un modello di guida imperfetto e da una curva di difficoltà calcolata malissimo. Solo per fan sfegatati della rossa, tutti gli altri farebbero bene a guardare altrove.
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