Recensione di Quantum Conundrum

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Airtight Games
  • Data uscita:

     20 Giugno 2012 (PC), 11 Luglio 2012 (PS3, XBOX360)
- Ricco di enigmi brillanti
- Difficoltà ben calcolata che soddisfa senza frustrare
- Divertente e ricco di stile
- Breve
- Troppe sessioni platform
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A cura di (Pregianza) del
Ultimamente i videogiochi sembrano essere preda di un’overdose da piombo virtuale. Ci sono proiettili ovunque, i titoli più venduti appartengono al genere sparatutto, e quasi tutte le principali case di sviluppo hanno almeno un prodotto di questo tipo tra i loro progetti futuri. Diavolo, l’ultimo E3 in certi momenti sembrava diretto da Michael Bay da tante erano le esplosioni e uccisioni su schermo!
In mezzo al fracasso dei botti e delle pistole trovare titoli diversi dalla massa può sembrare un’impresa disperata, ma i giochi “unici” non sono spariti, e un occhio allenato non dovrebbe aver grande difficoltà a recuperare qualche piccola gemma tra le nubi di polvere da sparo.  Un esempio lampante è indubbiamente Quantum Conundrum, luminosa pietruzza tagliata a modo dalla geniale mente di Kim Swift (a cui dobbiamo quel capolavoro di Portal). Questo è il primo progetto di Kim da quando ha lasciato Valve per entrare a far parte di Airtight Games, e ha più di qualche similitudine con il lavoro che l’ha consacrata, trattandosi di un altro puzzle game in prima persona. Noi lo stiamo tenendo d’occhio da un po’ di tempo e, ora che finalmente è disponibile su Steam, abbiamo avuto modo di completarlo e valutarlo una volta per tutte. Sarà riuscita la giovane game designer a creare un titolo in grado di stuzzicare a dovere il cervello dei giocatori?

Un’infanzia complicata
In Quantum Conundrum vestirete i panni del nipote dodicenne del professor Fitz Quadrangle, eccentrico scienziato che negli anni ha trasformato la sua magione in una sorta di enorme e complicatissimo laboratorio pieno di invenzioni folli. Visitare casa Quadrangle per il protagonista non è una novità, ma questa volta qualcosa non quadra: il professore, solito fare entrate in scena spettacolari grazie ai suoi assurdi congegni, non compare davanti al ragazzo, poiché impegnato in un non meglio precisato esperimento. Ovviamente tutto va storto, e Quadrangle si ritrova improvvisamente intrappolato in una sorta di limbo multidimensionale, in preda a una parziale amnesia, e in grado di farsi sentire solo tramite l’intercom della casa. Affida dunque all’unico altro residente del maniero, voi, uno speciale guanto di nome IDS in grado di mutare le dimensioni lasciando inalterata la struttura di chi lo usa, per riattivare quattro generatori  sparsi per i corridoi della sua proprietà, che dovrebbero permettergli di risolvere la spiacevole situazione.
La premessa del gioco è piuttosto semplice, ma è comprensibile considerando che in Quantum Conundrum la storia è solo il via per introdurre una serie di zone ricche di puzzle. Non è la narrativa a guidare l’azione, anche se la costante compagnia della voce di Quadrangle e le fugaci apparizioni del suo pacioccoso animaletto multidimensionale Ike non risultano mai spiacevoli, e riescono a strappare qualche sorriso durante la campagna.

The greatest puzzle in the world, tribute
Le meccaniche di Quantum Conundrum si basano tutte sull’Interdimensional Shift Device, ovvero il misterioso guanto che il giovane protagonista ottiene all’inizio dell’avventura. L’avanzatissimo arnese permette di entrare in una tra quattro dimensioni alternative, capacità indispensabile per navigare le complicatissime aree che compongono casa Quadrangle e raggiungere i generatori.  Come per ogni puzzle game che si rispetti, le varie dimensioni non vengono introdotte di botto, e la loro utilità viene gradualmente appresa avanzando per i livelli. Si parte con la “dimensione morbidosa”, che rende ogni oggetto estremamente leggero e permette di spostare con facilità anche delle pesantissime casse di sicurezza. Segue la dimensione opposta, quella “pesante”, dove tutto, anche scatole di cartone diventano oggetti metallici di massa notevole. Le ultime due dimensioni permettono infine di rallentare il tempo fino quasi a fermarlo e di invertire la forza di gravità. I ragazzi di Airtight Games sono riusciti a sfruttare al meglio questa varietà, creando enigmi spesso brillanti di difficoltà crescente, che non risultano mai frustranti e sfruttano al meglio le meccaniche multidimensionali offerte dal sistema. Quantum Conundrum riesce a fare ciò che solo pochi puzzle game di altissima qualità sono riusciti a fare in passato: addestra la mente. Di quadro in quadro si diventa sempre più disinvolti nell’uso del guanto, e il proprio cervello si abitua a valutare rapidamente il modo migliore per raggiungere la stanza successiva. Persino quando è necessario utilizzare meccaniche non immediate legate al momento e alla gravità. Con questo non vogliamo dire che il titolo è una passeggiata, semplicemente che la curva di difficoltà è molto ben calcolata, in grado di dare soddisfazioni senza dover spremere eccessivamente le meningi dei giocatori. Si tratta di cibo per i neuroni di gran classe, che non riesce mai a raggiungere le vette del “fratello maggiore” Portal 2, ma ci si avvicina spesso e dovrebbe far parte della tavolata di ogni amante del genere.  Il sistema ha una sola debolezza, un uso eccessivo del platforming. Non che sia una cosa totalmente negativa, ma la visuale in prima persona non è esattamente la più indicata quando si tratta di saltellare, e rende più tediose del dovuto certe sezioni  (specialmente numerose nell’ala dedicata al rallentamento temporale) dove saltare con precisione risulta più importante del far lavorare la testa.

Mai offrire alcolici al proprio architetto
Tecnicamente Quantum Conundrum si difende in modo ottimo. Il gioco ha uno stile grafico estremamente semplice, ma colorato e apprezzabilissimo, che ben rende l’atmosfera leggera e scanzonata della produzione. Molto carini anche i tocchi di classe legati a cambi dimensionali, come i quadri sparsi per la villa che si modificano a seconda dell’abilità utilizzata. Il maniero del professor Quadrangle verso la fine della campagna inizia a diventare un po’ troppo ripetitivo, ma la cosa non rovina in alcun modo i complessi rompicapo, che rappresentano la vera anima del titolo. Il pelosissimo Ike, poi, ha un potenziale enorme come mascotte e rallegra ulteriormente l’ambientazione.
Lodevole anche il sonoro, grazie in primo luogo all’interpretazione di John de Lancie nei panni di Fitz Quadrangle. Non è il suo doppiaggio migliore, ma riesce comunque a caratterizzare alla perfezione il folle professore.
Il punto debole dell’opera di Kim Swift è la longevità, che si aggira attorno alle 5 ore. Poche, ma bisogna considerare il prezzo ridotto del titolo. Qualche oggetto segreto nascosto per i livelli può allungare l’esperienza, ma difficilmente Quantum Conundrum porterà via più di una manciata di giorni anche al più fanatico dei perfezionisti.
Recensione Videogioco QUANTUM CONUNDRUM scritta da PREGIANZA Quantum Conundrum è un piccolo e brillante puzzle game che tutti gli amanti del genere dovrebbero possedere. Diverte e soddisfa senza mai frustrare, e rappresenta una ventata di aria fresca in un'industria che sembra puntare sempre di più sul fracasso e sull'azione senza tregua a discapito della genialità delle idee. Mettete giù l'AK-47 e indossate il guanto del professor Quadrangle per qualche ora, non potrà farvi che bene.
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