Recensione di Battleship

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Manageriale
  • Sviluppatore:

     Double Helix Games
  • Data uscita:

     20aprile 2012
- Interessante unione tra sparatutto e battaglie navali…
- Buona riproposizione delle atmosfere del film…
- Gameplay immediato e a tratti soddisfacente
- …ma il concetto andava approfondito molto di più
- …ma non compaiono i personaggi principali
- Campagna monotona e breve
- Tecnicamente anonimo
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A cura di (ViKtor) del
L’esordio di Rihanna sul grande schermo non è stato dei più felici. La discreta bontà di Battleship, film di cui è comprimaria, l’ha però salvata da critiche più aspre celando una recitazione di serie B e rimandandola a settembre. E se il videogioco tratto dallo stesso colossal di Peter Berg facesse ugual fine? Activision è riuscita a sfornare un tie-in degno di un titolo così altisonante?

La strana coppia
Identificare Battleship e circoscriverlo in un unico genere non è corretto. Ci troviamo di fronte, infatti, ad uno sparatutto dai cliché più classici che, è giusto rendergliene atto, cerca di uscire dal conformismo inserendo battaglie navali strategiche per spezzare il ritmo tra un proiettile e l’altro.
Le sette missioni che compongono la campagna principale, ambientate alle Hawaii come impone il film, seguono un canovaccio ben preciso. La voce fuori campo assegna la missione e nei panni del tenente Cole occorre spazzare via la resistenza dei predatori e raggiungere l’obiettivo.
Nel frattempo, intorno all’isola, impazza il conflitto navale. In ogni momento, tramite la pressione di un tasto del pad, si accede al controllo remoto delle navi da piazzare strategicamente nello scacchiere per respingere i devastatori extraterrestri. Alle stesse navi sono applicabili bonus di difesa e attacco racimolabili uccidendo gli alieni nella fase in prima persona, tra cui anche la possibilità di controllarne direttamente una per venti secondi e affrontare così il nemico a suon di missili e mitragliamenti. Conquistando e difendendo determinate caselle, inoltre, si ottiene un breve supporto durante le scorribande nei panni di Cole.
Le battaglie navali sono ben più di un valore aggiunto, rappresentando anzi una vera e propria seconda modalità di gioco originale e a tratti profonda e appassionante. Alla lunga, però, proprio esse tradiscono il difetto più grande che avvelena l’intera produzione: la ripetitività delle azioni e dei contenuti. La fase strategica marina si ripete allo stesso modo per tutte e sette le missioni, senza aumenti di difficoltà o introduzione di nuove risorse o bonus. La stessa sensazione la si ha vestendo i panni di Cole: la monotonia degli obiettivi, i pochi nemici tutti uguali (e non particolarmente intelligenti) e le sole cinque armi utilizzabili macchiano un’esperienza che sarebbe altrimenti divertente e godibile, grazie ad un gameplay accessibile ma funzionale e ad un livello di sfida soddisfacente.
E’ un vero peccato, perché con un minimo di attenzione in più su questi aspetti e meno superficialità nell’assemblarli Battleship sarebbe potuto essere un ottimo titolo. Così com’è, ha il retrogusto amaro dell’occasione sprecata.
Paradossalmente, la scarsa longevità viene in aiuto della situazione. Le sei ore necessarie a completare la campagna principale a livello di difficoltà medio non permettono alla noia di prendere il sopravvento e, tutto sommato, compongono la giusta durata per una confezione del genere, proprio come fosse una pellicola cinematografica.
Terminato il primo “giro”, però, difficilmente avrete voglia di ricominciare, neanche per raccogliere i pochi collezionabili sparsi tra i livelli. L’assenza di una qualsivoglia modalità multiplayer o di extra sbloccabili confina definitivamente Battleship nella categoria di tie-in appena sufficienti da recuperare, per gli appassionati dell’opera da cui sono tratti, a prezzo ribassato.

Meglio in sala
Dal film appena uscito nelle sale, Activision ha trasposto le atmosfere e il design di alieni, armi e mezzi. Non c’è traccia di Rihanna, di Liam Neeson o di Brooklin Decker, così come non c’è alcun riferimento alla narrazione della pellicola. L’obiettivo, a dire il vero, è sempre lo stesso, ovvero distruggere il campo magnetico creato dai predatori, però nel videogioco lo si raggiunge in modo totalmente diverso e con protagonisti inediti. Una scelta che farà sicuramente storcere il naso ai fan che dovranno consolarsi con la certosina riproduzione delle navi e dell’ambientazione hawaiana.
Tecnicamente Battleship purtroppo non tradisce sé stesso e presenta un motore grafico appena sufficiente, alternando discrete animazioni e texture a effetti speciali approssimativi. Il sonoro presenta un’onesta recitazione in italiano e un’anonima colonna sonora. Pessimi invece i filmati di intermezzo, scattosi e in bassa risoluzione. Da un tie-in cinematografico, sotto questo aspetto, era lecito attendersi molto di più.
Recensione Videogioco BATTLESHIP scritta da VIKTOR Che peccato. Questo è stato il nostro pensiero giocando la campagna di Battleship. Activision ha sfiorato il colpaccio trasformando il colossal di Peter Berg in un intrigante mix tra sparatutto e battaglie navali strategiche. Nonostante l’ottimo input, l’immediatezza del gameplay e il divertimento iniziale si sono scontrati ben presto con la ripetitività e la superficialità con cui si susseguono gli eventi. Battleship non decolla mai, e quando sembra farlo l’avventura mestamente finisce lasciando il giocatore con un pugno di mosche. Con un minimo di cura in più, avremmo potuto trovarci di fronte a qualcosa di diverso del solito tie-in cinematografico sviluppato velocemente per sfruttare il brand. Così com’è, invece, rimane un titolo dedicato esclusivamente ai fans più accaniti della pellicola, a cui va il consiglio di recuperarlo quando calerà di prezzo.
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