Recensione di Wrecked Revenge Revisited

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Guida arcade
  • Distributore:

     Halifax
  • Costo:

     1200 MSP - $14.99 PSN
  • Data uscita:

     28 Marzo 2012
- Divertente in multiplayer
- Antisportivo
- Buona personalizzazione estetica dell'auto
- Single player poco longevo
- Graficamente povero
- Telecamera a volte fastidiosa
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A cura di (bl4ckm4x) del
Ormai specializzatosi nella realizzazione di racing arcade adrenalici e dal sapore retro, il team Supersonic riporta in auge il gameplay che i giocatori su PlayStation 2 avevano tanto apprezzato in Mashed. Derapate e power-up, che strizzano l'occhio a molti classici del genere come Micro Machines e Mario Kart, fanno da padrone in circuiti stretti e brevi che si dipanano in sei diverse ambientazioni che spaziano dalla giungla tropicale alle lande innevate passando per canyon e ponti di ghiaccio. Ciò che rende Wrecked Revenge Revisited unico e particolare è la sua unione di uno stile di guida semplice e immediato con l'uso di armi, disseminate lungo tutto il percorso, con cui distruggere, fisicamente, gli avversari. La scorrettezza è la chiave per vincere ogni partita: spargere mine sul cofano del pilota che ci precede o spingerlo fuori pista a sportellate. Questa caratteristica raggiunge il suo apice e caparbietà nella possibilità per gli utenti eliminati dalla gara di utilizzare un devastante attacco aereo per vendicarsi di coloro che sono ancora vivi e vegeti. Una mossa che rappresenta al meglio lo spirito un po' goliardico e po' vigliacco del gameplay di Wrecked e che è ciò che di più attrae della produzione di Supersonic, totalmente dedicata all'antisportività.

Tempo di correre
Analizzando le modalità presenti nel gioco si può subito intuire quanto il gioco sia indirizzato all'utilizzo multigiocatore. Totale la personalizzazione della gara durante le partite online e in locale, con la possibilità da parte dell'host di scegliere numerose opzioni: tipologia di attacco aereo, manovrabilità dell'auto, respawn dei potenziamenti, durata della gara e punteggio da raggiungere, oltre ovviamente al circuito. Un numero di possibilità che permette di creare gare classiche in cui l'abilità di guida è la carta vincente e altre in cui invece sarà premiata la capacità di sfruttare al momento giusto l'arma in possesso, sia questa il mitra, il missile guidato, il drone, il cannone al plasma, la mina o il tamburo (un barile esplosivo che viene lanciato all'indietro). Tale ventaglio di scelta non è invece presente nel single player che offre un'esperienza piuttosto breve e inefficace. Le sfide presenti sono ventiquattro, ma raramente difficili come si si potrebbe aspettare. In taluni casi, la medaglia d'oro è arrivata al primo tentativo; non mancano comunque livelli più difficili e tosti, ma nessuno di questi si avvicina al livello di sfida che ci si aspetta da un titolo che vuole emulare lo stile arcade dei vecchi racing game. Le piste stesse, inoltre, non agevolano tale elemento; solamente l'ultima, completamente coperta di neve e ghiaccio, richiedeva necessariamente una buona dimestichezza col sistema di derapata per vincere le sfide proposte ed è l'unica, almeno in single player, che ci abbia dato qualche soddisfazione. L'intelligenza artificiale nemica, infine, non permette all'uso delle armi, incluso solo nella specifica Sfida Armi e in alcuni casi in quelle Elite, di risultare divertente. Nella maggior parte dei casi infatti, la vittoria sarà molto semplice con gli avversari che si trasformano in bersagli mobili e passivi. Tutti aspetti che, oltre a sottolineare l'importanza della presenza di avversari umani per assaporare realmente lo spirito del gioco, non contribuiscono a rendere longeva la modalità single-player, limitata alla modalità Sfida (c'è una sezione dedicata ai DLC futuri), ma sopratutto a renderla appassionante e coinvolgente nel tempo che richiederà per portarla a termine, conquistando l'oro in tutte e quattro le sfide proposte per ciascuna pista.

Pimp my car
Presente come extra una buona personalizzazione estetica dell'auto. I contenuti vengono sbloccati con l'accumulo di punti esperienza, forse l'unico motivo che continuare a giocare la modalità single-player una volta terminata. Ruote, carrozzeria, decalcomanie, colore del telaio e delle ruote sono i campi in cui si può trasformare il proprio mezzo in una bestia da pista; un bagaglio non eccessivamente ampio ma che garantisce un livello di personalizzazione più che buono. Non sono presenti diversi tipi di auto, ma unicamente quelle classica da corse; niente jeep, motocicli o furgoncini, elemento che avrebbe aggiunto un po' di profondità al gameplay ma che gli sviluppatori hanno preferito non inserire. Le auto (anzi, L'auto) non hanno caratteristiche personali (velocità, forza, manovrabilità, etc.) e sono completamente uguali, tranne a livello estetico come accennato poc'anzi. La realizzazione grafica delle vetture è buona e funzionale allo stile un po' scanzonato dell'offerta ludica di Wrecked. In linea generale l'aspetto visivo della produzione è su un livello medio-basso con problemi di aliasing, non eccessivi, sia sulle automobili che sugli elementi dello scenario; il livello di dettaglio delle ambientazioni è solo discreto; gli effetti particellari sono ridotti al minimo, presenti solo in occasione di esplosione dell'auto. In un'esperienza come quella di Wrecked comunque la grafica può passare in secondo piano, nel momento in cui il divertimento riesce a farla da padrone, situazione che nel multiplayer appare sicuramente ben riuscita. La nota forse meno riuscita del gameplay è la telecamera che, talvolta, ruota su sé stessa facendo perdere precisione nei movimenti durante la gara; un problema che comunque è stato riscontrato solo in alcune sezioni di due piste delle sei presenti.
Recensione Videogioco WRECKED REVENGE REVISITED scritta da BL4CKM4X Wrecked Revenge Revisited è un buon prodotto, divertente e immediato. La pochezza della modalità single-player, più un tutorial che una vera e propria esperienza a sé stante, viene controbilanciata dal divertimento offerto dal multigiocatore online e in locale, dove tutto lo spirito del gioco riesce a esprimersi nella sua goliardica antisportività. Una variabile è alla base del successo del titolo: la presenza di giocatori online. Se la community sarà ampia, il gioco avrà un'attrattiva ludica notevole.
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