Recensione di Asura's Wrath

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     CyberConnect2
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Inglese con sottotitoli in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24 febbraio 2012
- Spettacolare oltre ogni limite
- Ottimi personaggi
- Musiche evocative
- Finalmente qualcosa di nuovo
- Bassa rigiocabilità
- Livello di sfida inesistente
- Tecnicamente ha alti e bassi
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A cura di (FireZdragon) del
Sin dal suo annuncio nell’ormai lontano 2010, Asura’s Wrath è riuscito a catalizzare su di sé un’attenzione incredibile, grazie alla presenza di un protagonista principale pieno di carisma e una spettacolarità fuori da qualsiasi tipo di canone. Con il passare dei mesi e degli anni, Capcom ha solo rincarato la dose, rivelando ogni volta scene sempre più esagerate, e delineando minuto su minuto quello che poteva essere un esperimento completamente nuovo per il mondo dei videogiochi. Finalmente ci siamo, il titolo ha girato negli ultimi giorni senza sosta nella nostra fida console, permettendoci di sviscerarlo in ogni suo angolo più recondito ed ora siamo pronti a svelarvi se, oltre all’apparenza, Asura’s Wrath ha dalla sua anche la sostanza.

Oltre i limiti degli dei
Il mondo è nel caos. I Gohma, esseri feroci dalle sembianze animalesche, stanno mettendo a repentaglio la vita sulla terra sotto la guida del gigantesco Vlitra, un mostro serpentiforme molto simile nelle apparenze all’elmo dell'armatura nera di Gatsu (il protagonista del manga Berserk NDR). Ad opporsi a cotanta malvagità si ergono gli otto guardiani celesti, semidei dai poteri immensi decisi a riportare ad ogni costo la tanto bramata pace all’intera umanità, uniti sotto l’effige dell’Imperatore e comandati in prima linea dal generale Asura, un feroce e indomito guerriero.
Grazie all’aiuto del Brahamastra, un'arma dal potere devastante, e alle preghiere della sacerdotessa Mithra in grado di amplificare il mantra degli dei, i nostri riescono a ribaltare le sorti di uno scontro impossibile e a mettere a tacere il possente nemico in un sonno millenario. Proprio quando le cose però sembravano andare per il meglio, Asura viene tacciato di tradimento e, nel tentativo di raggiungere sua figlia, gettato nel Naraka.
Qui il nostro protagonista rimarrà imprigionato per dodicimila anni, giusto il tempo di accumulare una quantità di rabbia inimmaginabile, pronta per essere sfogata su tutti coloro che gli hanno voltato le spalle e contro cui ha giurato vendetta.
Al suo ritorno tuttavia, i Gohma sono ancora una minaccia e i suoi vecchi compagni hanno assoggettato l’intera popolazione di Gaea, utilizzandola come fonte per la raccolta del Mantra, rivelatosi presente in gran quantità nelle anime degli uomini. Da questo punto in avanti l’azione diverrà protagonista, con il determinato Asura pronto a riprendersi ciò che ha di più caro al mondo.
Una delle caratteristiche che più ci hanno entusiasmato di questa trama, qui narrata a grandi linee per evitarvi ogni spoiler di sorta, è la forte volontà di Asura di riottenere ciò che gli è stato rubato. Il protagonista se ne frega altamente del suo onore o di essere tacciato come traditore, il suo obiettivo è uno e uno solo, e la narrazione riesce a renderlo in maniera perfetta: per quanto possa essere picchiato, abbattuto, e ferito nell’anima, nulla distoglierà Asura dal suo scopo.
Il tutto sarà ovviamente narrato attraverso 18 spettacolari livelli, qui chiamati Kandra, in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo per tutta la loro, soddisfacente, durata. La storia è talmente ben scritta, talmente appassionante, che chiunque avrà l’occasione di mettere le mani sul titolo non potrà che divorare letteralmente il racconto, gustandosi minuto per minuto ciò che accade a schermo e provando le stesse emozioni di rabbia, odio e furore vissute da Asura. In tal senso sono apprezzatissimi inoltre gli interludi tra un livello e l’altro, utili per approfondire la storia e graziati da artwork originali davvero di altissimo livello.

Si ma si gioca?
Quello che da sempre ci ha lasciato perplessi di Asura’s Wrath è stato il sistema di gioco. Ogni volta che abbiamo avuto modo di testare il titolo abbiamo sempre trovato una grandissima direzione artistica, costretta però a scontrarsi con un gameplay senza dubbio unico, ma le cui fasi d'azione sono infarcite di quick time event non del tutto convincenti. Purtroppo nella versione finale del gioco questo dualismo si ripresenta con prepotenza per tutta la sua durata, creando una linea di demarcazione fortissima tra chi riuscirà ad apprezzare il titolo per l’esperienza in grado di offrire in quanto racconto e coloro i quali in un videogame puntano come prima cosa al giocato. Asura’s Wrath in questo ambito risulta piuttosto deludente. Il gameplay si dividerà principalmente in tre parti: i combattimenti a terra; le fasi di shooting in terza persona ed i QTE durante le cut scene.
Il sistema di combattimento è quanto di più classico ci si possa immaginare. Asurà sarà in grado di sferrare un tipo di colpo veloce ed uno potente, da concatenare per dare vita a combo basilari contro degli inermi nemici, oltre a poter sparare proiettili energetici dalle mani e lanciarsi in picchiata sugli avversari tenendo premuto il tasto corrispondente al light attack. La schivata e la possibilità di controbattere tutti gli attacchi più pericolosi grazie ai QTE renderà gli scontri una vera passeggiata e raramente si verrà messi in difficoltà. Stessa sorte capita alle fasi di shooting dove si dovrà semplicemente muovere il mirino per lo schermo sparando a qualsiasi cosa si muova e utilizzare il dash per evitare i, pochi, colpi in arrivo. La curva di difficoltà punta quindi pericolosamente verso il basso, rendendo queste fasi un’interruzione della narrazione piuttosto che una sua parte importante.
Purtroppo quello che ci ha lasciato più delusi è la meccanica che ci permette di superare i combattimenti, dato che tutto quello che dovremo fare sarà dare pugni fino a caricare una barra speciale e sfogare successivamente tutta la nostra furia tramite la pressione del grilletto destro, dando vita ad un duello basato sui Quick time event.
Gli scontri con gli altri semidei vengono graziati invece da una spettacolarizzazione totale dei combattimenti, talmente ottima da riuscire a mettere in secondo piano l’inconsistenza del combat system. In questi frangenti saremo presi dalla foga di combattere contro nemici cento volte più grandi di noi ed in grado di tenerci testa in termini di potenziale distruttivo in scontri veramente epici. I QTE in questo caso, basati sul tempismo ma anche sul button mashing forsennato, aiutano ad immedesimarsi nel combattimento, anche se per alcuni potrebbe risultare una distrazione dalle scene meravigliose che vengono mostrate a schermo. Ecco dunque, ancora una volta, palesarsi quanto detto prima, rimarcando quanto Asura’s Wrath sia un titolo da odiare o amare, mai come in questo caso in maniera più personale.

Augus ti amiamo!
Al mediocre sistema di combattimento si affianca una realizzazione dei personaggi davvero fantastica. Alcuni degli antagonisti infatti ci sono entrati nel cuore sin dalla loro prima apparizione, primo su tutti Augus che con il suo modo di essere, la battuta sempre pronta ed una voglia di combattere pari, se non addirittura superiore, a quella di Asura è riuscito a farsi amare all’istante. Il combattimento contro di lui, già visto tra le altre cose nella demo, è probabilmente uno dei momenti di massimo splendore che Asura’s Wrath saprà regalarvi e racchiude in una manciata di minuti la vera essenza del gioco. L’esageratezza del duello, con colpi in grado di tagliare addirittura la luna, ne fanno una delle scene più esaltanti da vedere e da giocare degli ultimi anni. Ad ogni modo, nelle circa sette ore necessarie per poter portare a compimento la storia, vi imbatterete in una quantità di situazioni e protagonisti degni di nota davvero considerevole. Tutti coloro che incroceranno la vostra strada avranno un ruolo ben preciso all’interno del disegno di Cyberconnect 2 e nulla sarà lasciato al caso. Uno schema preciso dunque, studiato appositamente per far crescere la rabbia dentro al giocatore esattamente come succede ad Asura, fargli provare le stesse emozioni che prova il protagonista e sfogarle poi nelle fasi più sfrenate di button mashing e combattimento.
Il Rinse and repeat che fa da comun denominatore alle nostre gesta viene interrotto circa a metà avventura dalla possibilità di prendere il controllo del personaggio di Yasha, in sessioni di gioco che si discostano tuttavia veramente poco da quanto fatto fino a quel momento con Asura. Un’occasione sprecata a nostro modo di vedere, dato che avrebbe potuto garantire una cambio radicale di direzione, da cui il titolo avrebbe potuto trarre sicuramente giovamento. L’arrivo di Yasha giunge inoltre proprio mentre le cose si fanno interessanti, spezzando un po’ quello che era stato fino a quel momento un crescendo continuo di eventi e situazioni.

Tecnicamente superbo
Il punto di forza dell’intera produzione risiede senza dubbio alcuno nel lato artistico. Qui frenetiche texture si poggiano su modelli poligonali molto curati, dando vita a protagonisti che danno l’impressione di aver appena preso vita dalle tavole del loro disegnatore. Le espressioni facciali rendono alla perfezione tutte le emozioni che il titolo vuole trasmettere al giocatore, marchiando a fuoco nella sua memoria immagini e momenti indimenticabili. Il mai troppo apprezzato Unreal Engine ancora una volta fa il suo lavoro egregiamente, regalando scene fluide e coinvolgenti, guidate da una regia e da una telecamera sempre perfette. Riprovevole invece l’assoluta mancanza di cura dei dettagli profusa nei paesaggi, che risultano essere completamente spogli e presentano texture poco definite, quasi appartenessero ad un gioco differente. Da segnalare inoltre un grave problema di tearing in diverse cut scene, cosa che danneggia irrimediabilmente la magia che queste sono in grado di creare. Eccellenti sopra ogni cosa le musiche, sempre d’effetto e mai monotone, in grado di incalzare i combattimenti nei momenti giusti e placare gli animi dopo le battaglie.
Purtroppo dopo aver vissuto sulla propria pelle tutta la storia narrata in Asura’s Wrath al giocatore resterà ben poco da fare. Oltre a tre diverse difficoltà, con le quali sbizzarrirsi nel tentativo di ottenere un punteggio migliore nei vari livelli, e alla possibilità di sbloccare bozzetti, disegni e barre rage speciali capaci di influire effettivamente sul gameplay facendoci prendere meno danni o caricando più in fretta le abilità speciali, non sono state inserite infatti modalità extra. La presenza di un finale segreto inoltre non aumenta il valore di replay dato che con buona probabilità durante la vostra prima run lo sbloccherete in automatico, sarà infatti sufficiente finire cinque livelli con una valutazione S.
Recensione Videogioco ASURA'S WRATH scritta da FIREZDRAGON Asura’s Wrath è un esperimento, indubbiamente riuscito, di vivere il videogioco da un punto di vista alternativo. Gli amanti degli Shonen, dei manga e più in generale delle storie in grado di far emozionare, non potranno far altro che apprezzare in ogni suo aspetto questo maestoso esempio di stile e carattere. Purtroppo chi invece in un videogame cerca un gameplay profondo in grado di renderlo partecipe attraverso l’azione di gioco, rimarrà tremendamente deluso dato che il titolo non è in grado di mostrare i muscoli sotto questo aspetto. Il nostro consiglio tuttavia, almeno per questa volta, è quello di soprassedere a questa mancanza, di sedersi comodi e di gustarsi tutto d’un fiato quello che con qualche accorgimento in più sarebbe potuto essere uno dei migliori action game degli ultimi anni.
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