Recensione di Grand Slam Tennis 2

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     EA Sports
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Inglese
  • Data uscita:

     10 febbraio 2012
- Il sistema di controllo classico funziona egregiamente
- Giocatori riprodotti fedelmente
- Dieci anni di carriera da vivere
- TRC da perfezionare
- IA altalenante
- Eventi nella carriera limitati
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A cura di (FireZdragon) del
Dopo l’indiscusso successo ottenuto in ambito calcistico con il brand di FIFA e l’abbandono delle serie cestistiche, Electronic Arts ha deciso di spingere l’acceleratore sul tennis, proponendo un prodotto a metà strada tra il realismo di Top Spin 4 e la giocabilità arcade tipica di Virtua Tennis.
Grand Slam Tennis 2 arriva dopo un primo esordio su Wii piuttosto soddisfacente, mutato profondamente nel sistema di gioco e migliorato esponenzialmente in termini contenutistici. Grande cura è stata infatti spesa per le licenze e nella riproduzione fedele dei tennisti e delle competizioni ufficiali, con la classica attenzione a cui EA ci ha ormai abituato in tutti i suoi titoli sportivi.

Il nuovo modo di giocare a tennis
La più grande innovazione che Grand Slam Tennis 2 porta in campo risiede senza ombra di dubbio nel Total Racquet Control, un inedito sistema di controllo che affonda le sue radici nella gestione della racchetta tramite il semplice utilizzo degli stick analogici. Allo stick sinistro è affidato come al solito il movimento del nostro giocatore, mentre quello destro ha ricevuto una completa rivisitazione e servirà ora ad imprimere nel colpo forza, tipologia e direzione. Il sistema è piuttosto intuitivo: spostando lo stick da una posizione arretrata in avanti imprimeremo alla pallina una rotazione frontale effettuando un top spin, eseguendo il movimento inverso taglieremo lo swing della racchetta e daremo l’effetto alla pallina, mentre un semplice colpo in avanti eseguirà un colpo flat. Tutto questo risulta semplice sulla carta, ma portare a termine le diverse azioni con il giusto tempismo si rivela piuttosto ostico, e il sistema richiede tempo ed esercizio per poter essere sfruttato a dovere dal giocatore. I problemi maggiori, dovuti proprio alla macchinosità dell’esecuzione, emergono con prepotenza durante le fasi più veloci dei match dove la rapidità è fondamentale.
Più semplice invece la battuta, dove si dovrà scegliere unicamente il tipo di colpo da effettuare premendo verso il basso e poi successivamente indicare la direzione con il giusto tempismo. Pallonetti e palle corte si eseguiranno nello stesso modo, tenendo premuti rispettivamente il grilletto sinistro o quello destro. A giovare di tutto questo è il gioco sotto rete, che può godere di una direzionalità della pallina assoluta e di una risposta molto veloce. Il sistema di controllo classico, che prevede un tipo di colpo preciso assegnato ad ogni singolo tasto, ci è sembrato tuttavia assolutamente più immediato e pratico, e lo abbiamo decisamente preferito alla nuova meccanica. Tuttavia, la possibilità di scegliere in qualsiasi momento quale dei due metodi utilizzare permette comunque di giocare le partite appoggiandosi al TRC, per poi passare immediatamente ai tasti quando il match entra nel vivo. Ciò concede a chiunque di imparare le meccaniche con la dovuta calma senza andare a compromettere una partita o, peggio, un intero torneo per un errore di inesperienza.
Purtroppo la strada intrapresa da EA fa emergere un’estrema semplicità di esecuzione delle battute e rende quasi impossibile fare uscire dal campo un colpo durante i match, a meno di ovvie esagerazioni da parte del giocatore. Il risultato che si ottiene è quello di avere partite molto veloci e spettacolari con poco sforzo, allontanandole però inevitabilmente dal realismo.

Una donna in carriera
Di carne al fuoco in questo Grand Slam Tennis 2 ne è stata messa abbastanza e le licenze ufficiali di giocatori e competizioni sono assolutamente gradite. La modalità principale per il singolo giocatore ci farà intraprendere una carriera lunga dieci anni, che ci porterà a scalare la classifica mondiale facendoci calcare i campi più famosi di sempre.
Il tutto inizierà con la semplice creazione del nostro alter ego: sia attraverso la definizione dell’aspetto fisico, potendo modificare i dettagli del volto e l’abbigliamento indossato, sia per quanto concerne le abilità caratteristiche e le movenze, potendole acquisire da quelle dei tennisti reali, grazie a un menù curato ma lento. Con il nostro atleta virtuale dovremo affrontare una lunga serie di tornei, tra i quali spiccano l’Australian Open, l’US Open, il Roland Garros e Wimbledon.
L’impostazione della carriera vede l’intelligenza artificiale aumentare con l’avanzare delle stagioni; sebbene questa cosa sia ragionevole in termini di gameplay, ancora una volta va ad inficiare pesantemente sul realismo, con il nostro neo tennista in grado di battere i grandi del tennis 40-0 durante le sue prime partite senza battere ciglio. Oltre ai semplici tornei, ci si potrà cimentare in sessioni di allenamento per potenziare le caratteristiche principali o sfidare i nostri più acerrimi rivali in amichevoli, così da aumentare la propria popolarità e raggiungere determinati obiettivi. Come già visto in altri titoli di Electronic Arts, anche la carriera di Grand Slam Tennis 2 darà la possibilità di completate compiti specifici per incrementare le nostre abilità, permettendoci di acquisire nuove racchette e oggetti nello shop dedicato. Purtroppo, nonostante la carriera si spalmi su dieci lunghi anni, le cose da fare ed i tornei a cui partecipare rimarranno sempre i medesimi, mostrando una certa ripetitività già dopo il primo anno. In questo senso avremmo preferito una crescita più lenta, con la possibilità di partecipare inizialmente solo ai tornei minori per finire sono negli ultimi anni sul tabellone di Wimbledon a sfidare i giocatori più forti del mondo.
Apprezzatissima invece è la possibilità di rivivere alcune delle partite più significative degli ultimi anni, come il duello delle sorelle Williams agli Australian Open del 2003 o la storica partita tra Murray e Nadal degli US Open.
Non poteva mancare ovviamente, come da tradizione, un comparto multiplayer solido con la possibilità di affrontare partite sia in singolo sia in doppio, offline e online, o lanciarsi nella scalata delle classifiche divise per nazioni.

Net!
Grande cura è stata riposta nella costruzione dei modelli poligonali, con particolare attenzione alla riproduzione dei giocatori famosi, anche se in questo caso si sarebbe potuto lavorare maggiormente sulla quantità. Grand Slam Tennis 2 presenta infatti solo una ventina di tennisti, in maggioranza uomini, tra i quali presenziano l’immancabile Rafael Nadal, Boris Becker, Pete Sampras e Novak Djokovic, ognuno ovviamente con le proprie caratteristiche di potenza, velocità e gioco a rete.
Ottimi anche i campi da gioco, in particolare quelli in terra rossa dove le impronte dei giocatori già dopo pochi set daranno l’impressione di avere un campo estremamente “vissuto”. Piuttosto sommaria invece la realizzazione del pubblico, sin troppo statico durante i replay, quasi fosse più interessato ad osservare gli arbitri che seguire l’azione di gioco. Insomma se a livello di sensazioni il felling è più che ottimo nel vivo delle partite, il contorno fa storcere il naso e si rivela essere la parte meno curata dell’intera produzione.
Il commento tecnico è stato affidato all’americano John McEnroe, grande tennista degli anni 80 e commentatore per diverse emittenti inglesi ed americane, e Pat Cash. Dal punto di vista qualitativo non abbiamo nulla da eccepire circa le movenze dei giocatori, ma il problema più grave si presenta quando si giunge in ritardo su alcuni colpi ed il gioco decide autonomamente di aggiustare la posizione del tennista, facendo perdere alcuni frame e dando l’impressione che lo sportivo sul campo compia un rapidissimo scatto di riposizionamento. La cosa capita raramente ma è indice di un’imprecisione generale, dovuta probabilmente anche ad un sistema di controllo ancora acerbo.
Recensione Videogioco GRAND SLAM TENNIS 2 scritta da FIREZDRAGON Grand Slam Tennis 2 non solo si pone a metà strada in termini di giocabilità tra il realismo di Top Spin e le modalità arcade di Virtua Tennis ma trova la stessa posizione anche per quanto concerne la valutazione finale. Il nuovo sistema di controllo è promettente ma ancora acerbo, e richiede una buona quantità di ore per essere padroneggiato a dovere, cosa che potrebbe scoraggiare i giocatori casual. I Patiti del tennis potranno invece godere finalmente della licenza completa di Wimbledon, di alcuni dei tennisti più forti degli ultimi anni e di un comparto multigiocatore in grado di tenere impegnati a lungo. Peccato per una modalità carriera che poteva, e doveva, essere studiata meglio e approfondita.
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