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Resident Evil: Operation Raccoon City

Resident Evil: Operation Raccoon City

Sotto il segno dell'Umbrella!

Provato

PS3, X360

Azione

Italiano

Halifax

23 marzo 2012 Console - 18 maggio 2012 PC

A cura di del
Cosa ci fanno gli sviluppatori di SOCOM al lavoro su una licenza delicata come quella di Resident Evil? Una domanda che ha finalmente trovato risposta grazie a un approfondito hands on di Resident Evil: Operation Raccoon City, sparatutto in terza persona cooperativo in sviluppo presso Slant Six Games, naturalmente con la coordinazione di Capcom.

Dietro le quinte
Sparatutto in terza persona con una particolare enfasi sulla cooperativa per quattro giocatori, il titolo propone un punto di vista interessante per tutti i fan: i giocatori si troveranno infatti nei panni di una squadra speciale dell’Umbrella Corporation, incaricata di cancellare qualunque traccia (o testimone) degli eventi di Raccoon City, un chiaro tentativo d’insabbiamento da parte della multinazionale senza scrupoli.
Dal punto di vista del gameplay, l’idea del team di specialisti paramilitari è stato sfruttato per permettere ai giocatori di scegliere un “ruolo”, sotto forma di diversi personaggi tra cui selezionare il proprio alter ego all’inizio di ogni missione. Se inizialmente questa scelta non porta a grandissime differenziazioni una volta raggiunti i campi di battaglia, un sistema a livelli permetterà di acquistare nuove specialità con la spesa di punti esperienza, permettendo così ai giocatori di raffinare le unicità di ogni personaggio e decidere quale meglio si adatta al proprio stile di gioco. Il roster è piuttosto nutrito, e spazia dal soldato medio d’assalto, al ricognitore, al cecchino, al medico, all’esperto in stealth. Le abilità sbloccabili vanno naturalmente a interessare questi specifici campi, dando ad esempio al ricognitore al possibilità di vedere i nemici attraverso le pareti.

In azione
Le prime quattro missioni della campagna da noi provate hanno rivelato una storyline portata avanti tramite classiche cut scene realizzate con il motore di gioco, che vedono la squadra speciale tentare di eliminare ogni traccia del disastro, sostanzialmente facendo fuoco contro ogni cosa si muova, si tratti di zombie o militari avversari. Il passo dell’azione si rivela sin da subito molto differente da quello tipico del brand, configurando questo titolo come uno spin off a tutti gli effetti: ci si muove rapidamente con il dito costantemente sul grilletto, attraversando livelli lineari e affollatissimi dai nemici, lasciando da parte qualunque atmosfera survival. Le strade, i sotterranei e gli edifici chiave di Raccoon City diventano teatro di una guerra su vasta scala, dando ben presto molto da fare alla squadra speciale.
Il gameplay varia naturalmente in base alla tipologia di nemici affrontati: qualora si tratti di zombie, sarà fondamentale non farsi accerchiare e tenersi sempre a debita distanza, in quanto i cadaveri ambulanti cercheranno sempre di farsi sotto e afferrare i nostri alter ego, generando un lock dal quale si potrà uscire solo agitando furiosamente l’analogico sinistro e perdendo un piccolo quantitativo di salute (quest’ultima non rigenerativa, ma legata ad una barra ben visibile sull’interfaccia, e ricaricabile tramite le classiche erbe e spray). Utile in questi frangenti potrà essere anche il combattiemento corpo a corpo, il quale si basa su una singola mossa combinabile occasionalmente con una finisher, personalizzata per ogni membro della squadra.
Ben diversa invece la situazione quando ci si trova a fronteggiare le unità militari del governo, armate di tutto punto e spesso presenti in grandi numeri: in questi casi diventerà infatti necessario sfruttare il sistema di coperture, il quale si rivela del tutto automatico. Sarà sufficiente avvicinarsi a un riparo perché il nostro alter ego si metta in copertura, concedendo come di consueto fuoco mirato o alla cieca. Il sistema funziona bene e non ha provocato particolari problemi durante le sparatorie, permettendoci sempre di gestire la messa in copertura in maniera immediata e fluida. Durante gli scontri a fuoco tornano naturalmente molto utili le granate, utilizzabili grazie ad un menu a scelta rapida legato al D-Pad: incendiarie, stordenti o esplosive, esse si rivelano ben presto una risorsa importante e al tempo stesso una minaccia con cui fare i conti, dato che i nemici non esiteranno a farne ampissimo utilizzo a loro volta. Ne risultano sparatorie molto tese, dove il lavoro di squadra può davvero fare la differenza: la tattica più semplice consiste spesso nell’utilizzare i personaggi più resistenti per attirare il fuoco nemico, mentre ricognitore e stealth si occupano di “lavorare ai fianchi”.
Tutto questo non è purtroppo possibile qualora si giocasse da soli, con il resto della squadra controllato dall’intelligenza artificiale amica: quest’ultima non si è infatti rivelata molto reattiva, mostrando diverse incertezze nella navigazione dei livelli, nello sfruttamento delle coperture e, soprattutto, nell’utilizzo intelligente della peculiarità dei diversi personaggi (con l’unica eccezione del medico, sempre pronto ad elargire spray curanti nei momenti di bisogno).
I livelli, per quanto lineari, offrono una buona varietà di situazioni: in circa tre ore di giocato ci siamo trovati a dover completare una quantità di obbiettivi differenti, dal distruggere i server del municipio al fuggire da un incendio assediati dai Licker.

Luci e ombre
Se per la maggior parte del tempo Operation Raccoon City offre un’esperienza tutto sommato tradizionale e riconducibile a diversi altri sparatutto in salsa cooperativa, vi sono alcuni momenti in cui non tutto funziona come dovrebbe. In particolare, durante la nostra prova diretta siamo incappati in una boss fight che presentava una meccanica sin troppo guidata (e troppo poco spiegata) per risultare godibile. Nello specifico, ci siamo trovati a fuggire da un infetto particolarmente aggressivo e “ingombrante”, ma la struttura del livello (un lungo corridoio) e l’assenza di indicatori non ha reso chiaro sin da subito se fosse necessario mantenere vivo il fuoco sul nemico oppure darsela a gambe. Quest’ultima ipotesi peraltro non si è rivelata attuabile, data la telecamera “bloccata” in maniera innaturare, che non permetteva di dare le spalle al nemico. Impossibile anche aggirarlo, data la presenza di “muri invisibili” decisamente poco eleganti. Una situazione in generale poco chiara, che ci ha portato a morire diverse volte prima di comprendere il da farsi. Situazioni simili, soprattutto quando si gioca in cooperativa, moltiplicando così il numero di variabili comportamentali dei giocatori, non fanno ben sperare sull’abilità degli sviluppatori nell’”incanalare” a sufficienza l’azione sui giusti binari, un qualcosa che andrà certamente verificato in maniera approfondita in fase di recensione.
Una boss fight successiva metteva la squadra di fronte ad un nemico asserragliato al primo piano di un edificio dotato di finestre, richiedendo dunque il continuo lancio di granate verso la sua posizione sopraelevata. In questo frangente è stato lo scarso aiuto offerto dall’intelligenza artificiale amica a darci diversi grattacapi, costringendoci a fare decisamente gli straordinari per risolvere felicemente lo scontro.
Dato che questi scontri dovrebbero rappresentare i momenti più spettacolari e corali di tutta l’esperienza ludica (e enfatizzare al massimo la cooperativa), è un peccato che quelli da noi provati non abbiano funzionato al meglio. La speranza è che il tempo che ci separa dal rilascio possa servire perlomeno a ottimizzarli, anche se i problemi sembrano più legati al game design che altro.
  • [+] Cooperativa e sistema di classi interessante
    [+] Trovarsi dalla parte del cattivo ha il suo fascino

Per quanto ci è stato possibile provare, Resident Evil: Operation Raccoon City si presenta come un action shooter nella media, assolutamente da giocare in cooperativa (dato che l’intelligenza artificiale amica non ha riservato ottime sorprese) e naturalmente impreziosito dalla licenza, sfruttata intelligentemente con la buona idea di mettere i giocatori dalla parte dei “cattivi” della situazione. Aggiungendovi un comparto tecnico solo discreto, il risultato è un titolo che potrebbe rivelarsi divertente e impegnativo per squadre di quattro giocatori appassionate d’azione: questo, a patto però che il level design continui a garantire la varietà delle prime fasi di gioco, e soprattutto che le boss fight riservino sorprese migliori nella seconda metà dell’avventura. L’uscita, fissata per il 23 Marzo, è ormai molto vicina: rimanete con noi per la recensione, a presto su queste pagine.

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