Recensione di WWE 12

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     THQ
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Sottotitolato in italiano
  • Data uscita:

     25 novembre 2011
- Molte novità
- Sistema di animazioni migliorato
- Offerta ludica come sempre ricca
- Road to Wrestlemania non convince
- Fisica talvolta mal simulata
- Nuovo sistema di controllo non rifinito
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A cura di (andymonza) del
La cadenza annuale con cui i brand sportivi si rincorrono rende molto difficile per gli sviluppatori sfruttare i pochi mesi di gap tra la fine dei lavori e l’inizio di quelli nuovi al fine di racimolare il feedback dell’utenza. Dopo l’ottima prova di Smackdown vs RAW! 2011, i ragazzi di Yuke’s si sono trovati investiti del consueto e non facile compito: trovare qualcosa di nuovo da dare in pasto all’utenza.
Approfittando dell’aria di rinnovamento che si respira anche nella disciplina vera e propria, decisa ad abbandonare la supremazia di John Cena in favore di facce nuove, gli artefici della serie videoludica hanno assestato un colpo di spugna, accorciando il titolo e promettendo grandi novità.
Invece di concentrarsi sulle finezze, quest’anno si è deciso per una revisione molto più profonda delle modalità e del gameplay, con effetti controversi: se le fasi di combattimento vere e proprie hanno tratto qualche giovamento dal nuovo motore, lo stesso non si può dire dell’offerta ludica, in parte snaturata rispetto al passato.

La strada non è più quella di una volta
Da sempre Road to Wrestlemania rappresenta una componente fondamentale dell’offerta destinata al singolo giocatore dei titoli dedicati allo sport-spettacolo americano. Quest’anno gli sviluppatori hanno tuttavia deciso per qualcosa di differente: le storie proposte sono infatti tre e vedranno, nell’ordine, Sheamus allearsi con gli inglesi, Triple H tentare di riprendere la cintura di campione e, finalmente, un personaggio creato dall’utente farsi strada nei panni di un certo Jacob Cass.
Nonostante la longevità notevolmente aumentata, la soluzione non si rivela molto omogenea, per diversi motivi: innanzitutto, le tre storie vanno affrontate tassativamente in ordine cronologico, mentre una libera scelta avrebbe senza dubbio giovato alla varietà. Inoltre, le meccaniche interne ai match risultano spesso snaturate da alcune scelte operate per favorire la spettacolarità: molti sono gli incontri in cui si dovranno seguire precise regole per vincere, come ad esempio il luogo in cui effettuare una determinata mossa finale, mentre, in caso non si seguano alla lettera le istruzioni, non vi sarà possibilità di procedere.
Se da una parte questo si traduce in un’azione molto simile allo spettacolo televisivo, dall’altra si finisce per sentirsi poco “liberi” sul ring, con un effetto negativo per l’esperienza. Lo stesso dicasi per le molte interruzioni nell’andamento regolare degli incontri, anch’esse ispirate allo spettacolo televisivo, spesso risultanti in interludi noiosi e mal orchestrati, come la maggior parte delle brawl dietro le quinte.

It’s time to play the game
Onde semplificare l’approccio ai combattimenti, in passato davvero complesso per i non avvezzi alla disciplina, gli sviluppatori hanno introdotto una meccanica che mescola i controlli tradizionali a un sistema contestuale: molte mosse saranno infatti eseguibili solo in circostanze prederminate, come lo stordimento di un nemico o la sua posizione rispetto al giocatore, e si attiveranno automaticamente con i normali attacchi. Se la semplificazione funziona, va altresì detto che potrebbe sfociare in un’eccessiva ripetizione di certe mosse, fattore bilanciato solo in parte dall’intelligenza artificiale avversaria, che mangerà ben presto la foglia mettendo a segno le relative counter.
Complessivamente, l’effetto anche visivo di questa nuova meccanica sui match non è eccezionale, dato che porta a certe “forzature” non gradite nelle posizioni e nelle reazioni dei combattenti, senza contare il fatto che l’esecuzione di alcune mosse richiede più tempo che in passato.
A proposito delle counter, è bene sottolineare come queste ultime non siano state molto bilanciate, rappresentando ancora uno strumento imprescindibile durante i match, i quali molte volte si riducono a ossessive catene di contromosse e contro-contromosse.
Impossibile infine non notare come il tanto decantato revamp della simulazione della fisica di gioco abbia un impatto solo marginale sulle effettive meccaniche di combattimento: invece di proseguire sulla buona strada intrapresa da WWE All Stars (che, pur con la sua natura arcade, aveva mostrato animazioni molto più fluide durante le counter e il grappling), questo nuovo titolo rivoluziona ben poco, proponendo sostanzialmente un leggero update di quanto visto nei vari Smackdown vs RAW!. La fluidità generale delle movenze è senza dubbio migliorata, ma si notano ancora moltissime imprecisioni nelle collisioni, soprattutto quando a essere coinvolti sono un gran numero di atleti o le corde del ring.

Contenuti
Pur con la lunga lista di difetti di cui sopra, WWE 12 vive fortunatamente “di rendita” sui predecessori, proponendo dunque una vasta offerta ludica. Alla longeva, seppure con le riserve cui abbiamo accennato, modalità Road to Wrestlemania si accompagna l’immancabile Universe, una serie virtualmente infinita di combattimenti ricchi di imprevisti, capovolgimenti e di alleanze, che in questo caso si rivelano ben più appaganti della precedente modalità, catturando in pieno lo stile televisivo dello show.
A questo si affiancano naturalmente le vastissime chance di personalizzazione dei contenuti: dal completissimo editor dedicato alla creazione di wrestler inediti si passa a quello per le arene, per le storyline e per le mosse, in grado di deliziare i fan con ore e ore di pura creatività. Laddove la fantasia dei giocatori può senza dubbio compensare per le carenti modalità principali, va comunque detto che la ricchezza dei contenuti non è mai mancata al brand.
Piuttosto completo il roster, anche se giunge davvero molto sgradita la decisione di escludere alcuni personaggi, i quali verranno successivamente distribuiti tramite DLC, tra cui molte divas e alcune leggende come Foley, Batista e Savage.
Il comparto multigiocatore non presenta particolari novità rispetto allo scorso anno, confermando come il rinnovamento promesso da Yuke's sia solo parziale e poco rifinito in tutti i comparti: i menu sono ancora macchinosi e il sistema a lobby riporta il giocatore alla stanza d'attesa dopo ogni match.

Comparto tecnico
Così come per altri comparti di WWE 12, anche quello tecnico presenta alti e bassi: per quanto dei passi avanti rispetto al passato ci siano, soprattutto nel collegamento tra le varie animazioni, le movenze dei personaggi risultano ancora innaturali in diversi frangenti, tra cui la collisione con elementi di contorno dello scenario.
Anche dal punto di vista puramente grafico i margini di miglioramento sono ancora ampissimi: texture di buona qualità si accompagnano ad altre in definizione molto inferiore, e lo stesso vale per la modellazione poligonale, ottima come sempre quella dei personaggi, decisamente carente quella delle arene. Nota positiva invece per il pubblico, decisamente più dinamico e credibile rispetto a quello delle precedenti versioni.
Recensione Videogioco WWE 12 scritta da ANDYMONZA WWE 12 è un titolo controverso. Alcuni dei passi avanti promessi effettivamente ci sono, soprattutto nella maggiore fluidità con cui i combattimenti scorrono grazie alla simulazione della fisica completamente rivista, e i contenuti sono come sempre molto ricchi.
Perché dunque il titolo non soddisfa?
La risposta è da ricercarsi in una conduzione completamente errata dell’importante modalità Road to Wrestlemania, sconvolta e poco divertente, e nelle evidentissime mancanze del nuovo sistema di controllo, che risolve alcuni problemi del passato, ma apre ad una serie di difetti del tutto inediti.
Se a questo si aggiunge un comparto tecnico che avrebbe ancora bisogno di molte cure, il risultato è un titolo che prova a innovare, talvolta anche con coraggio, ma manca purtroppo il bersaglio.
I fan della saga potrebbero procedere all’acquisto solo se ben consci che quanto si ritroveranno tra le mani è un prodotto non rifinito, che avrà bisogno di almeno un’altra uscita per sistemare i molti problemi nati l’introduzione delle diverse novità.
In ultimo, questa rivoluzione potrebbe funzionare, ma solo con molto lavoro e molte rifiniture, marchiando questo come un evitabile capitolo "di passaggio".
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