Recensione di Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     Spike
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Inglese, Giapponese con Sottotitoli in Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     28 ottobre 2011
- Belle cut-scene - Sistema di gioco ripetitivo
- Realizzazione tecnica scarsa
- Basso livello di difficoltà
- Modalità Eroe superficiale
- Poche opzioni
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A cura di (rspecial1) del
Dragon Ball è una delle serie animate più seguita ed amata da diverse generazioni di ragazzi ed è quindi normale che la sua licenza venga sfruttata quasi a cadenza annuale per produrre tie-in. Goku e compagni però appaiono nel mondo ludico sin dai tempi del Super Nintendo, cimentandosi in diversi generi, come i giochi di ruolo, gli action e più di tutto i picchiaduro.
Questo ha reso, negli ultimi anni, molto difficile il compito degli sviluppatori, poiché da una fonte cosi sfruttata c’è sempre ben poco di nuovo da aggiungere o modificare per cercare di dare un prodotto diverso, magari migliore, costituendo un limite per tutti i tie-in, a maggior ragione se cosi spremuti come in questo caso.
Ed ecco che dopo già due picchiaduro usciti in questa generazione di console i ragazzi di Spike ne propongono un terzo, questa volta cercando tuttavia di dare un videogioco nuovo a tutti i fan.

Da Bardack a Li Shenron…
E’ difficile trovare qualcuno che non conosca la storia di Dragon Ball e che non sappia come essa si suddivida in tre diverse aree temporali della vita del nostro eroe Goku. Come sempre per ciò che concerne le console casalinghe la prima saga del manga viene scartata, dato che Goku è un bambino e la storia sì fantastica, ma orientata molto sul divertimento e non sui combattimenti puri.
I ragazzi di Spike hanno cosi ribadito le scelte già fatta in Dragon Ball: Raging Blast 2, proponendo le vicende dalla serie Z fino a quelle della GT. La modalità principale, Storia ovviamente, ci vedrà cosi ripercorrere tutte le vicende principali ideate dal maestro Toriyama, partendo da quando Freezer attacca il pianeta di Vegeta per distruggerlo, e il piccolo Goku venne spedito sulla Terra mentre il padre Bardack affronta il temibile nemico.
Arriveremo così allo scontro contro Li Shenron passando per tutti i nemici storici della saga e attraverso le varie evoluzioni del nostro eroe, fino al mitico Super Sayan di quarto livello. La modalità di gioco studiata da Spike ci vedrà impersonare diversi altri comprimari della storia, dandoci anche la possibilità di esplorare un po’ il mondo di gioco. Nulla di nuovo o che i fan non abbiano già visto, se non fosse per il fatto che sono state aggiunte delle scene d'intermezzo nei momenti chiave della storia per enfatizzarla, proprio come nei picchiaduro di Naruto. La vera novità di quest’ultima produzione Namco Bandai è la modalità secondaria denominata Eroe, nella quale ci ritroveremo a creare un alter ego virtuale attraverso un editor, che partirà dall’aspetto fisico sino ad arrivare alle varie caratteristiche come forza, stamina e velocità.
Diversamente dalle apparenze, in questa modalità non c’è una vera e propria storia, anche se un breve prologo vi spiegherà che dovrete salvare l’universo parallelo creatosi magicamente dal nulla.Si tratta più che altro di una sezione in parte free roaming nella quale combattere per aumentare le skill del personaggio e prepararlo agli scontri con i boss più potenti, oppure cercare vestiti e acconciature diverse da usare per migliorarne l’aspetto esteriore. Tra le modalità selezionabili vanno anche segnalate le diverse battaglie rapide offerte, con la possibilità di combattere con un solo personaggio o fino ad un massimo di cinque come in ogni classico arcade mode.
Non poteva non mancare, visto anche il nome del gioco, la possibilità di svolgere tornei Tenkaichi o Cell Game, nonché le immancabili sfide online attraverso i servizi Xbox Live o PlayStation Network contro amici. Dobbiamo inoltre aggiungere l'ovvio tutorial, necessario per apprendere le basi del sistema di combattimento, con la possibilità di variare diversi parametri per poterci preparare al meglio in ogni situazione di gioco possibile.

…premendo furiosamente sui tasti
I ragazzi di Spike hanno cambiato il sistema di gioco del titolo rispetto alla serie Raging Blast, che era ritento da molti complesso e poco intuitivo. Il lavoro degli sviluppatori si è basato molto sul cercare di ricreare un sistema di battaglia semplice ed intuitivo che potesse essere assimilato da subito anche dai neofiti. Sebbene non lontanissimo dal vecchio gameplay, in questo Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi ci troveremo di fronte ad un sistema di Quick Time Event che sarà basilare nei combattimenti.
Tutti i tasti del pad saranno utilizzati, partendo dai due attacchi principali che vanno da quello leggero a quello potente, per passare a quello a carica e infine ai restanti, basati sulla difesa del personaggio. I dorsali invece influenzeranno il volo, dandoci la possibilità di scegliere a che altezza combattere. A seconda di come si svolgerà il combattimento avremo due diversi stili di gioco, ciò è determinato dalla lotta ravvicinata o a distanza, e quindi basata sulle onde energetiche. Quando saremo vicini all’avversario potremo far partire una combo potente semplicemente premendo più volte l’attacco leggero o forte.
La novità sostanziale del sistema di gioco è la presenza di QTE in quantità industriale durante gli scontri, infatti, dopo aver attivato la cut-scene che partirà una volta messa a segno una combo, tutto ciò che dovremo fare sarà premere i pulsanti che appaiono a schermo con il giusto tempismo per farla proseguire. Un sistema davvero semplice e ripetitivo, che risulterà dopo pochi minuti anche estremamente noioso.
C’è ovviamente un sistema difensivo anche per chi viene attaccato, sempre basato sui QTE. In pratica potrete contrattaccare se nel momento opportuno premerete ripetutamente il pulsante a schermo per poi seguire la sequenza successiva con il giusto tempismo. Meglio ancora allontanarsi, e verificare come andrebbero le cose se scegliessimo di combattere usando la potenza della nostra aura. Ebbene, il battle system in questa circostanza è simile ai titoli precedenti prodotti da Spike per ciò che concerne il sistema d’attacco: potrete dunque scegliere se lanciare Kamehameha, piccole sfere energetiche o la mitica Genkidama di Goku, a seconda di quanta energia avete nella vostra barra ed alle circostanze di gioco.
Per difendersi ci saranno invece date tre scelte, parare l'offensiva e subire danni minimi, schivare senza contraccolpi alla propria energia vitale o respingere il colpo attaccando di conseguenza. Tutti e tre i sistemi saranno attivati dai consueti QTE e si baseranno sempre su di essi, infatti sarà indispensabile premere i pulsanti a schermo al momento giusto. L'unica variabile è il contrattacco, durante il quale sarà necessario premere ripetutamente un tasto prima di respingere l’onda di energia avversaria.
Purtroppo oltre al sistema davvero poco divertente e ripetitivo c’è da segnalare che tutto il gameplay penalizza molto i personaggi più deboli lasciando cosi la scelta di un lottatore forte per competere decentemente contro i vari Cell e Freezer. Purtroppo anche la modalità di gioco tag team non risolve la situazione dell’ultima fatica di Namco Bandai, essendo sviluppata in modo davvero troppo semplice: le uniche opzioni di gioco sono lo scambio tra i diversi combattenti e la possibilità di effettuare la fusione ove consentito.

Tutto l’anime interattivo
L’aspetto tecnico del gioco non si allontana dal classico cel shading utilizzato per la maggior parte di queste produzioni ed in particolare il livello è sui livelli dei Dragon Ball: Raging Blast 2, senza miglioramenti evidenti.
Ci ritroveremo così con personaggi ben caratterizzati e dettagli davvero notevoli, come il sudore o i vestiti che si deteriorano, che vanno a contrastare molto con gli scenari delle arene di combattimento. Peccato per i pochi dettagli dei livelli: la distruttibilità è purtroppo solo superficiale e attiva solo su certi edifici e rocce, con una Kemehameha lanciata da un Super Sayan di quarto livello ci si aspetterebbe che anche il pianeta venga sbriciolato, e invece... Alla grafica pressochè identica al precedente titolo, con l’inserimento di sequenze animate e sigle TV, non si è riusciti nemmeno a ricreare l’atmosfera tipica dell’anime o dare una certa epicità agli scontri più importanti della saga.
Le musiche e i campionamenti vocali nipponici sono sempre di alto livello, ma da soli non bastano ad immergerci nel mondo ideato dal maestro Toriyama. E’ un vero peccato che i ragazzi di Spike non si siano concentrati sul miglioramento dei precedenti lavori, ma abbiano optato per una semplificazione nel sistema di gioco che porta questo Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi ben lontano dal classico picchiaduro.
Sebbene, come accennato in precedenza, la licenza sia stata ben sfruttata, sarebbe stato preferibile un lavoro più accurato nel ricreare le atmosfere tipiche dei combattimenti della saga e non un susseguirsi di cut-scene infarcite con QTE che danno al titolo quasi uno stile da carta, sasso, forbice, con quella sensazione di non avere mai il controllo del combattimento nelle nostre mani. Inutile anche l’inserimento della modalità Eroe, davvero di poca importanza e realizzata anch’essa con superficialità, facendo rimpiangere invece le modalità presenti nella serie Ragin Blast e la loro varietà.
Recensione Videogioco DRAGON BALL Z: ULTIMATE TENKAICHI scritta da RSPECIAL1 I tie-in dedicati a Goku sono stati tanti e molti altri sicuramente verranno prodotti, ma sembra difficile riuscire ad accettare sistemi di gioco sempre più semplici e poveri d’interesse, che contrastano con le più belle ed affascinanti battaglie del sempre indiscusso Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3.
Il nuovo lavoro di Spike è sconsigliabile a tutti i fan di Goku e compagni, sia per l’effettiva ripetitività di tutti i combattimenti, noiosi e poco coinvolgenti, sia per la realizzazione tecnica, presa direttamente dal precedente Dragon Ball: Raging Blast 2. Il classico tie-in annuale dedicato ai fan, che senza dubbio preferirebbero aspettare qualche anno e ricevere un titolo realizzato e confezionato come si deve.
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