Recensione di The King of Fighters XIII

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     SNK Playmore
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 2
  • Data uscita:

     30 novembre 2011
- Gameplay solido e divertente
- 2D meraviglioso
- Ottime musiche
- Editor Colori
- Poche opzioni per l'online
- Traduzione italiana troppo letterale
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A cura di (rspecial1) del
In un periodo d’oro per il genere picchiaduro come quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni, notare la mancanza di un titolo di spessore e di qualità marchiato SNK è senza dubbio sembrato strano a molti appassionati. D'altronde ogni società storicamente legata al genere non ha fatto che lucidare i propri franchise e buttarli nell’arena, SNK Playmore ci ha invece provato con The King of Fighters XII, poco più di una demo senza pretese, se non quella di gettare ulteriori ombre sul nome di questa longevissima saga. In Giappone devono tuttavia aver fatto tesoro di ogni critica da parte di fan e appassionati, dato che da quella pietra grezza nata su Taito Type X2 hanno forgiato uno dei migliori picchiaduro in 2D di questa generazione, The King of Fighters XIII.

Un altro torneo ha inizio per salvare il mondo
The King of Fighters XIII riprende proprio dove il capitolo del 2003 ci aveva lasciato, con la trama relativa ad Ash Crimson. Diverse lettere marchiate con una “R” e indirizzate ai più forti lottatori del globo giungono ai destinatari, dando il via al nuovo torneo di arti marziali organizzato dalla Those From The Past. Tutto il resto è da gustare nella modalità storia, ricca di retroscena gustosi per tutti i fan interessati a saperne di più sul capo dell’organizzazione Saiki e sul mega boss Dark Ash. Meno lunga da seguire e più pratica per partite veloci contro la CPU è sicuramente la modalità Arcade, che ripropone il classico team match tipico dei precedenti capitoli. Dovremo selezionare tre lottatori tra gli oltre 32 a nostra disposizione (alcuni saranno da sbloccare con i progressi di gioco) o scegliere uno dei team di default tra quelli presenti.
La scelta è davvero vasta e presenta ogni tipo di personaggio disponibile in un picchiaduro, partendo dai classici presari grossi e pronti a fare male non appena avranno a tiro il proprio avversario, passando per quelli agili ma poco resistenti, e così via. Tutti i guerrieri scelti per questo episodio sono vecchie conoscenze del precedente capitolo, più tante novità provenienti dal passato della SNK Playmore. Inutile sottolineare come il ritorno di Mai Shiranui possa rendere i fan molto felici, non solo per le sue grazie in bella mostra, ma anche perché si tratta di un simbolo della saga, come Chun Li per Street Fighter.
Per tutti coloro che non fossero molto pratici con le meccaniche e il gameplay della serie è stato realizzato un apposito Mission Mode nel quale ogni lottatore avrà dieci “lezioni” di difficoltà crescente da effettuare, le quali mostreranno non solo le mosse base del personaggio ma anche alcune combo primarie. Ormai presente in tutti i titoli del genere, questa modalità ha la peculiarità, diversamente ad esempio dai titoli Capcom, di permettere al giocatore di visionare attraverso una demo come dovrebbe essere realizzata la giusta sequenza, cosi da apprenderne anche la tempistica. Curato anche il Training, con a disposizione diverse personalizzazioni che possono essere utili a comprendere come punire certi attacchi avversari dopo essersi difesi, peccato sia possibile registrare per pochi secondi il movimento del “manichino” addetto al pestaggio. Interessante anche l’introduzione di un tutorial, sebbene non ci si possa fare troppo affidamento per avere la possibilità di padroneggiare al meglio le tecniche di combattimento più avanzate.
Da segnalare come nella storia, così come nella modalità arcade, sia presente una Target Action posta sotto la barra energetica del nostro team, ossia una “missione” da effettuare durante il match per ottenere più gauge. Queste azioni vanno dal semplice saltare per un determinato numero di volte alle più complesse combo. E’ tuttavia necessario affermare come queste missioni siano assolutamente inutili nel versus, vero cuore e motore di ogni picchiaduro che si rispetti. Il titolo offre anche un Survivor ed un Time Attack abbastanza classici per chi predilige l’esperienza single player.

I lupi solitari si riuniscono in un branco
Allontanandosi dal poco felice sistema di combattimento visto nel dodicesimo capitolo della saga, i programmatori nipponici hanno optato per un gameplay più vicino a quello di The King of Fighters 2002. Come sempre avremo a disposizione quattro tasti per gli attacchi e varie combinazioni tra essi. Inoltre, alle mosse speciali basiche per ogni personaggi si aggiungono le versioni EX, più la loro variante potenziata.
Come in ogni titolo della serie non mancheranno le Desperation Move e le Super Desperation Move, spettacolari, ma mai quanto le potentissime Neo Max, super mosse che possono riequilibrare il match, ammesso che si abbiano tutti i requisiti per attivarle. Grazie ad un buon bilanciamento, che ha visto l'eliminazione del sistema Clash del prequel e reso ogni combattimento generalmente più fluido, gli scontri risulteranno molto tecnici e in generale sarà premiato uno stile aggressivo. Ottima l’introduzione della barra energetica per l’Hyperdrive, che ci permetterà di scatenare la furia del nostro personaggio, e grazie alle Max Cancel trasformare la nostra combo in una Neo Max o altre combinazioni.
SNK Playmore ha realizzato un sistema di gioco davvero solido e divertente, che riuscirà a regalare grandi soddisfazioni anche ai neofiti della serie e del genere, ma potrà essere apprezzato fino in fondo solo dai più esperti. Eseguire le combo più letali non sarà cosi facile come per gli ultimi picchiaduro usciti sul mercato di recente, The King of Fighter XIII richiede infatti una buona conoscenza delle tempistiche e non si adatta a chi è abitato al button mashing.
In molti si potevano attendere un titolo che facesse da apripista per una nuova era della serie, magari gettando delle semplici basi per poi evolversi negli anni. SNK propone invece un titolo già solido e autosufficiente, che regalerà ore di divertimento, anche grazie al sistema di gioco online decisamente migliorato rispetto al passato. Sebbene i test effettuati siano stati eseguiti con giocatori americani e qualche europeo, durante le numerose partite non abbiamo riscontrato grandi problemi di ritardi e i match si sono svolti bene. Al di là di problemi a volte legati a connessioni poco performanti, il netcode sembra buono e la società ha garantito che supporterà il gioco con aggiornamenti per cercare di limitare ogni problema.
L’unico appunto che si può muovere alla modalità multigiocatore online è la mancanza di opzioni adeguate per la ricerca, all’infuori della possibilità di cercare chi ha una buona connessione, e del classico “spettatore”, di cui qualcuno potrebbe sentire l’assenza.

Un 2D che più 2D non si può…e meno male!!
La realizzazione tecnica di The King of Fighters XIII è di assoluto livello, con personaggi animati splendidamente, ricchi di dettagli e curati in ogni pixel. La possibilità inoltre offerta dall’editor di colori, inserito da subito e gratuitamente (prendere nota, Capcom...?), permette di godere a pieno della personalizzazione dei nostri lottatori preferiti. Una festa per gli occhi sono anche le esecuzioni delle mosse speciali, che culminano con le bellissime e coreografiche Neo Max, caratterizzate da un livello artistico che sà di SNK in ogni animazione.
Dei personaggi tanto curati non potevano che muoversi in stage altrettanto pieni di dettagli, dei veri e propri quadri con uno stile unico e inconfondibile. Alcuni risulteranno un po’ spartani rispetto ad altri e il numero non è elevatissimo, ma in generale il titolo ha una propria caratterizzazione che lo rende meraviglioso per tutti gli amanti della classica tecnica degli sprite. Insuperabili le musiche, davvero belle e accattivanti, riescono ad adattarsi al ritmo veloce dei combattimenti e a seguirne quasi ogni azione. Grazie alla modalità gallery si potrà inoltre ascoltare meglio tutta la colonna sonora, oltre a visionare i molti artwork.
Recensione Videogioco THE KING OF FIGHTERS XIII scritta da RSPECIAL1 SNK Playmore ha riportato la serie ai fasti di un tempo, proponendo un titolo che ha qualche difetto riscontrabile solo nella mancanza di alcune opzione extra per l’online, ma assolutamente solido quando la scritta Ready – GO! svanisce dallo schermo.
Ogni amante del genere dovrebbe considerare l’acquisto di The King of Fighters XIII, anche perché se contenutisticamente il prodotto è povero rispetto alla concorrenza il suo gameplay non sfigura di fronte a nessuno, anzi. Non dimenticando che la comunità del gioco è appena nata non c’è da scoraggiarsi pensando d’incontrare online od offline, preferibilmente, solo giocatori molto esperti.
Un'occasione da non perdere che, visti i futuri DLC in arrivo e il pieno supporto della società con aggiornamenti e patch, farà dimenticare il passo falso del prequel e guardare al futuro della saga con molto ottimismo.
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