Recensione di Rugby World Cup 2011

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     HB Games
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     26 agosto 2011
- World of Union è davvero una bella canzone - Gameplay troppo semplice
- Pessima IA
- Mancano metà delle licenze ufficiali
- Pochissime modalità di gioco
- Solo amichevoli online
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A cura di (rspecial1) del
Per gli sport minori, soprattutto nel nostro paese, non è facile richiamare l’interesse di molte persone o conquistare nuovi appassionati. E‘ dunque difficile immaginare come mai quest’anno vengano proposti per la prima volta su Playstation 3 e Xbox 360 ben due titoli dedicati al rugby. Rugby World Cup 2011 è il principale candidato come miglior titolo del genere vista la moltitudine di pubblicità e marketing che ruota intorno ad esso, data anche la licenza ufficiale del campionato mondiale, ma non è l’unico, laddove il rivale Jonah Lomu Rugby Challenge pone il confronto tra i due prodotti simile a quello tra FIFA e PES. Andiamo quindi a verificare a quale dei più blasonati titoli calcistici possa essere paragonato questo nuovo prodotto dei ragazzi della HB Studios.

Aspettando il terzo tempo…
Anche se i titoli dedicati al rugby per tutte le console sono sempre stati pochissimi, non bisogna pensare che i ragazzi di HB Studios siano degli sprovveduti o che si cimentino per la prima volta in un titolo del genere. Andando a scovare nella storia di questi programmatori non solo si scopre come abbiano realizzato titoli sul football americano quali Madden per Wii, ma anche che sono gli autori della serie EA Sports Rugby, conclusasi nel 2008. Quindi ci troviamo di fronte a un team esperto, dal quale ci si attende un prodotto curato in ogni dettagli. Purtroppo per gli appassionati di questo sport c’è da dire subito che disporre di una licenza ufficiale di una competizione importante non garantisce la presenza di tutti i team che vi partecipano: per vari motivi, non solo economici come si vorrebbe far credere, è infatti con molta delusione che ci si accorgerà presto della mancanza di squadre come Australia, Fiji, Georgia, Namibia, Romania, Giappone, Russia, Tonga, Samoa. Soprattutto, e con grande dispiacere, mancano i padroni di casa della Nuova Zelanda. Tutti questi team avranno giocatori con nomi rigorosamente inventati. I più accaniti non perdano tuttavia le speranze, con tanta pazienza e buona volontà sarà possibile ricrearli tutti attraverso un apposito editor molto completo, che darà l’occasione ai giocatori di dare vita alla controparte virtuale dei loro beniamini, impostando ogni aspetto fisico ed attributo statistico (resistenza, stamina, forza, precisione, velocità ed altri). Da selezionare non ci saranno che le sole squadre che partecipano al campionato, con la totale assenza di ogni possibilità per i patiti di creare il proprio team scegliendo tra i migliori giocatori dei vari campionati nazionali, avendo a disposizione solo i trenta giocatori di base. Anche le modalità di gioco sono ridotte all’osso: la competizione principale si baserà sui gironi ed i match realmente svoltisi, o la possibilità di creare nuovi faccia a faccia, personalizzando i vari gironi. Il resto sono solo amichevoli, la possibilità di giocare contro le squadre divise per regione e i classici allenamenti, anche di tiro. La povertà più assoluta si riscontra anche nel comparto online, dove oltre alla classica amichevole contro un altro giocatore non avremo nessun’altra scelta da poter fare. Neppure un misero campionato od una modalità competitiva, con un ranking o qualche aggiunta che potesse in qualche modo premiare i giocatori più bravi. La sensazione di avere un titolo sportivo “dei poveri” è davvero forte, ma se non bastasse a scoraggiare qui pochi fan che speravo almeno di poter godere del loro sport preferito su console, è il gameplay a dare altre delusioni.

…menandosi allegramente.
Se dal punto di vista delle opzioni di gioco e delle licenze ufficiali il titolo delude, il sistema di gioco adoperato dai ragazzi di HB Studios per cercare di riprodurre le emozioni di questo sport, è discutibile. Dimenticatevi tattiche di gioco o le azioni spettacolari tipiche del rugby, il titolo infatti è orientatissimo verso l’arcade puro. A disposizione del giocatore vengono messe poche scelte, ci sarà infatti il tasto della corsa, la possibilità di decidere se lanciare la palla a sinistra o destra ed il lancio lungo. I placcaggi saranno automatici, non appena l’avversario si avvicinerà ad un giocatore della nostra squadra questo lo butterà giù, con al massimo la possibilità di lanciarsi in corsa per cercare di placare chi è sfuggito alle maglie della nostra difesa. Durante le rimesse laterali potremo decidere dove alzare l’uomo tra le tre classiche opzioni frontale, centrale ed indietro, dovendo effettuare la scelta con il giusto tempismo per cercare di recuperare il pallone. Dopo un placcaggio sarà necessario premere il pulsante azione per cercare di non farsi rubare il turno, continuando così con una nuova manovra. Fondamentalmente il gioco si basa su queste tre semplici azioni, che purtroppo non danno mai al giocatore la sensazione di essere padrone delle scelte effettuate. Nonostante l’estrema semplicità del gameplay il vero difetto sono le tattiche di gioco, che sebbene possano essere scelte e modificate in realtà non hanno dei vantaggi in partita. Grazie alla croce direzionale potremo cambiare in tempo reale le tattiche ma il vedere che la scelta è totalmente superflua fa sì che la concentrazione del giocatore si limiti a lanciare la palla al giocatore più veloce e correre verso la meta. Purtroppo è evidente anche uno squilibrio tra le squadre che porterà per forza di cose a scegliere il team più veloce, anche perché spesso la CPU avversaria non è cosi pronta a reagire a certi cambi di direzione rendendo il fare punti abbastanza semplice, sempre con il team giusto però. E' evidente quindi che il connubio tra semplicità del sistema di comandi, povertà dell’IA e velocità di alcuni giocatori non sia un mix perfetto per il titolo.
Se pensate poi che con l'editor potrete realizzare giocatori fulminei...
Andiamo a mangiare che è meglio
Concludiamo il ritorno del rugby tra le discipline che anche in questa generazione di console hanno avuto la loro trasposizione virtuale con l’analisi tecnica del prodotto di 505 Games. Mediocre sarebbe l’aggettivo più idoneo, purtroppo le cose sono anche peggiori di come sembrerebbero. Innanzitutto il titolo si mostra davvero al di sotto di ogni aspettativa dal punto di vista del sonoro, con un solo tema musicale che si ripeterà continuamente (il bellissimo World in Union, che però alla lunga stanca), un commento inglese che non pronuncia nemmeno i nomi dei giocatori (con ovvio riferimento alla mancanza della metà delle licenze delle squadre) ed effetti sonori nella media, ma con cori e tifosi identici per tutti i team. La grafica è senza dubbio l’aspetto migliore del prodotto, questo perché i match sono ripresi con telecamera dagli spalti, ma durante i replay le cose cambiano. I giocatori sono totalmente sproporzionati, davvero brutti da vedere. La somiglianza con le controparti reali è bassissima, peggiorata da texture di livello davvero basso e dalle animazioni legnose, che vengono enfatizzate nei momenti di gioco nei quali l’azione rallenta per farci effettuare delle migliori scelte tattiche.
Recensione Videogioco RUGBY WORLD CUP 2011 scritta da RSPECIAL1 Purtroppo per tutti i fan del rugby il primo titolo arrivato in questa generazione di console è assolutamente deludente. HB Studios ha preso il sistema di gioco di Rugby 2008 riproducendolo e semplificandolo in questo Rugby World Cup 2011, realizzando cosi un titolo fortemente arcade afflitto da un estrema semplicità nell’eseguire meta grazie ad un’IA non all’altezza.
Se ai più importanti problemi di gameplay si aggiungono una realizzazione tecnica al di sotto della media sia per grafica che per sonoro, la totale mancanza di opzioni di gioco che possano variare il campionato del mondo, l'assenza delle licenze di metà delle squadre che partecipano al Campionato del Mondo, tra le quali la Nuova Zelanda… non resta che consigliare a tutti i fan di continuare a seguire i propri beniamini in televisione o, preferibilmente, dal vivo, lasciando questo titolo sugli scaffali.
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