Recensione di Payday - The Heist

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Overkill Software
  • Data uscita:

     Disponibile dal 20 ottobre 2011 PC - 2 novembre 2011 PS3
- Adrenalinico e strategico
- Concept interessante sfruttato in multiplayer
- Esperienza in singolo carente
- Alcune lacune grafiche
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A cura di (Mastelli Speed) del
Sulle rapine in banca si è detto e scritto di tutto: le suggestioni cinematografiche e letterarie sono molteplici, ed anche in ambito videoludico gli esempi illustri non scarseggiano. In questo particolare filone narrativo si inserisce il titolo degli Overkill Studios, ovvero Payday – The Heist, che propone una formula estremamente semplice ma al tempo stesso molto interessante: quattro giocatori, un colpo da eseguire, tante pallottole

Mani in alto!
Il pretesto narrativo di Payday – The Heist è assai semplice: il giocatore vestirà infatti i panni di un malvivente che, insieme a tre suoi compagni (umani o gestiti dalla IA), dovrà prodursi in una serie di azioni criminose di varia natura: si comincia con una classica rapina in banca, e si arriva a piacevoli variazioni sul tema come il furto di diamanti o il prelievo di un ostaggio (effettuato, secondo la descrizione presente nel briefing, per conto dei “nostri cari amici asiatici”).
Tutto ciò vedrà i giocatori scontrarsi contro ondate di vigilanti, agenti, SWAT, in un crescendo di difficoltà e varietà di obiettivi da centrare. Le varie “missioni” proposte, sei in tutto, sono estemporanee e slegate fra di loro e non presentano alcun prologo narrativo, se si esclude un breve briefing durante le fasi iniziali di caricamento. Gli stessi protagonisti delle rapine, difatti, sono privi di caratterizzazioni, anche se risultano essere abbastanza carismatici grazie al doppiaggio e alle maschere indossate durante alcuni colpi: tutti aspetti, questi, che andremo ad analizzare meglio nell’ultimo paragrafo.

Un piano coi fiocchi
L’analisi del gameplay di Payday – The Heist rileva un titolo decisamente ben congegnato: per raggiungere gli obiettivi richiesti, infatti, non bisognerà solamente premere il grilletto all’impazzata; al contrario, verrà richiesta una certa pianificazione strategica, che dovrà per forza di cose sfociare in una consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie debolezze.
Nel concreto, tutto ciò vuol dire che per la maggior parte delle volte i giocatori si troveranno in palese inferiorità numerica, dovendo gestire tutte le azioni atte a portare a termine il colpo (per esempio, nella prima missione verrà chiesto di andare a prendere la chiave dell’ufficio del direttore della banca, trapanare la grata di protezione degli uffici sovrastanti il caveau, fondere il soffitto del caveau stesso e via di seguito), oltre che affrontare ondate di agenti pronti a far di tutto per impedire le nostre azioni criminose, con il particolare da non sottovalutare che le munizioni tenderanno ad esaurirsi estremamente in fretta.
Si comprende quindi come l’unione faccia la forza: solo supportandosi a vicenda sarà possibile portare a compimento i crimini richiesti; anche per questo, quindi, Payday – The Heist rappresenta un titolo che per essere sfruttato appieno dovrebbe essere fruito in compagnia di altri giocatori umani, aiutandosi magari con un sistema di comunicazione vocale. Nel caso di rapinatori gestiti dalla IA, infatti, l’aiuto sarà assai lacunoso: molte volte questi si limiteranno a seguire il giocatore, risultando poco incisivi nelle fasi più concitate. Sarebbe stato auspicabile, relativamente alle sole partite in singolo, inserire un sistema di ordini da impartire ai propri compagni.
Uno degli aspetti più positivi del gioco è la varietà di situazioni che scaturisce dagli scontri con le diverse tipologie di tutori dell’ordine: se infatti i semplici vigilanti non costituiscono un particolare problema, sarà molto difficile affrontare gli SWAT, corazzati e protetti in modo estremamente efficace. Molto insidiosi anche gli agenti forniti di teaser, i quali possono immobilizzare il giocatore rendendolo incapace di difendersi dagli ulteriori attacchi delle forze armate. Appare molto interessante inoltre anche la gestione delle situazioni in cui si viene colpiti in modo grave dai nemici: esaurita la barra che indica il livello di salute, infatti, il giocatore cadrà al suolo; sarà compito dei suoi compagni criminali provvedere alla sua rimessa in sesto, che deve avvenire per forza di cose entro trenta secondi (questo sistema, come è facile osservare, richiama molto quello presente nella serie Left 4 Dead). Una volta passato questo lasso di tempo senza alcun soccorso, il gioco provvederà al respawn del giocatore dopo tre minuti, ma solo nel caso in cui si siano catturati ostaggi da scambiare con le forze dell’ordine; è importante dire però che se durante la missione sono stati uccisi civili, il tempo necessario al respawn aumenterà di cinque secondi per ogni innocente assassinato. Per ultimo, è giusto segnalare che il gioco mette a disposizione del giocatore alcuni obiettivi secondari da raggiungere: questi, uniti alla riuscita delle missioni principali, sbloccheranno alcune interessanti upgrade come borse per munizioni (posizionabili in un determinato punto del livello di gioco), nuove armi e fascette per immobilizzare i civili, indispensabili per prendere ostaggi.

Liscio come l’olio
Il comparto tecnico di Payday – The Heist si è dimostrato essere sufficiente in quasi tutte le situazioni, sia sul comparto audio che video. Quest’ultimo, dunque, propone ambienti interni tutto sommato dettagliati e credibili; un altro elemento positivo è la riproduzione dei modelli dei personaggi che, grazie alle maschere indossate in alcuni colpi, riescono a trasmettere un certo carisma. Sebbene ci possa essere da ridire sulla qualità di alcune texture, inoltre, il numero di personaggi non giocanti rende una rappresentazione se non altro verosimile soprattutto di ambienti affollati. Un po’ meno soddisfacente la rappresentazione degli ambienti esterni, ma in generale il risultato non sembra essere degno di critiche accorate. Altra nota negativa sul versante grafico è da ricercarsi nella riproduzione di fumo, fuoco ed esplosioni, non sempre all’altezza. Dal punto di vista hardware, invece, il gioco appare fruibile su una vasta fetta di configurazioni, ed in questo senso i requisiti, sia minimi che consigliati, appaiono tutto sommato adatti a far girare il gioco senza problemi.
Il comparto audio, infine, si attesta su livelli più che sufficienti: le voci dei protagonisti, in inglese, riflettono sostanzialmente bene il livello di tensione scaturito dalle situazioni proposte, e contribuiscono a caratterizzare i personaggi che, altrimenti, rimarrebbero dei semplici avatar a causa della mancata contestualizzazione narrativa.
Recensione Videogioco PAYDAY - THE HEIST scritta da MASTELLI SPEED Payday – The Heist si è dimostrato essere, in definitiva, un prodotto asciutto, senza tanti fronzoli e soprattutto divertente. Potenzialmente, il gioco può regalare ore di divertimento in compagnia grazie al carattere tattico e strategico delle sfide proposte, laddove non sarà necessario sparare ed avanzare ma occorrerà pianificare ogni singola mossa, delegando ad ogni componente della squadra un compito da svolgere. Va da sè che il gameplay proposto dal titolo Overkill Studios merita di essere fruito in compagnia di altri giocatori umani; in singolo, infatti, l'esperienza di gioco faticherebbe a raggiungere la sufficienza, grazie ad una IA dei compagni un po' approssimativa e ad alcuni difetti di livello grafico, i quali passano in secondo piano nel momento in cui si affronta il titolo insieme a qualche amico. Un titolo consigliato, dunque, a chi cerca un gioco dove si deve sparare ma anche ragionare; chi è alla ricerca di un'esperienza single player avvincente e duratura, invece, farebbe meglio a rivolgere le sue attenzioni altrove
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