Recensione di Captain America: Il super soldato

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Sega
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Completamente in italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     15 Luglio 2011 - 28 ottobre 2011 3DS
- Trama ben narrata...
- Meccanica dei combattimenti ben riuscita
- Animazioni ottime
- Solo per chi conosce Cap
- Poco longevo
- Esplosioni e illuminazione non all'altezza.
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A cura di (jred) del
In contemporanea con l'uscita del film, SEGA e Marvel si uniscono per creare il videogioco del buon vecchio Captain America. Il risultato avrà ripagato le attese dei fan del supereroe in tuta blu?

Esperimenti malefici
I nazisti, si sa, sono i cattivissimi in molti giochi e film, e Captain America non fa eccezione. Dopo un primo livello tutorial la storia vede l'eroe lanciarsi con l'immancabile tuta azzura da un aereo degli Alleati nel pieno della Seconda Guerra Mondiale direttamente in campo nemico, circondati da militari tedeschi modificati con innesti tecnologici mortali. Soli contro tutti ma, d’altronde, siamo o non siamo un super-soldato? Presto la nostra normale missione di “sabotaggio” rivelerà oscuri retroscena riguardo ad una certa creatura maestosa che il malvagio dott. Zemo sta cercando da anni di risvegliare con l’aiuto del Teschio Rosso, un’entità presumibilmente non umana. Ci pare giusto avvisarvi che, a meno che non abbiate una conoscenza almeno generale del fumetto o non abbiate già visto il film, alcuni tratti della storia e dei personaggi vi saranno poco chiari anche una volta finito il gioco. La vicenda procede infatti dando per scontato quasi tutto il materiale di referenza, un grosso difetto per tutti coloro i quali avessero voluto godersi una bella storia, oltre a premere per tempo i pulsanti del pad alla ricerca di combo sempre più difficili. Per quanto dunque poco contestualizzata, la trama è ben narrata: affronteremo i livelli ben consci del perché ci stiamo dirigendo in un luogo e di quale sia il nemico o l'obbiettivo di turno, sino ad un finale che chiuderà solo in parte la storia, probabilmente pronta per futuri seguiti. 

Come vincere le guerre. Mondiali.
Il fulcro del gioco risiede dunque nella giocabilità, come per ogni hack and slash che si rispetti. Il plot è abbastanza semplice: ogni certo numero di passi ci troveremo di fronte un gruppo di nemici, folto o meno a seconda del contesto. Quando, dopo qualche livello, questi si riveleranno anche vari oltre che numerosi, fondamentale sarà la decisione su chi avventarsi prima. Dopo aver usato lo scudo per colpirne alcuni da lontano infatti, una volta vicino ogni nemico avrà un diverso modo di attaccare e difendersi, e per quelli più voluminosi sarà necessario effettuare una combo per metterli momentaneamente fuori combattimento. Sebbene l’Intelligenza Artificiale sia settata per non comportarsi in maniera esageratamente aggressiva mentre si cerca di eseguire la combo, le offensive dei nemici minori si rivelano pericolose ogni volta si provi ad “acchiappare” il più grosso. La parola “rischiare” è d’obbligo, dato che raramente durante tutta la durata del gioco un giocatore esperto vedrà la scritta “game over”. Pur settando la difficoltà maggiore (ce ne sono tre, più gli eventuali aiuti tattici) per finire Captain America supereremo le otto ore di gioco solo intestardendoci a trovare tutte le bobine, statuette e altri bonus sparsi per i livelli che ci permetteranno di comprendere meglio la storia, di acquisire delle abilità particolari e raccogliere punti. Giocando metà titolo a livello “normale” e l’ultima metà a livello “difficile”, raccogliendo solo i bonus che praticamente si paravano davanti e senza andarceli a cercare rompendo muri e cambiando strada, ci abbiamo impiegato sei ore e mezzo per finire il gioco, un valore non eccezionale per un titolo proposto sugli scaffali quasi a prezzo pieno. Se il livello di sfida è comunque adeguato, i livelli sono semplicemente troppi pochi. Come detto infatti, i combattimenti sono resi molto bene grazie soprattutto all’impossibiltà di saltare: per avere successo bisogna dunque puntare, parare, colpire a seconda dei nemici e dello spazio a disposizione. Si tratta di acquisire un buon ritmo anzicchè premere ripetutamente e velocemente il tasto “azione”. 
Le fasi acrobatiche hanno invece deluso le aspettative. Con la visuale tattica attiva, dei simboli compariranno vicino ai muri dove dovremmo compiere dei salti o altri volteggi per proseguire, premendo semplicemente il tasto adatto. In questi frangenti non sarà quasi mai possibile morire o fallire l’acrobazia, passeranno semplicemente dei secondi mentre Cap salterà elegantissimo da una trave ad un'altra sull’orlo del precipizio. 

L'estetica di Cap
Tecnicamente Captain America si dimostra tutto sommato al passo con gli standard attuali anche se, in alcune circostanze, a fatica. Il comparto grafico non fa gridare al miracolo, ma non si è nemmeno dimostrato particolarmente superficiale o scarno in certi punti. Ogni angolo delle ambientazioni è curato, tranne che per l’orizzonte di montagne e alberi che appare decisamente troppo statico e stona leggermente con il resto dei modelli. Unica nota veramente negativa risiede negli effetti legati al fuoco ed alle esplosioni, a cui si aggiunge uno sviluppo poco attento delle luci dinamiche: sia di notte che di giorno, la luminosità e le ombre si presentano sempre uguali. Le animazioni sono invece la parte meglio sviluppata del gioco e su questo gli sviluppatori SEGA hanno fatto centro. Ogni calcio e pugno presenta ottime movenze, e gli scontri e le acrobazie di Cap risultano spettacolari e decisamente cinematografiche, compensando così la ripetitività delle stesse. L’ambiente, di contro, è troppo statico ed in pratica gli oggetti distruttibili risiedono solo in alcune casse nascondenti dei bonus. L’IA è bilanciata discretamente, anche se risulta difficile spiegare perché in alcune circostanze i nemici riescono a scorgerci da grande distanza distanza, mentre in altri frangenti possiamo corrergli addosso ed eseguire comunque un attacco furtivo, purchè siano di spalle. I boss, pochi per la verità, sono carismatici e cattivi al punto giusto e per batterli avremmo bisogno prima di indebolirli con colpi e combo per poi dar loro il colpo di grazia, eseguendo le istruzioni che in tempo reale compariranno a schermo. Il comparto sonoro è abbastanza semplificato, forse troppo in alcuni frangenti, e non esiste una vera e propria soundtrack, a parte gli accompagnamenti. In ogni caso la sufficienza viene raggiunta grazie all'ottimo doppiaggio, quasi sempre in linea con il labiale.
Recensione Videogioco CAPTAIN AMERICA: IL SUPER SOLDATO scritta da JRED In conclusione Captain America non aggiunge, come prevedibile, nulla di nuovo nel panorama dei giochi d'azione, ma si fa valere grazie ad una buona giocabilità e ad un'ottima narrazione. Se siete appassionati del supereroe più patriottico che esista potete comprare il titolo, sicuri di apprezzare appieno la trama e di divertirvi per tutta la campagna.
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