Una delle caratteristiche che ha sempre contraddistinto
Capcom è la sua predisposizione a sfruttare i titoli di successo il più possibile. Successe con
Street Fighter 2, del quale uscirono svariate versioni per console ed arcade a cadenza annuale, e la storia non poteva non ripetersi con la nuova “gallina dalle uova d’oro” della società,
Street Fighter IV. Tralasciando i puristi del genere e quelli che non possono fare a meno di avere ogni versione del loro picchiaduro preferito, quanto vale la pena per un giocatore medio spendere quindici euro per questo DLC, o eventualmente comprare la versione scatolata che arriverà presto nei negozi?
Arcade PowerQuando uscì sul mercato
Super Street Fighter IV il produttore del gioco, Yoshinori Ono, aveva affermato che tutti gli sforzi di
Capcom erano stati rivolti a cercare di creare un titolo il quanto più possibile bilanciato, offrendo quindi un’esperienza di gioco unica nella quale non ci sarebbero state grosse differenze tra i vari lottatori, come invece accadeva per il primo episodio. Purtroppo la realtà portò di fatto ad avere un titolo molto difensivo e indirizzato a premiare tattiche attendiste, invece che incentivare chi rischiando, attaccava a testa bassa. Il constatare che tutto il lavoro svolto per equilibrare al meglio i vari incontri aveva reso l’esperienza di gioco in un certo senso poco divertente, ha spinto Ono ed il suo team a riprendere in mano il progetto
Street Fighter IV ed espanderlo con una nuova versione, inizialmente pensata solo ed esclusivamente per le sale giochi, ma infine giunta anche su Playstation 3 e Xbox 360. Il principio alla base di
Super Street Fighter IV Arcade Edition è lo sbilanciamento del gioco stesso nel tentativo di creare un sistema di combattimento il più offensivo possibile, per i puristi il classico
rushdown. Per realizzare ciò sono stati modificati molti aspetti di ogni personaggio già esistente, ma la grossa novità sono i quattro nuovi combattenti inseriti appositamente per quest’occasione.
Più cattivi che maiIn
Super Street Fighter IV Arcade Edition troviamo come novità i nuovi guerrieri ed il Canale Replay, che comprenderà una stanza per i giocatori
Elite nella quale visionare tutti i replay degli utenti con un punteggio molto alto, nella quale chiunque potrà accedere nella speranza di apprendere tutte le loro tecniche e combo o semplicemente per vedere come giocano i campioni. Per la prima volta nella serie dei titoli legati al quarto capitolo,
Capcom ha introdotto un nuovo combattente, la versione posseduta dal demonio di Akuma, che qui prende il nome di Oni. Sebbene abbia poco a che fare con il vecchio personaggio, visto che per la tipologia degli attacchi sembra più simile a Gouken, ci ritroveremo in mano un ibrido che farà del gioco aereo, grazie al suo
dash e agli attacchi ravvicinati, il proprio punto di forza. Nonostante l’aspetto, non sarà però così forte o spaventoso da affrontare, avendo anch’esso i suoi punti deboli. Resta però per i puristi, la novità più interessante di questo DLC, poiché è tutto da studiare ed analizzare per scoprirne i pro ed i contro. Contrariamente agli altri tre personaggi, che bene o male sono delle facce ben note a chi segue la scena dei picchiaduro. La versione demoniaca di Ryu è, come sempre da quando ha fatto la sua comparsa nella serie, un incrocio tra lo stesso Ryu ed Akuma. In questo titolo però ha una nuova mossa molto interessante, l’
Axe Kick, che gli permette di colpire con un calcio dall’alto verso il basso e di concatenare numerosi attacchi, il fastidiosissimo pugno medio, oltre che la possibilità di evitare alcune mosse avversarie. Già dalle prime partite si capisce che è stato studiato appositamente per il
rushdown e che i suoi utilizzatori dovranno cercare di pressare il più possibile gli avversari, anche perché il tallone d’Achille di Evil Ryu è la propria
stamina, davvero esigua, basteranno poche combo ben assestate per farlo fuori. Ciò che temevano in molti quando
Capcom annunciò l’arrivo dei fratelli diabolici di
Street Fighter III 3rd Strike è che si ripetesse la stessa storia del
prequel e che questi diventassero i nuovi
Top Tier, ovvero i personaggi più forti del gioco. Diciamo che le paure di molte si sono rivelate esatte, Yang è un lottatore molto tecnico e difficilmente verrà preso in considerazione da chi è alle prime armi o non ha conoscenza di cosa siano dei
link o la famosa
frame list. Il tempismo per riuscire ad effettuare le sue combo più efficaci sarà una delle caratteristiche che gli farà preferire alla maggior parte dei giocatori di livello medio il fratellino Yun. Quest’ultimo è davvero ciò che tutti si attendevano, una macchina da guerra bella e buona, ma per fortuna non proprio invincibile come in passato. Le sue caratteristiche fondamentali sono da ricercarsi nel
Dive Kick quasi invincibile, nella priorità delle sue mosse rispetto a quelle avversarie e cosa da non sottovalutare la possibilità di attaccare e pressare il nemico con la sicurezza di evitare punizioni anche se l’attacco gli viene parato. Ovviamente online e nelle partite classificate il personaggio spopola e lo incontrerete con cadenza matematica ogni tre per due.
Buff e nerf, tutto a casoCome detto in precedenza le quattro
new entry sono solo la parte visibile di tutti i cambiamenti fatti dal
team di Ono per cercare di rendere il gioco più aggressivo e divertente, la maggior parte delle novità, infatti, non sono visibili se non agli esperti di picchiaduro che hanno passato le ore su
Super Street Fighter IV. Per cercare di dare un po’ di pepe alle varie battaglie
Capcom ha ben pensato di indebolire certi lottatori e migliorarne altri, con risultati alterni e generando un malcontento generale dei fan per chi ha subito dei peggioramenti. Tra cambiamenti di
hitbox,
stamina e danno da
stun si noterà da subito che molte di queste novità sono state introdotte senza tenere conto di un criterio unico, ma spesso si ha l’impressione che alcuni lottatori, come Cammy ad esempio, abbiano subito dei cambiamenti in negativo senza una precisa logica, quando le stesse meccaniche sottratte loro sono rintracciabili in altri guerrieri e alcuni lottatori già forti come Fei Long. Molte sono le incongruenze che gli esperti noteranno ben presto. Anche i miglioramenti spesso sembrano superflui, se chi utilizzava Makoto si renderà subito conto di questi e gioirà, i vari T.Hawk
player, vista la nuova EX quasi inutile, dato che non è nemmeno
safe, resteranno perplessi. Brutte notizie anche per chi era abituato ad attivare la Ultra 2 di Rufus ogni volta che vedeva l’avversario saltare, ma anche per lo storico lottatore di sumo E.Honda che ha subito grossi cali. Non è stato risparmiato neppure il povero Ryu (abbandonato persino dal campione giapponese Daigo) che ora non potrà più scappare dall’angolo con il suo
tatsumaki aereo. Bene o male gli esperti vedranno immediatamente tutte le modifiche e cambieranno il loro stile di gioco adeguandosi alle novità, se non abbandoneranno del tutto il proprio vecchio
main per Yun. Purtroppo però restano sempre delle cose impossibili da fare in un picchiaduro con oltre trenta personaggi, una di queste è proprio rendere funzionale ogni
match up, cosi ci ritroveremo nonostante i potenziamenti fatti dai programmatori con i soliti lottatori che fanno numero e basta. Da sottolineare che, nonostante siano presenti le scene animate per le quattro nuove entrate, manca totalmente la loro modalità Prova, che aiutava non poco a conoscere ogni combo e meccanismo effettuabile attraverso quelle sfide e non dovendo ridursi a guardare solo video per apprenderne il sistema di gioco. Decisamente più superflua l’assenza delle sfide personali con altri personaggi non implementata nella modalità Storia.