Anteprima di Binary Domain

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Sega
  • Distributore:

     Halifax
  • Giocatori:

     1-2 multiplayer, 1 campagna
  • Data uscita:

     24 febbraio 2012 - 27 aprile 2012 PC
ASPETTATIVE
- Livello di IA elevato
- Sistema di hitbox eccezionale
- Ottima interazione tra i membri del gruppo
- Comandi vocali
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Update di Michael 'Kaname' Sartori - 17/11/2011
Milano – In occasione della ormai conclusa Games Week, abbiamo avuto modo di provare una build del gioco risalente a qualche mese fa. Nonostante lo stadio ancora piuttosto arretrato del gioco testato, il livello mostratoci ci ha permesso di acquisire familiarità con i comandi e con le meccaniche di gioco introdotte.

Inizialmente, è stato necessario scegliere da quali membri del gruppo venire accompagnati nella missione. Scelti i due personaggi che più sembravano fare al caso nostro abbiamo preso il controllo del protagonista Dan e ci siamo fatti strada verso il nostro obiettivo.
Il gameplay è apparso fin da subito molto fluido, con uno schema di controlli pressochè identico a quello di Gears of War. Assolutamente vitale l'uso delle coperture e l'assegnazione degli ordini ai proprio commilitoni. Tramite la pressione di un pulsante è possibile richiamare un menu a scomparsa in cui compaiono alcune tipologie di ordini da dare alla squadra per poter avanzare agevolmente tra gli scontri a fuoco. In occasione della demo, il Trust System era settato in uno stato di neutralità per cui, salvo indicazioni chiaramente impraticabili, i compagni rispondevano positivamente agli ordini assegnati. Il level design lineare non spiccava certo per varietà ma offriva comunque diversi approcci alle varie situazioni, ognuna delle quali si presentava diversamente grazie soprattutto all'ottimo sistema di hitbox che regola gli scontri. Colpire un nemico alla testa, infatti, non è più sufficiente per garantirne l'eliminazione in quanto la sua natura di robot gli consente di proseguire a combattere anche qualora venga menomato a più arti. Ovviamente, maggiori i danni strutturali inflitti al nemico minori erano le sue capacità offensive ma, in caso di superficialità nell'analisi della situazione, era possibile rischiare di compromettere l'intera missione.
Superati i numero scontri minori, si è giunti ad un'area di maggiore dimensioni in cui è stato necessario scontrarsi con un boss dalle imponenti dimensioni. Punti focali del combattimento sono stati l'interazione con i compagni e la necessità di indebolire la struttura del nemico prima di poter infliggere veramente dei danni.
Rispetto ai precedenti scontri, qui la coordinazione con i compagni è risultata di fondamentale importanza in quanto era possibile attaccare indisturbati il nemico mentre i compagni attiravano la sua attenzione e, viceversa, concentrare il fuoco su di lui mentre essi si ricaricavano o le armi o prendevano posizione in punti di strategica importanza.
La prova, purtroppo, è terminata in concomitanza con la distruzione del boss ma è stata comunque sufficiente per riconfermare le buone impressioni trasmesse dalla prove a cui si era precedentemente assistito.
Restano ancora dei dubbi sulla varietà delle ambientazioni e delle situazioni di gioco ma, per questo, bisognerà attendere un'ulteriore prova oppure direttamente la recensione del titolo che ricordiamo essere previsto per 17 febbraio prossimo.

Update di Valerio 'Folken' De Vittorio - 19/08/2011

Colonia - Dopo la prima apparizione all'E3 di Los Angeles, abbiamo avuto occasione di assistere ad una nuova presentazione di Binary Domain, l'interessantissimo nuovo titolo in via di sviluppo sotto la guida di Toshihiro "Yakuza" Nagoshi, al Gamescom di Colonia. L'occasione è stata sfruttata da SEGA per introdurre un'altra interessante feature in grado di donare ulteriore personalità e complessità al gameplay del gioco.

Io mi fido
La nuova intrigante peculiarità di Binary Domain si chiama Trust System, un processo che monitorerà costantemente ogni vostra azione, durante le frequenti sparatorie ma anche semplicemente quando dialogherete con qualcuno, e gestirà le complesse relazioni tra voi ed i membri del vostro gruppo. Ad ogni nuova assegnazione potete scegliere chi portarvi con voi, formando un team di tre elementi, un po' come in Mass Effect e proprio come nel titolo Bioware, le relazioni interpersonali tra voi ed i vostri commilitoni influenzeranno diversi aspetti del gioco. Durante le sparatorie può bastare un ordine sbagliato perché la fiducia di un vostro compagno venga messa a dura prova, così come una pessima scelta in un dialogo potrebbe rompere un legame. Una barra ben visibile nei menu di gioco dai quali gestirete il party, vi permetterà in ogni momento di verificare il grado di fiducia e di conseguenza di affidabilità di ogni personaggio. La dimostrazione ci ha permesso di osservare in azione le conseguenze sul gameplay, grazie a due fasi di gioco differenti una impostata con fiducia al minimo e l'altra con il valore al massimo. Nel primo caso durante le sparatorie è stato difficilissimo riuscire ad avere la meglio sullo scontro, con i compagni che non rispettavano la nostra leadership questionando ogni ordine, non fornendoci la giusta copertura ma anche semplicemente trattandoci in malo modo, con linee di dialogo scritte appositamente per sottolineare il loro atteggiamento "sfiduciato". Esattamente agli antipodi la seconda sequenza, che ha visto il party muoversi di copertura in copertura proprio come un team particolarmente affiatato, gli ordini venivano eseguiti e sconfiggere i robot è stato decisamente più fattibile, quanto meno soddisfacente da un punto di vista tattico viste le buone possibilità di coordinazione concesse dal titolo. Avere dei compagni che nutrono fiducia i noi non significherà comunque automaticamente che si potrà ordinare loro qualsiasi cosa. Posseggono sempre una intelligenza propria e se gli direte ad esempio di caricare quando tale strategia apparirà loro poco sensata, non solo non lo faranno ma potreste perdere dei punti fiducia.
Purtroppo il tempo concessosi si è esaurito troppo velocemente e non ci sono stati mostrati ulteriori dettagli sul gioco, ma Binary Domain si profila come uno sparatutto in terza persona al quale pare non manchi proprio nulla per riuscire a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto nell'affollato panorama, restituendo un po' di smalto all'industria giapponese tano in affanno in questa generazione. La miscela di ambientazione futuristica ispirata alla fantascienza di Asimov, meccaniche alla Gears of War, senza dimenticare uno stile tutto orientale, rendono questo uno dei titoli più promettenti dell'anno prossimo. Attendiamo ora di poterlo provare con mano, probabilmente già nei prossimi mesi. Restate con noi.
A cura di (FireZdragon) del
Los Angeles – Ad arricchire la line-up SEGA per il 2012 ci penserà Binary Domain, sparatutto in terza persona sviluppato dal team di Toshihiro Nagoshi, creatore di brand storici come Yakuza e Monkey Ball. Durante l'E3 2011 ci è stato mostrato un intero livello di gioco, fornendoci così l'occasione che aspettavamo per poter vedere con i nostri occhi lo stato di avanzamento dei lavori e osservarne i pregi e le peculiarità più rilevanti.

USA contro Giappone, la storia si ripete
Nel 2080 umani e androidi coesistono pacificamente ed il Giappone è diventato un leader mondiale nello sviluppo di tecnologie robotiche. Con un background narrativo del tutto simile a quanto raccontato in Io Robot di Isaac Asimov, la storia prenderà una svolta quando una società sconosciuta introdurrà sul mercato per la prima volta un androide con emozioni e sembianze umane, cosa assolutamente vietata da una legge internazionale.
Gli Stati Uniti d'America, indispettiti dalla situazione, decidono dunque di inviare una task force di specialisti nella Terra del Sol Levante in modo da alzare il velo su questo mistero e punire i responsabili. Infiltrarsi sul territorio, tuttavia, non sarà una cosa semplice visto che lo stesso governo giapponese cercherà di ostacolare la missione vivendo la cosa come una vera e propria invasione esterna. Vestiti i panni del capitano Dan, all'inizio di ogni missione, avremo la possibilità di scegliere, tra un ventaglio di una decina di compagni, altri due membri della squadra da portare con noi. Durante questa presentazione ve ne erano disponibili solo quattro, un energumeno americano, un cecchino coreano e due specialisti inglesi. Ogni personaggio, come nel più classico dei casi, sarà dotato di un armamentario diverso rispetto agli altri, avrà punti salute differenti e abilità particolari, in modo da poter variare agevolmente le capacità del team in base all'obiettivo da portare a termine. Per questa dimostrazione la scelta è ricaduta sui due soldati inglesi, bilanciati ed indicati per la missione di infiltrazione che stava per essere intrapresa.

Stringimi forte!
Binary Domain si presenta come un classicissimo TPS con tanto di sistema di coperture mutuato da titoli più blasonati come Gears of War, decine di nemici da affrontare contemporaneamente ed energia auto rigenerante. Le influenze derivate da Vanquish sono inoltre evidenti ed il titolo lo ricorda nei colori, negli effetti speciali ed anche per l'approccio alle battaglie caotico e fracassone, anche se non ancora ai livelli del titolo dei Platinum Games.
Se dal punto di vista stilistico e da quello delle meccaniche di base quindi, Binary Domain sembra adagiarsi ad uno standard ormai comune al genere, vedendo il gioco in azione sono emersi altri interessantissimi dettagli che permetteranno all'ultima fatica di Toshihiro Nagoshi di emergere dalla massa. Punto focale dell'intera produzione è la complessità delle hitbox dei robot nemici, studiate a tavolino per reagire in maniera differente ad ogni colpo subito. Scordatevi dunque di poter eliminare gli androidi con semplici colpi alla testa: questi una volta decapitati continueranno a sparare all'impazzata verso qualsiasi bersaglio in movimento. Potrà capitare dunque che nella bagarre del combattimento i nemici inizieranno a spararsi tra di loro dandoci il tempo necessario di elaborare una nuova tattica di attacco e permettendoci al contempo di risparmiare munizioni. Colpendoli con precisione ad un braccio potremo invece fargli cadere l'arma equipaggiata che non tarderanno tuttavia a raccogliere con l'arto ancora sano. Inarrestabili come dei veri e propri Terminator i nostri avversari non si arrenderanno nemmeno dopo avergli fatto saltare per aria la parte inferiore del corpo e si trascineranno verso di noi cercando di afferrarci e stringerci in una morsa mortale. L'intelligenza artificiale sarà dunque il punto di svolta del titolo e, a seconda della sua realizzazione, potrebbe significare un successo eclatante o lasciare questo sparatutto nel limbo dei titoli mediocri.
La gestione certosina delle hitbox si è rivista anche nel combattimento di fine livello contro un boss gigantesco. Armati di lanciarazzi, il nostro obiettivo era quello di far saltare le coperture alle giunture di questo aracno-robot e riuscire a farlo collassare su sé stesso. La cosa tuttavia è risultata più difficile del previsto dato che il nemico era capace di appoggiarsi ai palazzi circostanti per evitare di cadere e nel frattempo continuava a martellarci con missili e cannonate. Gli sviluppatori hanno assicurato che lo scontro prevede decine di punti di attacco differenti ed ogni battaglia potrebbe richiedere una tattica di approccio diversa a seconda della nostra posizione e dell'enviroment circostante.

Curati da solo...
Il discorso dell'intelligenza artificiale evoluta si ripercuoterà anche sui nostri compagni di missione, in grado di sviluppare un valore di fiducia in base alle scelte intraprese ed alle azioni compiute: fornirgli medikit o aiutarli nei momenti di difficoltà farà si che questi corrano in nostro aiuto e ci coprano le spalle con del fuoco di soppressione nel momento del bisogno, ignorarli invece provocherà un effetto contrario e potrebbe portarli addirittura a rifiutare i nostri ordini diretti.
Binary Domain sarà compatibile con Kinect e supporterà i comandi vocali. Esattamente come in Mass Effect 3 potremo chiedere ai commilitoni di avanzare, fare fuoco su un bersaglio specifico o portarci munizioni e kit medici. Queste funzionalità potranno essere sfruttate anche da chi non possiede la periferica targata Microsoft ma è dotato tuttavia solo di un normalissimo microfono, cosa che, solitamente, non è contemplata dagli altri giochi.
Durante questa breve demo di dimostrazione la morte è sopraggiunta almeno una decina di volte, indicando un livello di difficoltà più che discreto che speriamo non venga limato in fase di rifinitura così da proporre ai giocatori un titolo ostico al punto giusto ed in grado di offrire una sfida capace di tenere impegnati a lungo.
Recensione Videogioco BINARY DOMAIN scritta da FIREZDRAGON Binary Domain è partito un po' in sordina ma è riuscito ad emergere grazie ad un comparto tecnico più che discreto e ad un'intelligenza artificiale ben studiata. L'intricato sistema di hitbox e la buona varietà di situazioni mostrate durante le battaglie potrebbero essere i punti di forza di questo nuovo sparatutto in terza persona che promette di portare sulle nostre console HD un concentrato di azione e tatticismo. Il titolo è atteso per il prossimo febbraio e questa prima prova ci ha convinto a seguirne lo sviluppo da vicino: le premesse per un titolo di successo ci sono tutte, non ci resta che confidare nel lavoro svolto da Toshihiro Nagoshi e dal suo team.
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