Anteprima di Transformers: Dark of the Moon
PS3, WII, Xbox 360

Copertina Videogioco
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     High Moon Studios
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 10 (multiplayer online)
  • Data uscita:

     24 Giugno 2011
ASPETTATIVE
- Storia originale
- Gameplay solido
- Ancora tante novità da annunciare
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Update di Andrea 'andymonza' Porta - 27/05/2011
Londra - Il recente showcase Activision tenutosi nella capitale inglese ci ha permesso di provare con mano la modalità multigiocatore di Transformers: Dark of the Moon, chiudendo così un ciclo di hands on in vista dell'ormai prossima recensione.
Così come la campagna singolo giocatore, anche le modalità competitive online hanno rivelato nette affinità con quanto già visto in War for Cybertron un anno fa, evidenziando come i ragazzi di High Moon Studios abbiano deciso di non correre rischi, mantenendo sostanzialmente intatta la buona formula del predecessore. L'unica modalità disponibile per la prova diretta era il classico Deathmatch tutti contro tutti, da disputarsi su due mappe, una ambientata tra le rovine di una grande città degli states, l'altra in un paese di montagna.
Torna naturalmente la possibilità di sceglire una tra quattro classi ad inizio match, tra Scout, Commander, Hunter e Warrior. Ognuna di esse è legata ad uno specifico personaggio, diverso a seconda che ci si schieri dalla parte degli Autobot o dei Decepticon. Per quanto la scelta della classe già di per sè influisca sul gameplay, vi sono ulteriori possibilità di personalizzazione, tra cui la selezione di differenti armi primarie, oltre naturalmente agli immancabili perk ed abilità speciali.
Una volta in azione, il gameplay si è rivelato ancora una volta frenetico e fortemente improntato sull'utilizzo strategico delle abilità speciali, le quali necessitano di un breve tempo di ricarica tra un utilizzo e l'altro, e della trasformazione. Soprattutto quest'ultima riuslta fondamentsle da padroneggiare, in quanto ogni robot godrà di diversi vantaggi e svantaggi a seconda che si trovi nella sua forma nativa, oppure camuffato da veicolo. Nel primo caso la navigazione delle mappe sarà infatti più lenta, ma il puntamento dei nemici più agile, mentre la forma automotiva garantirà spostamenti più veloci ed una migliore resistenza ai danni.
Seppur ancora soggetto a sistemazioni dell'ultimo minuto, discreto ci è sembrato il bilanciamento delle differenti classi, per quanto gli Hunter ed i Warrior - in grado di trasformarsi rispettivamente in jet militari ed in carri armati - ci siano apparsi leggermente avvantaggiati rispetto alle restanti due, i primi per la possibilità di dominare il campo di battaglia dall'alto, i secondi per la notevole potenza di fuoco. Altra caratteristica che meriterebbe qualche attenzione da parte degli sviluppatori è la notevole quantità di energia vitale a disposizione dei diversi robot, che porta alcuni scontri a protrarsi eccessivamente, con il conseguente rischio di creare caos sul campo di battaglia.
Se il lavoro di bilanciamento verrà svolto con cura, Dark of the Moon potrebbe rivelarsi un tie in comunque sopra la media, mancante tuttavia dell'elemento novità offerto da War for Cybertron. Completo di una campagna singolo giocatore interessante per tutti i fan delle pellicole e di un comparto multigiocatore destinato a tenere impegnati i giocatori per molti mesi a venire, rimane senza dubbio da tenere d'occhio da parte degli appassionati del marchio Hasbro.
A cura di Luca Forte (drleto) del
Parigi - Di Transformers Dark of the Moon abbiamo già parlato approfonditamente durante la GDC di San Francisco, evento durante il quale il titolo High Moon Studios si è mostrato per la prima volta. Grazie ad un secondo evento internazionale, questa volta organizzato nella capitale francese, abbiamo potuto provare con mano il gioco, oltre che venire a conoscenza di nuove informazioni sul titolo, previsto per il prossimo 24 giugno.

Un po’ di ripasso
Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, Transformers Dark of the Moon non si presenta come il classico tie-in del film. Nonostante ne riprenda pedissequamente la titolazione, il prodotto Activision si pone come anello di congiunzione tra le vicende narrate nel secondo e quelle che vedremo nel terzo capitolo della saga, per non togliere al giocatore (o al cinefilo) il piacere di scoprire la storia narrata su di un media o sull’altro.
Nel prodotto qui preso in considerazione avremo a che fare con una situazione piuttosto inusuale, ovvero con i Decepticon intenti a leccarsi le ferite dopo la bruciante sconfitta subita in La Vendetta del Caduto. Gli Autobot non possono che essere preoccupati di questa pace, evidente sintomo che i malvagi robot stanno progettando qualcosa di losco. In effetti Soundwave controlla dalla sua postazione privilegiata tutte le comunicazioni del mondo (ricordiamo come si sia installato su di un satellite), avvisando i suoi compagni di eventuali attacchi ed imboscate. Proprio in una situazione similare dovrebbe aprirsi il gioco: un piccolo gruppo di Autobot sta facendo una ricognizione in una base artica, nella quale sono state rinvenute tracce Decepticon, in realtà la locazione brulica di robot avversari e dovremo aiutare Bumblebee ad uscire incolume dall’imboscata.

Costanza
Il gameplay, pad alla mano, ricalca fedelmente quanto visto in War for Cybertron. La visuale è rigorosamente in terza persona e ci permette di addentrarci in livelli pieni zeppi di nemici da abbattere a suon di proiettili laser o possenti colpi da mischia. La forma robotica ci permette infatti di guidare un guerriero antropomorfo pesantemente corazzato e dotato di armi a lungo raggio dalla notevole potenza. La forma veicolare, invece, ci rende decisamente più veloci ed agili, e a partire da questo Transformers Dark of the Moon ci permette anche di poter avere a disposizione una discreta potenza di fuoco. Un'altra sostanziale differenza con le autovetture che giornalmente circolano per le nostre strade è che i veicoli saranno in grado anche di saltare e compiere uno strafe laterale. Nella breve sezione provata non c'era spazio per molto altro che sequenze di combattimento continue, intervallate da brevi fasi di spostamento. Una volta arrivati nella seguente arena abbiamo dovuto decidere come approcciare l'azione, se nella classica forma robotica o in quella ibrida, oppure passare velocemente, tramite la pressione di un singolo tasto, da una forma all'altra. L'obiettivo è disegnare ogni livello intorno ad un robot specifico e alle sue caratteristiche al fine di spezzare l'azione. Si tratterà sempre di combattere, ma lo si farà in modo profondamente diverso: Bumblebee è veloce e poco potente, l'esatto contrario di Ironhide lento, ma estremamente forte. Starscream sarà il protagonista di un livello in pieno stile Afterburner, corredato da un boss finale enorme, da battere atterrando sulla sua schiena, mentre Laserbick è sì un robot volante a forma di volatile, ma le sue dimensioni più contenute lo renderanno protagonista di missioni al chiuso, nelle quali sfruttare la propria agilità.
La principale novità presentata è però Mirage, un Autobot davvero particolare, che predilige un approccio furtivo al confronto diretto. Questo grazie alla capacità di diventare invisibile, estremamente utile per piombare alle spalle di qualche nemico per poi finirlo con un unico colpo alla schiena. Ad una prima visione le meccaniche stealth sono parse piuttosto semplificate, anche per via di un'intelligenza nemica non particolarmente raffinata, che non reagirà reattivamente anche quando verremo scoperti. Il livello provato presentava come sfondo una foresta tropicale, le cui rovine maya nascondono una base Decepticon. Il nostro compito è stato rubare ai guardiani le chiavi d'accesso al portone principale ed infiltrarci al suo interno. Ogni missione appare dunque chiaramente plasmata intorno al robot protagonista, elemento possibile grazie ad un fluire della trama unico, che di volta in volta ci metterà nei panni di una fazione o di un'altra, fino al confronto finale che apre le porte agli avvenimenti che vedremo al cinema.

Futuro
La distanza che ci separa dalla pubblicazione potrebbe servire ai ragazzi di High Moon Studios per rifinire alcuni elementi del gioco ancora non perfetti, come per esempio il comparto tecnico, solido, ma non particolarmente ispirato o particolareggiato, soprattutto nei fondali. Discorso diverso per quanto riguarda i robot, come d'abitudine molto precisi e ben animati, decisamente simili alla controparte cinematografica. Inoltre gli sviluppatori devono ancora svelare uno dei punti di forza del precedete capitolo, ovvero la modalità multigiocatore, che promette di essere decisamente divertente e completa, soprattutto per coloro che non hanno ancora le credenziali, d'età o di abilità, per confrontarsi nelle arene di Call of Duty.
Recensione Videogioco TRANSFORMERS: DARK OF THE MOON scritta da DRLETO Transformers Dark of the Moon si conferma un prodotto che gli amanti dei robot Hasbro o dei precedenti videogiochi della serie dovrebbero tenere in considerazione per via, da una parte della cura e dell'amore con la quale gli sviluppatori di High Moon Studios trattano la licenza, e dall'altra per il fatto che la discreta formula passata è stata mantenuta pressoché invariata, fatto salvo per qualche piccolo cambiamento che non dovrebbe andare ad incidere sulla qualità complessiva del prodotto. Coloro che non fanno parte di queste due categorie subiranno meno il fascino dei Transformers e quindi dovranno valutare se questo action leggero e spettacolare farà per loro. Rimanete con noi per il giudizio finale.
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