Recensione di Swarm

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     Hothead Games
  • Costo:

     1200 ms points
  • Data uscita:

     PSN 22 marzo- XBoxLiveArcade 23 marzo
8.0
Voto lettori:
8.8
- Giocabilità che coinvolge fin dai primi minuti di gioco
- Level design magistralmente realizzato
- Uccidere non è mai stato cosi divertente
- Nessuna modalità multiplayer
- Crea assuefazione
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A cura di Roberto Crespi (Slice) del
Il mercato Arcade, se lo si va ad analizzare con attenzione, è forse quello che in termini di innovazione ha dato di più all’attuale generazione videoludica. Potrà sembrare paradossale, ma titoli come Limbo, Braid, Castle Crasher e molti altri, hanno regalato gioie genuine e originali agli amanti del videogioco. Oltre ad offrire innovazione, un altro grande pregio di questa forma di intrattenimento è la capacità mostrata in certi casi di reinventare in chiave moderna tipi di gameplay già visti in passato. Proprio in questa direzione si sono mossi i ragazzi di Hothead games – già realizzatori dei due DeathSpank – andando a rinverdire un genere videoludico che ricorda il concetto di “movimento di massa” tanto caro a titoli come Lemmings e Pikmin.
Il concept dietro al gioco è tanto semplice quanto geniale: dovremo cercare di portare da un punto A ad un punto B un gruppo di 50 swarm, piccoli alieni bluastri dall’espressione che non lascia dubbi sulla loro stupidità, cercando di salvarne il più possibile. L’originalità del titolo risiede ovviamente in tutto quello che succede tra il punto di partenza e quello di arrivo.

Uccidere non è mai stato così divertente!
La prima grande differenza rispetto ai classici di questo genere è che il gruppetto di 50 alieni sarà gestito direttamente da noi tramite l’analogico di sinistra. Ma quello che rende Swarm ancora più divertente e innovativo – distaccandosi completamente da tutto quello che si era visto prima - è che lo stesso gioco durante lo svolgimento del livello ci invoglierà a uccidere o a lasciar morire i nostri mostri nelle maniere più sadiche e assurde possibili. Ad incentivare tale pratica troveremo un punteggio che ci ricompenserà per le migliori uccisioni e addirittura dei riconoscimenti chiamati “medaglie della morte”, che premieranno la nostra cattiveria nei confronti dei mostriciattoli. Quello che lascia spiazzati (in positivo) nel gioco è proprio il level design: tutti i livelli saranno disseminati di trappole, seghe elettriche, bombe e molti altri marchingegni della morte che continueranno a farvi morire swarm su swarm senza alcuna preoccupazione. La paura di perdere tutti i mostriciattoli sarà mitigata dalla presenza di diversi crateri blu disseminati nello schema di gioco che ripopoleranno il vostro gruppetto.
Parlando strettamente di gameplay, alla nostra truppa potremo far compiere diverse azioni. Con RT, ad esempio, potremo raggruppare tutti i mostriciattoli per farli passare in sezioni strette o precarie, con LT invece potremo sparpagliarli sul campo per riuscire a premere contemporaneamente dei bottoni che serviranno ad aprire dei cancelli. Oltre a queste semplici mosse potremo far compiere delle vere e proprie evoluzioni al gruppo, come creare una piramide di swarm per raggiungere sezioni piuttosto alte, o far loro prendere la rincorsa così da spiccare salti più lunghi. Tutte queste azioni torneranno utili vista la costruzione dei livelli, decisamente ben realizzata. Oltre a tutto questo, le sezioni di gioco saranno disseminate di pezzi di DNA e atomi che dovremo raccogliere per incrementare il nostro punteggio. I pezzi di DNA, in particolare, sono posizionati in zone a volte ostiche da raggiungere e difficilmente riusciremo a raccoglierli tutti alla prima tornata, incentivando cosi il fattore rigiocabilità e aumentando conseguentemente la longevità del titolo. Menzione d’onore meritano gli scontri con i boss – due in totale – che sono tra i più originali visti in un videogioco dell’ultimo periodo, in cui dovremo usare tutte le peculiarità dei nostri swarm per abbattere dei nemici giganti che tenteranno di impallinare, tagliare, affettare o bruciare il nostro gruppo.

Tecnicamente parlando
Sotto il profilo tecnico il titolo usa una palette di colori con tonalità molto accese e molto carichi, tanto da far assumere al design generale un look tipicamente cartoon. La scelta degli sviluppatori è stata azzeccata, a nostro modo di vedere, inoltre, l’aspetto cosi volutamente scanzonato, attenua e fa da contraltare all’esagerata violenza gratuita di cui il titolo è intriso. I modelli poligonali svolgono in maniera discreta il loro lavoro, inserendo la grafica del titolo nella media di quello che offre attualmente il mercato Arcade. Lo stesso si può dire del comparto audio, fatto di musichette abbastanza anonime che hanno però il pregio di non essere mai noiose né di tediare mai il giocatore. Assolutamente sopra le righe invece è la realizzazione dei vari effetti particellari, come fuoco ed esplosioni, di cui il titolo fa largo uso. Realizzati in maniera davvero impeccabile e bellissimi da vedere.
Data la sua natura, Swarm non offre un comparto multiplayer: l’unica cosa che potremo sfruttare online sono le leadboard, all’interno delle quali saranno registrati i punteggi totalizzati nei vari livelli, così da permetterci di confrontarli con i nostri amici.
Il titolo, completamente in Italiano, è disponibile sul Marketplace e su PSN Store al costo di 1200MS, (quasi 15 euro). Calcolando che se si esclude il fattore rigiocabilità per portarlo a termine ci vorranno più o meno 6/7 ore di gioco, la longevità e completezza del prodotto giustificano appieno il prezzo.
Recensione Videogioco SWARM scritta da SLICE Swarm è un titolo originale, fresco e assolutamente divertente. La formula di gioco, per quanto già vista in passato, è stata totalmente rivoluzionata e intrisa di una violenza dissacrante che, a conti fatti, risulta essere assolutamente funzionale al titolo, che vi assicuriamo vi farà tenere le mani incollate al pad e nel contempo vi strapperà più di un sorriso.
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