Recensione di Tiger Woods PGA Tour 12 The Masters

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3, WII, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Electronic Arts
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Inglese
  • Data uscita:

     1 aprile 2011 - 6 Settembre 2011 Pc e Mac
7.5
Voto lettori:
9.0
- I fratelli Molinari
- I caddie sono una grande novità per i non esperti
- Tanti percorsi
- Comparto tecnico datato
- Sonoro anonimo
- Poche novità di rilievo dal punto di vista del gameplay
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A cura di Luca Forte (drleto) del
La serie Tiger Woods PGA Tour, esattamente come il campione in copertina, non sta vivendo un periodo particolarmente esaltante, complice soprattutto la staticità del gameplay e del comparto tecnico che la contraddistingue da ormai diverse stagioni. Per continuare a convincere i tanti fan di questo sport ad investire i loro sudati risparmi i ragazzi di EA Canada hanno pensato di affiancare all’atleta di Cypress la licenza di alcuni dei più prestigiosi tornei professionistici mondiali. Lo scorso anno fu il turno della Ryder Cup (vinta dalla compagine europea), quest’anno tocca invece al The Masters Tournament capeggiare in copertina, che come ogni anno si terrà sul prestigioso percorso di Augusta e vedrà partecipare i migliori golfisti a livello mondiale.

The Masters
A differenza dell’anno passato, nel quale alla Ryders Cup era dedicata una modalità specifica ed era stata inserita “a forza” nella classica carriera, la licenza dei Masters è stata usata in maniera pervasiva, andando a modellare le diverse modalità di gioco intorno a questo torneo. La carriera si trasforma dunque in Road to the Masters, ovvero un cammino che porterà il nostro alter ego (creato ex-novo o tramite il classico Photogameface) ad affrontare una serie di tornei sempre più impegnativi fino a conquistare l’accesso ad Augusta. Si parte dai tornei amatoriali per salire progressivamente di categoria, in base ai vostri risultati. Vincendo uno dei quattro tornei amatori, per esempio, si passerà immediatamente al gruppo di eventi successivo, altrimenti occorrerà classificarsi tra i primi dieci in tre di essi, oppure, come ultima possibilità, gli atleti meno performanti guadagneranno l’accesso solo partecipando a tutte le competizioni. Contemporaneamente sarà possibile affrontare modalità parallele, per esempio le classiche della serie come Bingo Bango Bongo o competizioni per guadagnarsi i favori degli sponsor, grazie alle quali attingere ad un maggior numero di punti esperienza o sbloccare gadget in grado di migliorare i vostri atleti. Le statistiche saranno le medesime dello scorso anno (Potenza, precisione, controllo e abilità col putter), ma sembrano decisamente più impattanti sul vostro gioco: migliorare la propria abilità consentirà di minimizzare gli errori legati non tanto alla vostra esecuzione materiale del colpo, quanto alle capacità dell’atleta di eseguirlo nella maniera ideale. Queste statistiche influenzano sia la capacità di lettura della buca (fondamentale sui green con il cursore che indicherà con maggior precisione dove indirizzare la pallina) sia l’ampiezza del reticolo di mira, ovvero un’area circolare evidenziata sul percorso che racchiude lo spettro di possibilità di riuscita del tiro, più o meno preciso in base a questi parametri.
Se da questo punto di vista le novità rispetto all’edizione precedente non sono così rilevanti da giustificare la spesa, i meno esperti, per esempio coloro che si sono avvicinati a questo sport invogliati dalle prestazioni dei fratelli Molinari, presenti in questa edizione tra le guest star, gradiranno l’introduzione del caddie, ovvero un metodo per suggerire al giocatore come approcciare la buca, senza particolari conoscenze sulla regolazione dello spin o sull’incidenza del vento. Similmente a quanto sperimentato con il Gameflow di Madden 11, prima di ogni tiro potrete scegliere tra un paio di opzioni (solitamente tra tiro rischioso, tiro sicuro e colpo personalizzato) che vi consentiranno di avvicinarvi in maniera veloce e fluida alla buca. Il sistema è studiato per non dare, da una parte, il colpo migliore in assoluto (che renderebbe troppo marginale il ruolo dell’utente) e dall’altra per offrire un buon modo di approcciare il gioco anche a coloro senza adeguate basi. Questi, portando a termine determinati obiettivi (fare un birdie alla buca X, o sparare un drive oltre la distanza Y), saranno persino in grado di migliorare le conoscenze del caddie, che renderà i sui suggerimenti sempre più ficcanti. Se quest’ultimo avesse anche spiegato il motivo delle sue scelte e delle sue regolazioni, Tiger Woods PGA Tour 12 The Masters avrebbe potuto anche diventare un interessante strumento di divulgazione dello sport, oltre a permettere, a coloro all’asciutto dei fondamentali, di imparare come regolare autonomamente il proprio swing svezzandosi dall’aiutante.
La licenza dei Masters (ricordiamo che si svolgono la prima settimana piena di Aprile) è stata sfruttata anche per dare al giocatore la possibilità di rivivere alcuni colpi storici del passato di questo torneo, molti dei quali legati proprio a Tiger Woods.
Gli amanti delle competizioni tra nazioni possono invece contare sulla President Cup, ovvero il trofeo che si alterna con la –più affascinante- Ryders Cup, e che vede i giocatori statunitensi sfidare atleti dal resto del mondo. I percorsi licenziati sono 16, più almeno altrettanti disponibili tramite DLC a pagamento. Tra questi segnaliamo St Andrews, Pebble Beach, Liberty National o il Celtic Manor. I DLC a differenza degli scorsi anni saranno giocabili direttamente nella modalità carriera, ma appariranno come eventi, che se non posseduti, faranno “perdere del tempo virtuale” al nostro golfista. La versione Nintendo Wii, pur non disponendo del servizio download, si presenta con ben 25 percorsi direttamente su disco.

Questione di controlli
Non saranno solo i percorsi a differenziare la versione Nintendo dalle altre, ma anche l’introduzione della balance board per leggere ancora più accuratamente i movimenti del giocatore oltre che la presenza di alcuni party game, come il minigolf o il disc golf, dedicati principalmente alle serate in compagnia piuttosto che a coloro che sono alla ricerca della simulazione perfetta. I controlli rimangono molto precisi e soddisfacenti, al pari di quelli possibili su PS3 tramite Playstation Move. Il neonato controller di movimento si conferma molto preciso e una valida alternativa ai comandi analogici o al classico sistema a tre click. Rispetto alla versione Nintendo quella per console HD vanta una più profonda modalità online, che si concretizza spesso e volentieri nel Gamernet, ovvero sfide giornaliere di ogni tipo e su ogni percorso che vi mettono in competizioni con altri giocatori. Queste andranno dal drive più lungo al ferro più preciso e permettono di guadagnare punti esperienza aggiuntivi. La versione Xbox 360 risulta dunque quella più povera e “classica” non potendo contare da una parte sui percorsi gratuiti aggiuntivi e dall’altra sui controlli di movimento.

Questione di staticità
Uno degli aspetti più “misteriosi” di Tiger Woods PGA Tour 12 The Masters (oltre al nome lunghissimo) è il comparto tecnico, sicuramente non esaltante, che contraddistingue la produzione. Il prodotto EA Canada, oltre ad essere molto simile al capitolo precedente, soffre in alcune occasioni di cali di frame rate che vanno a rovinare l’impatto estetico generale, comunque di ottima fattura grazie ad una restituzione fotorealistica dei diversi percorsi e dei campioni in licenza. Si segnalano anche tempi di caricamento decisamente più performanti, oltre che una telecamera meglio programmata in grado di mostrare sempre piuttosto chiaramente ogni nostro tiro.
Anonimo il comparto audio formato da musiche molto soft e rilassanti che è stato preferito ad una colonna sonora più varia ed intrigante. Buona invece la telecronaca ad opera di Jim Nantz e David Feherty.
Recensione Videogioco TIGER WOODS PGA TOUR 12 THE MASTERS scritta da DRLETO Con Tiger Woods PGA Tour 12 The Masters la serie EA mostra chiaramente il peso degli anni, nonostante la licenza dei Masters e l’introduzione del caddie siano due novità piuttosto valide. Il prodotto EA rimane comunque un acquisto imprescindibile per gli amanti di questo sport (ed anche l’unico possibile, ad eccezione della serie Everybody’s Golf), ma necessita, nell’immediato futuro, di uno sforzo maggiore per provare a cambiare l’approccio alla disciplina, forse un po’ troppo stanco e rilassato come il suo testimonial.
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