Recensione di Stoked: Big Air Edition

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PC, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     Bongfish
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     Inverno 2011
- Tecnico e complesso
- Molti eventi
- Effetti atmosferici di qualità
- Manca un senso di progresso
- Collisioni poco precise
- Difficoltà mal bilanciata
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A cura di (andymonza) del
Dopo i fasti vissuti su Playstation 2 ed Xbox il genere dei videogiochi dedicati allo snowboard si è preso una lunga pausa, interrotta solo dal discreto capitolo firmato Shaun White. Sembra però che il 2011 sia destinato a portare con sé nuove occasioni per inforcare le tavole virtuali: con il nuovo SSX: Deadly Descents annunciato e questo Stoked: Big Air Edition i fan dello sport non avranno certo di che annoiarsi.

Non per tutti
Elitario, di nicchia e per pochi. Questi tre aggettivi si adattavano perfettamente al primo originale Stoked, rilasciato negli Stati Uniti circa un anno e mezzo fa. Consapevoli delle buone potenzialità del prodotto, i ragazzi di Destineer hanno dunque rilasciato circa quattro mesi fa la Big Air Edition, una storta di versione ampliata, riveduta e corretta dell’originale. Oltre a qualche contenuto aggiuntivo – sotto forma di due nuove montagne da esplorare e diverse sfide inedite – il lavoro degli sviluppatori si è concentrato soprattutto sul rendere l’ostica formula di gioco più accessibile al pubblico: per quanto il gameplay ed i controlli siano rimasti invariati, a subire modifiche è stata soprattutto la formula free roaming che caratterizzava il predecessore: mentre in precedenza per accedere alle diverse sfide era necessario scovarle una ad una aggirandosi liberamente per le vaste ambientazioni – operazione senza dubbio evocativa, ma decisamente scomoda e poco fruibile – grazie ai rinnovati menu della Big Air Edition i giocatori avranno tutte le attività a disposizione in pochi click. Queste ultime si presentano equamente divise tra le classiche sessioni di trick proposte in diverse varianti – in alcune dovrete effettuare determinate evoluzioni nella giusta sequenza, in altre sarà necessario ottenere buone performance in specifici punti così da farsi fotografare – e le gare di velocità, dove contro un unico avversario vi troverete a scendere a velocità folli per tagliare primi il traguardo. Sin dal tutorial, purtroppo non completissimo ed a volte poco chiaro, è facile notare come Stoked rinunci chiaramente alla spettacolarizzazione dello sport voluta da titoli affini, in favore di un certo realismo, che pur non aderendo completamente al concetto di simulazione colpisce duro il giocatore con una curva di difficoltà tutt’altro che dolce. I controlli, che non a caso ricordano da vicino quelli di Skate, per quanto non eccessivamente complicati richiederanno una buona dose di pratica prima di garantire buoni risultati, anche di fronte alle evoluzioni più semplici. Se a questo si aggiunge il fatto che la scarsa cura nella presentazione dei menu e nella contestualizzazione dei moltissimi contenuti tendono a spaesare ulteriormente il giocatore durante le prime ore, risulta evidente come l’approccio a Stoked richieda molta pazienza, senza offrire almeno inizialmente nulla in cambio.

Sulla tavola
Una volta padroneggiati a dovere i controlli – operazione che richiederà inevitabilmente qualche ora di sincero impegno - Stoked offre indubbiamente sensazioni piacevoli: per quanto gli appassionati di titoli dall’impostazione più arcade sentiranno indubbiamente la mancanza dell’immediatezza della risposta ai controlli, lo stile realistico della simulazione regala esecuzioni tecniche e tutto sommato precise, fornendo al giocatore tutti gli strumenti necessari senza complicare eccessivamente le sequenze di tasti da premere sul pad. Le sfide, da completare liberamente e senza una precisa sequenza, si presentano come brevi sessioni in cui portare a termine brevi sequenze di trick (a volte anche solo uno sarà sufficiente) indicate progressivamente a schermo. Anche in questo caso, un po’ di pratica sarà necessaria, al fine di imparare e ricordare i nomi delle varie evoluzioni: inizialmente, il compito sarà facilitato dalla presenza dell’immagine di un pad in sovraimpressione che evidenzierà dinamicamente i tasti da premere, ma nelle fasi di gioco più avanzate tale aiuto verrà meno. Importantissimo da padroneggiare sarà il tempismo ed il controllo della posizione della tavola quando vi troverete in aria, pena l’errata conclusione dei salti, che potrà tradursi in un punteggio ridotto o in un immediato respawn, con conseguente perdita di tutti i punti e moltiplicatori fino a quel momento accumulati. Trick dopo trick, attirerete l’attenzione degli sponsor: si tratta più che altro di un pretesto per proporre sfide più complesse ed articolate, senza particolari contestualizzazioni a livello di trama – sostanzialmente inesistente – né particolari implicazioni a livello di gameplay. Accumulando buoni punteggi si andrà via via a sbloccare le diverse montagne (tutte realmente esistenti), accedendo così a sfide sempre nuove. Come già accennato, a mancare davvero è una struttura soprastante che faccia da collante per l’esperienza, ridotta ad una mera sequela di brevi sessioni, priva di un vero senso di progresso e conquista. Poco male se quello che vi interessa è stare in pista a dare il meglio di voi, ma l’incedere ne risulta indubbiamente danneggiato, e rischierà alla lunga di annoiare anche gli snowboarder più incalliti. Stesso discorso per la personalizzazione: per quanto l’abbigliamento e le tavole siano riproposizioni fedeli delle controparti originali di marca, il menu scarno e la mancanza di sbloccabili rende la customizzazione tutto sommato molto piatta.
Gradevole, anche se poco sfruttato, il comparto online: in sostanza non si va al di là di una mera riproposizione degli eventi singolo giocatore, da affrontare insieme ad un massimo di sette amici.

Comparto Tecnico
Le visuali offerte da Stoked: Big Air Edition sono asciutte tanto quanto il suo gameplay. I punti di forza sono senza dubbio l’estensione delle ambientazioni e la linea dell’orizzonte molto vasta, controbilanciati da colori piatti e dalla carenza di dettagli, senza contare una modellazione poligonale non eccezionale. Dove invece gli sviluppatori si sono superati è nell’effettistica e nella resa delle diverse condizioni metereologiche (aggiornate in tempo reale): vento, bufere di neve o il sole accecante accompagneranno le vostre evoluzioni, costringendovi anche a cambiare l’approccio alle discese. Peccato invece per il sistema di collisioni, spesso approssimativo e tendente ad accendere la frustrazione all’ennesima caduta non voluta. Buono il comparto audio, in grado di proporre un buon mix di elettronica ed indie rock, affiancato da un’effettistica di buon livello.
Recensione Videogioco STOKED: BIG AIR EDITION scritta da ANDYMONZA Stoked: Big Air Edition sbarca in Europa portando con sé una notevole carica simulativa, pronta a deliziare i fan dello sport estremo più in voga al mondo, da cui tuttavia gli appassionati di SSX dovrebbero guardarsi. L’approccio al gameplay, complice una scarsa contestualizzazione dei contenuti, non è dei più morbidi, ed anche una volta padroneggiati i controlli a regalare soddisfazioni sarà più la tecnica che la spettacolarità delle evoluzioni. Peccato per una mancanza di rifinitura in diversi comparti, non ultimo quello tecnico, che non permette al titolo di raggiungere livelli più elevati. Consigliato a tutti gli appassionati di snowboard in cerca di una simulazione impegnativa e gratificante, a patto di disporre del giusto quantitativo di pazienza e dedizione.
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