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25 anni di Zelda - 1a parte

25 anni di Zelda - 1a parte

Riviviamo la leggenda!

Speciale
A cura di del
Nonostante il 2011 sia ancora agli inizi appare già chiaro come si tratterà di un anno importante per l’industria videoludica. Vuoi l’uscita di una nuova console, vuoi il ritorno di storici franchise, vuoi il venticinquesimo anniversario di molti brand, tanto celebrato e chiacchierato a partire dal 2010. Il keynote di Satoru Iwata di alcuni giorni fa ci ha mostrato come un quarto di secolo sia un periodo ormai importante da ricordare, scandito da un grande avanzamento tecnologico e cambiamenti più o meno radicali. Il DNA del mondo dei videogiochi non è costituito soltanto dall’hardware ma, come ben sappiamo, anche dal software, aspetto molto spesso più importante del precedente. Dopo aver ricordato i venticinque anni della mascotte simbolo di Nintendo, quel Super Mario innalzato ad icona non solo di una specifica azienda ma di tutta l’industria, è venuto il momento di spostare l’attenzione sul secondo brand storico della casa di Kyoto: è il turno di The Legend of Zelda (Zeruda no Densetsu in lingua originale).


Partiamo da Zer...o
Per quanto possa essere famoso, non tutti potrebbero conoscere approfonditamente la saga di cui stiamo per parlare, cerchiamo dunque di iniziare dalle basi. The Legend of Zelda è una saga fantasy creata da Shigeru Miyamoto ad ambientazione medioevale e dalle meccaniche miste tra azione, avventura e gioco di ruolo. Ad oggi esistono diciassette episodi ufficiali, sparsi lungo la storia di tutte le piattaforme Nintendo, dal Nintendo Entertainment System fino al Nintendo Wii, non escludendo ovviamente le varie console portatili dalla primissima generazione del Game Boy fino al Nintendo DS. La storyline di base è simile in tutti gli episodi: il protagonista, un ragazzo di nome Link, scopre ben presto di essere il prescelto in grado di salvare la principessa Zelda, nonché il regno di Hyrule, dalle brame maligne dell’arcinemico Ganondorf. Come già detto questa storyline fornisce la base a tutta la saga, ma presenta notevoli differenze da un episodio all’altro, con alcuni di stampo più classico a fronte di altri più originali e divaganti. Caratteristica peculiare e distintiva della serie è la non continuità immediata delle vicende raccontate, in modo che ogni episodio possa essere giocato indipendentemente dagli altri, senza il pericolo di non comprenderne la trama. Non esiste, d’altra parte, una cronologia ufficialmente riconosciuta degli avvenimenti raccontati, bensì una versione fittizia ricostruita pian piano dalla grande comunità dei fan; su questo punto la posizione della stessa Nintendo è sempre stata abbastanza controversa, arrivando persino ad affermare che l’esatta cronostoria di The Legend of Zelda sia top secret.
Classificare l’intera saga sotto un genere ben preciso è sempre stato oggetto di controversie e ha dato luce a opinioni piuttosto differenti. Spesso è stata utilizzata l’etichetta di action adventure, altre volte quella di action RPG (o GDR in italiano), classificazioni dovute alla convivenza di caratteristiche eterogenee. Intraprendere una partita a qualsiasi episodio di The Legend of Zelda significa infatti gettarsi in un mondo interattivo dove il protagonista lotta in tempo reale contro i propri nemici come in un titolo d’azione, ma ha la possibilità di accrescere le proprie abilità in un modo che ricorda in alcuni punti i giochi di ruolo (anche se con meccaniche molto più snelle e meno macchinose). Il cuore dell’azione è diviso tra l’esplorazione di vasti mondi aperti abitati da razze differenti e la risoluzione di numerosi dungeon, sempre ben architettati e ricchi di enigmi, spesso dei piccoli capolavori di game design.

I personaggi
A fare la grandezza di una saga, si sa, sono innanzitutto i protagonisti, e nel caso di un videogame di questo calibro abbiamo di fronte delle vere e proprie icone storiche. In ogni titolo di The Legend of Zelda Link non è mai lo stesso individuo “anagraficamente” parlando (a meno anche qui di qualche rara eccezione come Ocarina of time e Majora’s Mask in cui Link è lo stesso bambino). Ogni gioco ospita un protagonista appartenente a contesti spazio-temporali differenti, sebbene presenti caratteristiche pressoché identiche. Link infatti ha più o meno sempre le stesse sembianze estetiche, un bambino o un ragazzo di razza Hylian dagli occhi azzurri e i capelli biondi, vestito della sua fedelissima tunica verde corredata di alcuni immancabili accessori. L’equipaggiamento del nostro eroe può variare da un episodio all’altro, pur mantenendo alcuni elementi imprescindibili, come la fedelissima accoppiata di spada e scudo. L’arma più forte e famosa a disposizione di Link è la gloriosa Master Sword, l’unico mezzo in grado di “esorcizzare il male”, come viene definita in The Legend of Zelda: The Wind Waker per GameCube.
Ogni eroe che si rispetti ha la sua bella da salvare e, come già anticipato, la saga Nintendo non fa eccezione: la protagonista femminile è colei che da il nome all’intera serie, quella principessa Zelda in grado a quanto pare di attirare su di sé parecchie sventure. Appartenente alla razza Hylian, Figlia del Re di Hyrule, la principessa è contraddistinta da un carattere dolce e assolutamente avverso alla guerra e alla minaccia del male. Link entra spesso in diretto contatto con lei, ricevendone i saggi consigli e in alcuni casi il prezioso e irrinunciabile aiuto. L’innocente erede al trono ha persino un alter-ego mascolino in Ocarina of Time, il misterioso Sheik, il cui supporto è indispensabile per portare a termine l’avventura.
Un eroe ha anche una pericolosa e malvagia nemesi da combattere e sconfiggere; nel regno di Hyrule la minaccia più grande è rappresentata dal perfido e potentissimo Ganon, anch’egli un personaggio ricorrente in (quasi) ogni episodio della saga con caratteristiche similari. Unico uomo della razza Gerudo, viene chiamato Ganondorf nella sua forma umana. A causa della sua sete di potere tenta di impossessarsi della leggendaria Triforza, sacra reliquia lasciata sulla terra dalle tre dee creatrici del mondo e divisa in tre frammenti. Proprio da questa particolare reliquia viene il legame tra i protagonisti, poiché ognuno dei frammenti si incarna, per così dire, in ciascuno dei tre. A Link si unisce il frammento della Triforza del coraggio, a Zelda il frammento della Saggezza e Ganondorf il frammento del Potere. Scopo di quest’ultimo è ovviamente recuperare i due frammenti mancanti al fine di ottenere il potere assoluto.


L’elenco ufficiale
Ecco i diciassette titoli ufficiali usciti dal 1986 ad oggi, in rigoroso ordine cronologico:

The Legend of Zelda (1986-87, NES)
Zelda II: The Adventure of Link (1987-89, NES)
The Legend of Zelda: A Link to the Past (1991-92, Super Nintendo)
The Legend of Zelda: Link’s Awakening (1993, Game Boy)
The Legend of Zelda: Link’s Awakening DX (1998, Game Boy Color)
The Legend of Zelda: Ocarina of Time (1998, Nintendo 64)
The Legend of Zelda: Majora’s Mask (2000, Nintendo 64)
The Legend of Zelda: Oracle of Ages (2001, Game Boy Color)
The Legend of Zelda: Oracle of Seasons (2001, Game Boy Color)
The Legend of Zelda: The Wind Waker (2002, GameCube)
The Legend of Zelda: Ocarina of Time Master Quest (2002, GameCube)
The Legend of Zelda: Four Swords (2002, Game Boy Advance)
The Legend of Zelda: Four Swords Adventures (2004, GameCube)
The Legend of Zelda: The Minish Cap (2004, Game Boy Advance)
The Legend of Zelda: Twilight Princess (2006, GameCube, Wii)
The Legend of Zelda: Phantom Hourglass (2007, Nintendo DS)
The Legend of Zelda: Spirit Tracks (2009, Nintendo DS)

Nella seconda parte del nostro speciale analizzeremo alcuni dei capitoli più importanti e guarderemo al futuro della serie. Alla prossima puntata!

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