Quando si pensa agli
hack’n’slash, il primo titolo che viene in mente a un consumato giocatore è quello di
Diablo, capolavoro firmato
Blizzard che tanto ha appassionato il pubblico del PC. Lo stesso genere non ha però avuto un’altrettanto fortunata tradizione su console: una pregevole eccezione fu lo splendido
Champions of Norrath per Playstation 2, cui si affiancano le versioni console di
Baldur’s Gate o, in tempi più recenti, il secondo capitolo di
Sacred. Detto questo è altresì doveroso spezzare una lancia in favore di una serie forse meno nota ma altrettanto valida, quella di
Dungeon Siege. Il brand è passato dalle mani degli storici sviluppatori
Gas Powered Games in quelle altrettanto esperte degli
Obsidian, team peraltro non nuovo al genere degli
hack’n’slash: l’ottimo
Neverwinter Nights 2 porta infatti la loro firma. Ad alimentare buone speranze va il fatto che di credenziali gli
Obsidian ne hanno parecchie: tralasciando lo sfortunato
Alpha Protocol, al team possiamo infatti associare nomi quali
Knights of the Old Republic 2 e, più di recente,
Fallout: New Vegas. Denominatore comune di questi titoli è una
feature ormai diffusa in molti giochi di ruolo, su cui gli
Obsidian hanno sempre calcato la mano, vale a dire la possibilità di giungere a diversi esiti della propria avventura sulla base delle scelte fatte durante il gioco. L’idea di amalgamare una formula di gameplay sostanzialmente ripetitiva (vale a dire quella degli
hack’n’slash) con una struttura di gioco del tipo ‘causa ed effetto’ potrebbe portare qualcosa di davvero interessante nel panorama console: cosa ci aspetta dunque il 27 Maggio, giorno dell’uscita di
Dungeon Siege III?
Corco di mazzate l’orco di turno e accidentalmente ti salvo il mondoIl titolo di questo paragrafo vuole omaggiare quella che, senza troppi giri di parole, è da sempre la trama dietro a numerosi
hack’n’slash: un plot di contorno in cui il cattivissimo di turno dovrà essere affrontato dal vostro eroe è spesso il pretesto per affettare ondate di demoni, alla costante ricerca di una lama più affilata.
Dungeon Siege III parte da una proposta simile, vale a dire la condizione devastata del regno di Ehb: le fragile alleanze che manteneva il paese in un’instabile pace sono definitivamente crollate e la situazione sta precipitando. Nei panni di uno dei pochi membri della Decima Legione, un ordine di guardiani volti a vigilare sulle lande di Ehb, ci ritroveremo a dover evitare che il regno sprofondi definitivamente nell’oscurità.
Come preannunciato, nulla di nuovo sotto l’orizzonte, se non fosse che la tradizione degli
Obsidian sembra poter garantire un’esperienza di gioco variegata e multiforme grazie alla possibilità di influenzare sensibilmente il corso degli eventi, sulla base delle scelte fatte durante l'avventura.
Spada e scudo, due lame, o il sano spadone a due mani? Come ogni buon
hack’n’slash che si rispetti,
Dungeon Siege III fa ovviamente del combattimento la
crème della sua formula di gameplay. L’ultima demo presentata ha mostrato gli inizi dell’avventura: nei panni del giovane Guardiano Lucas avremo l’obiettivo di rinfoltire gli ormai scarni ranghi della Decima Legione per cercare di arginare la situazione disperata che imperversa nelle lande di Ehb. Il
rendez-vous è nei pressi della Magione Mont Barron ma, inutile a dirsi, le cose non vanno come previsto: la magione è in fiamme, e in essa scorrazzano dei banditi alla ricerca di tesori da razziare. Armi alla mano, Lucas potrà sfruttare tre posizioni differenti: quella di
default lo vedrà equipaggiato spada e scudo alla mano, pronto a colpire rapidamente gli avversari e ad elargire generose bordate contro i nemici con l’intento di stordirli. Basterà premere uno dei grilletti per cambiare il vostro armamentario in favore di una poderosa spada a due mani, con cui potrete utilizzare un breve ma rapido scatto volto ad accorciare le distanze dai nemici e abbatterli rapidamente, anche grazie all’ampio raggio garantito dalla lama: nel caso in cui siate dei fanatici di danni massicci in breve tempo, questa sarà la vostra scelta ottimale. La terza posizione offerta è invece incentrata sulla difesa, con l’utilizzo fisso di uno scudo che minimizzerà i vostri danni, garantendo riposo e una lenta ma graduale facoltà di rigenerazione.
I tre stili di combattimento citati potranno essere ovviamente potenziati tramite l’impiego di punti abilità, disponibili ad ogni
level up: purtroppo non sono stati rilasciati dettagli riguardo la struttura di ogni
Skill Tree relativo a ciascuno degli stili di combattimento. Non dubitiamo tuttavia che, col progredire dell’avventura, ciascun personaggio avrà la possibilità di gestire un insieme di mosse speciali più che soddisfacente.
Oltre a un completo sistema di combattimento,
Dungeon Siege III garantisce naturalmente la possibilità di acquisire un gran numero di tesori, armi e oggetti di ogni genere: tutti i singoli pezzi di equipaggiamento, a partire dalle spade fino alle suole degli stivali, saranno ben evidenti una volta indossati dal vostro eroe, cambiandone l’aspetto a ogni piccola modifica. Questa chicca, che tutti gli appassionati e amanti dei dettagli apprezzeranno, viene ovviamente supportata da un robusto sistema di statistiche che vi permetterà di comprendere facilmente quale sia l’equipaggiamento più adatto da utilizzare in ogni situazione, evidenziando chiaramente i valori più elevati dei parametri di ogni singolo oggetto.
Accanto alle fasi di combattimento nudo e crudo è stata mostrata una sezione di gioco più tranquilla, in cui il giocatore, arrivando nel primo villaggio della sua avventura, ha la possibilità di intraprendere ogni genere di
side quest: gli sviluppatori
Obsidian hanno deciso però di evitare il semplice accumulo di compiti più o meno entusiasmanti da svolgere in cambio di ricompense. Il giocatore verrà invece coinvolto attivamente nei dialoghi, in quanto saranno disponibili delle scelte (alla
Mass Effect) che influenzeranno il corso dell’avventura, così come le quest disponibili. Questa dinamica è stata utilizzata anche nella gestione dei rapporti con i membri del party e darà la possibilità di ottenere dei bonus di vario genere, attribuiti alle caratteristiche del personaggio. Più semplice combattere spalla a spalla con un compagno fidato che essere affiancati da un possibile coltello nella schiena, no?
Nuovo capitolo, nuovo motoreLe immagini di
Dungeon Siege III parlano chiaro: il neonato motore Onyx mostra senza indugio i muscoli, gestendo le ambientazioni del titolo
Obsidian in maniera eccellente. L’effetto visivo che si ha al primo colpo d’occhio è piacevolmente
fantasy: oscuri
dungeon si affiancano a verdi foreste ed a profonde caverne che faranno la gioia di tutti gli amanti di queste atmosfere, in quanto il livello di dettaglio e di cura nella realizzazione appaiono notevoli. La palette di colori utilizzata è ampia e viva (nei limiti imposti dalle ambientazioni, ovviamente), confermando quindi un comparto tecnico di ottime speranze.