Recensione di Two Worlds II

Copertina Videogioco Two Worlds II
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Reality Pump
  • Lingua:

     Inglese coi sottotitoli in italiano
  • Giocatori:

     1 - 8 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     Disponibile
8.7
Voto lettori:
8.3
- Longevità ai massimi livelli
- Buona ottimizzazione tecnica
- Originale modalità multigiocatore
- Originale sistema di crescita del personaggio
- Ottimo sistema di Cafting e di assemblamento delle magie
- Controlli piuttosto complessi
- Intelligenza artificiale non sempre perfetta
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A cura di Luca Forte (drleto) del
Gli sviluppatori polacchi di Reality Pump sembrano avere tra gli obiettivi aziendali quello di spiazzare e stupire tanto la critica videoludica quanto l’utenza. L’avevano fatto in negativo nel 2007, quando il loro Two Worlds era atteso dalla comunità di appassionati come l’unico titolo in grado di rubare ad Elder Scroll IV: Oblivion la palma di miglior gioco di ruolo occidentale, lo fanno in positivo ora grazie a Two Worlds II, progetto arrivato un po’ in sordina all’appuntamento nei negozi, capace di sorprendere per cura, qualità e quantità dell’offerta ludica. Senza mezzi termini, Two Worlds II è quello che gli utenti aspettavano da questa serie anni fa: un mondo di gioco vasto e affascinante, un buon motore grafico molto dettagliato e piuttosto fluido, belle donne slegate da legami parentali e tanta azione cappa e spada. Ci dimentichiamo qualcosa? Sì, un comparto multigiocatore ricco ed originale che vede un massimo di otto giocatori collaborare o scontrarsi online.

Tua sorella
Come sembrerebbe scontato, ma come gli appassionati sanno bene non sempre nell’industria videoludica è così, Two Worlds II riparte immediatamente dopo la fine del primo capitolo. Terminato lo spettacolare filmato iniziale, dove assisteremo alla decimazione del popolo degli orchi (per una volta tanto dalla parte dei “buoni”), ci ritroveremo nel corpo del Mercenario caduto sotto le grinfie dell’imperatore Gandohar, ancora intento a cercare un modo per tenere il Signore del fuoco Aziraal rinchiuso all’interno del corpo di nostra sorella Kyra. La nostra energia vitale è fondamentale per il raggiungimento di questo scopo, tanto che l’imperatore è costretto a tenerci in vita, nonostante tutti i grattacapi che gli abbiamo causato in passato. Questa situazione viene presto sfruttata da Dar Pha, una misteriosa donna agli ordini della Profetessa, che conduce una letale squadra di orchi per liberarci dalle segrete. Una volta liberati ci si aprirà di fronte un nuovo, vastissimo mondo nel quale ci dovremo muovere per frapporci nuovamente alla nostra pericolosa nemesi.

Live Action
Anche dal punto di vista ludico Two Worlds II riprende tutti gli spunti del primo capitolo, ottimizzandoli per proporre finalmente un gameplay profondo e solido, grazie al quale divertirsi per le decine di ore necessarie per portare a termine l’avventura. A differenza dei recenti Fallout, il prodotto Reality Pump è maggiormente lineare, e pone meno l’accento sulla libertà nella risoluzione delle quest e sulle reazioni del mondo di gioco alle nostre decisioni. Questo ha però permesso agli sviluppatori di costruire una storia più intensa, oltre che di riempire l’enorme Antaloor di quest di vario genere, che andranno dalla consegna di un determinato pacchetto alla disinfestazione di un sotterraneo, dall’eliminazione dello scomodo amante del capo di una pericolosa banda armata, allo smantellare la compravendita di voti in un’università, con scandali sessuali annessi. Difficilmente si farà molto altro che combattere o andare dal punto A a quello B, ma perlomeno gli sviluppatori si sono sforzati di cercare tante scuse diverse per giustificare il vostro peregrinare. Queste limitazioni sono legate alla struttura, quella di un gioco di ruolo in terza persona dalla forte impronta action nel quale comanderemo un unico eroe solitario, più simile nelle dinamiche di combattimento a Risen, piuttosto che Dragon Age Origins con il suo party e le sue pause tattiche.
Nonostante l’apparente conformazione alle tipiche classi del genere ruolistico, il sistema di crescita del personaggio garantisce un’ottima personalizzazione del nostro protagonista, sia estetica sia fisica. Ad ogni aumento di livello otterremo dei punti da distribuire liberamente tra tutte le abilità sbloccate durante il gioco, attraverso la lettura di specifici tomi. Queste saranno divise tra capacità fisiche, come la resistenza ai danni o la quantità di punti mana, e la nostra conoscenza delle varie abilità, come l’alchimia, il furto o la capacità con le armi. Anche l’equipaggiamento sarà liberamente indossabile, basterà rispettare le poche limitazioni di livello o forza necessarie per poterle usare. Questo ci permetterà di plasmare il personaggio desiderato, come un potente mago ricoperto da una luccicante armatura o un veloce arciere abile nella metallurgia. In Two Worlds II anche un personaggio equilibrato avrà il suo perché, data la grande varietà di creature che ci troveremo ad affrontare, a volte sensibili ad un dato tipo di magia, altre da randellare ferocemente. Il gameplay consentirà un approccio alle diverse difficoltà piuttosto vario, dato che potremo provare a sorprendere alle spalle un nemico per un’uccisione silenziosa quanto rapida, sfruttare il nostro scudo per subire un’ingente quantitativo di colpi e poi colpire di rimessa gli avversari. Ovviamente i maghi e gli arcieri potranno tentare un approccio dalla distanza, per poi darsela a gambe levate non appena il pericolo incomberà o cambiare rapidamente l’equipaggiamento per affrontare i bruti a fil di lama. Libertà è anche la caratteristica predominante nell’incedere nel gioco. Potremo infatti scegliere se seguire velocemente l’evolversi dell’avventura o andare ad esplorare il vasto mondo di gioco, se tentare di scalare le gerarchie della diverse gilde presenti sul territorio o provare a forgiare la migliore arma sulla piazza.

Crafta che ti passa
La stessa libertà pensata per la crescita del personaggio è stata sfruttata anche per costruire un sistema di crafting di altissimo livello. Ogni arma ed ogni armatura potrà infatti essere modificata e migliorata attraverso l’utilizzo di materiali grezzi e pietre speciali, ottenibili tramite la distruzione di equipaggiamento similare, in grado di aumentarne notevolmente le statistiche, oltre che di aggiungere effetti elementali o magici. Similmente l’alchimia permetterà di mescolare i tanti ingredienti che è possibile trovare nel mondo di gioco per formare pozioni sempre più potenti e sorprendenti. Si andrà da semplici buff, che aumenteranno temporaneamente le vostre statistiche, a prodigiose pozioni in grado di rigenerarvi istantaneamente. Ancora più stupefacente il sistema con il quale creare le magie. Al posto di incantesimi pre-impostati, il giocatore sarà libero di abbinare i diversi elementi di una magia come meglio crede. Ogni caratteristica sarà definita da una speciale carta: un incanto di base sarà formato da una carta degli effetti ed una seconda che ne definirà la forma, come proiettile, trappola o incantesimo. Una volta definita la base potremo applicare dei modificatori per aumentarne il danno o la durata dell’effetto. Più avanti nel gioco sarà possibile accumulare più effetti in grado di creare magie potentissime, capaci di esaltare il motore fisico di gioco con divertenti collisioni tra i nemici e gli oggetti presenti nello scenario.
Come se non bastasse tra le pieghe del codice hanno trovato spazio un divertente minigioco per suonare gli strumenti, l a possibilità di derubare le persone, di scassinare serrature, di andare a cavallo o navigare per i mari di Antaloor. Two Worlds II è un titolo ampio e complesso, che per essere padroneggiato necessita di un grande livello di attenzione

Alle soglie del capolavoro, ma?
Come abbiamo accennato Two Worlds II è un gioco piuttosto complesso, sia nella gestione dell’inventario sia nelle opzioni che mette a disposizione del giocatore durante i combattimenti. Questo fatto ha reso l’adattamento dei controlli, oltre che la pulizia dei menù, uno degli elementi cardine per la valutazione del prodotto. Sfortunatamente da questo punto di vista si vede che i ragazzi di Reality Pump hanno come punto di riferimento il mercato PC, sicuramente più avvezzo a questo genere di prodotti. Il pad delle console ha infatti troppi pochi tasti per consentire un agevole distribuzione delle azioni o una comoda gestione dei menù. Per esempio il grilletto analogico sinistro sarà condivisa tra la corsa, la parata o la modalità stealth, rendendo a volte confusionarie alcuni momenti dei combattimenti. Questo porterà alla frustrazione in certi momenti culmine del gioco dove, dopo un dialogo, il nostro personaggio prima non sfodererà automaticamente le armi ed oltretutto proverà a parare o si accuccerà di fronte ad un colpo troppo potente, perché ha letto male le indicazioni impartite. Altre imperfezioni di questo monumentale gameplay sono riscontrabili nell’assenza di check point, vi saranno solo salvataggi automatici ogni tot minuti, o in alcuni sporadici bug del gioco, tra i quali un’intelligenza artificiale che tende ad impastarsi contro muri invisibili o glitch grafici.

Fantasy party
La ricchezza del gameplay di Two Worlds II è riscontrabile anche nel corposo comparto online, capace di offrire ben cinque diverse modalità suddivise tra competitive e cooperative. Si andrà da un semplice duello ad un deathmatch tra due squadre da quattro giocatori, fino ad arrivare alla modalità Avventura, dove fino ad un massimo di otto giocatori potranno collaborare alla risoluzione di sette differenti capitoli. Ognuno di questi è corredato dalla sua progressione narrativa, da villaggi nei quali comprare nuovo equipaggiamento e nuove abilità, oltre che nemici grazie ai quali aumentare la propria esperienza e dunque l’efficacia in combattimento. Per il multigiocatore useremo infatti un personaggio dedicato, differente da quello sfruttato per la campagna, che avrà un suo percorso evolutivo, oltre che una costrizione in classi, questa volta assimilabile a quelle tipiche del genere. L’unico modo per progredire nei livelli d’esperienza sarà quello di giocare la modalità avventura e trasferire in seguito le conoscenze acquisite nelle varie arene.
SI passa poi alla Caccia ai Cristalli, ovvero una divertente stipulazione nella quale i giocatori dovranno accumulare il maggior numero di pietre blu, sparse in tutta la mappa. A complicare le cose vi saranno i teschi, capaci di distruggere tutti gli elementi nelle vicinanze, e le pietre verdi, capaci di trasformare teschi in cristalli e viceversa. Un buon mix dunque tra velocità e strategia, in questa divertente modalità che non prevede l’utilizzo di armi. L’ultima opzione è Villaggio, una strano ibrido con la strategia in tempo reale, dove dovremo creare e gestire un intero borgo, oltre che lavorare duramente per fare in modo che gli abitanti siano felici.

I paesaggi di Antaloor
Uno degli aspetti più sorprendenti di Two Worlds II è il motore di gioco GRACE, capace di restituire un mondo vivo e vibrante, fatto di lussureggianti foreste, popolose città, aride savane e bui cunicoli. L’ottimizzazione compiuta su Xbox 360 è di ottima fattura, tanto che tutto si muove piuttosto fluidamente sia online sia offline. Certo, rispetto a quanto mostrato su PC il livello di dettaglio è sicuramente minore, così come la pulizia grafica generale, sporcata da un po’ troppo blur e mancanza di v-sync, ma occorre anche sottolineare come il titolo Reality Pump rappresenti tecnicamente uno degli esponenti di maggior valore visti sulla console Microsoft, grazie a tempi di caricamento piuttosto brevi, soprattutto dopo aver installato il gioco su hard disk, ottimi effetti di illuminazione ed un buon design, che alterna momenti classici ad altri decisamente più originali. Molto altalenanti anche le animazioni, più che buone, realistiche e fluide nella gran parte dei combattimenti, grazie ad un buon utilizzo di motion capture, ma decisamente meno convincenti durante la corsa o i filmati di intermezzo, troppo spesso legnose o poco credibili.
Un enorme balzo in avanti anche dal punto di vista sonoro, con un’ispiratissima colonna sonora ed un doppiaggio, in inglese, francese, tedesco e polacco, finalmente di ottima fattura. Buono anche l’adattamento italiano, caratterizzato da sottotitoli piuttosto curati e privi di errori, anche se un po’ sintetici. Peccato che non tutto sia stato tradotto, come per esempio alcuni dei tomi che troverete in giro per Antaloor, ma il gioco risulta godibile anche per che non conosce la lingua d’Albione. Strepitosa la longevità, per via di una campagna singolo giocatore capace di durare parecchie decine di ore e dell’originale modalità multigiocatore, in grado di aggiungere ulteriore carne al fuoco.
Recensione Videogioco TWO WORLDS II scritta da DRLETO Two Worlds II è un prodotto molto genuino, capace di entusiasmare tutti gli amanti dei giochi di ruolo occidentale grazie alla mastodontica avventura in singolo giocatore, al buon adattamento tecnico e alla divertente modalità multigiocatore. Reality Pump è riuscita finalmente a dare corpo alla sua creatura, in modo che tutti possano godere di quelle caratteristiche come il flessibile modello di crescita, il crafting e la composizione di magie e pozioni che non riuscivano ad emergere dai problemi tecnici del primo capitolo. Un titolo che si ferma alle soglie del capolavoro per via di alcuni problemi nei controlli ed una pulizia generale ancora non al livello di altre produzioni analoghe, ma che non mancherà di divertire tutti coloro alla ricerca di un’avventura cappa e spada.
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