Recensione di Vanquish

Copertina Videogioco Vanquish
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Platinum Games
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     22 Ottobre 2010
8.5
Voto lettori:
8.8
- Azione frenetica e coinvolgente
- Tecnicamente molto valido
- Eccessivo come solo i Platinum Games sanno essere
- Storia e personaggi stereotipati
Loading the player ...
A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
Dopo aver fatto innamorare critica e pubblico della provocante Bayonetta, Platinum Games, software house nata dalla collaborazione del trittico ex-Capcom Inaba, Mikami e Kamiya, tenta di dire la sua in un genere tipicamente occidentale come lo sparatutto in terza persona. Dimenticatevi però il massiccio Marcus Fenix: sebbene la carica testosteronica rimanga su livelli più che elevati, qui non c’è spazio per lenti omoni muscolosi, in Vanquish la guerra si vince con i riflessi e l’agilità.

Il futuro non ci riserva mai nulla di buono
Il background narrativo di Vanquish ci racconta un futuro non troppo lontano che vede la popolazione della terra raggiungere i dieci miliardi di individui, portando il pianeta al collasso e le diverse nazioni a contendersi le poche risorse rimanenti. Gli Stati Uniti decidono così di costruire una stazione orbitante in grado di assorbire ingenti quantità di energia solare, da accumulare ed utilizzare per i propri scopi. Dopo un colpo di stato, però, la Federazione Russa si ritrova guidata da un despota estremista che riesce a prendere il controllo della stazione stessa e ad utilizzarne la potenza per distruggere San Francisco, chiedendo la resa incondizionata al presidente degli USA. Questo, in tutta risposta, organizza un gruppo militare già a bordo della stazione orbitante, che si ritroverà col non facile compito di ristabilire la pace. Voi impersonerete Sam Gideon, un ricercatore della DARPA equipaggiato con l’avveniristica tuta meccanica da combattimento ARS che affiancherà il Colonnello Robert Burns nel guidare le forze statunitensi nell’arco dell’intera campagna, che vedrà l'evolversi delle vicende attraverso colpi di scena piuttosto scontati e senza mai riuscire a brillare particolarmente. Le cut-scene implementate dagli sviluppatori per raccontare il plot possono comunque contare sulla consueta regia vulcanica basata sulla fisica tutta nipponica, che permette ai personaggi di prodigarsi in evoluzioni spettacolari regalando momenti di grande intrattenimento. Vanquish purtroppo pecca invece nella caratterizzazione dei suoi protagonisti, troppo stereotipati e poco approfonditi per affascinare il giocatore ormai forgiato da decine di titoli con protagonista il solito anti-eroe alla Han Solo, duro fuori e buono dentro.
Nonostante il finale aperto che lascia spazio a possibili seguiti, il titolo Platinum Games non è un gioco da acquistare se avete voglia di vivere una campagna single player godendovi una bella storia. Qui, a parte divertenti dialoghi da action movie di serie B e scene che ridefiniscono il termine “tamarraggine”, a tenere in piedi il titolo vi è praticamente “solo” un velocissimo e raffinato gameplay.

War has Accelerated
Shinji Mikami nel progettare Vanquish ha deciso di prendere le regole del TPS e stravolgerle per dare vita ad un gioco dal ritmo forsennato nel quale l’uso della copertura vi servirà solo a tirare il fiato in attesa di rigettarvi nella mischia. Sfruttando le capacità straordinarie della vostra tuta vi dovrete destreggiare tra le linee nemiche attivando il turbo, che vi permetterà di scivolare sul terreno in qualsiasi direzione, prendere la mira, rallentare il tempo e dare fondo alla vostra scorta di proiettili per poi nascondervi dietro ad un riparo qualche secondo e ricominciare. Raramente avrete tempo di riposare in Vanquish, non c’è narrazione a quietare il ritmo o lunghi dialoghi ad annoiarvi, in questo gioco se state fermi siete morti. Sì, perché neanche le coperture vi terranno al sicuro dai proiettili nemici che in certi casi saranno in grado di abbattere il vostro nascondiglio o di scavalcarlo. Il repertorio di mosse parte da due semplici comandi, ovvero la scivolata a base di turbo e fare fuoco: se combinate i due elementi attiverete un bullet-time. Queste semplici regole mescolate alle decine di situazioni diverse che vi ritroverete ad affrontare e alla buona varietà di nemici, vi apriranno in realtà un ventaglio di opportunità piuttosto ampio capace di rendere ogni partita una storia a sé stante. Il risicato tutorial non vi insegnerà ogni sfaccettatura del gameplay, ma sarete voi che prendendo dimestichezza coi controlli imparerete ad esempio a scavalcare una copertura con un balzo per poi attivare il bullet-time e sospesi a mezz'aria comincerete a falcidiare i robot nemici. O, ancora, ad avvicinarvi in una frazione di secondo al malcapitato di turno con una scivolata, sferrare un calcio e, sfruttando il nemico come appoggio, saltare ed eliminare i suoi compagni in slow-motion prima di toccare terra. Potrete stanare i vostri avversari nascosti dietro le coperture grazie alla velocità permessa dal vostro turbo, roteare il corpo e mirare a tanti bersagli diversi prima ancora che questi si rendano conto che la loro ora è giunta. Non mancano torrette o mezzi da comandare, ma starà a voi decidere se sfruttarli o meno, a tutto vantaggio della libertà d'azione.
Il climax di tanta spettacolarità e adrenalina è rappresentato qui come lo fu in Bayonetta dalle boss fight, a volte “semplici” combattimenti contro giganteschi robot dal potere devastante, altre estenuanti duelli con imprevedibili esseri senzienti. Non ci saranno schemi prefissati a darvi sicurezza, in quanto ogni boss pescherà un attacco a random dal proprio repertorio e nelle fasi più avanzate si presenteranno pure a coppie.
L’arsenale che avrete a disposizione sarà composto di un’unica arma in grado però di assumere le sembianze di numerose bocche da fuoco diverse, di cui solo tre saranno equipaggiabili contemporaneamente. In questo ambito Vanquish non stupisce con strumenti di morte particolarmente elaborati, ma riesce comunque a regalare le giuste soddisfazioni con mitragliatori, lancia missili a ricerca, fucile a pompa e altro. Riprendere la stessa arma, inoltre, vi permetterà di potenziarne potenza di fuoco e capienza. Un'ulteriore variante da tenere in considerazione è rappresentata dai vostri compagni di squadra. Sarete infatti sempre affiancati dai marine che vi forniranno un supporto. Voi potrete tranquillamente ignorarli e approfittare del diversivo per avvicinarvi indisturbati ai nemici, ma tenerne in vita il numero maggiore possibile e curare i feriti vi permetterà di guadagnare più punti a fine partita. Sì, perché al termine di ogni missione il titolo Platinum vi assegnerà un punteggio basato sulle vostre prestazioni, come i colpi sparati, il tempo che avete impiegato a raggiungere l'obiettivo, quante volte vi siete riparati dietro una copertura e così via, per poi inviarli alla classifica online e mettervi in competizione con i giocatori di tutto il mondo. Il cuore di Vanquish è quindi un sistema che ci ha riportato alla memoria i vecchi cabinati da sala, dove a contare è un semplice numero: il vostro punteggio. Si ricollega a questo elemento il fattore longevità che dipenderà fortemente dalla vostra voglia di mettere alla prova le vostre capacità alzando sempre di più il livello di difficoltà (che saranno cinque, compreso quello "Leggendario", sbloccabile solo a fine partita) e garantendo così un alto tasso di rigiocabilità. Acquistare Vanquish solo per portare a termine la campagna principale significa sprecare i vostri soldi, in quanto finirete il gioco in circa sette ore e rimarrete pure delusi dalla trama, poco approfondita e piuttosto scontata. Questo è un titolo completamente basato sul gameplay e sulla sfide contro voi stessi, e i vostri amici ovviamente.

Sempre in movimento
La parola d’ordine in Vanquish è movimento. Vale per voi ed il vostro alter-ego, ma anche per tutto ciò che vedrete a schermo. Il titolo di Mikami, infatti, non stupisce con scene dall’impatto tecnico impressionante, ma vi regalerà decine se non centinaia di elementi costantemente in moto, siano essi nemici, compagni, detriti o persino i livelli stessi. Vanquish gode di un level design d’eccezione che in certi frangenti dimentica completamente la regola non scritta che vuole gli scenari di gioco statici, fatti di successioni tra corridoi e spazi aperti, per sposare la logica del cambiamento. Vi capiterà così di ingaggiare il nemico su ponti in rovina, su treni in corsa che si gireranno anche su loro stessi e altro. Il motore grafico riesce a non cedere mai neanche un frame, nonostante effetti particellari davvero degni di nota ed un buon dettaglio delle texture. Buono anche il comparto sonoro, composto di musiche elettroniche tipiche del genere e di campionamenti molto buoni. Discorso analogo per quanto riguarda il doppiaggio in italiano, che non brilla ma si lascia ascoltare sebbene risulti talvolta fuori sincrono.
Recensione Videogioco VANQUISH scritta da FOLKEN Inaba ha definito la sua produzione come un action-shooter e noi non possiamo che confermare questa definizione. Vanquish si allontana con convinzione dalle regole del genere per dar vita ad un gioco fatto di puro gameplay ad alta velocità, i cui ingredienti vincenti sono la spettacolarità, lo slow-motion, un’infinità di proiettili da schivare e tanta sana tamarraggine. Si astengano coloro i quali cercassero un Gears of War con gli occhi a mandorla, da non perdere per tutti gli amanti delle sfide e del videogioco nel senso più stretto del termine. Si ritroveranno incollati al proprio pad con un ghigno di soddisfazione stampato sulla propria faccia per tutte le ore che passeranno giocando.
Appuntamenti LIVE e Video Rubriche
caricamento in corso...
RECENSIONI E SPECIALI CORRELATI
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967