Recensione di Fallout: New Vegas

Copertina Videogioco New Vegas
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Obsidian
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
8.8
Voto lettori:
8.6
- Eccezionale libertà
- Praticamente infinito
- Il Mohave è una terra mozzafiato
- Diversi problemi tecnici
- Davvero poche novità rispetto a Fallout 3
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A cura di Luca Forte (drleto) del
La guerra, la guerra non cambia mai. Queste parole erano il trait d’union dietro alle vicende di Fallout 3, uno dei titoli di maggior impatto mediatico e commerciale del 2008. Il titolo Bethesda è stato capace di raccogliere la pesante eredità dei Black Isle Studios, gli sviluppatori dei primi due capitoli della serie, e riproporla rinnovata nelle meccaniche di gioco e nello spirito, in modo da incontrare i gusti di un’utenza più ampia e per certi versi meno esigente di quella storica. Un prodotto in grado di miscelare sapientemente la libertà dei vari Elder Scroll con il fascino perverso delle Wasteland.

Welcome to Vegas
In seguito alla Guerra nucleare del 2077 l’intero pianeta è in ginocchio. L’olocausto nucleare ha bruciato la terra, devastato le città e corrotto i costumi. La razza umana si è rifugiata nei Vault, fortezze sotterranee nelle quali la cultura post atomica si è perpetrata nell’isolamento e nel decadimento delle proprie strutture, mentre esternamente, nelle Wasteland, la popolazione ha abbandonato ogni forma di civiltà, ripiombando all’alba dei tempi, quando vigeva la legge del più forte. Per sopravvivere, l’uomo si è riunito in sparuti gruppi: alcuni, come la Confraternita d’Acciaio hanno lo scopo di conservare e diffondere la tecnologia passata, altri, come la Repubblica della Nuova California o la Legione, cercano di scimmiottare gli ordinamenti pre-esistenti replicandone forma di governo e lessico. E poi c’è New Vegas.
In un mondo dove la corruzione dilaga a macchia d’olio, sembra che dove ce n’era già in abbondanza non fosse possibile fare di peggio. La Città del Peccato prospera come ha sempre fatto, accogliendo i disperati di tutto il mondo per offrire loro sesso, droga e divertimento a buon mercato. Un’oasi di pace, schiacciata ora tra due fazioni in lotta, la Repubblica della Nuova California e la Legione, giunte al confronto finale per il controllo dell’Hoover Dam. Questa possente diga, rimasta miracolosamente intatta durante la guerra, è una delle poche fonti d’acqua incontaminata di tutti gli Stati Uniti, ed è capace, grazie alla stazione elettrica al suo interno, di rifornire d’acqua ed elettricità le terre limitrofe. Un luogo troppo importante per non risvegliare l’interesse di queste due superpotenze che da anni ormai si fronteggiano per il controllo del fiume Colorado.
In questo quadro voi siete un semplice abitante della superficie, incaricato dalla Crimson Caravan di recapitare un prezioso pacchetto dall’altra parte del Mohave. Qualcosa va però storto, tanto che un misterioso uomo vi intercetterà presso Goodspring e senza tante spiegazioni vi sparerà in faccia. Non male come inizio per la leggenda del Corriere.

Fallout 3,5
A tutti coloro che non avessero mai provato Fallout 3, diciamo che New Vegas è un gioco di ruolo di stampo action ambientato in un immaginario post apocalittico, caratterizzato da una visuale in prima persona. Immersi in un affascinante connubio tra tecnologia futura e mondo post atomico i giocatori si muoveranno liberamente all’interno di una mappa di gioco molto vasta e ricca di segreti, di pericoli e di tesori nascosti. Un mondo da plasmare con le proprie mani, in grado di cambiare in base alle nostre scelte e di reagire in base alle nostre capacità. Grazie al potente editor potremo creare all’inizio del gioco il nostro alter ego ideale e definire così le sue caratteristiche, che andranno ad influenzare pesantemente il tipo di approccio che avremo lungo tutto il corso della partita. Ogni nostra scelta influirà infatti sul comportamento che i vari personaggi avranno nei nostri confronti. Un’immane forza fisica potrebbe incutere timore nel nostro interlocutore, così come una grande intelligenza potrebbe trovare falle nel suo ragionamento. Un’alta abilità con i computer permetterà a volte di aprire strade bloccate da sistemi informatici in panne, mentre le doti di borseggiatore permetteranno di non rimanere mai senza Tappi, la valuta del tempo. Similmente dovremo scegliere una specializzazione con le armi. Le Wasteland non sono un posto per i deboli ed anche il miglior diplomatico del mondo avrà sempre bisogno di difendersi dai malintenzionati. Armi da fuoco, fucili laser o randelli di varia grandezza cambieranno molto il nostro modo di affrontare un nemico e le percentuali di successo di un colpo tentato con una determinata arma. Un personaggio abile con le pistole non sarà in grado di sfruttare fucili se non sulla corta distanza ed uno abile nel combattimento a mani nude colpirà un avversario con una pistola laser una volta su tre. Le probabilità di successo saranno evidenziate quando utilizzeremo il Sistema di Puntamento Assistito di Vault-Tec, o SPAV, quello che nei giochi di ruolo occidentali viene definito “pausa tattica”, ovvero un sistema che consente di bloccare l’azione e di gestire con calma le proprie azioni e l'inventario. In base alle statistiche ed all’abilità con l’arma utilizzata dal personaggio, avremo un certo numero di punti azione (PA) da gestire in uno scontro. Potremo infatti decidere se provare ad azzoppare un nemico lontano per concentrarci poi su quelli vicini o se provare a stenderlo con un’unica randellata in testa. Una volta esauriti i Punti Azione dovremo combattere in tempo reale, perlomeno fino a quando la barra dei PA non si sarà ricaricata. Un sistema di combattimento ripreso pedissequamente da Fallout 3 che beneficia di alcuni piccoli aggiustamenti, a conti fatti ininfluenti sul gameplay. La possibilità di modificare le armi o di eseguire una sorta di finishing move con gli oggetti contundenti non cambia infatti il feeling con il gioco, ancora in sospeso tra una gestione rigorosamente a turni di tutte le proprie mosse ed uno shooter. Come abbiamo detto, nel caso in cui si esauriscano i PA, o per tutti gli allergici della pausa tattica, sarà sempre possibile giocare Fallout: New Vegas alla stregua di uno sparatutto, combattendo in tempo reale i vari avversari. Quest’ultima opzione, oltre ad aumentare esponenzialmente la difficoltà, mette in luce alcuni limiti strutturali che questo sequel eredita dal capitolo precedente, ovvero la scarsa intelligenza artificiale avversaria, che tenderà inevitabilmente ad attaccarvi frontalmente, la lentezza del protagonista ed il level design, sicuramente non progettato per valorizzare gli scontri a fuoco. Tra le diverse limature del gameplay segnaliamo una gestione migliorata dei propri compagni: non sarà più necessario inoltrarsi in lunghi e tortuosi dialoghi per decidere cosa essi devono o non devono fare, ma sarà tutto gestito da un menù radiale di semplice fruizione. I giocatori più hardcore potranno invece attivare la modalità Duro: questa opzione renderà la sopravvivenza un fattore da non sottovalutare nelle aride Wasteland e dovranno stare attenti oltre agli innumerevoli avversari anche a non finire disidratati o a non morire di fame. Come se non bastasse, tutti i diversi strumenti di cura avranno un effetto minore e permetteranno solamente una ricrescita progressiva dei punti ferita.

Libertà
La caratteristica che ha stregato milioni di giocatori in Fallout 3 è sicuramente l’estrema libertà concessa al giocatore, che in base alle proprie inclinazioni e ai desideri potrà decidere come affrontare una missione e di conseguenza influenzare l’evolvere della trama. Il vostro ruolo vi metterà in breve tempo al centro di lotte di potere e le possibilità di farvi attrarre dal lato oscuro saranno molteplici. Il bello di Fallout: New Vegas è che nulla vi sarà precluso: si potrà infatti rubare o aiutare disinteressatamente i più deboli, essere servili o decapitare i più alti gerarchi di una società. Starà a voi scegliere quale sarà il destino di Vegas e dei suoi abitanti e per ogni quest gli sviluppatori si sono premurati di lasciare aperte molteplici possibilità di risoluzione, in modo tale da non favorire una specializzazione rispetto ad un’altra. Le diverse fazioni in gioco reagiranno in maniera credibile in base alle passate interazioni con esse, cosi che riceverete astio dai concittadini di coloro che avete inavvertitamente massacrato o collaborazione dai commilitoni di chi avete precedentemente aiutato. Un’interessante variabile sarà quella di poter indossare i costumi tipici di una fazione per passare inosservati tra la sua gente evitando in questo modo sgradite attenzioni anche nel caso in cui si possieda una bassa reputazione o una scarsa abilità mimetica.
Terminato il gioco, che vi chiederà tra le quindici e le venti ore nel caso in cui dedichiate davvero pochissimo tempo all’esplorazione e alle quest secondarie, ogni vostra azione verrà ricapitolata dal filmato finale e scopriremo come il nostro comportamento ed i nostri legami abbiano influenzato la storia di Vegas e l’eterno conflitto del Mohave.

Gamebyo
In molti suoi aspetti uno dei limiti principali di un prodotto come Fallout: New Vegas è il l’eredità che deve sostenere. Molti elementi, quali le meccaniche di gioco, lo stile narrativo e soprattutto il profilo tecnologico risentono delle scelte fatte con Fallout 3. I ragazzi di Obsidian si sono dunque ritrovati a dover utilizzare un “pacchetto” che già nel 2008 aveva mostrato alcuni limiti, soprattutto se confrontato con le moderne produzioni video ludiche. Stando queste le premesse, gli sviluppatori di Irvine hanno fatto i salti mortali per elevare ulteriormente la resa di un motore grafico che ci ha regalato nei tanti anni di permanenza sul mercato capolavori del calibro di Bully, Civilization IV e Elder Scroll IV: Oblivion. Il colpo d’occhio di Fallout: New Vegas è infatti mozzafiato, grazie ad una linea dell’orizzonte molto vasta e scelte cromatiche sempre varie ed azzeccate, valorizzate da un ottimo sistema di gestione dell’illuminazione. Uno scorcio di New Vegas o una passeggiata all’interno della Red Rock Valley sono esperienze di alto profilo e vi rimarranno negli occhi a lungo. Un volta in movimento però cominciano ad emergere, soprattutto su console, problemi come cali di framerate, popup e texture poco definite che affiancati ad alcuni crash o bug di varia natura mettono in mostra le incertezze ataviche del Gamebryo Engine e danno l’impressione che Fallout: New Vegas sia un’esperienza meno rifinita di come ci si aspetterebbe da una produzione di questo calibro.
Discorso per certi versi analogo per quanto riguarda il comparto audio, che si fregia di una colonna sonora di assoluto valore, fatta di celebri brani di musica leggera statunitense anni ’50 inframmezzati da lunghi silenzi e stridii perfettamente in sintonia con il tono della produzione. La mole di dialoghi non ha permesso invece all’adattamento italiano di raggiungere gli stessi picchi di qualità, per via di sparute frasi senza senso che a volte spiazzano l’utente. Nulla di drammatico, ma anche in questo caso questi episodi denotano il poco tempo a disposizione del team per confezionare il prodotto e ricontrollare la tante linee di dialogo, oltretutto quasi sempre ottimamente doppiate.
Eccezionale come al solito il comparto longevità, grazie ai tanti bivi che rendono ogni partita un’esperienza a sé stante. Le tantissime missioni secondarie, i vari divertimenti offerti dai casinò di New Vegas, i molteplici segreti da scoprire e le espansioni appena annunciate rendono Fallout New Vegas praticamente infinito. La modalità Duro dovrebbe oltretutto garantire un’esperienza di gioco estrema adatta solo ai giocatori più incalliti.
Recensione Videogioco FALLOUT: NEW VEGAS scritta da DRLETO Il Mohave è una terra ricca di segreti e di attività non sempre ostili. Un territorio che premierà i giocatori più pazienti con storie nuove ed appassionanti in grado di risolversi in maniera elastica e credibile in base a come il vostro personaggio sarà in grado di agire. Un titolo ostico ed impegnativo, non adatto a chi cerca un divertimento frivolo ed immediato o a coloro che non sono riusciti a digerire Fallout 3, titolo con il quale New Vegas condivide spirito e meccaniche. Per gli amanti del terzo capitolo il lavoro Obsidian è invece un acquisto imprescindibile: che siate angeli o diavoli le Wasteland sono il posto che fa per voi.
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