Recensione di Blade Kitten
PC, PS3, Xbox 360

Copertina Videogioco Blade Kitten
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Krome Studios
  • Data uscita:

     Settembre 2010
5.0
Voto lettori:
N.P.
- Graficamente azzeccato
- Personaggio grazioso e carismatico
- Platforming fluido
- Livello di difficoltà troppo permissivo
- Manca di personalità
- Gameplay ripetitivo
- Trama frammentaria e scialba


A cura di Marco Locatelli (Sidmarko) del
Dopo il discreto successo ottenuto come autore di videogiochi tra le fila dell’australiana Krome Studios, in questi ultimi anni, Steve Stamatiadis, (ricordato soprattutto per il buon platform “Ty the Tasmanian Tiger”) si è dedicato al mondo dei fumetti, ricevendo fra l’altro un ottimo riscontro da parte di molti appassionati. Quindi, forte della sua duplice esperienza, porta sugli scaffali virtuali del digital delivery Blade Kitten, un platform-action ad episodi tratto dall’omonimo fumetto di successo ideato proprio dallo stesso Stamatiadis.

La cacciatrice felina
Il gioco è ambientato su Hollow Wish, un piccolo pianeta artificiale alieno, e si colloca temporalmente tre anni dopo le vicende narrate dal fumetto. L’avventura prende il via quando la protagonista, cacciatrice dalle sembianze feline Kit Ballard, si ritrova a dover inseguire la rivale, Justice Kreel, che le ha rubato la "chiave missione" e distrutto l’astronave. Una volta recuperata la chiave, e scoperto che l'obiettivo della missione è catturare la ribelle del pianeta, Terra-Li, le vicende porteranno Kit Ballard a conoscere, suo malgrado, i retroscena di un governo corrotto e dalle intenzioni poco chiare. Purtroppo, nonostante la buona licenza su cui fa leva, la storia stenta a prendere il volo e rimane sempre piuttosto piatta e priva di colpi di scena, non riuscendo mai a colpire l’attenzione del giocatore. A migliorare leggermente la situazione sono le piccole cut-scene di intermezzo realizzate con il motore di gioco, che mostrano la buona realizzazione dei modelli poligonali in cell-shading e qualche battuta simpatica, ma il tutto rimane molto lento, prevedibile e frammentario.

Sonic Kitten
Blade Kitten è un platform in due dimensioni e mezza (grafica tridimensionale, ma con possibilità di muoversi solo su di un piano 2D) che lega le meccaniche di gioco dei classici del genere ad un sistema di combattimento dinamico e frenetico. Come nel più tipico dei platform, quindi, il vostro alter ego felino è in grado di arrampicarsi su qualsiasi superficie ed eseguire salti acrobatici che gli permettono di superare e raggiungere tutte le piattaforme presenti negli scenari in modo molto fluido (con uno stile che strizza l’occhio alla pietra miliare Sonic the Hedgehog). Il tutto viene spesso intervallato da qualche piccolo combattimento da affrontare con l’ausilio di una spada fluttuante controllata da breve distanza che, durante gli scontri, emana una scia molto simile ai nastri di un’atleta da ginnastica ritmica, ma il cui uso si rivelerà molto utile anche per sbloccare certi interruttori inaccessibili o colpire avversari distanti. La cacciatrice dalla chioma rosa può però anche difendersi dagli attacchi nemici, creando una bolla attorno a se stessa, oppure può correre velocemente per superare ostacoli o trappole, fino a quando l’indicatore della stamina non si svuoterà, per poi ricaricarsi nuovamente in poco tempo. Ovviamente questa struttura piuttosto classica prevede anche la risoluzione di piccoli enigmi utili a superare alcune sezioni oppure a trovare i collezionabili, o ancora, a recuperare tutti gli HEX, una sorta di piastrine presenti lungo il cammino che rappresentano la moneta del gioco, e il cui utilizzo permette l’acquisto di equipaggiamenti o potenziamenti. Tramite il menu è infatti possibile accedere all’armeria, dove si possono acquistare prodotti che incrementano le caratteristiche fisiche di Kit Ballard, come resistenza e salute, oppure fino a quattro nuove spade e vestiti decisamente più simpatici ed eleganti di quello di partenza. Durante il proseguo dell’avventura, sarete sempre spalleggiati da un compagno animale che vi aiuterà a sbrogliarvi da certe situazioni o a raccogliere degli HEX che si troveranno in punti a voi inaccessibili. Si tratta di Skiffy, un piccolo alieno simile ad uno scoiattolo volante, che sembra appena uscito da una pokéball. Ma questa non sarà l'unica bestia al servizio di Kit Ballard; infatti, esclusivamente in determinati livelli, l'eroina dalla chioma rosa potrà cavalcare un dinosauro, chiamato Noots, per superare fasi dei livelli dedicati. In questi scenari, sarà fondamentale riuscire a risolvere i puzzle creati appositamente per trovare una via di passaggio al grosso amico rettile.

Salta, corri, attacca, salta, corri, attacca...
La ricetta di Blade Kitten non risente di gravose sbavature a livello di realizzazione, ma si rivela completamente priva di personalità, di varietà nel level design e di quel pizzico di ingegno che risulta fondamentale per rendere interessanti videogiochi di questa tipologia, che non possono di certo fare leva su altre caratteristiche di gameplay, appannaggio di altri generi. Questa mancanza porta inevitabilmente ad azioni reiterate che comportano il correre a destra e manca o saltare su e giù da una parete all'altra, facendo mattanza di tutti i nemici incontrati, senza mai richiedere al giocatore un particolare impegno nella risoluzione degli enigmi o proporre situazioni di gioco diverse e originali. Il tutto viene ancor più sottolineato da una difficoltà e un'intelligenza artificiale dei nemici veramente mediocre.

Fumetto in cell-shading
La presenza del cell-shading si sposa perfettamente con la licenza fumettosa da cui trae ispirazione Blade Kitten. La realizzazione degli scenari, anche se non particolarmente dettagliata e variegata, propone ambientazioni belle da vedere e colorate, mentre i modelli poligonali sono stati ricreati con buona cura al fine di restituire fedelmente l'originale cartaceo. Purtroppo siamo un gradino sotto per quanto concerne l'impianto sonoro, che si limita a poche e ripetute campionature negli effetti e a tracce di sottofondo poco ispirate e di dubbio gusto. Abbastanza buono, invece, il doppiaggio in lingua inglese.
Recensione Videogioco BLADE KITTEN scritta da SIDMARKO Kit Ballard passa dalle pagine cartacee dei fumetti ai codici binari del mondo videoludico, senza infamia e senza lode. Nonostante una realizzazione discreta e un comparto grafico decisamente azzeccato al contesto, Blade Kitten non riesce a trasmettere al videogiocatore nessuna emozione, infondendo una sensazione di apatia che permea tutti i livelli. Tale situazione è dovuta soprattutto alla mancanza di puzzle ingegnosi e originali ed un livello di sfida fin troppo permissivo, oltre ad un gameplay caratterizzato da una marcata ripetitività. Da consigliare solamente ai fan del fumetto, agli altri che sono in cerca di un buon platform, consigliamo di guardare altrove, l'offerta non manca di certo.
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