Recensione di FIFA 11

Copertina Videogioco FIFA 11
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sportivo
  • Sviluppatore:

     EA Sports
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 22 (Multiplayer Online)
  • Data uscita:

     1 Ottobre 2010
9.3
Voto lettori:
9.2
- Gameplay praticamente perfetto
- Tante modalità di gioco
- Eccezionale motore fisico
- Menù poco intuitivi
- Gli stessi rigori dei Mondiali
- Highlights poco incisivi
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A cura di Luca Forte (drleto) del
La strada che ha portato al rilascio di FIFA 11 è cominciata ormai diverso tempo fa, quando Electronic Arts ha svelato un passo alla volta tutti i cambiamenti e le novità del nuovo capitolo. In questo modo si è progressivamente cementata la consapevolezza di trovarsi ad un passo dal vertice evolutivo della serie, capace nell'attuale generazione di console di imporsi quale punto di riferimento tra le simulazioni calcistiche.
Senza mezzi termini FIFA 11 è questo, la migliore simulazione calcistica sul mercato.

Lunga vita al re!
Questa altisonante affermazione deriva da un'attenta analisi di tutti gli aspetti che vanno a costituire il gameplay di FIFA 11. L'apparente similitudine con l'edizione passata viene presto sconfessata da una lunga serie di sostanziali cambiamenti, come il Personality+, la rinnovata Intelligenza Artificiale dei portieri e la ricalibrazione degli scontri fisici. Tutti questi aspetti concorrono a creare un prodotto solido, fluido e divertente, apparentemente senza momenti morti, per via della fallibilità dei diversi giocatori, elemento in grado di capovolgere le sorti di un incontro alla minima distrazione. Sia che giochiate in automatico, sia che lo facciate in manuale, non vi sarà mai un passaggio sicuro o un dribbling facile, per via dei tanti fattori che concorrono nel decretare la riuscita di ogni colpo. Il campo pesante, la pressione avversaria o l'equilibrio dell'attaccante saranno tutti parametri da tenere in considerazione, dato che incideranno sempre ed in maniera credibile sul risultato finale. Questo si traduce nello sconsigliare Inzaghi per "quella conclusione al volo da fuori area", ma, esattamente come è successo sul campo quest'estate, non è detto che essa non riesca. Tutto viene quindi delegato al giocatore, che in una frazione di secondo deve capire chi calcia, come si approccia al tiro e se è una buona idea provarci o ripiegare su una sponda. È questa l'essenza del Personality+, ovvero rendere ogni atleta unico e quindi il più possibile simile alla sua controparte reale. Questo perchè, esattamente come succede nella realtà, a volte è una zampata di Milito o una punizione di Del Piero a decidere un match in stallo. Di conseguenza i più grandi campioni devono essere subito riconoscibili, per dare la possibilità al giocatore di capire se è proprio quello il calciatore in grado di compiere una determinata azione.
I match diventano quindi più tesi, intensi e ragionati, delle vere e proprie gare d'abilità e costringono spesso a modificare il proprio gioco in maniera realistica: non stupitevi dunque se vi troverete a spazzare l'area al 90' per difendere un sudato 1-0. Un altro elemento evidente è la maggiore fiscalità degli arbitri. Grazie al rinnovato sistema di gestione degli scontri fisici il direttore di gara è molto più preciso e sistematico nel rilevare falli o contatti eccessivamente irruenti, castigando con calci di punizione e cartellini le condotte di gioco più aggressive.

Full manual
Tutto questo non sarebbe possibile se i controlli non fossero all'altezza della situazione, ovvero sempre molto precisi e sensibili. La mappatura dei tasti è rimasta sostanzialmente immutata, ma tutta una serie di nuovi slider permette di personalizzare la partita a proprio piacimento. Le nuove opzioni per cambiare il calciatore controllato sono molto funzionali ed offrono una selezione dei calciatori più puntuale e razionale. Maggiori sono anche le opzioni per il controllo dei vari frangenti di gioco: sarà infatti possibile decidere se avere i passaggi manuali, il tiro automatico e il cross parzialmente indirizzato, se farsi aiutare nel posizionamento del calciatore sul campo o se lasciare tutto sotto il nostro controllo. Quest'ultimo metodo, una volta padroneggiato è decisamente il più soddisfacente, ma i più pigri potranno scegliere di cominciare una partita usando semplicemente due tasti.
La reattività dei controlli è riscontrabile anche nel dribbling, finalmente più accessibile ed efficace rispetto alle versioni passate. Certo, non si arriva ai livelli di spettacolarità e funambolismo della concorrenza, ma in FIFA 11 si è trovato un bilanciamento quasi perfetto tra realismo e videogioco. Anche in questo caso il Personality+ agisce in maniera convincente, con Drogba che sarà imprendibile in campo aperto, così come Samuel o Chiellini, altrettanto implacabili in difesa. Ottima anche la revisione dei movimenti dei portieri, capaci a volte di stupire per alcuni riflessi ed in generale per la credibilità di molti comportamenti. Non aspettatevi la totale infallibilità, ma arrivati a questo punto è davvero difficile capire se si tratta di errori sistematici o derivanti dalla mancanza di abilità dell'atleta reale. Questo perché, dopo aver provato con mano il ruolo, capiamo come difendere correttamente la porta sia tutt'altro che semplice. La novità più celebrata dell'edizione 2011 è infatti quella di poter interpretare l'estremo difensore tanto nella modalità carriera che in una partita online. Un ruolo non certo gratificante o particolarmente divertente, dato che si è tagliati fuori dal gioco per la maggior parte della partita e quando chiamati in causa non c'è spazio per la minima sbavatura o insicurezza, previa la compromissione del risultato finale e la conseguente frustrazione. A parziale consolazione vi sarà la possibilità di seguire le gesta dei propri compagni di squadra, per provare a suggerire loro qual'è il passaggio migliore da effettuare.

Possibile chiedere di più?
Dal punto di vista dell'offerta ludica FIFA 11 non presenta sostanziali novità rispetto al passato, se non un globale miglioramento delle meccaniche che gestiscono la simulazione degli incontri nei vari tornei. Oltre alla classica partita veloce, ci sarà la possibilità di cominciare una stagione come allenatore, come giocatore o come giocatore-allenatore, una sorta di modalità ibrida tra le due. Queste corpose modalità vi permetteranno di seguire l'intera stagione di un team (o un calciatore) vivendo, domenica dopo domenica, le alterne fortune della propria compagine. Da allenatore, l'obiettivo sarà quello di costruire una rosa competitiva per vincere i più prestigiosi obiettivi stagionali, mentre come atleti si cercherà di incrementare le statistiche personali, cercando al contempo di farsi notare dall'allenatore della prima squadra, fino addirittura ad approdare in nazionale. Qui si potrà apprezzare il nuovo motore di gestione dei trasferimenti, meno “aggressivo” e fantasioso che in passato, oltre alla rinnovata Intelligenza Artificiale avversaria, la quale porterà i giocatori più tecnici ad esibirsi in veroniche o altri colpi di classe, rendendo davvero complesso rubare loro palla. Ovviamente ci sarà la possibilità di organizzare tornei ad eliminazione o campionati personalizzati. Si riaffaccia la Live Season: questa modalità di gioco permetterà di vedere aggiornato il gioco in base all'andamento settimanale dei diversi campionati nazionali. Per poter accedere a questa funzione sarà necessario acquistare una chiave dal negozio online e scaricare i nuovi dati.
I giocatori più sociali si potranno riversare nella solita completissima modalità online, che oltre alla classica partita veloce permetterà di sperimentare un inebriante 11 contro 11, il primo tentativo di riprodurre virtualmente un vero incontro di calcio. Come gli scorsi anni il problema sarà trovare compagni diligenti che provino a giocare a mantenere i ruoli, ma nel caso le soddisfazioni saranno grandi.
Enorme come al solito il catalogo di squadre, stadi ed atleti proposti, decisamente più corposo di quello di PES, che punterà tutto sulla licenza UEFA e quella della coppa Libertadores. Grazie al potente editor sarà comunque possibile modificare in pochi minuti il Palermo o il Novara in modo che rispecchino le formazioni reali.

We are twelve
Un prodotto completo come FIFA 11 mostra il fianco dal punto di vista della navigazione, ancora piuttosto complessa nonostante la riorganizzazione ed il nuovo design dei menù. Gestire il squadra dal punto di vista tattico o effettuare una sostituzione comparando due giocatori non è altrettanto semplice che in PES, per via di un'interfaccia non propriamente user friendly, che costringe l'utente a navigare differenti schermate per estrapolare i dati necessari, come il ruolo o le caratteristiche tecniche, senza che il gioco conceda aiuti o suggerimenti. Un'impostazione più grafica dei vari menù avrebbe molto aiutato in questo senso, soprattutto data la grande profondità e le molte possibilità di personalizzazione. Un altro elemento non particolarmente convincente è il mantenimento della stessa meccanica dei rigori vista nel recente capitolo dedicato ai Mondiali. La barra della tensione, la forza del tiro e l'angolazione: troppi sono gli elementi in grado di inficiare la riuscita di quella che per molti campioni è quasi una formalità. Infine il gioco non sembra essere in grado di capire quali sono le azioni migliori durante un match, cosa che rende gli highlights finali poveri di emozioni e poco televisivi.

La potenza è nulla senza controllo
Dal punto di vista tecnico in FIFA 11 sono stati fatti ulteriori passi avanti rispetto alle edizioni passate, evidenti nella maggior pulizia grafica e nell'alta fedeltà della resa dei giocatori. Il colpo d'occhio è sicuramente riuscito, per via di tante corporature differenti e di volti piuttosto simili anche in atleti di secondo piano. I limiti tecnici di questa generazione di console sono ormai prossimi e difficilmente vedremo miglioramenti epocali nei prossimi anni, anche perchè la ricerca del fotorealismo per i campioni più celebri è forse meno esasperata che in PES, ma il numero di nuove animazioni, la loro fluidità e la verosimiglianza compensano enormemente questa differenza. Fondamentale ancora una volta il motore fisico, sfruttato in maniera egregia da FIFA 11 per calcolare gli scontri tra gli atleti o la fisica del pallone. La lotta per conquistare la posizione migliore o la diversa riuscita di un tiro in base all'equilibrio dell'atleta sono invece il vero carattere distintivo della serie e l'elemento chiave di superiorità sulla concorrenza. Anche se le traiettorie tracciate dal pallone non sono tese come nel titolo Konami, esse sono comunque molto migliorate ed in certe occasioni anche più realistiche.
Buono come sempre il comparto audio: la colonna sonora molto varia è affiancata dalla classica telecronaca Caressa-Bergomi, che dopo lo svarione di pochi anni fa ha ripreso a raccontare con il solito stile leggero ed ironico le partite. Si fanno apprezzare diverse nuove linee di dialogo, anche se come di consueto dopo diverse partite avrete sentito già tutto. Eccezionali i campionamenti degli stadi, impreziositi dalla possibilità di personalizzare i match con i propri cori, perfettamente inseriti nel contesto della partita.
La longevità è la classica della serie: in altre parole, ci sarà da divertirsi per i 365 giorni che vi dividono da FIFA 12, grazie all'enorme numero di competizioni, modalità e la vastissima comunità online.
Recensione Videogioco FIFA 11 scritta da DRLETO FIFA 11 è un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista, grazie all'esplosivo gameplay, raffinato e bilanciato dai tanti anni di evoluzione della serie. Una simulazione completa capace di restituire tutti i pregi ed i difetti dello sport più seguito in Italia. Il Personality+, la possibilità di essere un portiere, la nuova Intelligenza Artificiale avversaria vanno ad affiancare i tanti elementi perfezionati dall'edizione passata, come un dribbling più incisivo ed i portieri più reattivi ed attenti alla traiettoria del pallone.
Migliorare ulteriormente un prodotto simile sarà davvero complesso.
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