Recensione di Dragon Age: Origins - Caccia alle streghe

Copertina Videogioco Caccia alle streghe
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     BioWare
  • Distributore:

     Electronic Arts
  • Lingua:

     italiano (sottotitoli)
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     7 settembre 2010
- Difficile trovarne - Non c'è Morrigan, se non per pochi minuti
- Non viene data alcuna spiegazione del suo agire durante la saga di Dragon Age
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A cura di (Fabfab) del
E’ un settembre all’insegna del rosa per tutti i fan di Bioware, che nella stessa data (il 7 settembre) ha deciso di rilasciare ben due contenuti scaricabili dedicati alle sue serie di maggior successo, Mass Effect 2 e Dragon Age. Protagoniste assolute delle espansioni sono due donne: da una parte Liara T’soni, la bella aliena compagna di Shepard, dall'altra Morrigan, la sexy incantatrice figlia di Flemeth il cui destino era rimasto in sospeso nel gioco originale.

Il ritorno di Morrigan
Nessuno può mettere in dubbio il fatto che Morrigan sia uno dei personaggi meglio riusciti e più intriganti di Dragon Age. Forse perché è una dei primi compagni che si aggrega a noi nella lotta per salvare il Ferelden, forse per quel suo carattere deciso e sarcastico, per quella sua aria da cattiva ragazza che in fondo tanto cattiva non è, rivelandosi sorprendente docile ed ingenua davanti alle nostre avanches. O forse perché lasciava la nostra compagnia durante il confronto decisivo con l’Arcidemone, per poi sparire nel nulla dopo essere rimasta incinta.
Che fine ha fatto Morrigan, che prima di andarsene ci supplicò di dimenticarci di lei e non cercarla?
Ovviamente il nostro protagonista non ha potuto fare a meno di cercare di rintracciarla: in quanto leader dei Custodi Grigi, è facile per lui reperire informazioni, e quando riceve la notizia che una donna si aggirererebbe nei pressi della capanna di Flemeth si mette subito in viaggio col suo segugio Mabari, nella speranza che si tratti della strega. Invece incontra Ariane, un’elfa anch’essa alla ricerca di Morrigan, la quale ha sottratto un antico libro di magia alla sua gente.
La tappa successiva è l’accademia dei maghi, dove finalmente il protagonista scopre una traccia concreta: Morrigan sta infatti cercando un antico artefatto elfico, rintracciarlo significa probabilmente trovare anche lei. Una volta reclutato l’ultimo compagno, il mago Finn, è il momento di intraprendere la perigliosa caccia alla strega.

La delusione più grande
Dopo Leliana, tocca all’altra protagonista femminile di Dragon Age beneficiare di un DLC: se della prima ci veniva narrato il burrascoso passato, della seconda dovremmo invece apprendere il fato in cui è incorsa dopo averci abbandonati. Usiamo il condizionale perché in realtà così non è.
Caccia alle streghe è un'espansione abbastanza convenzionale: in un paio d’ore circa si ritorna in alcune locazioni già viste più una inedita, la valle dei cultisti del drago, affascinante ma piccolissima. C’è una elementare fase investigativa in cui cercare degli indizi nella biblioteca dei maghi, e ci sono prevedibilmente moltissimi combattimenti contro avversari noti, boss finale a parte. Il party è composto dal Mabari compagno di mille avventure più Ariane e Finn, a formare il classico party da quattro personaggi; da parte sua il giocatore può scegliere se importare l’eroe con cui ha concluso l’avventura principale, oppure crearne uno inedito per l’occasione. Durante l'avventura è possibile trovare nuovo equipaggiamento, utilizzabile dal giocatore anche nelle altre espansioni.
Il problema di questo DLC dedicato a Morrigan è che Morrigan non c'è! Mentre nella contemporanea espansione per Mass Effect 2 dedicata a Liara T’soni si combatte per tutto il tempo al suo fianco e si conclude alla grande con la romance, in Caccia alle streghe Morrigan fisicamente non è mai presente, viene solamente citata saltuariamente nei dialoghi e nei ricordi, per poi apparire solo negli ultimi istanti di gioco, che si concretizzano in un breve dialogo durante il quale al giocatore non viene svelato nulla della sua sorte. Nel corso dell’avventura, alcuni dialoghi con Ariane permettono di determinare i sentimenti del protagonista nei confronti di Morrigan: la sta inseguendo perché ancora innamorato di lei? Oppure solo per recuperare il bambino? O piuttosto per vendicarsi dell’abbandono? Concretamente, la sequenza finale appare poco influenzata da queste scelte, così come da quelle effettuate nel corso dell’avventura principale. Inoltre il breve dialogo finale in cui le spiegazioni vengono rimandate al futuro Dragon Age 2, sa tanto di beffa: un lungo spot pubblicitario a carico dell’acquirente, che deve pagare 560 MS o EA Points o 6,99$ per sorbirselo.
Recensione Videogioco DRAGON AGE: ORIGINS - CACCIA ALLE STREGHE scritta da FABFAB Se è vero che tutto sommato nessuno dei DLC di Dragon Age fin qui rilasciati si è rivelato nulla più di un onesto intrattenimento, questo dedicato a Morrigan ha la gravissima colpa di prendere quasi in giro il giocatore, che alla fine si trova a non aver scoperto nulla di più di quanto già non conoscesse, per non parlare del fatto che tutto viene rimandato al secondo episodio della saga.
Dunque se in termini di giocabilità non ci sono grandi differenze rispetto ai DLC rilasciati in precedenza, Caccia alle Streghe ha il grave torto di illudere e poi deludere i fan con quello che sembra solo un superfluo spot per Dragon Age 2: uno spot che però viene fatto pagare e non toglie nemmeno la soddisfazione di tornare assieme a Morrigan, ad esplorare il Ferelden e i suoi misteri, giusto un’ultima volta prima della fine.
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