Recensione di Deathspank

Copertina Videogioco Deathspank
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Ron Gilbert
  • Distributore:

     EA
  • Costo:

     1200 Ms points, 14,99 Euro
  • Data uscita:

     Disponibile
7.8
Voto lettori:
8.5
- Umorismo irresistibile
- Alcune idee interessanti
- Gameplay solido
- Non particolarmente profondo
- Tecnicamente solo buono
- Completamente in inglese
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A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
Quanti di voi non conoscono Diablo, action RPG capolavoro immortale di Blizzard? Scommettiamo che ancora meno sono quelli che non hanno mai sentito parlare di Monkey Island. Proprio uno dei creatori dell’avventura con la A maiuscola di Lucas Arts, tale Ron Gilbert, ha deciso di proporre la propria interpretazione del gioco di ruolo hack ‘n’ slash confezionando un prodotto abbastanza classico nel gameplay, anche se come vedremo non privo di idee interessanti, infarcendolo del proprio tipico stile umoristico. Il risultato è un titolo scaricabile dai servizi di digital delivery di Sony e Microsoft al costo di circa quindici euro, ovvero 1200 MS Point.

Charming. Intelligent. Enigmatic.
Affascinante, intelligente ed enigmatico. Tre aggettivi che non rispecchiano in alcun modo DeathSpank, il protagonista dell’assurda vicenda che vi trascinerà missione dopo missione verso i titoli di coda. Essa comincia quando, da buon eroe quale è convinto di essere, non si porrà molte domande e si getterà nella mischia pur di aiutare una donna dai capelli rossi che gli richiederà di ritrovare un misterioso oggetto, chiamato “The Artifact” (l’artefatto). Lungo il tragitto avrà occasione di aiutare decine di persone alle quali presterà le proprie abilità di indomito cavaliere.
Il vero punto di forza di questa produzione risulta evidente sin dal primo avvio del gioco, quando vi verrà presentato il protagonista caricaturale e carismatico che vi farà ridere praticamente ogni volta che aprirà bocca. La sceneggiatura messa in piedi dal geniale Ron Gilbert pesca a piene mani dai cliché della videoludica tutta, dissacrando un’infinità di luoghi comuni e gettando il povero ed incompreso eroe in situazioni paradossali e spassosissime. Non saranno da meno gli svariati personaggi con cui vi ritroverete, vostro malgrado, ad avere a che fare. Non c’è dubbio: gran parte del fascino che questo simpatico titolo riesce a scatenare nell’acquirente scaturisce dalla sapiente penna del vulcanico game designer, capace di non deludere anche in questo gioco di ruolo.

Loot a chi?
Le meccaniche sulle quali fonda le proprie basi il gameplay di DeathSpank, sono riprese a piene mani dal genere di appartenenza. Fondamentalmente per l’intero arco della campagna principale non dovrete fare altro che portare a termine numerose quest, primarie o secondarie che siano (importanti o non così importanti come le suddivide il protagonista nel proprio diario), riempire il vostro inventario con un quantitativo spropositato di oggetti ed equipaggiamenti vari e soprattutto sterminare orde di nemici. Si fanno comunque notare diverse trovate decisamente intriganti. Primo fra tutti il sistema di combattimento che vi richiederà di premere ripetutamente i quattro pulsanti frontali, ognuno dei quali assegnabile ad un’arma a scelta. Potrete così concatenare fendenti di spada con stangate d’ascia, scoccate di balestra e così via. Un’idea semplice quanto funzionale capace di garantire una certa profondità anche grazie all’incremento di danno inflitto dato dal numero di colpi consecutivi che riuscirete a portare a segno. Col trigger destro potrete inoltre estrarre il vostro scudo e ripararvi per alcuni secondi ed un comodo, ma non sempre preciso, sistema di locking vi permetterà di tenere sempre sotto controllo un avversario per volta. La varietà e quantità di creature che vi ritroverete ad affrontare e di armamenti di cui entrerete in possesso riescono a scongiurare il rischio noia che la ripetitività dell’azione avrebbe potuto generare. Inoltre, anche in questo ambito, l’assurda immaginazione di Ron Gilbert riesce nell’intento di divertire, proponendo nomi e descrizioni che strapperanno più di un sorriso, soprattutto ai veterani dei GDR.
Il menu della gestione del personaggio, fondamentale per tenere sempre sotto controllo l’equipaggiamento, è ben organizzato e comodamente navigabile col pad. Presenta anche un’opzione per vestire automaticamente DeathSpank con l’armatura più efficiente disponibile, ma avremmo gradito la possibilità di affiancare le statistiche dei vari oggetti così da facilitarne la comparazione. Se il looting è stato sviluppato a dovere e riesce a garantire grande soddisfazione, lo stesso non si può dire dell’evoluzione del personaggio. Questo, guadagnando esperienza, avanza come da tradizione di livello, ma non possiede dei veri e propri attributi da migliorare come forza, agilità o altro. Al loro posto sono state implementate delle carte che acquisirete ad ogni level up da disporre nell’apposito deck, ognuna dedicata ad alcune caratteristiche come velocità o durata della parata. Inizialmente vi daranno l’illusione di avere dell’effettivo potere decisionale, ma ben presto vi accorgerete che potrete collezionarle tutte e che le vostre scelte influenzeranno molto poco la caratterizzazione del vostro bizzarro alter ego.

Monkey Island meets Diablo?
In DeathSpank quando non starete menando fendenti a destra e a manca, vi ritroverete coinvolti in folli conversazioni con altrettanto folli personaggi. In questi frangenti il titolo Hothead Games riesce a proporre un simpatico sistema di dialoghi a scelta multipla che però non influenza il procedere dell’avventura, ma più semplicemente vi permette di godere di alcune delle linee di dialogo più divertenti degli ultimi anni. È davvero difficile resistere alla tentazione di scegliere sempre la domanda o risposta più assurda, solo per il gusto di vedere cosa succede. Questo non è l’unico punto di contatto con le avventure grafiche in stile LucasArts, in quanto il gioco in alcuni frangenti vi richiede di risolvere dei semplici enigmi basati sull’utilizzo di oggetti, talvolta da combinare tra loro altre con particolari elementi dello scenario. Questo simpatico espediente regala un minimo di varietà all’azione e ci è spiaciuto solo notare quanto poco sia stato sfruttato. Un utile accorgimento, inoltre, permette di usufruire di uno o più suggerimenti dedicati ad ogni missione, così da non rimanere mai bloccati, attivabili con i dolcetti della fortuna da raccogliere in giro per il livello. Altro elemento fondamentale durante le vostre esplorazioni sono i WC pubblici, non per quello che state pensando, ma perché consentono di teletrasportarvi da una zona all’altra della mappa, previo relativo sbloccaggio.
Gli sviluppatori hanno pensato anche di implementare un modalità cooperativa che permette in qualsiasi istante ad un vostro amico di subentrare impersonando Sparkles the Wizard. Questo mago vestito di rosa sarà equipaggiato con diversi incantesimi, uno di cura, uno per clonarsi ed un altro per scagliare devastanti fiamme che dopo ogni utilizzo necessiteranno di alcuni secondi di ricarica ed un quarto attacco utilizzabile invece a ripetizione. Non poter modificare in alcun aspetto il simpatico mago, limita però questa caratteristica, relegandola a ruolo di feature divertente da usare di tanto in tanto, ma nulla più.

Sfonfi bidimensionali
Il particolare umorismo che caratterizza ogni elemento ha ovviamente contagiato anche l’aspetto grafico, cartoonoso ed azzeccatissimo. Partendo da un motore grafico comunque tridimensionale, gli scenari fanno largo uso di strutture piatte e coperte di texture che paiono disegnate a mano, componendo un quadro generale godibilissimo. Lo stesso discorso vale per i personaggi, tutti ottimamente caratterizzati, a partire dal protagonista il cui aspetto cambierà in base all’equipaggiamento indossato, così come gli NPC e gli svariati mostri che incontrerete. Tecnicamente non siamo certamente di fronte ad uno dei prodotti più avanzati del PSN o XBLA, ma il comparto estetico di DeathSpank appare curato e non stancherà grazie alla buona varietà. Di pari livello il sonoro, con un doppiaggio semplicemente eccezionale, anche se purtroppo per i non anglofoni, esclusivamente in inglese, così come i testi, anch’essi non localizzati. Quest’ultimo elemento ci porta necessariamente a mettere in guardia chi mastica poco l’inglese, in quanto non potrà godersi quello che è sicuramente l’elemento portante dell’intero prodotto, ovvero il divertentissimo umorismo che permea ogni cosa.
Recensione Videogioco DEATHSPANK scritta da FOLKEN La nuova creazione di Ron Gilbert è un action RPG di buona fattura che affianca ad un gameplay ben congegnato e perfettamente adattato al mondo delle console, alcune idee piuttosto fresche. Pecca un po’ in profondità, soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione del protagonista e avremmo preferito goderci qualche enigma in più, ma gli amanti del genere non rimarranno delusi dall’offerta videoludica di DeathSpank. Il vero elemento distintivo del gioco, comunque, è chiaramente il particolare stile di cui è permeato capace realmente di far ridere come poche altre volte ci era capitato, grazie alle numerose situazioni paradossali in cui lo sventurato protagonista si ritroverà coinvolto. Peccato sia necessaria una buona conoscenza dell’inglese per poter godere di questo aspetto, elemento che consigliamo caldamente di considerare prima di versare i vostri sudati risparmi sui conti di Microsoft e Sony.
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