Anteprima di Enslaved: Odyssey to the West

Copertina Videogioco Enslaved
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Ninja Theory
  • Distributore:

     Namco Bandai
  • Data uscita:

     7 Ottobre 2010
ASPETTATIVE
- Ambientazione affascinante
- I due protagonisti paiono ottimamente caratterizzati
- Gameplay solido
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Update di Valerio 'Folken' De Vittorio - 24/08/2010
Dal GamesCom 2010
Il 7 ottobre non è più così lontano, giorno in cui Ensalved: Odyssey to the West vedrà finalmente la luce e Antoniades (Chief Creative del progetto) non ha potuto resistere alla tentazione di approfittare del GamesCom di Colonia per mostrarci qualche altra gustosa novità che il titolo ha in serbo per i giocatori. La presentazione a porte chiuse si è focalizzata principalmente su di un nuovo personaggio che nell'ultima parte dell'avventura trasformerà il duo Trip e Monkey in un trio. Il nome del pingue nuovo comprimario è Pixie, un panciuto e simpatico omone che si innamora della bella dai capelli rossi, entrando in competizione con il suo protettore e nostro alter-ego. Peccato che questi, da bravo lupo solitario e uomo rigorosamente pratico, ignori totalmente questi retroscena sentimentali divenendo così uno tre vertici di un triangolo perfetto per creare una nuova e divertente alchimia. Una novità che permetterà alla storia di risollevarsi, a detta degli sviluppatori, dalle tinte dark che la trama principale tende ad assumere nella prima parte dell'avventura. Pixie ha permesso inoltre di donare ulteriore varietà al gameplay in quanto fornirà un supporto concreto durante le fasi di combattimento. A tal proposito ci è stata mostrata un sezione dell'undicesimo capitolo in cui abbiamo visto i tre farsi strada attraverso un piccolo esercito di robot che gli vomitava proiettili addosso da tutte le parti. Controllando Monkey gli sviluppatori ci hanno mostrato come superare questa situazione spinosa sfruttando le coperture e soprattutto coordinandosi con Trip che, a comando, catalizzava l'attenzione dei nemici su di sé. A condimento del tutto abbiamo apprezzato dei simpatici scambi di battute con Pixie, intento a far fuori più nemici del protagonista per colpire Trip.
Una volta superata questa sezione, Antoniades ha approfittato di un momento di pausa per mostrarci uno scorcio mozzafiato, che ci ha permesso di apprezzare ancora una volta l'elevato livello stilistico del gioco. L'ultima parte della presentazione si è concentrata su una boss fight, che vedeva Monkey alle prese con un robot gigantesco a quattro zampe. La meccanica dello scontro, almeno nella prima parte, ci ha ricordato Batman: Arkham Asylum in quanto vedeva il nemico caricare in direzione del muscoloso protagonista il quale, approfittando delle mine lanciate da Pixie, ne frenava la corsa sparando col giusto tempismo sugli ordigni a terra stordendolo e facendolo rovinare contro gli elementi dello scenario. Il combattimento si è però evoluto aggiungendo diverse varianti e aumentando anche di ritmo, fino all'ovvio epilogo. Una simpatica cut-scene, però, ha rimesso in gioco il robot gigante, che con addosso Trip, si è lanciato a tutta velocità in una fuga disperata. Monkey sfodera la sua nuvola e parte all'inseguimento per salvare la compagna di avventure, dando il via ad una sezione molto concitata in stile arcade racing. Al termine del livello ci siamo potuti godere un lungo filmato che ha messo in mostra un'ottima regia ma soprattutto dialoghi ben scritti e recitati da attori virtuali meravigliosamente credibili. Si è concluso così il nostro incontro con Enslaved: Odyssey to the West al GamesCom di Colonia; ormai non manca molto alla data d'uscita, momento in cui, finalmente, potremo goderci dall'inzio alla fine quest'avventura davvero invitate. Restate con noi.

A tu per tu col gioco
Abbiamo avuto l’opportunità di sederci comodamente davanti ad un televisore e giocarci con calma il primo capitolo dell’intrigante trama imbastita dallo sceneggiatore Alex Garland. L’inizio ci ha gettati subito nel vivo dell’azione grazie alla telecamera che si è accostata al volto confuso del protagonista Monkey. Imprigionato in una misteriosa capsula, scorge dall’oblo una ragazza dai capelli rossi fuggire dalla medesima prigione per poi adoperarsi ai comandi di un computer allo scopo di aprirsi un varco per la fuga. Lo stesso Monkey si ritrova libero dalle costrizioni ed è da qui che prendiamo finalmente possesso dei comandi. Molto classicamente queste prime fasi vengono sfruttate dal gioco per insegnarci a padroneggiare il repertorio di mosse di cui dispone il protagonista, permettendoci di superare alcune semplici sezioni platform. Il ritmo, inizialmente blando, sale minuto dopo minuto, con esplosioni tutto intorno ed il luogo di prigionia che si rivela essere in realtà un convoglio volante ormai completamente fuori controllo.
Un minaccioso robot di sorveglianza costringe Monkey a ritrovare le proprie cose, tra cui intuiamo esserci qualche tipo di arma. Una breve deviazione e rinveniamo finalmente il suo equipaggiamento completo di scudo energetico e bastone. Armati siamo tornati sui nostri passi per aprirci così la strada a suon di bastonate, momento perfetto per apprendere le basi del sistema di combattimento. Un tasto per il colpo semplice, un altro per uno più potente ma più lento ed un altro ancora per servirsi dello scudo. La pressione del primo simultanea col salto permette in fine di eseguire colpi utili per tenere a distanza gli avversari. Il resto del livello si è svolto in un’alternanza tra fasi di combattimento e altre platform, queste ultime dal ritmo sempre più incalzante con il nostro alla disperata ricerca di una scialuppa di salvataggio che lo faccia scendere sano e salvo dalla nave ormai prossima allo schianto. L’ultima rimasta guarda caso è proprio quella nella quale siede Trip, la ragazza dai capelli rossi responsabile del disastro al quale stiamo assistendo, la quale, però, non ci permette di entrare. Sarà l’inizio di un rapporto burrascoso che evolverà nell’arco dell’avventura andando a costituire la spina dorsale dell’intero plot narrativo.

Inizio col botto
Questo nuovo contatto con Ensalved: Odissey to the West ci ha permesso di saggiare le primissime fasi di gioco, le quali si sono palesate in un livello iniziale coinvolgente, capace di catturarci immediatamente nel vivo dell’azione e di avvicinarci ai due protagonisti con uno stile registico e narrativo davvero efficace. Il gameplay non stupisce con particolari idee, ma, da quanto visto fin’ora, si limita a riprendere meccaniche già ampiamente collaudate, puntando quindi tutto sul coinvolgimento emotivo dato dal complesso rapporto tra Monkey e Trip. Si è riconfermato anche l’elevato livello estetico, fatto di una direzione artistica accattivante supportata da un’ottima implementazione dell’Unreal Engine 3 e soprattutto dalla stupenda recitazione dei personaggi. Molto buono anche il doppiaggio in italiano, con voci abbastanza ispirate e adatte al contesto, così come ci hanno rapito le partiture, davvero d’effetto.
A cura di (Folken) del
Enslaved è un titolo che ci ha incuriosito sin dalla prima volta che venne mostrato, rivelandosi nel corso dello sviluppo come uno dei titoli più interessanti in arrivo il prossimo autunno. Sviluppato da quei Ninja Theory che furono tra i primi a mostrare le potenzialità del monolite nero di Sony grazie al breve ma intenso Heavenly Sword, il titolo si è mostrato ancora una volta ai nostri occhi e soprattutto lasciato provare in occasione di un evento nella sede milanese di Namco Bandai, presso la quale siamo stati gentilmente invitati. Ci aspettavamo di rivedere il solito livello e invece non è mancata qualche piacevole sorpresa.

L’anello di congiunzione tra cinema e videogioco?
Per quanto riguarda il background narrativo, vi rimandiamo alla precedente anteprima, in quanto nulla di nuovo è trapelato; dato che il plot pare proprio essere uno punti forti della produzione, è un bene che non siano stati svelati dettagli importanti che non vediamo l’ora di goderci in fase di recensione. I tre livelli mostratici dall’elegante Chief Creative Tameem Antoniades appartenevano sempre alla prima metà dell’avventura ed in particolare erano parte del secondo, quarto e quinto capitolo. A tal proposito, per chi nutrisse dei dubbi in merito la longevità del titolo, mr. Antoniades ci ha assicurato che Enslaved sarà molto più lungo di Heavenly Sword, e comunque si attesterà nella media del genere action adventure grazie ai quattordici capitoli di cui è composto, ciascuno della durata di circa un’ora scarsa.
Dopo averci dato un po’ di numeri, una schermata di caricamento ci ha invitati ad una sezione iniziale dell’avventura, in cui il rapporto tra i protagonisti Trip e Monkey è ancora piuttosto freddo. Il primo comando che avremo a disposizione per controllare la ragazza verrà introdotto proprio con un litigio tra i due. In un momento particolarmente concitato, Monkey si ritrova a dover affrontare un gruppo di robot nemici e chiede a Trip di nascondersi. Lei non obbedirà e durante una cut-scene in cui lui non molto delicatamente le dice che se vuole sopravvivere deve fare quello che le ordina, ecco che nel cerchio dei comandi impartibili a Trip appare la prima icona, utile proprio per chiedere alla ragazza di muoversi o restare ferma. Una trovata ben congeniata che coniuga abilmente trama e caratterizzazione dei personaggi con elementari esigenze di gameplay. Questo semplice espediente verrà sfruttato per ogni nuovo elemento che vedremo introdotto nel gioco nell’arco della campagna principale, rendendo ancora più centrale il ruolo della narrazione, che sembra realmente fondersi con il gameplay.
La natura cinematografica dell’esperienza di gioco viene sottolineata ulteriormente dal sapiente utilizzo della telecamera. Tale è la creatività e l’attenzione riposta in questo elemento che ci è subito tornato alla mente il capolavoro di Naughty Dog, Uncharted 2: in particolare abbiamo trovato particolarmente azzeccati gli zoom sul volto di Monkey durante i combattimenti al fine di sottolineare le emozioni del protagonista anche in queste fasi. Grazie all’utilizzo dei medesimi modelli sia durante le scene di intermezzo che in-game gli sviluppatori si sono potuti permettere di mescolare narrazione e gameplay senza continui e bruschi cambi di ritmo.

Gameplay ricco?
Proseguendo nei livelli di gioco sono venuti a galla ulteriori dettagli sulle possibilità offerte dal titolo. È stata infatti mostrata una sezione in cui per aggirare dei nemici era necessario coordinarsi con Trip nel creare diversivi. Distogliendo a turno l’attenzione dei robot è stato possibile raggiungerli alle spalle eliminando così la minaccia. Tameem Antoniades ha nuovamente sottolineato come Enslaved: Odissey to the West si possa definire puzzle action game, in quanto ogni nuova sezione presenta sfide diverse e da affrontare prima con il cervello e poi con la forza bruta di Monkey.
Un nuovo elemento si è poi aggiunto al repertorio di Trip quando questa convince Monkey a catturare per lei una libellula meccanica incrociata in un livello. Domata la creatura artificiale, la geniale donzella imparerà a sfruttarla come telecamera mobile, utile in alcune fasi per scansionare l’ambiente e visualizzare così eventuali minacce nascoste, nel caso specifico delle mine.
Saltando ad una fase più avanzata apprendiamo come l’elenco completo di comandi impartibili a Trip ammonta a sole quattro opzioni, aggiungendo alle due già citate la possibilità di farsi curare e di evolvere le abilità di Monkey spendendo i Tech Orb che sparsi per i livelli. Infine ci è stato mostrato un particolare livello nel quale scopriamo che il nostro muscoloso alter ego possiede una Nuvola, ovvero un marchingegno tecnologico appeso alla cinghia che quando attivato genera un campo gravitazionale che Monkey può sfruttare a mo’ di skateboard fluttuante per muoversi rapidamente in appositi livelli liberamente esplorabili. In particolare quello mostrato vedeva il nostro eroe cercare di creare un sentiero percorribile per Trip smuovendo dei relitti, così da permetterle di attraversare una zona resa inagibile dall’acqua. Era possibile anche distogliere un po’ l’attenzione dall’obiettivo principale per divertirsi con il simpatico aggeggio e ricercare qualche oggetto ben celato. A tal proposito, Tameem Antoniades ci ha spiegato che nonostante il titolo sia decisamente lineare, gli amanti dell’esplorazione potranno divertirsi a scovare diversi elementi nascosti, tra cui delle misteriose maschere che mostreranno a Monkey delle immagini dei giorni nostri, per lui decine di anni nel passato. L’esplorazione non sarà quindi solo finalizzata al collezionismo puro, quanto piuttosto un mezzo ulteriore utile per scoprire interessanti sfaccettature del complesso mondo di gioco imbastito da Ninja Theory.

Lo scimmione sotto controllo
In coda alla presentazione siamo anche riusciti a ritagliarci qualche minuto per impugnare il pad e provare con mano il prodotto. Fortunatamente, anche sotto il fronte dei controlli Enslaved: Odissey to the West convince, mettendo sul piatto una buona distribuzione dei comandi ma soprattutto un’ottima responsività agli input impartiti. In pochi minuti abbiamo imparato a controllare Monkey ed a fargli eseguire le semplici combo di cui dispone, oltre che impartire ordini alla dolce Trip. Abbiamo comunque notato un livello di difficoltà forse troppo permissivo nei duelli con i robot che se affrontati col giusto tempismo non riuscivano nemmeno a scalfire le nostre difese, ma avendo provato fasi appartenenti alla prima metà di gioco, è facile che il tasso di sfida sia destinato a salire. E' inoltre disponibile un livello di difficoltà più alto, risorsa che tornerà sicuramente utile ai giocatori più esperti.
Rimandando ancora una volta alla fase di recensione il giudizio complessivo, non possiamo che parlare bene della veste grafica del titolo, che si è ripresentata tecnicamente solida e visivamente affascinante. A sorprendere sono i due protagonisti, ben caratterizzati ma soprattutto animati da una recitazione fuori parametro, frutto di un lavoro certosino che ha catturato le interpretazioni degli attori nelle movenze del corpo, nelle espressioni del viso e nella voce.
Recensione Videogioco ENSLAVED: ODYSSEY TO THE WEST scritta da FOLKEN Enslaved: Odissey to the West si è mostrato ai nostri occhi nuovamente capace di stupire e di affascinare. Questo action-adventure porta con sé un’ambientazione ben congegnata e soprattutto due protagonisti ottimamente caratterizzati, mentre il gameplay, seppur non particolarmente originale, sembra capace di proporre un’interessante interpretazione del genere. Siamo davvero ansiosi di poterci finalmente godere questo viaggio fino in fondo e verificare se i ragazzi di Ninja Theory saranno stati in grado di confezionare un prodotto capace di mantenere per tutta la durata dell’avventura questo medesimo livello di qualità. L’attesa non sarà poi così lunga, visto che la data di uscita sul suolo italiano è stata fissata per il 7 ottobre, restate con noi.
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