Anteprima di Medal Of Honor

Copertina Videogioco Medal Of Honor
  • Piattaforme:

     PC, PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Single: Electronic Arts Los Angeles / Multi: DICE
  • Distributore:

     Electronic Arts
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 ( Presente Multiplayer)
  • Data uscita:

     15 Ottobre 2010
ASPETTATIVE
- Ottimo level design
- 24 giocatori online
- Feeling già buono
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A cura di (Iori Yagami) del
Con la fastosa fiera di Los Angeles oramai alle spalle, l'industria videoludica non si è certamente cullata sugli allori ed ha ripreso incessantemente a muovere i suoi dorati ingranaggi. Il primo passo di avvicinamento alla grande abbuffata che potremo gustare a cavallo fra la fine di questo 2010 ed il prossimo 2011 ci viene dato da Electronic Arts, la quale ha da pochissimo messo a disposizione le chiavi per la beta multiplayer di Medal Of Honor, first person shooter che, oltre a fregiarsi di un pedigree di primissimo livello, passerà agli annali per i due team di sviluppo che stanno curando in parallelo, uno la parte single player/campagna, l'altro il solo comparto online. Ed a chi EA avrebbe potuto affidare l'arduo compito di confezionare un multiplayer in grado di competere con pezzi da novanta come Halo Reach, Call of Duty e Killzone, se non ai DICE, gli autori della pluriosannata serie Battlefield?

Guerra a tutto tondo
Una volta scaricata ed installata la beta, il menu ci darà la possibilità di scegliere se confrontarci subito con gli altri giocatori in una delle due modalità messe a disposizione: Mission e Team Assault. La prima sarà sicuramente riconosciuta da tutti gli aficionados di Bad Company: dietro questo nome infatti si cela nientemeno che la collaudata modalità Corsa in cui due squadre, attaccanti e difensori, dovranno rispettivamente distruggere e difendere dei determinati punti presenti sulla mappa. Gli attaccanti vinceranno se riusciranno a distruggere tutti gli obiettivi, viceversa i difensori potranno portare a casa il match facendo scendere a zero tutti i punti respawn della squadra avversaria. Team Assault è invece il collaudatissimo e sempreverde deathmatch a squadre, un vero must per ogni first person shooter.
Le altre similitudini con il precedente titolo DICE saranno ben visibili sia nelle classi che nel loro sistema di evoluzione e personalizzazione, nonostante una chiara strizzatina d’occhio al diretto concorrente, Call of Duty. Prima di iniziare il match (e ad ogni respawn) ci verrà data la possibilità di scegliere il nostro alter ego fra Rifleman, Spec Ops o Sniper. Il primo della lista altri non è che un comune fante d'assalto, specializzato in armi a medio raggio e dotato di fucile mitragliatore con annesso lanciagranate. Lo Spec Ops è invece il geniere del gruppo, un soldato dotato di minore potenza di fuoco, ma in grado di maneggiare lanciarazzi, mine ed esplosivi. Chiude il lotto di specialisti il cecchino, il cui valore sarà dato dall'incredibile potenza e precisione dei fucili a lungo raggio, ma decisamente fragile negli scontri ravvicinati. Uccidendo nemici, conquistando o difendendo gli obiettivi o effettuando assist riceveremo punti esperienza, i quali andranno a riempire l'apposita barra per l'aumento di livello. Ad ogni scatto verso l'alto riceveremo un nuovo fucile piuttosto che un accessorio per aumentare rateo di fuoco, precisione, silenziosità o munizioni del nostro armamentario.
Le similitudini con l'ultimo nato in casa DICE non si fermano però qui: anche dal punto di vista del gameplay, infatti, Medal Of Honor pesca a piene mani da Battlefield: Bad Company 2. L'appeal generale è quello di una sfida dai toni cadenzati, frenetici ma non troppo, dalla pianificazione attenta delle mosse e dalla coordinazione con gli altri compagni di squadra, soprattutto in Mission. Buone sensazioni, spalleggiate da un ottimo sistema di controllo che, già in questa incarnazione beta, non ha mai mostrato impuntamenti o tentennamenti, risultando sempre preciso sia per reazioni alle sollecitazioni, sia per la precisione nella mira. Coloro che temevano una replica del gameplay di Bad Company 2 o una mera copia di quello di CoD saranno contenti di sapere che il nuovo titolo EA si ripropone di posizionarsi a meta strada tra questi due giganti, fornendo un gameplay frenetico, ma al contempo maggiormente strategico. Questo deriva da una velocità di gioco superiore rispetto a Battlefield grazie alla possibilità di rientrare immediatamente in azione (perlomeno in Team Assault) e ad una maggiore leggerezza e velocità delle armi, anche quelle fisse, nel rateo di fuoco o nei tempi di caricamento. Le mappe inoltre sono di dimensioni più ristrette e garantiscono un continuo contatto con la fazione ostile. L’assenza dei medici e del tempo di rientro favorisce un approccio più sfrontato, basato sul numero di kill, come dimostra la presenza di diversi bonus sbloccabili attraverso serie di uccisioni. Non poteva mancare uno dei marchi di DICE, ovvero il combattimento sui veicoli, in questa beta leggermente meno determinante per via della ristrettezza degli ambienti che rende difficile il loro utilizzo.

Paese che vai....
Il set in cui si svolgeranno le vicende di questo Medal Of Honor è quello dell'Afghanistan, lo stato mediorientale noto per la durissima controffensiva antiterroristica messa in atto da tutto il mondo all'indomani dei tragici fatti dell'11 settembre. Territorio estremamente variegato in cui si snodano senza soluzione di continuità piccoli villaggi, grandi città, lande desertiche, fiumi e montagne innevate. Una così grande varietà di scenari non poteva non scatenare la fantasia e la maestria degli autori di Bad Company 2 per poter creare delle mappe multiplayer articolate e con molteplici approcci strategici. E proprio queste caratteristiche sono quelle che emergono una volta scesi in campo nelle due arene presenti in questa beta multiplayer. Helmand Valley vedrà muovere i soldati delle due fazioni (alleati e terroristi) lungo una lingua di terra costeggiante un rigagnolo d'acqua. Aspri territori in cui anche il minimo riparo dato da un costone di roccia piuttosto che da un muro a secco saranno i discriminanti per la vittoria o la sconfitta. Risalendo verso la sorgente del fiume incontreremo un piccolo villaggio deserto fatto di rudimentali case di fango, divenuto oramai un avamposto dei terroristi ed in cui ogni angolo morto nasconde un'insidia.
L'alternanza di situazioni permetterà dunque di adattarsi passo dopo passo al terreno di battaglia, costringendoci a valutare attentamente ogni singola mossa e cambiare strategia ad ogni possibile variazione dell'incontro. Kabul City Ruins ci porterà invece in uno scenario diametralmente opposto, calandoci nel bel mezzo della capitale Afghana dilaniata dalla brutalità della guerra. Come è facile intuire, in questa mappa l'imperativo sarà quello di massima attenzione: le rovine pullulano infatti di case diroccate, stradine vicoli e viuzze da cui i nemici potranno spuntare senza il minimo preavviso. Buon level design a cui si accompagna un comparto tecnico già ben delineato ed in grado di mostrare i muscoli di quel gran motore di gioco chiamato Frostbite 2.0. Ambienti ricchi di dettagli si snodano senza il minimo impuntamento di frame rate (già inchiodato a 30 fps) e caratterizzati da texture di buon livello. La saturazione ed il contrasto della palette cromatica (scelte fatte forse per sottolineare il brullo ambiente afghano) non sono che il tocco in più volto a caratterizzare le due mappe visionate. A buon punto anche la riproduzione di armi e mezzi di trasporto, mentre leggermente più indietro con il lavoro ci sono parsi i modelli poligonali dei soldati, ancora un po' scialbi sotto l'aspetto delle texture e dotati di animazioni un po' legnose in certi frangenti (soprattutto nel ragdoll dopo le esplosioni).
Ci è dispiaciuto non poter vedere all'opera il cavallo di battaglia del Frostbite 2.0 ossia la piena distruttibilità degli ambienti, confinata nella beta solo nel divellere alcuni alberi dello scenario o nel ridurre in segatura delle assi di legno usate per sbarrare porte o finestre di alcune case. Speriamo dunque che queste caratteristiche, tanto peculiari delle produzioni DICE, facciano maggiormente capolino in futuro. Decisamente meglio la gestione degli effetti particellari, con schizzi di terra, fumo e schegge che partiranno ad ogni deflagrazione.
Come sempre ottimo il comparto audio, infarcito di voci ed effetti sonori in grado di sottolineare in maniera certosina l'azione in campo.
Recensione Videogioco MEDAL OF HONOR scritta da IORI YAGAMI La beta multiplayer di questo Medal Of Honor ci ha già dato delle buone sensazioni. Con 24 giocatori in contemporanea, delle mappe più piccole di quelle ammirate in Battlefield, ma ben caratterizzate e dall'ottimo level design, il titolo di Electronic Arts sembra già essere a buon punto ed in grado di divertire i giocatori appassionati di first person shooter.
Rimanete con noi per qualsiasi aggiornamento su questo attesissimo titolo.
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