Recensione di Iron Man 2

Copertina Videogioco Iron Man 2
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

      Secret Level Games
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     Disponibile
- Sono presenti tutte le armature storiche di Iron Man - Troppo corto
- Comparto tecnico mediocre
- Adattamento italiano vergognoso
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A cura di (Fabfab) del
In contemporanea con l'uscita del (divertente) secondo film, SEGA non si è lasciata sfuggire l'occasione per lanciare il seguito del precedente videogioco: sarà riuscita a fare un lavoro migliore del precedente? No ovviamente...

Gioco di squadra
Pur riproponendo le fattezze degli interpreti della pellicola (si fa per dire), questo Iron Man 2 non segue la storia vista al cinema, ma ne rappresenta un ideale seguito. Tony Stark (Iron Man) e Jim Rhodes (War Machine) collaborano con Nick Fury e lo SHIELD per evitare che la tecnologia delle armature cada in mani sbagliate e si scateni una guerra a livello mondiale: a dare il loro inestimabile contributo troviamo anche la fedele Pepper Potts e la letale Natasha Romanoff. Un'azienda rivale ha infatti assaltato le industrie Stark, impadronendosi del 98% del programma Jarvis, l'intelligenza artificiale che controlla il programma Iron Man. La tecnologia sottratta viene venduta ad un generale russo, che intende avvalersene per organizzare un colpo di stato nelle vesti della storica Dinamo Cremisi. Ma questa non sarà che la prima delle minacce da affrontare, perché i misteriosi avversari hanno utilizzato i dati rubati per creare una copia malvagia di Jarvis, nota come Ultimo.

L'inarrestabile Iron Man
Il gioco prende le forme un action-shooter in terza persona, in cui all'utente viene chiesto di vestire alternativamente i panni di Iron Man o War Machine e di superare livelli zeppi di nemici, risolvendo pochi semplici enigmi.
Data la natura polivalente della armature, è possibile percorrere le varie aree a piedi o in volo grazie ai propulsori: la scelta aerea si rivela quasi sempre la migliore per meglio affrontare i vari scontri, anche se ogni tanto occorre atterrare per cercare riparo o ricaricare più velocemente gli scudi. Il sistema di volo è molto semplice: due tasti sono deputati a salire o scendere di quota, con lo stick analogico si sceglie la direzione mentre col dorsale sinistro si dispone di una breve accelerazione, oppure si entra in modalità di volo vero e proprio se premuto due volte.
Tutte le armature del gioco (completando le varie missioni se ne sbloccano diverse, che si differenziano però solo nell’aspetto) sono provviste di quattro armi, utilizzabili a due per volta premendo i grilletti destro e sinistro: a parte il classico repulsore si dispone di missili e mitragliatori, laser o cannoni, a seconda delle scelte del giocatore. E’ prevista anche la possibilità di combattere in corpo a corpo, attraverso una serie di semplici combo, opzione essenziale per liberarsi degli avversari che si sono avvicinati troppo.
Sul fronte opposto i nemici spaziano da armature di vario tipo a mezzi corazzati ed elicotteri, tutti accomunati da un’intelligenza artificiale semplicemente inesistente, inoltre alla fine di ogni missione ci attenderà il più classico dei boss.
Sfortunatamente i combattimenti talvolta risultano eccessivamente caotici a causa di un concorso di cause, riassumibile in un lock-on automatico che nelle situazioni concitate cambia bersaglio senza controllo ed una telecamera che tende ad impazzire con sconcertante frequenza ogni volta che ci si avvicina ad un ostacolo, disorientando non poco il giocatore che preso dal panico finirà per schiacciare disperatamente a caso i tasti azione e movimento, nella speranza di riuscire a recuperare la direzione senza farsi sopraffare dai nemici.
Al termine di ogni missione ci si ritroverà in una schermata in cui è possibile scegliere quale tenuta indossare; inoltre è possibile spendere i punti esperienza guadagnati in ricerche volte a potenziare le prestazioni delle armature o delle armi ad esse associate. Parrebbe un’operazione piuttosto tranquilla, ma un menù mal studiato rende anche questa compito più difficoltoso del dovuto.

E’ durato poco… e non è stato bello
Anche il comparto tecnico mostra il fianco a qualche problema.
La grafica risulta piuttosto povera: a parte Iron Man, il resto del cast, indipendentemente dal fatto che si tratti dei buoni o dei cattivi, appare assai poco curato e privo di originalità. Invece chi ama il metallico supereroe yankee trarrà soddisfazione dal fatto di poter indossare molte delle armature che lo stesso ha esibito durante la sua carriera, non solo cinematografica ma anche "fumettara".
Il motore di gioco riesce a gestire abbastanza fluidamente gli scontri anche quando in campo ci sono decine di velivoli, però tutto questo viene compensato da scenari molto spogli e texture a bassa definizione. L’interazione con l’ambiente è discreta, si possono far saltare in aria buona parte delle strutture, ma i risultati sono decisamente poco credibili, così come davvero misere appaiono esplosioni ed effetti speciali in genere.
La storia del gioco viene narrata attraverso scenette animate realizzate col motore grafico, durante le quali è impossibile non notare la bruttezza dei modelli poligonali degli interpreti: e se alcuni di questi ricordano vagamente l’attore cui sono ispirati (Robert Downey Jr., Samuel L. Jackson), altri sono delle vere e proprie mostruosità che nulla hanno a vedere col personaggio originale (Pepper Potts sembra una casalinga sfatta di mezz’età)!
Il fondo viene toccato però dal comparto audio, e non per gli effetti o la colonna sonora, che sarebbero anche nella norma. Purtroppo il distributore nostrano ha deciso di localizzare interamente il gioco risparmiando un po’ troppo nella scelta delle persone cui affidare l’operazione. Quello che ne è conseguito non è solo l’assenza dei doppiatori originali della pellicola, sostituiti da voci del tutto diverse e con intonazioni sempre sbagliate rispetto alla scena in atto. Gli errori si sono avuti anche nell’adattamento vero e proprio dall’inglese, con frasi italiane troppo lunghe rispetto a quelle originali. Durante le scene di intermezzo, dunque, capiterà spesso che la persona che si vede parlare non sia quella di cui si sente la voce, perché magari anche se a schermo c’è Pepper Potts che muove la labbra, quello che sentiamo è il doppiatore di Tony Stark che non è riuscito a finire la frase prima che l’inquadratura cambiasse. A volte la lunghezza dei dialoghi italiani è così esagerata che l’audio viene addirittura mandato avanti veloce, per non sforare troppo: non stiamo scherzando, capita che mentre Tony Stark e Nick Fury parlano della salvezza del mondo, i dialoghi siano accelerati, con un effetto alla ridolini. Non fosse che il gioco viene venduto a prezzo intero, ne consiglieremmo l’acquisto solo per questo involontario trionfo del trash.
Ultimo appunto relativamente alla longevità, che si attesta sulle quattro ore. Esatto, il gioco si finisce tra le tre e le cinque ore, a seconda del livello di difficoltà prescelto e dell’abilità del giocatore. E difficilmente lo riprenderete in mano, a meno che non siate dei patiti degli obiettivi da sbloccare.
Recensione Videogioco IRON MAN 2 scritta da FABFAB Iron Man 2 incarna il più classico stereotipo relativo ai tie-in: licenza di un certo richiamo, giocabilità semplice ma priva di profondità, comparto tecnico appena sufficiente, longevità davvero minima. In più la versione italiana è devastata da una localizzazione a dir poco vergognosa. Il risultato finale è un titolo nemmeno bruttissimo, ma di cui risulta davvero difficile consigliare l’acquisto a prezzo pieno, anche ai più appassionati cultori di Tony Stark
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