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Scene It? Ciak! Si Gira!

Scene It? Ciak! Si Gira!

Un sfida per veri esperti

Recensione

PS3, WII, X360

Puzzle game

Italiano

Warner Bros. Interactive

Disponibile

A cura di Claudio “Shiryo” Consoli del 21/03/2010
Esordisce finalmente su PS3 e Wii l’ormai celebre brand Scene It?, precedente esclusiva della console Xbox360 di Microsoft. Un nuovo, completo format interamente dedicato al cinema è arrivato a mettere alla prova i migliori esperti: sarà gioco da oscar, o solo un discreto passatempo?

Il nuovo, vecchio, quiz
Iniziamo da quello che appare scontato: Scene it? Ciak! Si Gira! è un quiz basato sul mondo del cinema che mette i giocatori di fronte a difficili domande sul mondo della cinematografia. Compatibile sia con il Big Button Pad di Microsoft e sia con i Buzzer Buzz di Sony, il gioco si propone in maniera simpaticamente arrogante, promettendo che con le oltre duemilaottocento domande presenti, di riuscire a includere qualsiasi celebre evento cinematografico. Ovviamente, nonostante le numerose ore di “test” (è il caso di dirlo) non abbiamo avuto il piacere di confrontarci con tutte le domande proposte, ma certamente possiamo affermare che quantomeno la promessa sulla varietà delle domande stesse è stata mantenuta.
Le principali novità della nuova edizione sono da ricercarsi nell’inedito Star System, un’introduzione che permette di accumulare bonus, attraverso il raggiungimento di obiettivi prestabiliti durante i vari round. Al termine di ogni sessione, prima del successivo minigame, il più veloce dei giocatori che si prenota ha modo di utilizzare le proprie stelle per ottenere un moltiplicatore del punteggio che verrà guadagnato nel quiz successivo. Per far questo, il fortunato prenotatosi per primo deve fermare un indicatore che oscilla tra settori colorati, ognuno appartenente ad uno degli sfidanti: questi settori appaiono di dimensioni inversamente proporzionali ai punti già accumulati, cosicché sia più probabile, per chi tenta la fortuna, fermare l’indicatore nella propria area in caso di punteggi bassi ottenuti sino a quel momento. Indubbiamente l’idea, comunque poco originale, si dimostra valida se non addirittura indispensabile, per ridare interesse a partite che spesso, nonostante concorrenti dalla buona cultura cinematografica, si risolverebbero diversamente già dopo un paio di round. Questo è dovuto alla malaugurata scelta da parte degli sviluppatori, di incentrare tutte le domande di molte modalità di gioco su un unico film estratto: immaginate quindi di iniziare un round e di capire immediatamente di non conoscere il titolo di cui si parla. In questo caso non vi resta che sopportare il vostro compagno di giochi rispondere a tutte le domande senza che possiate tentare di ostacolarlo, lasciandogli fare incetta di punti, dato che errare una domanda significherebbe subire un’ingente perdita di punti (qualora l’opzione sia attivata), il che rende impossibile tentare di “sparare” la risposta a caso per arginare l’avversario, a meno che non si sia stabilito di giocare senza questo tipo di penalizzazioni nell’apposito menù opzioni. Nel secondo caso, comunque, si rende ancora più evidente un secondo grave difetto del titolo: alcuni minigame quali “rebus” o “anagrammi” richiedono di intuire il senso delle immagini o delle parole scomposte su schermo, e di dare una risposta tra le quattro soluzioni disponibili; questo permette ai giocatori di prenotarsi ancor prima di avere una seppur vaga idea della risposta, per poi scegliere quella più credibile “al volo” una volta apparse le soluzioni.
Se per alcuni giochi il difetto non rovina l’esperienza, per altri - come i due citati - questo risulta assai deleterio, dato che, prendendo come esempio il caso dei rebus, diventa sufficiente prenotarsi e cercare la prima parola tra le varie risposte che descriva la prima immagine da interpretare, ignorando completamente tutto il resto dei disegni. Fondamentalmente, il più delle volte è possibile dare la risposta giusta prima ancora di aver capito il significato del rebus stesso, comprendendolo solo dopo. Fortunatamente altre tipologie di quiz evitano di proporre lo stesso difetto, richiedendo per esempio di prestare attenzione a dettagli visivi o narrativi di uno spezzone di un film, per poi rispondere alle domande relative, oppure di individuare un volto che va pian piano definendosi tra bolle di sapone; in ogni caso, non avere una penalità sulle risposte sbagliate trasforma presto il gioco in una gara alla velocità di prenotazione, obbligando i giocatori ad accettare l’attivazione della penalità stessa, nonostante un malus eccessivo che porta a divari enormi di punteggio anche tra due concorrenti di pari abilità, spesso soltanto per casualità sfortunate, come spiegato, piuttosto che per motivi di abilità o prettamente puramente ludici.

Solo per veri esperti
Nonostante difetti nel gameplay che rendono parte dei quiz facilmente indovinabili paradossalmente prima ancora di intuire la risposta corretta, molti altri, come quelli citati sopra, richiedono invece una grande conoscenza della cinematografia. Come dicevamo, la promessa di coprire molti generi ed eventi celebri è stata mantenuta, tant’è che il giocatore si trova a doversi destreggiare, singolarmente o in multiplayer locale/online, tra domande assai varie e spesso tutt’altro che semplici. Il target del prodotto diventa quindi, evidentemente, quello di giovani uomini che, per motivi anagrafici, possano aver avuto modo di vedere numerosi film nella propria vita, alcuni dei quali anche datati, oppure ragazzi solo se realmente appassionati del grande schermo. Qualcosa che certamente accomuna i giocatori di varie età che decidano di approcciarsi al gioco, è invece la scarsa varietà di differenti modalità e tipologie di quiz, già peraltro simili tra loro sia per presentazione estetica che per meccaniche, il tutto aggravato dalla mancanza di un format in stile televisivo ben definito, che non aiuta a rendere meno ridondante l’esperienza di gioco.

Trova il carisma nascosto
La totale mancanza di uno studio virtuale capace di coinvolgere nell’atmosfera che un quiz dovrebbe avere, cosi come un presentatore tutt’altro che ispirato, capace di ripetere continuamente una ristretta cerchia di battute poco divertenti, sono elementi che non aiutano il titolo a tener desto il giocatore; quest’ultimo, peraltro, si vede messo a dura prova già nella scelta dell’avatar da utilizzare, da selezionare tra dodici personaggi incredibilmente stereotipati e senza carattere quali il pirata, il soldato, il cavaliere, il pistolero del selvaggio West o il samurai. Ognuno di questi mostra poche animazioni, oltre che reazioni ripetitive e poco convinte a quello che accade in game, limitandosi a fare i medesimi mugugni per tutta la partita, senza un doppiaggio valido o quantomeno frasi di battaglia che li caratterizzi un minimo.
Pur volendo porre attenzione solo al quiz nudo e crudo, è impossibile comunque non notare l’eccessiva sopori ferità dei menù, i medesimi presentati a rotazione per tutta la partita, spezzati da modeste sequenze in computer grafica presto noiose. Fortunatamente è buona la qualità audio/video (in italiano) delle scene di film originali incluse a supporto di alcune modalità di gioco, seppur questi non riescano a fare in modo che il gioco trasmetta la sensazione Hollywoodiana che meriterebbe. Il quadro che va a formarsi è, a parere nostro, quello di un titolo che, nonostante i difetti nel gameplay, poteva certamente essere reso quantomeno più intrigante proponendo al “concorrente da casa” una vera atmosfera da Quiz televisivo, cosi come il principale prodotto avversario esclusivo Sony è riuscito a fare in maniera eccellente, anziché limitare il tutto a poche schermate uguali. In aggiunta, un gioco finale capace di ribaltare realmente l’esito della partita sarebbe stato gradito, ed avrebbe evitato di tirare avanti, nella noia generale, sfide già risolte nei primi quiz.
  • + Quiz valido, per veri esperti
    + Spezzoni di film di ottima qualità
  • - Ripetitivo visivamente e nelle funzionalità
    - Scarsa presentazione generale
    - Format poco chiaro e monotono
voto
6

Il mondo videoludico ha aperto da tempo le porte al divertente genere dei Quiz Game. L’offerta è sempre più ampia, ed appare quindi valida la scelta di alcuni sviluppatori di creare prodotti dedicati ad uno specifico argomento, in questo caso il cinema, facendo rotare attorno ai contenuti puramente ludici anche ambientazioni ed extra adatti all'occorrenza. Purtroppo Scene It? Ciak! Si Gira! non offre però nulla che riesca a far sua quell’atmosfera hollywoodiana che ci si sarebbe aspettati di trovare viste le premesse, anche in considerazione della presenza sul mercato di quiz “generici” maggiormente d’impatto. Non possiamo in ogni caso bocciare del tutto il gioco, che grazie a domande da veri esperti, può comunque rendersi fruibile per una buona fetta di utenti appassionati decisi a mettersi davvero alla prova, ovvero esattamente quello cui un Quiz Game dovrebbe ambire. A patto che questi siano disposti a gustarsi le domande “nude e crude”, accettando quindi un bilanciamento generale non proprio ben calibrato, oltre che l’evidente scarsa personalità che permea ogni schermata di gioco.

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