Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
Assassin's Creed II - La battaglia di Forlì

Assassin's Creed II - La battaglia di Forlì

Cappa e spada a Forlì

Recensione

PS3, X360

Action-Adventure

Italiano

Ubisoft

Disponibile

A cura di del
Quello che per i publisher e sviluppatori di brand di successo è ormai diventato un obbligo, ovvero il rilascio dei Downloadable Content, non poteva essere ignorato da Ubisoft per il suo Assassin’s Creed II, che oltre a conquistarsi i favori della critica si è rivelato un grande successo anche “al botteghino”. Ecco così arrivare La battaglia di Forlì, primo capitolo di una sequenza di ricordi inedita che si concluderà a breve con Il Falò delle Vanità. Come con ogni DLC, la domanda è sempre la stessa. Semplice sfruttamento di un buon titolo per spillare qualche euro in più, o vera voglia di offrire e raccontare qualcosa di nuovo partendo da basi già solide?

Cappa e spada a Forlì
Dato che quanto raccontato di seguito avviene dopo il finale del gioco originale, sconsigliamo caldamente la lettura a coloro che non abbiano ancora completato le avventure di Ezio e non desiderino grossi spoiler. La battaglia di Forlì comincia infatti pochi istanti dopo la conclusione della campagna principale di Assassin’s Creed II: strappato alle grinfie di Borgia, il Frutto dell’Eden giace sotto gli sguardi attoniti di Ezio e degli altri Assassini. La decisione giunge spontanea: nasconderlo, prima che qualcuno possa comprenderne i poteri e rubarlo per scopi malvagi. Il luogo migliore sembra proprio la cittadina di Forlì, sufficientemente fortificata e dotata di cannoni. Purtroppo l’arrivo nella location romagnola porta con sé brutte sorprese: il borgo è infatti sotto assedio da parte dei famigerati fratelli Orsi, e Caterina Sforza rischia la vita. Qui comincia l’azione, che si dipanerà attraverso una lunga serie di combattimenti contro gruppi di guardie assortite in grande numero, tentando a tutti i costi di mantenere al sicuro Caterina e Niccolò Machiavelli prima per le strade, ed infine in una resa dei conti tra i bastioni del castello. Estenuanti e caotici, gli scontri appaiono fittizi per la caratteristica delle guardie di arrivare sul luogo degli scontri “a ondate”, ed i grandi numeri non fanno che mettere in luce tutti i ben noti problemi ancora irrisolti del sistema di combattimento, che riesce a risultare fluido solo quando si combatte un massimo di tre o quattro nemici. Il combattimento finale mette inoltre in luce alcuni evidenti difetti nelle routine d'Intelligenza Artificiale che muovono la Sforza e Machiavelli, che nel tentativo di fuggire dai soldati complicano terribilmente il compito di difenderli, rendendo gli scontri un vero caos dai risvolti spesso frustranti. Affrontata la lunga sequela di combattimenti si ha giusto tempo per gettarsi alla ricerca dei figli di Caterina, rapiti dagli Orsi, ed affrontare un ultimo combattimento, dopodichè con un decisivo colpo di scena il ricordo si interromperà bruscamente per poi continuare solo una volta acquistato il capitolo successivo, Il Falò delle Vanità.
Data la durata del tutto irrisoria, circa un’ora di gameplay, la natura decisamente ripetitiva delle missioni, che perdipiù tendono a fare di tutto per sottolineare le principali mancanzedel titolo originale, ci sentiamo di bocciare il lavoro di Ubisoft, che spreca questa prima occasione per espandere l’ottimo lavoro fatto con Assassin’s Creed II, e tenta inoltre di rendere irrinunciabile l’acquisto della prossima espansione con un brusco finale “cliffhanger” inserito ad hoc, un gesto sinceramente poco gradito.
  • [+] Caterina Sforza sa essere divertente

Di fronte a La battaglia di Forlì la speranza è che il prossimo contenuto scaricabile possa rivelarsi più denso di contenuti, e soprattutto presentare missioni e sfide più consone con la natura del gioco originale, che da sempre fa dell’azione stealth e dell’agilità del protagonista i punti cardine dell’azione, qui sostituiti da un noioso e ripetitivo menar di spada, perdipiù poco rifinito. I quattro euro necessari all’acquisto, pur non facendone un’espansione costosa, sono a nostro parere del tutto risparmiabili, tutt’alpiù recuperabili in un secondo momento se il prosieguo dovesse rivelarsi degno di considerazione. Rimane un po’ di amaro in bocca per questo passo falso, e si spera che Ubisoft lavori meglio in futuro per mantenere alto il buon nome di quello che è sotto tutti gli aspetti uno dei successi dell’anno scorso.

0 COMMENTI