Recensione di Dante's Inferno

Copertina Videogioco Dante's Inferno
  • Piattaforme:

     PS3, Xbox 360
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     EA Redwood Shores
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     5 Febbraio 2010
8.8
Voto lettori:
8.3
- Ottima giocabilità
- Design dell'inferno memorabile
- Appagante
- Tecnicamente solo buono
- Non molto longevo
- Nessuna novità
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A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
Il 2010 si è aperto all’insegna del genere action, con due produzioni relativamente piccole, ma dallo spessore video ludico notevolissimo. Se Bayonetta ha ristabilito la supremazia del Giappone in questa particolare tipologia di videogiochi, elevando all’ennesima potenza il sottogenere inventato da Devil May Cry, Darksiders ci ha regalato una propria e personale interpretazione dell’action game, mescolando elementi già visti in titoli diversi tra loro, uniti sotto la penna del grande fumettista Joe Madureira. Ad un mese di distanza, il colosso americano EA ci presenta il suo candidato, una inedita rivisitazione niente meno che della Divina Commedia: Dante’s Inferno.

A scuola ci avevano raccontato un'altra storia...
Sappiamo già tutti benissimo che dell’opera del sommo poeta, nel titolo di Visceral Games ritroveremo ben poco, ma l’interpretazione tutta americana risulterà decisamente più accessibile dell’originale e adatta ad essere fruita premendo come forsennati i pulsanti del pad. Il Dante che interpreterete è un fanatico religioso prestatosi al volere della chiesa per divenire un crociato e che durante il proprio peregrinare rimane vittima di uno degli infedeli. All’appuntamento con la morte, però, il nostro eroe si presenta più tenace del previsto e dopo un breve combattimento riuscirà ad avere la meglio sulla nera incappucciata, alla quale ruberà la falce, arma che lo accompagnerà d’ora in avanti per il resto del gioco. Sconfitta la morte e convinto di essere ormai pronto a tornare a casa e trascorrere in pace il resto della propria esistenza, in una scena che ricorda molto da vicino Il Gladiatore di Ridley Scott, Dante trova la propria dimora violata così come l’amata Beatrice. L’anima della consorte lo sconvolgerà accusandolo di aver tradito il patto che li univa, ma non farà in tempo a dare spiegazioni che Lucifero si presenterà e la porterà via con sé. Il percorso che vi attenderà sarà quindi una discesa negli inferi e nelle memorie del crociato, il cui passato scopriremo essere non proprio quello di un santo, nel disperato tentativo di salvare la propria amata.
Il plot appare volutamente esagerato, sia negli eventi che nello stile narrativo e viene raccontato tramite scene di intermezzo a volte realizzate col motore di gioco, altre in computer grafica, mentre i flashback vi verranno proposti sotto forma di cartone animato. Il risultato non è eclatante, ma comunque godibile e, in certi frangenti, anche capace di stupire adempiendo allo scopo di spingervi ad andare avanti per scoprire ogni retroscena della storia d’amore tra Dante, Beatrice ed il terzo incomodo, Lucifero.

Non è Kratos, però...
Il gameplay di Dante’s Inferno si avvicina moltissimo a quello dei vari God of War e si propone con un sistema di combattimento semplice ed immediato. Un tasto adibito al colpo debole, uno a quello forte, un altro per un attacco a distanza, emanando onde energetiche da una croce magica, e i dorsali sfruttati invece per scatenare fendenti e combinazioni più elaborate, oltre che per usare una delle quattro magie che sbloccherete lungo il corso dell’avventura. Come da tradizione, Dante evolverà le proprie capacità, acquistabili al costo di anime rosse o bianche, le prime utili ad aumentare il vostro livello di empietà e le altre invece per quello di santità, rilasciate dalle orde di nemici che sterminerete. Ogni qual volta giustizierete uno dei vostri avversari, potrete scegliere se condannarlo per sempre, o regalargli la redenzione dei peccati, guadagnando così esperienza e anime adatte ad acquisire abilità nella forza bruta o nell’uso del potere magico. Nell’arco dell’avventura potrete inoltre trovare delle reliquie, equipaggiabili solo due alla volta, che vi doteranno di abilità speciali.
Gettati nella mischia, l’impianto di gioco messo in piedi dai ragazzi di Visceral Games funziona egregiamente, grazie ad una risposta dei comandi precisa e sempre affidabile e la forza scatenata dalla furia di Dante saprà regalarvi molte soddisfazioni. Il sistema di combattimento non prevede combo particolarmente elaborate, quanto piuttosto una capacità del giocatore nel cambiare tipo di approccio in base alla sfida proposta. I mostri vi attaccheranno sempre in gruppo, all’interno del quale vi saranno tipologie di nemici diverse tra loro cosicché da un lato vi ritroverete a dover infliggere colpi rapidi per avere la meglio su piccoli quanto svelti esseri, mentre subito dietro di voi un imponente colosso andrà abbattuto a suon di magie e combo aeree. Da sottolineare come già a livello medio, la sfida proposta da Dante’s Inferno è decisamente impegnativa, ma mai disonesta, facendovi sempre sentire artefici di un eventuale vostro fallimento.
Alle fasi di accanimento sui tasti del pad, si alterneranno sessioni più ragionate, divise equamente tra semplici sezioni di platforming e altre di risoluzione di enigmi. In generale è stato fatto un buon lavoro nella costruzione del ritmo di gioco, alternando le varie sequenze e riuscendo a mantenere alta l’attenzione del giocatore per tutta la durata dell’avventura senza annoiare con un eccessivo ripetersi di situazioni uguali tra loro.
Il gioco presenterà anche piacevoli diversivi, come la guida di enormi creature con le quali seminare morte e distruzione, mentre sono al disotto delle aspettative le boss fight, sempre contro nemici di dimensioni ridotte rispetto a quanto ci hanno abituato i concorrenti e non troppo difficili da portare a termine con successo.

Visioni infernali
Se l’impianto di gioco è risultato a conti fatti solido ma non originale, Dante’s Inferno riesce ad esprimere una forte carica creativa nelle particolari trovate stilistiche che caratterizzano la realizzazione dell’inferno. I disegnatori ingaggiati dal team di sviluppo sono stati capaci di tratteggiare con una perfida quanto disturbante genialità i vari cerchi, proponendo pareti organiche piene di dettagli come denti o interiora assortite ad esempio in quello dei golosi, o di richiami agli organi genitali in quello dei lussuriosi. L’originale design, a conti fatti, diviene un vero e proprio elemento fondamentale dell’esperienza, capace da solo di generare la spinta nel giocatore ad avanzare alla scoperta delle prossime visioni infernali che lo attendono.
Lo scavare nel proprio passato peccaminoso, porterà Dante a scontrarsi con diversi abomini, così che ogni girone infernale avrà i propri abitanti specifici. Esattamente come gli ambienti, anche questi sono frutto di un eccellente quanto raccapricciante lavoro di design, tanto elaborato da portare il capo del progetto ad invitare il proprio pargolo per effettuare una particolare seduta di motion capture, volta a riprendere le esatte movenze di un bambino, così da dare ai non battezzati un aspetto più credibile e quindi più disturbante. Purtroppo in questo particolare aspetto, va fatto notare come da metà avventura in avanti, gli avversari che incontrerete saranno spesso riciclati dalle sezioni precedenti andando a rovinare in parte l’ottimo lavoro fatto sull’aspetto scenico del prodotto. Ci è risultata infatti poco comprensibile la presenza delle mostruosità residenti nel girone dei golosi anche in quelli successivi, per non parlare poi di quanto ciò avvicini pericolosamente al rischio ripetitività l’esperienza di gioco. Fortunatamente l’ottima calibrazione del livello di difficoltà e l’alternanza di fasi differenti riescono a mantenere sempre alto l’interesse del giocatore.
L’eccellente lavoro svolto sul versante estetico è fortunatamente supportato da un impianto tecnico decisamente solido. Entrambe le versioni si sono comportate più che bene nel gestire l’azione a sessanta frame al secondo costanti, proponendo una buona pulizia a video e soprattutto un insieme di effetti speciali davvero riuscito. Purtroppo il comparto tecnico latita nella resa delle texture, non tutte ben definite, ed in generale per quanto riguarda la mole di poligoni, non sempre all’altezza della concorrenza. Il comparto sonoro è invece eccellente, con buone musiche sempre al posto giusto e letteralmente colmo di versi, voci e lamenti perfetti per rendere l’idea del viaggio nelle viscere della terra popolate da milioni di anime in pena.
Dante’s Inferno non può purtroppo contare su di una longevità particolarmente elevata in quanto ci sono bastate circa otto ore per arrivare ai titoli di coda. A nostro giudizio comunque l’avventura avrebbe rischiato di risultare meno gradevole se stiracchiata su troppe ore di gameplay. Buono il fattore rigiocabilità, invece, in quanto una volta arrivati alla fine si sbloccheranno diverse voci del menu iniziale: a parte la consueta sezione extra, potrete rigiocare l’intera storia ad un livello di difficoltà più elevato e scegliere se farlo iniziando col personaggio già potenziato. Inoltre una sorta di modalità survival nella quale le vostre abilità verranno sfidata da ondate sempre più potenti di nemici, vi permetterà di divertirvi ancora esplorando appieno il sistema di combattimento imbastito da Visceral Games.
Recensione Videogioco DANTE'S INFERNO scritta da FOLKEN Dante’s Inferno si propone agli appassionati di action non come un innovatore, ma come un titolo in grado di divertire per tutta la durata della modalità principale e di gettare il giocatore in un inferno disegnato in modo originale e accattivante. La cattiveria con la quale il protagonista si accanirà sugli schiavi di Lucifero vi regalerà grandi soddisfazioni, complice l’ottimo impianto di gioco messo in piedi dagli sviluppatori, che non hanno puntato sul quantitativo smodato di combo o armi, ma su un’eccellente calibrazione del livello di sfida e sulla diversificazione degli avversari che vi attaccheranno sempre in gruppo e metteranno a dura prova la vostra versatilità. In conclusione, un titolo sicuramente da consigliare agli amanti del genere, che se decideranno di pagare il biglietto per l’ingresso all’inferno, si saranno regalati un viaggio nelle viscere del male, sicuramente meno geniale di Bayonetta, ma divertente e perfetto per ingannare il tempo in attesa del ritorno di Kratos.
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