Francisco Téllez de Meneses: questo il nome dello sviluppatore di
Unepic, prodotto
indie ispirato alle atmosfere di Castlevania e The Maze of Galious (vecchio titolo per MSX) che si è rivelato essere una piccola perla dedicata agli amanti del mondo di
Dungeons & Dragons, e degli RPG in generale. Detto questo, andiamo ad analizzare nel dettaglio il titolo in questione
Unepic fail? Non proprioIl pretesto narrativo di
Unepic è semplice: in una stanza buia, quattro amici giocano a un non precisato gioco da tavolo che ricorda tanto proprio
Dungeons & Dragons; uno dei quattro ragazzi, Daniel, sente l’impellente bisogno di alzarsi e andare in bagno. Arrivato a destinazione, il nostro eroe non riesce ad accendere la luce della stanza: l’unica soluzione, dopo vari tentennamenti, è quella di farsi luce da sé. Acceso l’accendino il nostro si ritrova non in una piccola stanzetta con sanitari annessi, ma bensì in un lugubre castello, buio e con simpatici mucchi di ossa pronti ad accoglierlo.
E’ in questo modo, dunque, che avrà inizio la spassosa avventura di Daniel attraverso il castello Harnakon, in un susseguirsi di quest principali e secondarie che trasporteranno il giocatore in una piacevole avventura dalla più che sufficiente durata di 15, 20 ore
Daniel, uno di noi?Analizzando il
gameplay del titolo, c’è da dire che
Unepic mescola elementi esplorativi e dinamiche RPG. Questo perché nei panni di Daniel il protagonista dovrà esplorare il castello nella sua interezza, dalle fogne alla libreria, in un susseguirsi di stanze e zone governate da diversi boss molto ostici da affrontare. C’è subito da dire che la mappa di gioco è veramente molto estesa: questa, nel gioco, viene rappresentata come un insieme di rettangoli collegati tra di loro; ognuno di questi, evidentemente, corrisponde a una delle circa duecento schermate di gioco. Vista la grandezza dell’ambiente, il titolo offre la possibilità di segnare, relativamente a ogni rettangolo sopra citato, alcune note. Si potrà dunque annotare la presenza di un particolare nemico ostile.
Durante la peregrinazione per Harnakon, inoltre, il giocatore intraprenderà un percorso di crescita del proprio personaggio che, attraverso la raccolta di oggetti e l'aumentare dell'esperienza, potrà plasmare a suo piacimento. Si potrà quindi scegliere di eccellere in una particolare arma (spada, ascia, arco e via di questo passo), migliorare la propria salute, incrementare l’efficacia delle proprie pozioni e cosi via. L’impostazione è estremamente classica, e permetterà di personalizzare in modo discreto la partita di ogni giocatore. Saranno presenti, inoltre, anche venditori e cuochi; la funzione dei primi sarà quella di commerciare oggetti, permettendo cosi al giocatore di compare nuove merci e di venderne altre.
I secondi serviranno per preparare pozioni ed essenze: grazie a loro, e ai loro pentoloni e ricette, sarà possibile mescolare e preparare al meglio i vari elementi magici.
Nel corso dell’avventura il giocatore si imbatterà inoltre in differenti ostacoli, che vanno dai semplici (ma sempre assai fastidiosi) spuntoni nascosti sul soffitto o sul pavimento, ai più impegnativi pipistrelli, sanguisughe, orchi e altre creature gigantesche. Tutte queste sfide aumentano di numero e intensità nel corso del gioco, facendo di
Unepic un prodotto assolutamente impegnativo da affrontare a tutti i livelli di difficoltà. Non si tratta quindi di un titolo da prendere sottogamba: le insidie si nascondono dietro ogni angolo e bisognerà interpretare nel modo corretto ogni situazione di gioco, cercando di ottenere il massimo da ogni scontro, sia in termini di esperienza che di materiali da raccogliere.
Una difficoltà in più, in special modo nelle prime fasi, è costituita dal buio: il castello visitato da Daniel, infatti, è si fornito di torce e bracieri sparsi per le stanze, ma questi risulteranno per la maggioranza dei casi completamente spenti. Sarà il giocatore a dover farsi strada con la propria piccola fiammella andando ad accendere ogni fonte luminosa. Va da sé che se ne potrebbe anche fare a meno, ma camminare nel buio di Harnakon risulterà impresa assai difficoltosa, specie in presenza di tanti nemici.
L’elemento che, al di là delle considerazioni sul
gameplay, rende
Unepic un titolo assolutamente originale è il carattere umoristico dell’intera narrazione, affidata ai dialoghi del protagonista con i personaggi sparsi per il castello. L’intero gioco è farcito di citazioni, battute su film, videogiochi e quant’altro contribuisca a popolare quel sottobosco culturale che strizza l’occhio al mondo
nerd e
geek.
Si può dire quindi, anticipando le conclusioni finali, che
Unepic risulti un gioco apprezzabile in particolar modo da un tipo di videogiocatore con un certo
background culturale. Per far capire meglio il concetto, è utile riprendere dal sito ufficiale di
Unepic la descrizione di Daniel, il quale viene definito come un "
un grande giocatore di videogiochi, grande fan dei film sci-fi, giocatore novizio di giochi di ruolo, testa quadrata e, soprattutto, arrapato a causa di una misteriosa mancanza di successo con le donne".
Ciò non toglie, in ogni caso, che il gioco risulti fruibile e divertente anche a chi non coglie al volo sottili citazioni e frasi riprese da
Star Wars,
Stargate e una moltitudine di RPG.
Servono degli occhialiL’aspetto tecnico di
Unepic è complessivamente più che sufficiente. Nello specifico, per quanto riguarda il lato grafico c’è da dire che il gioco si basa su un schermate e
sprite bidimensionali rifiniti in modo discreto, con una piacevole realizzazione delle luci. Il difetto maggiore è dato dalla risoluzione disponibile, ovvero 1024x768; questo elemento fa si che il titolo risulti estremamente piccolo su schermo, molto scomodo in certi frangenti.
E’ stato detto infatti che il gioco tra luci e ombre è un elemento importante di
Unepic: il pellegrinaggio di Daniel risulta in alcuni frangenti limitato proprio dalla grandezza degli elementi mostrati su schermo; per fare un esempio sarà veramente difficile distinguere, almeno le prime volte, le sagome dei pipistrelli svolazzanti per le stanze.
Se quindi il giudizio sull’aspetto grafico viene minato dalla bassa risoluzione, quello sul versante audio non sembra essere afflitto da note negative. Le musiche di sottofondo sono tutto sommato piacevoli, cosi come gli effetti ambientali.
Considerando la natura
indie del prodotto, dunque, non sembra azzardato affermare che si tratti di un lavoro discreto.
Hardware
OS: Windows 7/Vista/XP
Hard Disk: 50 MB