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Ghosts 'n Goblins

Ghosts 'n Goblins

Siamo di nuovo rimasti in mutande

Recensione Mobile
A cura di del
Era il 1985 quando Capcom, con una buona dose di perfidia e cattiveria, diede alla luce uno dei giochi tra i più difficili che da gamer abbiamo avuto la fortuna (o la sfortuna, dipende dal numero di pad distrutti addosso al muro) di provare. Dimenticate tutti quei giochi ritenuti “difficoltosi” e che rientrano nella sfera degli attuali hardcore-game (DarkSouls,Titan Souls, Bloodborne, Doom in modalità inferno, per citarne alcuni) e pensate a qualcosa di molto, molto più difficile. Pensate a qualcosa che metterebbe a dura prova i nervi anche di un qualche santone indù, qualcosa creato e sputato fuori dall’inferno stesso, ed ecco che avrete in mente Ghosts ‘n Goblins. Un platform 2D a scorrimento orizzontale dove un singolo pixel può fare la differenza tra la vita e la morte, tra l’esaltazione per un livello finito e la frustrazione di inserire di nuovo le 200 lire e dover ricominciare tutto da capo. Per la milionesima volta. Dunque, a distanza di quasi trent’anni, Capcom, in balia di una situazione economica non certo fiorente, e spinta dal desiderio di fare soldi facili facendo leva sul mercato della nostalgia, ha riportato in vita su dispositivi mobili IOS e Andorid  ad un prezzo più che onesto, quel gioiello di metà anni Ottanta, tale e quale a come fu concepito per le sale giochi dell’epoca, introducendovi qualche leggera modifica ma lasciandolo pressoché inalterato. La domanda che ognuno di noi deve farsi davanti a questo titolo è semplice e lineare: è il caso di infilarsi nuovamente in un lungo tunnel fatto di dolore, frustrazione e angoscia innanzi all’ennesima morte? Con il benestare dei sadici, noi diciamo subito di sì e per molte ragioni.



Il mio nome è Sir Arthur, cavaliere senza braghe e senza paura
In questa edizione mobile del tutto fedele all’originale, saremo di nuovo chiamati a vestire i panni del prode Arthur, mutande comprese, attraverso otto livelli suddivisi in varie sezioni, tutte molto differenti tra loro. Per chi non lo avesse mai giocato, in Ghosts ’n Goblins comanderemo un cavaliere appiedato, senza paura e avremo dalla nostra due elementi che tesseranno le fila del nostro destino: un’arma da lancio e un’armatura. Durante i livelli, e in modo del tutto randomico, alcuni nemici lasceranno cadere delle nuove armi che avranno raggio d’azione e portata differente. Dalla torcia ai pugnali da lancio, le armi classiche ci sono tutte, inalterate nel loro modo d’uso. A proteggere il prode Arthur un’armatura che perderà via via i pezzi a seconda dei colpi inflitti (in generale due prima della morte), e ci lascerà nel suo ultimo stato in mutande, in tutti i sensi. Il gioco e i suoi livelli sono in tutto e per tutti identici alla prima release da sala giochi, adattata successivamente da Elite Systems per varie piattaforme, NES, Super NES e Atari tanto per citarne alcune. Il gameplay, come detto in apertura, è rimasto immutato, fedele nella velocità e nella meccanica dei movimenti all’originale. Quello che ne consacrò il successo all’epoca, tanto da renderlo un vero e proprio fenomeno di costume per milioni di giocatori, fu l’elevata difficoltà e un sistema che puniva tremendamente e senza appello l’inesperienza. E' proprio sull’esperienza diretta del titolo che nasceva la belltà di Ghosts ’n Goblins: anche solo per superare un singolo livello, si aveva bisogno di decine e decine di tentativi, al punto da dover imparare a memoria i pattern di ogni singolo nemico e ogni boss. Questo, in aggiunta all’impossibilità di salvare, rese questo titolo uno dei giochi  con la percentuale più bassa di utenti che lo avevano finito. E proprio per ovviare a questo problema (che all’epoca avrebbe potuto significare anche spendere tantissime monetine sullo stesso livello) che Capcom in questo porting mobile ha deciso di venire incontro a quei giocatori, vecchi e nuovi, che vorranno provarci. Nel menù principale troveremo, oltre alla Classic Mode nella quale si hanno le solite tre vite, finite le quali si ricomincia da zero, una Casual Mode. Un nome utilizzato non a caso, che va quasi a voler schernire proprio quel casual gamer che non ha il coraggio di giocare come si giocava in sala giochi tenta anni fa. Questa modalità, perciò, permette un salvataggio alla fine di ogni livello, dal quale si potrà ricominciare anche avviando una nuova partita. Tradotto in altri termini, soprattutto per i più anziani, è che magari sarà la volta buona per vedere proprio quei titoli di coda, agognati da molti ma goduti solamente da pochissimi prescelti.



Controlli nuovi, gioie e dolori
Senza girarci troppo intorno, non abbiamo paura nell’affermare che il porting effettuato da Capcom è a dir poco sublime. L’esperienza di gioco è pressoché immutata rispetto alla versione corrispettiva del 1985: il formato video è stato rispettato a 4:3 e anche la riproduzione stereo dei suoni e delle musiche in 8-bit dimostrano un amore spropositato verso uno dei titoli più famosi della Storia. Ma al di là degli innumerevoli pregi che il gioco e il porting si portano appresso, non possiamo tacere su quello che potrebbe compromettere l’esperienza videoludica di quelli che vorranno cimentarsi seriamente in questa impresa: i controlli touch. Durante le varie sezioni di gioco avremo bisogno di salti millimetrici e di lance scagliate con tempismo perfetto e purtroppo questo non sarà sempre possibile. Nonostante siano precisi e reattivi, l’interfaccia a schermo è scomposta e poco pratica, riuscendo nell’impresa di rendere Ghosts ’n Goblins ancora più difficile. Nonostante Capcom abbia messo a disposizione diverse configurazioni disponibili per i comandi (crediamo che il Virtual Pad sia la migliore tra quelle proposte), Ghosts ’n Goblins è un gioco che richiede nervi saldi e pressioni dei tasti al millisecondo, cosa che con i comandi touch spesso risulta praticamente impossibile. Diverso lo scenario che si profila ai possessori di un qualunque pad bluetooth per cellulari: con un dispositivo fisico sotto le mani, l’esperienza di gioco cambia completamente e acquista in fruibilità e divertimento. 
  • + Un classico senza tempo
    + Difficoltà classica, sana e genuina
    + Porting di buonissimo livello
    + Prezzo contenuto
  • - Controlli da incubo
voto
7,5

Nostalgici e non, crediamo che tutti dovrebbero avere l’opportunità di giocare almeno una volta nella vita Ghosts ’n Goblins, e questo porting, dal prezzo contenuto, è l’occasione che in tanti stavano aspettando. Seppur i controlli diano molte grane, aumentando di fatto la frustrazione nelle sezioni più difficili, non potete assolutamente perdere l’occasione per portarvi sempre in tasca un capolavoro videoludico moderno, un esempio di raffinatezza estetica e ricercatezza nel gameplay, un titolo che è, senza mezze misure, uno dei pilastri storici sui quali è stata edificata la moderna concezione di industria videoludica.

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