Recensione di Lara Croft: Relic Run

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Data uscita:

     TBA 2015
- Tanta azione su schermo
- Modello free to play non eccessivamente invasivo
- Sistema di gioco rodato
- Alcuni noiosi cali di frame rate
- La ripetitività è scritta nel DNA del genere
- Troppe poche ambientazioni
A cura di (FireZdragon) del
Un esercizio di routine, ecco cosa sta diventando scrivere il paragrafo iniziale degli articoli mobile. E’ successo per Evolve, è capitato con Mortal Kombat e ora arriva anche il turno della bella archeologa Lara Croft. Solo qualche giorno fa è infatti uscito il teaser trailer per annunciare la nuova avventura in esclusiva temporale sulla piattaforma di casa microsoft e giusto per tenere alto il livello di hype, e magari sfruttarne anche la scia pubblicitaria, ecco comparire su App Store il gioco ufficiale dedicato alla cacciatrice di tesori.



E smollami sta reliquia
Lara Croft: Relic Run è un semplice endless runner con la telecamera posta dietro le spalle della protagonista, come mille altri su App o Android store. Appena iniziato a giocare quindi ci si ritrova sommersi dalle solite, ridondanti meccaniche che abbiamo già visto e assaporato in decine di altre occasioni.
Lara correrà per un percorso generato casualmente e noi non dovremo far altro che spostare la sua traiettoria trascinando il dito sullo schermo. In questo modo le potremo far schivare ostacoli, saltare rovine o massi che crollano all’improvviso ma soprattutto raccogliere delle preziose monete.
Da classico free to play, questa valuta virtuale ci permette di comprare i più svariati potenziamenti che vanno dai bonus a “calamita” alla comparsa anticipata di power up in game. E’ una struttura davvero standard per il genere, senza nessuna novità o caratteristica di rilievo, uno sforzo ulteriore per inventarsi qualcosa di originale da questo punto di vista l’avremmo davvero apprezzato.
Relic Run prova dal canto suo a rinverdire le meccaniche mettendo sul percorso degli indizi da raccogliere, i collezionabili utili a caricare una barra speciale che vi permetterà, una volta completa, di far apparire sul percorso una delle venti reliquie nascoste nei livelli attualmente disponibili.
Il vostro obiettivo primario sarà dunque quello di correre a perdifiato solo per collezionarle tutte e sbloccare così lo stage successivo, cosa che può avvenire solo una volta dato che, e questo è davvero triste, sono presenti all’interno del gioco solo due ambientazioni, con una terza ancora in pieno sviluppo come la scritta "coming soon" lascia ben intendere.
In Temple Run, come il nome lascia presagire, vi avventurerete in un tempio in rovina nella giungla tra uomini lucertola e pareti scoscese mentre in Desert Ruins saranno e sabbie del deserto ad attendervi a braccia aperte. A tutto questo sistema, piuttosto classico a dire il vero, si aggiungono due trovate interessanti per dare un po’ di pepe al tutto: fasi shooting dove usare le doppie pistole di Lara e combattimenti contro giganteschi boss.
A salvare la produzione da una secca insufficienza sono proprio le fasi finali dove Lara si troverà a schivare le fauci di un trex davvero incattivito e a sparargli in piena faccia con un pizzico di nostalgia per i giocatori di vecchia data.
Oltre alle pistole il gioco vi mette a disposizione una balestra, un fucile a pompa e vari fucili d’assalto, sempre ottenibili grazie alle monete sopracitate. Da questo punto di vista Relic Run si adatta piuttosto bene al modello free to play, scivolando solo nelle fasi avanzate dove, per ottenere i potenziamenti finali delle armi o outfit particolari per i moltiplicatori di punteggio, bisognerà sborsare i classici diamanti, ritrovabili in quantità limitata durante le partite o acquistabili pagando qualche euro di troppo. Per il set completo di vestiti di Lara c’è un bundle in “offerta” a soli 99 euro, mentre per il pacchetto armi ne bisognerà sborsare circa 14, prezzi fuori da ogni logica per un gioco del genere.

Nella selva mi persi
Guardando il lato tecnico della produzione non si può non notare un problema con il frame rate nelle fasi più concitate, con conseguenti morti impreviste e inaspettate (abbiamo testato il gioco su un iphone 6) e anche i comandi impartiti, saltuariamente, non vengono letti correttamente, portandoci alle medesime conseguenze. Relic Run è un gradino sopra gli altri endless runner per quanto riguarda la difficoltà visto che gli elementi di disturbo a schermo sono davvero, davvero numerosi. Le foglie delle piante invadono la zona dedicata alla corsa, impedendo al giocatore di anticipare agilmente le mosse dell’archeolologa e anche crolli e altri eventi scriptati metteranno i vostri riflessi a dura prova.
Tutto sommato però è la varietà delle situazioni a convincere maggiormente, con la bella Lara che si troverà prima appesa a una liana per una sezione su una parete verticale e poi su un quad lanciato a perdifiato nella giungla, per un livello di spettacolarità sempre piuttosto sostenuto. A completare il tutto ci si mettono le classifiche online e le sfide da lanciare ai propri amici su Facebook: elementi che a nostro modo di vedere non aggiungono al titolo quella qualità necessaria per farlo emergere dalla massa di cloni già presente sugli store digitali dei dispositivi Mobile.
Recensione Videogioco LARA CROFT: RELIC RUN scritta da FIREZDRAGON Potreste pensare seriamente a scaricare e giocare Lara Croft: Relic Run solo nel caso in cui foste davvero degli amanti a tutto tondo della procace archeologa, altrimenti uno dei tanti altri giochi del genere presenti nelle librerie apple o android potranno benissimo fare da sostituti.
I combattimenti contro i boss e la varietà di situazioni non bastano a tappare la ridondanza delle meccaniche di gioco, per svettare servivano idee di ben altra caratura.
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