Recensione di Lupo Solitario: Caccia nella Foresta

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Forge Reply
  • Data uscita:

     14 Novembre 2013
- Alcuni miglioramenti rispetto al primo capitolo
- Livello di difficoltà selezionabile
- Storia più avvincente
- Problemi nel bilanciamento della difficoltà
- Il caso ha un ruolo troppo importante nei combattimenti
A cura di (LoreSka) del
Il mondo del gaming mobile è davvero strano. Sembra una discarica, piena di cianfrusaglie e rottami, ma ogni tanto si scopre un piccolo tesoro. La serie Joe Dever’s Lone Wolf appartiene proprio a questa categoria: il primo capitolo si è dimostrato essere uno dei pochi giochi mobile capaci di tenere testa alle produzioni per console.
A rendere la cosa ancora più “miracolosa”, vi è certamente da considerare il fatto che il titolo è stato sviluppato da un team italiano, che è riuscito nel colpaccio di creare uno splendido gioco basato su di una licenza che ha segnato l’infanzia di chi è nato negli anni ottanta, il tutto senza tradire gli amanti del gaming in generale né gli amanti della serie di libri-game di Joe Dever. Siamo giunti al secondo atto di questa tetralogia e, per nostra fortuna, la qualità è rimasta altissima.


Inizia la caccia
Caccia nella Foresta recupera il salvataggio del primo atto per lanciarci immediatamente nella mischia. Di conseguenza, questo secondo atto viene sbloccato esclusivamente alla conclusione dl primo capitolo. Non temete, non occorrerà acquistare due volte il titolo per poterci giocare: Forge Reply ha intelligentemente pensato di rendere gratuito il primo episodio in vista del lancio di questo seguito, quindi vi consigliamo di correre immediatamente a scaricare Joe Dever’s Lone Wolf, casomai non lo abbiate ancora fatto.
Il fatto di non cominciare da zero porta inevitabilmente a riflettere sulle scelte compiute in passato, e sulla build che si era costruita nel primo capitolo. Nel nostro caso, avevamo a disposizione un guerriero orientato sulla forza, con capacità di guarigione e di furtività. Tutte queste caratteristiche portano a modificare in maniera radicale le scelte del giocatore nelle fasi narrative, che con numerose scelte multiple possono cambiare l’esito della partita. Una volta entrati in combattimento, il gioco passa alla splendida grafica in 3D già vista nel primo atto, e al complesso sistema di combattimento che ci permette di scegliere tra azioni offensive, difensive, armi da lancio, magie Kai e la Spada del Sole. Una novità si riscontra proprio nella luccicante arma magica di Lupo Solitario, che finalmente dispone di un attacco capace di colpire più nemici.


Nonostante questa modifica si sia rilevata determinante in più di un combattimento, anche Caccia nella Foresta replica la difficoltà elevatissima del primo atto. Da questo punto di vista, non vi sono migliorie: in alcuni frangenti il gioco appare sbilanciato, e il sistema di combattimento fa troppo spesso affidamento al caso. Così, dopo avere eliminato un potente Drakkar, può capitare di essere messi fuori combattimento da un semplice Giak capace di schivare due nostri attacchi di seguito. Il game over arriva spesso in maniera impietosa e, nonostante l’ottimo sistema di checkpoint e la possibilità di rigiocare immediatamente la battaglia, la cosa si traduce spesso in frustrazione.
Allo stesso modo, gli encounter casuali (attivati durante gli spostamenti nella mappa o nelle fasi di meditazione, necessarie per recuperare energia magica e vitale) appaiono spesso più difficoltosi di quelli scriptati. Non è certo piacevole vedersi spazzare via da un insignificante nemico incontrato per caso, magari subito dopo avere sconfitto un miniboss capace di succhiarci l’80% dell’energia in due colpi.
Le pozioni, dunque, vanno centellinate e usate con cura, ed è assolutamente fondamentale organizzare l’inventario prima di ogni scontro, al fine di non restare senza pozioni in battaglia, le quali possono spesso segnare il confine tra la vita e la morte.
Ad ogni morte vi è la possibilità di modificare il livello di difficoltà: Lone Wolf è un gioco estremamente impegnativo a livello medio, mentre a livello facile la difficoltà sembra diventare fin troppo indulgente. La scelta della difficoltà facile renderà le cose certamente più accessibili, ma al contempo diminuirà il livello di sfida e vi impedirà di ottenere numerosi oggetti. Il nostro consiglio, dunque, è quello di armarsi del self-control di un guerriero Kai e di ignorare la modalità facile, anche nei momenti più difficoltosi.


Meglio del primo atto
Il secondo atto di Joe Dever’s Lone Wolf apporta diverse migliorie rispetto al precedente capitolo. Anzitutto, la storia si è ramificata in maniera più profonda, e si ha la netta sensazione che le cose possano davvero cambiare a seconda delle scelte compiute dal giocatore. Talvolta un buon senso di percezione del lettore/giocatore può modificare l’avventura a proprio vantaggio, esattamente come avveniva nei vecchi libri della celebre serie. Da questo punto di vista, dunque, il gioco è profondamente rispettoso del materiale di partenza e ha risvegliato in noi alcune emozioni che non rivivevamo dai tempi delle scuole medie.
Dal lato del gameplay, i combattimenti sono più frequenti e - per certi versi - più intensi, con un maggior numero di QTE e la possibilità di sfruttare più abilità, un aspetto che va indubbiamente a vantaggio della longevità del titolo. Il boss finale è davvero molto impegnativo (nel nostro caso si sono resi necessari cinque game over, con il penultimo scontro perso per un soffio che ci ha fatto gettare l’iPad sulla poltrona) e potremmo dire che il secondo capitolo si conclude nel migliore dei modi, preparandoci al terzo episodio al momento in lavorazione.
Dal punto di vista tecnico, Caccia nella Foresta si mantiene allineato con quanto visto nel primo episodio: splendida grafica, eccellente interfaccia utente nelle fasi di lettura, inventario un po’ incasinato ma fruibile.
Recensione Videogioco LUPO SOLITARIO: CACCIA NELLA FORESTA scritta da LORESKA Joe Dever’s Lone Wolf è uno dei migliori titoli disponibili sul mercato mobile. Qualunque dubbio in merito a questo fatto è stato ulteriormente spazzato via da questo secondo capitolo, che si dimostra qualitativamente all’altezza del suo predecessore. Permangono ancora i problemi nella difficoltà, che si sbilancia in maniera vistosa in alcune fasi del gioco. Ottima l’idea di inserire i livelli di sfida, ma - al contempo - sembra che il gioco non sappia trovare una via di mezzo tra il “mediamente facile” e il “difficilissimo”. In ogni caso, nel mondo spesso disastrato dei giochi per cellulari e tablet, questo titolo è una perla che non dovete assolutamente lasciarvi scappare.
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