Recensione di Glyph Quest

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Alexander Trowers
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     4 Febbraio 2014
- Inizialmente conquista
- Buone meccaniche per la combinazione degli incantesimi
- Stile vincente
- Non vi durerà più di qualche ora
- Nemici con attacchi automatici indipendenti dal tabellone di gioco
A cura di (FireZdragon) del
Era un po' che tenevamo d'occhio l'app store nella vana speranza di trovare un Puzzle game che riuscisse a regalarci quello stesso divertimento provato con Puzzle Quest e Puzzle Fighter anni fa ma aihnoi nell'ultimo periodo più che cloni di Candy Crush gli sviluppatori non sono riusciti a regalarci.
Un barlume di speranza si è acceso nei nostri occhi quando abbiamo trovato tra le applicazioni gratuite tale Glyph Quest: un puzzle dal design originale, con creature fantasy pronte a difendere punti esperienza e tesori e dotato di un gameplay generale accessibile e intrigante. Le brutte sorprese però erano in agguato...

Ormai parlo solo di maghi, stregoni e magie...
Ci teniamo a precisarlo da subito, su App Store Glyph Quest è segnalato come applicazione gratuita ma in realtà quanto andremo a scaricare è semplicemente una demo, capace di farvi assaggiare solo una minima parte della produzione, completare qualche dungeon e testare le combinazioni base per gli incantesimi. Per poter giocare alla versione completa dovrete sborsare circa due dollari, comprando la licenza magica nello store dedicato indispensabile per sbloccare il gioco completo.
È una mancanza di trasparenza quella messa in mostra da Alexander Towers che non ci è piaciuta un granché, utile però a far conoscere il gioco e a farlo emergere dalla miriade di applicazioni presenti sullo store digitale Apple, intasato da titoli di bassissima qualità e giochi mediocri.
Preso possesso del gioco completo il nostro maghetto, o la nostra maghetta a seconda della scelta iniziale, dovranno farsi strada in un mondo di gioco suddiviso a livelli prestabiliti, dungeon nei quali creature feroci prese di peso dalla mitologia fantastica europea cercheranno in tutti i modi di ucciderci.
Grifoni, viverne, non morti e draghi andranno sconfitti tentando di combinare tra loro tutta una serie di elementi presenti a schermo su un tabellone circolare di dimensione variabile basato sul livello del nostro eroe.
Proseguendo nell'avventura e sbloccando via via poteri sempre più forti ci troveremo quindi a poter lanciare incantesimi distruttivi di varia natura, partendo da piccole scintille capaci di scottare il nemico fino ad arrivare ad evocare fenici infuocate e mostri abissali.
Per riuscire a dare vita alle magie non dovremo far altro che collegare tra loro, tramite la pressione su schermo, le sfere dello stesso colore, da due a cinque per l'esattezza, con effetti variabili in base alla quantità di sfere sbloccate, grossomodo con lo stesso sistema di combinazioni visto in Magicka.
Ad aumentare la profondità del gioco ci si mettono tutta una serie di elementi in contrasto tra loro che vi ostacoleranno, costringendovi a scegliere con attenzione quali magie lanciare per avere a disposizione sempre altri incantesimi per i turni successivi e non rimanere bloccati. Restare fermi un turno infatti significa subire danno senza poter rispondere e nei livelli avanzati la vostra immobilità potrebbe causare la morte, obbligandovi a da capo un intero dungeon.



Ripetitività
Purtroppo la ripetitività è davvero dietro l'angolo e il fatto che i mostri avversari ci attacchino senza utilizzare il tabellone ma con sferzate e magie automatiche, semplicemente distinte per tipologia di nemico, costringe il gioco ad una staticità che alla lunga annoia, soprattutto durante le missioni più lunghe.
Non servono infatti gli oggetti nell'inventario capaci di ripristinare salute o mischiare le sfere magiche a ridare un po' di vitalità al tutto, sapere di poter fare affidamento ad uno schema di magie immobile permette di pianificare con davvero troppo anticipo le mosse rendendo il tutto semplicemente poco divertente o coinvolgente.
Glyph Quest è indubbiamente un gioco semplice, buono per passare qualche ora ma incapace di tenere incollati poi a lungo come ci si aspetterebbe da un puzzle game, forse per le sue meccaniche sin troppo semplicistiche.
Ci ha colpito infine in maniera particolarmente positiva lo stile grafico, con sprite disegnati in maniera grossolana, quasi in stile bambinesco ma capaci con poco di farsi apprezzare. Un titolo insomma che non riesce a elevarsi certo sopra la media dei titoli presenti su App Store ma che quantomeno tenta di approcciare il mercato con qualche idea nuova e uno stile indubbiamente unico.
Recensione Videogioco GLYPH QUEST scritta da FIREZDRAGON Glyph Quest non è sicuramente il Puzzle game che ci attendevamo. Dopo una partenza con il botto le meccaniche di gioco sin troppo ripetitive scemano velocemente lasciandoci con una produzione troppo piatta e ripetitiva. Un buon passatempo dunque ma che non potrà che tenervi impegnati per una manciata di ore. La mancanza di sfida e l'eccessiva linearità vi fiaccheranno sul lungo periodo fino a farvi abbandonare il titolo del tutto, con buona probabilità prima della sua conclusione.
Scrivi un commento
Per commentare occorre essere utenti registrati.
Se non hai un account clicca qui per registrarti oppure clicca qui per il login.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.