Recensione di Heroes of Dragon Age

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     iPhone
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     EA
  • Distributore:

     EA
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     12 Dicembre 2013
- Buona modellazione poligonale degli eroi
- Tutte le personalità principali di Dragon Age
- Pay to Win spudorato
- Nessuna tattica
- Zero profondità nel sistema di gioco o nella progressione della squadra
A cura di (FireZdragon) del
Con il volume di investimenti sempre più importante che gira attorno ai brand videoludici è divenuta ormai prassi per le compagnie spremere fino in fondo i propri marchi. Questo significa a grandi linee arrivare a pubblicare spin-off di dubbia qualità solo per acchiappare una fetta di pubblico ormai affezionata ad una saga o ai personaggi con i quali si sono condivise mille avventure, cercando al contempo di guadagnare il più possibile facendo il minimo sforzo, sia in termini di programmazione, con titoli free to play semplicistici, sia di pubblicità.
Heroes of Dragon Age è un po' la somma di tutto ciò e oggi vi diciamo perché, per questo titolo, non dovreste nemmeno sprecare il tempo necessario a scaricarlo.



L'anti videogioco
È la prima volta che un titolo basato sul brand di Dragon Age approda su mobile e, ad essere sinceri, visti i buoni trascorsi sui social con quel Dragon Age Legends più che godibile, speravamo di poter trovare un prodotto che fosse quantomeno all'altezza del nome in cima alla copertina. L'introduzione d'altro canto non delude le aspettative, con una presentazione in serie dei personaggi principali della saga, modellati in maniera più che degna, che appaiono via via a schermo facendo viaggiare veloce la mente del giocatore. Il viaggio purtroppo si interrompe bruscamente non appena il titolo si palesa per quello che è: un semplice e banale gioco di strategia a turni, cosa che di per sé potrebbe essere anche accettabile se non fosse che le meccaniche di gioco sono state completamente ignorate, in favore di automatismi inutili e addirittura deleteri per il prodotto.
Ad attenderci oltre la prima schermata di caricamento troveremo un breve tutorial atto ad introdurci alle meccaniche base e svelarci che in fondo Heroes of Dragon Age richiede semplicemente di formare una squadra di quattro eroi, ai quali si può aggiungere una creatura mostruosa, per poi mandarla in battaglia e rivivere alcune delle missioni più importanti dei Custodi Grigi.
Non appena il combattimento inizia però la problematica più grande della produzione arriva come un pugno nello stomaco, con le nostre unità controllate in maniera completamente automatica dall'intelligenza artificiale. Non potremo quindi decidere chi fare attaccare, quale bersaglio prendere di mira e nemmeno scegliere le più banali formazioni di difesa ed attacco presenti in ogni gioco del genere.
Nel caso la fortuna sia dalla nostra e i nostri prodi eroi riescano ad abbattere i membri del team avversario, ogni singolo personaggio guadagnerà una quantitativo di esperienza utile per salire di livello, ottenere punti statistica ed essere pronto per affrontare via via battaglie sempre più difficili.
Già con questa premessa il titolo non potrebbe arrivare alla sufficienza, ma gli sviluppatori di Electronic Arts, hanno deciso di fare ulteriormente leva sui fan e per monetizzare un prodotto completamente gratuito hanno deciso di inserire le microtransazioni, ovviamente nel modo più invasivo possibile.
Grazie ai crediti guadagnati in battaglia potremo acquistare negli accampamenti delle bustine speciali, esattamente come fossero pacchetti di figurine, nelle quali trovare un eroe o una creatura mostruosa generata casualmente. Il problema è che ovviamente i pacchetti acquistabili con un esborso minimo contengono solitamente le creature più deboli mentre per arrivare ad ottenere gli eroi più noti, forti e indispensabili per proseguire nella storia dovrete davvero macinare ore e ore di gioco, sperando di essere abbastanza fortunati da trovare una leggendaria. In alternativa potrete ovviamente aprire il portafoglio e comprare delle gemme speciali per ottenere le buste più preziose, grazie alle quali ottenere rare e epiche garantite.
È ovvio che questo sistema sbilancia completamente il PvP, dominato da chi ha le creature più potenti, e non permette, vista l'impossibilità di utilizzare la minima tattica, a chi è più bravo ma meno disposto a spendere di progredire.
È un modello di business che non vorremmo mai vedere nel mercato e che affossa per forza di cose la produzione.



Altre meccaniche?
Electronic Arts ovviamente ha tentanto di dare una parvenza di profondità al tutto, permettendo al giocatore di dare più punti ferita agli eroi in prima fila o aumentare la possibilità di effettuare colpi critici a quelli posizionati nelle retrovie ma sono meccaniche superficiali e che non spostano di molto il bilanciamento complessivo del gioco. Oltre a ciò si possono inserire determinate rune per aumentare la resistenza agli stordimenti e velocizzare l'attacco, ma anche queste sono recuperabili esclusivamente nei pacchetti sopracitati rendendo tutto il sistema ancora più penalizzante per chi non vuole spendere un singolo centesimo.
Ci sono palliativi per dare l'impressione di voler far giocare un po' tutti, con missioni che vi ricompensano con creature o rune comuni, ma è davvero troppo poco per salvare Heroes of Dragon Age.
Ovviamente dal nostro punto di vista il gioco è uno spreco di risorse e ci rammarica ancora di più vedere come un buon comparto tecnico, con modelli poligonali più che soddisfacenti, un buon design dei menu, oltre che ovviamente i personaggi a cui tutti siamo affezionati, vengano rovinati in questo modo. Se amate Dragon Age il favore più grande che potete farvi è lasciare questo titolo sullo scaffale virtuale dell'App Store.
Recensione Videogioco HEROES OF DRAGON AGE scritta da FIREZDRAGON Heroes of Dragon Age è, senza mezzi termini, uno spreco. È uno spreco per la licenza e un tentativo mal riuscito di spremere denaro dai fan, con un modello di monetizzazione spinto esclusivamente verso il pay to win. Non sappiamo a questo punto davvero quanto queste operazioni possano risultare benefiche per il brand e speriamo che le compagnie inizino ad investire tempo e risorse per regalare ai giocatori titoli dotati di maggior profondità, sia dal punto di vista narrativo sia, soprattutto, da quello del puro e semplice gameplay.
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