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WWDC 2013 Keynote

WWDC 2013 Keynote

Un po' di tutto, per tutti.

Recap
A cura di Michele “Spoudaios” Tinnirello del 13/06/2013
Puntuale come ogni anno arriva il keynote di apertura della WWDC. Come ci ricorda un entusiasta Tim Cook, è il ventiquattresimo anno consecutivo che Apple tiene questo evento, e questa volta i biglietti sono andati esauriti addirittura in 71 secondi.
Cosa significa questo? Significa una curiosità smodata da parte degli addetti ai lavori di tutto il mondo verso il futuro dell’azienda di Cupertino, in un momento epocale in cui, in piena epoca post-Jobs, bisogna riuscire a dare una nuova impronta all’azienda, tentando la titanica impresa di non perdere la propria identità e riuscendo contemporaneamente a rimanere “LA” azienda innovatrice. Oggi la concorrenza è ben più agguerrita e potente di qualche anno fa, quindi i giochi si fanno sempre più seri. Sarà riuscita Apple a sorprendere tutti per l’ennesima volta? Giudicate voi.



Bei numeri sì, ma sempre numeri...
L’apertura del keynote non è stata proprio entusiasmante a meno che non siate numerofili accaniti. Per i primi minuti Tim Cook ha snocciolato una serie di risultati che, per quanto positivi, lasciano il tempo che trovano per gli utenti comuni, essendo roba da investitori. Per questo motivo ve li risparmiamo, andando subito al sodo.

Sea lion? No, per fortuna Mavericks
Iniziamo subito con il primo annuncio, atteso dagli utenti OS X di tutto il mondo, ovvero la nuova iterazione del sistema operativo, la 10.9 per essere precisi., chiamata Mavericks. Prima caratteristica immediatamente evidente: pressoché nessun aggiornamento estetico. Craig Federighi ha esposto le novità salienti, tutte relative ad aggiornamenti di app esistenti o qualche nuova applicazione. Andiamo con ordine. Il primo, profondo aggiornamento riguarda Safari. Il browser Apple, con buona pace delle tecniche di marketing, di sicuro non è il browser attualmente più evoluto ed efficiente, ed Apple stessa lo sa bene. Pertanto i cambiamenti in arrivo sembrano piuttosto parecchi. Aldilà degli orpelli dell’interfaccia utente leggermente rinnovata, ciò che davvero conta si trova sotto il cofano: un motore javascript completamente riscritto, in grado di elargire performance, secondo Apple, superiore al primatista Chrome. Tra le funzioni visibili all’utente le novità più importanti riguardano i link condivisi, ossia un elenco delle pagine web condivise sui social network dai nostri contatti, e il portachiavi iCloud, grazie al quale salvare password e codici vari (anche delle carte di credito) sulla nuvola così da averli sempre a portata di click. Ritorna a far parlare di se anche iWork, che probabilmente godrà di nuova linfa vitale grazie alla versione per iCloud. Un po’ come accade già per le suite Google e Microsoft, qualsiasi utente potrà utilizzare Pages, Keynote e Numbers da qualsiasi Mac o PC semplicemente utilizzando un browser web.
Il sistema operativo si arricchisce di nuove funzioni del finder, su tutte tabs e tags; appaiono inoltre due nuove app provenienti direttamente da iOS: Mappe (con possibilità di impostare un percorso su Mac e inviarlo ad iPhone prima di uscire) e, finalmente, iBooks.
Novità anche per la gestione notifiche: adesso sarà possibile a rispondere a mail, messaggi e post direttamente dalla notifica senza necessità di aprire l’app relativa.
Per gli utenti tecnologicamente più smaliziati le novità più importanti sono, ancora una volta, under the hood: gestione della ram completamente rinnovata grazie al sistema power nap.
Esteticamente quasi nessun cambiamento, se non a qualche app come Calendario. E’ evidente che Apple stia tenendo le grosse novità in serbo per l’anno prossimo, anno in cui si passerà molto probabilmente a OS 11.

Il nuovo Pro e i (semi)nuovi Air
La novità più attesa e fortunatamente non disattesa sul fronte hardware è senza dubbio il Mac Pro. Completamente ridisegnato, il nuovo desktop professionale nasconde una potenza senza precedenti in casa Apple. Sotto la scocca dal design avveneristico, è presente una singolare architettura talmente particolare che le modifiche possibili successivamente all’acquisto saranno pressoché impossibili. Ogni componente hardware è infatti appositamente disegnato per il particolare case. In ogni caso, grazie ad una doppia GPU Ati in grado di sviluppare 7 teraflops e supportare contemporaneamente ben tre monitor esterni in 4K, probabilmente gli acquirenti non soffriranno troppo questa lacuna. Arriva, come da molti previsto, la porta Thunderbolt 2, in grado di garantire un flusso dati a 20GB/s.
E i portatili? Niente MacBook Pro, soltanto alcune novità per gli Air. Novità relative “soltanto” a batteria e interfaccia SSD. Per le prime Apple ha garantito una durata giornaliera, ovvero nove ore per il modello da 11” e persino dodici per l’Air da 13”. Ciò è reso possibile grazie all’ottimizzazione dei nuovi processori Intel Haswell. Gradito il leggero ritocco al ribasso dei prezzi: l’entry-level da 11” pollici costa ancora 1029 Euro, ma monta un SSD da 128GB piuttosto che da 64 (seguono a ruota proporzionalmente gli altri modelli).

iOS 7, il vero protagonista
L’annuncio in assoluto più atteso riguardava, ovviamente, il nuovo OS mobile. Ed in effetti, le novità ci sono. Belle o brutte che vengano percepite. iOS 7 si presenta con un’estetica radicalmente rinnovata, fatta di colori accesi, pochi gradienti, molte trasparenze, zero scheumorfismo, font ultra leggero. Nuovo centro notifiche, arrivo dell’inedito centro di controllo per l’accesso rapido ad alcune impostazioni, sfondi dinamici con effetto tridimensionale, reparto foto/video rinfrescato, AirDrop, insomma ce n’è per tutti.
La percezione a freddo, senza prove e “meditazione” sembra suggerire un insegumento di Apple nei confronti di Android e Windows Phone. Ma riteniamo che un giudizio obiettivo possa scaturire da una prova diretta, per questo rimandiamo i dettagli su iOS 7 ai prossimi giorni, quando pubblicheremo il resoconto della nostra esperienza sul campo.
Presentata, infine, iTunes Radio, il nuovo servizio simile ad altri già esistenti (vedi Spotify) che permetterà agli utenti di usufruire in streaming dell’intero catalogo iTunes. Disponibile inizialmente nei soli USA, sarà gratuita per tutti con alcune differenze: gli abbonati ad iTunes Match non dovranno sorbirsi la pubblicità audio.

Dopo tonnellate di rumor e anticipazioni varie, finalmente Apple ha mostrato le sue carte per l'anno a venire. Mavericks, iOS 7 e nuove funzioni iCloud sul lato software, Mac Pro e aggiornamento dei MacBook Air sul lato hardware. Forse meno di quanto ci si aspettava. Apple, per alcuni, ha perso la sua carica innovativa, e lo ha dimostrato con iOS 7, forse non più in grado di innovare, ma solo di inseguire. Voi cosa ne pensate? Il design "molto piatto" di Ive basterà a dettar nuovamente legge per i prossimi anni?

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